ViaggioNelTempo300Sito.jpg)
Un'immagine suggestiva (con Mirandi) dei Manifesti della mostra
"Mirandi sulle Orme del Fiume Mavone"
lungo le strade - Isola del Gran Sasso (TE) 2000
Un Viaggio nel Tempo
"IL FIUME" NEL GIUBILEO DEL 2000
"Il Fiume" è unopera "rock" del famoso Gruppo Storico italiano "LE ORME" pubblicata nel 1996 è una "suite" in cui un tema unico ha filo conduttore unico; si tratta di una storia di una "metafora" , della storia di un uomo che vive lungo un fiume, nel suo lungo percorso, dallorigine sulla montagna, "vicino a Dio", scende a valle attraversando deserti, villaggi e città, incontrando, sulla sua via, appunto, luomo e nello scorrere del tempo, tra mille difficoltà tra gioie e dolori, arriva al mare alla "Grande acqua".
L'artista Tonino Leandro Mirandi si è ispirato al racconto dellopera musicale interpretandolo e dipingendolo brano dopo brano e ognuno di loro hanno ripreso i titoli degli undici tempi della "suite" originale.
Leandro Tonino Mirandi ha ideato, progettato, interpretato, schizzato, disegnato, raffigurato, raccontato la storia con la serie di venti opere aggiungendone poi altre quattro aventi un riferimento più vicino ai luoghi del comune di Isola del Gran Sasso e al Giubileo, le ho poi dipinte, per alcune di loro è stato inserito per curare la parte figurativa il pittore E. B.
Leandro Tonino Mirandi si è ispirato nella sua interpretazione ai brani di questa storia descritta in musica dalle "ORME", trovandola adeguata al luogo e alla zona del comune di Isola del Gran Sasso (Teramo).
La piccola cittadina è situata ai piedi della catena montuosa appenninica dove brilla tra il verde, sollevata da ponti che sovrastano gli intrecci del fiume (Mavone) con diversi torrenti e con subito nelle vicinanze il Santuario di San Gabriele dellAddolorata, scelto come Luogo Sacro Principale dellAbruzzo per il Giubileo (che viene visitato da circa cinque milioni di pellegrini lanno). Per loccasione, Mirandi, invitato dal sindaco del comune di Isola a realizzare qualcosa che commemori pittoricamente levento.
Mirandi ha in realtà continuato un progetto che aveva iniziato più di due anni prima: quello di unire Musica, Poesia e Pittura, di apportare interpretando creativamente unopera musicale "Spirituale", certamente adeguata per loccasione, in un secondo tempo, modifiche a quegli schizzi.
Ha invitato è ricevuto il sostegno per curare la parte figurativa su di alcune opere anche di E. B. hanno, infine portato alla rappresentazione artistica dei ventiquattro dipinti in occasione del "Giubileo del Duemila" il cui fulcro principale e a Piazza San Pietro a Roma.
Ancora una volta, il lavoro delle "ORME" ha fatto da base al Mirandi per realizzare i propri dipinti (si ricorda una precedente ispirazione a "Felona e Sorona") e così lartista adatta lopera musicale "Il Fiume" ad Isola ed alloccasione del "Giubileo" sottolineando, da una parte, il valore paesaggistico del luogo tanto vicino a San Gabriele (ambiente, dominato dallalta montagna e dal Fiume, rappresentato dalla maggior parte dei dipinti su quindici) e, dell'altra al paese mitico, Trignano, frazione di Isola (v. lopera "Madre Mia" che riprende il titolo del pezzo poetico-musicale omonimo)
Il duo Mirandi-Bolognesi esprime sicuramente due idee estremamente contrapposte che, nella differenza, uniscono allintento sociale una forza altamente Spirituale.
Roma 2000
Leandro Tonino Mirandi
CRITICA dA R T E
Leandro Tonino MIRANDI
"pittura al verticale"
Maestro della tecnica mista e cantore delluniverso, Mirandi collega cieli ed acque in un abbraccio cromatico forse inimitabile.
La mappa del cielo e il cuore della terra esplodono al tocco delle sue dita che vogliono più che mai spiegare larmonia attraverso lamore.
Rimasi incantata dinanzi alle sue opere e mi chiesi quale vento lo spingesse verso i traguardi futuri.
Non è certo il nuovo ad attrarlo, ma il mistero della Genesi che piega i violenti e premia le anime aperte verso le conquiste: in tal senso è leterno presente a stimolare in lui lestro inesauribile, ora centrato sui pianeti, ora tra le erbe e si coglie la fragranza sentendosi avvinti dalla flora, mezzo spettacolare per dire quanto grande sia la cellula vivente che nutre e orienta le creature.
Tutto è un rigoglio darmonia: è come se avessimo dinanzi "i forzieri del Regno" che attendono dessere raggiunti ed usati, attendono labbraccio e le menti avide di linfa e di luce, la luce dei primordi che continua il suo moto suscitando danze di colori.
Lo stile di Mirandi è realmente una danza; ma il vento che lo muove non è altro che ardore, cioè il desiderio di cogliere attraverso loro del tempo, il segreto dei millenni, inciso in una cellula: la vita! Ardore in chiave darmonia, inesorabile e incentrato, più che sulle domande, sulle risposte.
Ecco, questa è la vita! Panoramica di luci e ombre, lucentezza assoluta, trasparenza e linguaggio per gli eletti, cioè coloro che amando benedicono e operando trasmettono la più alta gamma di valori.
Spirito libero e cercatore di stelle, offre la possibilità di decidere, attraverso la lettura dei quadri, quali sia il vento migliore per trasportare semente, la buona semente delle "certezze", universalmente valide: noi siamo coloro per i quali è stata creata la terra; ed ecco la terra, con le smisurate bellezze che la sovrastano e la circondano, la popolano e la rendono un cammino straordinario di crescita, per quanti ne rispettano le leggi, quelle naturali, fatte di ordine laboratorio.
E certamente un vincitore, tra i pittori del nostro tempo, lo dice la sontuosità con la quale partecipa, elemento stesso nel giardino dei viventi che spesso alludono ma non compiono come egli compie quel terribile salto di qualità che è "addentrarsi nel mistero", accarezzando, nei versanti, la mappa spettacolare cui apparteniamo.
E vero, il sistema planetario ci sovrasta e pare debba schiacciarci con la sua potente bellezza. Ma Tonino Leandro Mirandi, contrappone, con altrettanta forza, i piccoli fiori, amplificati dallingegno, per meglio servire la natura, per rendersela amica, per suonare sulla famosa arpa del silenzio, la canzone delluniverso, cioè aderenza, intelligenza, capire, smuovere le acque perché rassodino le zolle e la luce sorga dalla montagna.
Bello il giallo-oro, lazzurro e il viola! Tutto partecipa nella corsa smisurata per la conquista del Regno! Mirandi concretizza il desiderio del volo: egli ci invita ad escludere qualunque cosa che non miri alto per essere liberi.
Ecco, la sua pittura è un canto di libertà. Questa è la ragione per la quale pensai al vento, guardando le sue opere. Un canto che non prevede soste di pensiero ma arrendevolezza nelle mani di Dio per essere più forti, per essere veramente esploratori di luce. Mirandi non fa salti nel buio alla ricerca del nuovo ma continua a camminare sui sentieri antichissimi del cosmo. Questa è la sua creatività: avvicinarsi sempre più alla fonte dorigine.
Maria Teresa Palitta
IL FIUME DELLA VITA NEL GIUBILEO DEL DUEMILA
In attesa del Giubileo del Duemila sono in preparazione una serie di manifestazioni e di progetti per celebrare il bimillenario della nascita di Cristo. Ben sinserisce in questo ambito anche la mostra itinerante Mentana, Roma, Isola del Gran Sasso (Teramo), Morlupo, Torlupara, Guidonia, Roma (2°), etc. di Tonino Leandro Mirandi con 24 opere pittoriche, alcune eseguite in collaborazione con E. B. in una coesistenza di linguaggi fertile ed innovativa, sul tema "Il fiume della vita nel Giubileo del Duemila", ispirandosi allopera "rock" "Il fiume" del 1996 del gruppo storico italiano "Le Orme", che, attraverso la musica e la poesia, hanno narrato la storia di un uomo che vive tra gioie, dolori e pericoli lungo il corso di un fiume e dalla sorgente, su una montagna "vicini a Dio", scende a valle attraversando deserti, praterie, villaggi, città fino al mare, "la grande acqua", elemento simbolico del Battesimo, della Purificazione e della vita stessa con il suo inestricabile intreccio di pulsioni, di urgenze, di lotte e di aspettative.
Se "il futuro è nuvola / il passato è sabbia del deserto / che il vento porta via. / Come acqua libera / il presente è un grande fiume in piena e tu devi viverlo ". Questa mostra include un messaggio vitale molto ottimista, cioè quello di vivere pienamente il proprio presente con una grande coscienza di sé e documenta i legami tra le radici sociali della nostra epoca ed il percorso spirituale e sofferto di un artista come Tonino Leandro Mirandi che avverte un forte desiderio di rinnovamento personale ed evoca, attraverso le sue opere, memoria e desiderio di trascendenza.
Ernst Junger, il grande scrittore tedesco quasi centenario ha detto che " le forbici tagliano maggiormente proprio nel momento in cui stanno per chiudersi." Anche questo grande Giubileo del 2.000 particolarmente impegnativo, poiché conclude sia un secolo che un millennio e verrà celebrato simultaneamente nelle quattro maggiori Basiliche di Roma, in Terrasanta ed in ogni Diocesi del mondo appare come una grande censura tra il "prima" ed il "dopo" e tutti avvertono una forte inquietudine, ma anche un bisogno dimpegnarsi di più socialmente per la pace e la solidarietà che sono bisogni permanenti dellumanità e culturalmente, poiché le varie arti sono le uniche attività umane in grado di contrastare le istanze corrosive che promanano dalla nostra società.
Nel suo insieme lesposizione, ideata e progettata da Tonino Leandro Mirandi inserito ormai nella migliore linea della pittura contemporanea la cui logica compositiva si strutturalizza in un colore puro, dato come gesto e come sentimento evidenzia tutte queste problematiche di fine millennio ed il desiderio delluomo di ritrovare, attraverso i valori spirituali ed estetici, larmonia con la vita del cosmo. Dopo le grandi mostre precedenti come "Un viaggio nelluniverso", "Felona e Sorona", "Astro-Ecologia", "I colori del Vento" anche in questa mostra "Il fiume della vita nel Giubileo del Duemila" questartista dimostra di creare le sue opere nellansia di penetrare sempre nuove realtà interpretate in chiave di luci e di ombre, di forme e di spazi ed i luoghi rappresentati acquistano una pregnanza quasi rituale e metafisica. Il risultato formale resta in bilico tra rappresentazione ed astrazione, tra arte e religione, tra ipotesi fantastiche e realtà, tra coscienza individuale ed inconscio collettivo.
Anna Iozzino
MIRANDI :
IL "POEMA GIUBILARE" ATTRAVERSO LE IMMAGINI DELLARTE FIGURATIVA
Il Fiume della memoria feconda i percorsi del Giubileo: duemila anni di Cristianesimo emergono attraverso la storia dei santi e dei martiri che hanno illuminato la Chiesa di Cristo, dopo la Sua Morte e Resurrezione.
Sempre in atto, il miracolo damore forma un profilo convergente con la liturgia delle immagini mediante lArte Figurativa la cui narrazione ci tramanda lora salvifica della solennità evangelica, tessera preziosa che, confermando il discorso biblico, si incastona nelle armonie del presente.
Per questa circostanza, Leandro Tonino Mirandi ha unito la propria indole creativa allo stile di E. B., nella speranza di raggiungere un ulteriore traguardo: due tematiche diverse per un tema edificante. La gloria Giubilare!
Le diciotto opere poggiano sulle grandi acque, sentiero del segno battesimale e lavacro in Dio, oceano senza limiti, e si accordano per assenza tematica al Gruppo Musicale "Le Orme" dalla cui Opera Rock Mirandi ha tratto ispirazione pittorica.
Il "Fiume" è una "Suite" pubblicata nel 1996. Metafora a tema unico, con unico filo conduttore. Sgorgato in alta montagna (vicino a Dio) il Fiume è la storia di un vecchio, che vive lungo le rive "racconta di uomini e mondi lontani. Stringe un ramo già secco di ulivo. Brucia lincenso che sale nel cielo". I testi, di Aldo Tagliapietra, emanano le fragranze antiche, le quali come il fiume sfociano nelle grandi acque. Il mare. Ed ecco il poema, o sintesi di sincronìe perfette. Le musiche sono composte da Tagliapietra, Dei Rossi, Sartori, Bon.
Per nobili convergenze, lispirazione dipinta narra le armonie del fiume nelle fasi mirabili del percorso umano. Mirandi, assimilando il messaggio del Gruppo italiano "Le Orme", ha unito le acque del Ganghe al fiume Mavone, che nasce dal Gran Sasso, territorio di San Gabriele e centro di irradiazione da cui si diramano le proposte della salvezza.
Gli undici tempi della "Suite" originale grazie a "Le Orme" sono serviti al commento pittorico come evoluzione spirituale sul medesimo tema: luomo e le vie della conoscenza.
Gesù, Verbo di Dio Incarnato nel grembo di Maria, è il Centro del Giubileo. Il Duemila tramanda al terzo millennio leredità dei Cristiani: chi ne intende la bellezza, prosegua!
Il Santuario di San Gabriele conferma lespansione evangelica; ed è anche il territorio di Mirandi, cantore di Trignano, sua terra dorigine. Isola del Gran Sasso San Gabriele (Teramo) dilata il percorso Giubilare, affinché la montagna non rimanga isolata dal gaudio dei fedeli. Lamato Passionista è un modello di santità da proporre alle nuove generazioni, affinché esse si soffermino sulle vie dellamore che scorre sapientemente (come il fiume) e coinvolge deboli e forti verso il delta della memoria che ci unifica in Dio.
Il messaggio sapienziale, scaturito da due stili diversi dopo essersi ispirato alla musica si incentra sullarmonia cosmica, nella quale passano le vicende umane e si susseguono, nellalternarsi delle stagioni e nellascolto di un richiamo superiore la cui potenza spinge lumanità verso il porto salvifico.
Larte di B. attraverso le immagini si inserisce in forma magnifica, nei concetti astrali di Mirandi, e insieme costituiscono lopportuna rassegna di cromìe alla conquista dellamore, nel suggestivo scandire del secolo in questa sacrosanta ora Giubilare.
"Grazie allArte scrive Giovanni Paolo II nella lettera agli artisti lumanità, dopo ogni smarrimento, potrà alzarsi e riprendere il suo cammino".
Nessuno osi dubitarne. Questa certezza è una grande consolazione, nel degrado morale, che ci spinge a sollevare lo sguardo per cercare la luce e inebriarci di essa, come fa Tonino Leandro Mirandi, con i suoi spettacoli astrali a tecnica mista; come B. e ogni altro artista che voglia percorrere il Creato per ritrarne lessenza.
Maria Teresa Palitta
MIRANDI sulle "ORME" del Fiume MAVONE
E' una descrizione pittorica immaginaria interpretata, raccontata, descritta e ispirata, frammento dopo frammento, al fiume Mavone...ovvero il mio viaggio pittorico cerca di risalire momento dopo momento, tratto dopo tratto, il percorso del fiume Mavone che racconta dal tempo della mia infanzia ad oggi : la nascita, l'evoluzione e (perché no) la "distruzione" così come anche dei momenti trascorsi in quei luoghi, in quella vallata (in cui ancora oggi ritorno), in quelle zone percorse, tratto dopo tratto, del fiume, per riscoprire ancora tutto ciò che il fiume dona alla vita dell'uomo
Infatti, questa rivisitazione, cerca di interpretare, secondo i miei sentimenti, tutto quello che può donarci il nostro amato fiume messo in relazione alla storia stessa dell'uomo nel tempo , e alla "scorrere" del suo "io" Posso dire che cerco di donargli un volto pittorico "personalizzato" Il fiume stesso che per la sua ricchezza ha permesso all'uomo di stabilirsi lungo il suo percorso , che gli ha donato ricchezza e purezza con le sue acque, dando forza e impulso alla vita.
Certamente, io, Mirandi, con la mia descrizione pittorica cerco di raccontare di me stesso e di tutti i vari momenti vissuti "insieme" al fiume traendo le basi dal mio percorso esistenziale dalle origini della mia vita, dall'infanzia fino al ricordo dei vari cambiamenti e all'evoluzione, posso dire, al negativo verificata in seguito che con la rivisitazione pittorica cerco di arricchire il che di ogni qualità che l'uomo sogna..., ma purtroppo oggi vi è stata un po troppa distrazione !
Ripercorro così, tratti in cui l'acqua (il fiume) nasce dall'alta montagna (vicino Dio), il fiume stesso scende a valle del suo percorso fino appunto ad incontrare l'uomo (nello scorrere del tempo l'uomo stesso invecchia: il vecchio) il quello in cui il fiume, attraversando boschi, villaggi e città, arriva al mare (alla "Grande acqua").
L'acqua del fiume, nel suo cammino, alimenta la natura e le dona svariati colori , crea impulso, dà movimento alla vita Non solo il fiume semina, dona, alimenta , offre vita nel suo cammino, ma lascia anche tracce, orme, ombre, impronte E' un continuo cammino che sembra non avere mai fine ! Le orme, le tracce , del fiume, le ho riportate sulla tela secondo la mia realtà visiva e vissuta, ho potuto raccontare la storia del "nostro" percorso (allo stesso tempo quella dell'uomo lungo il fiume e della sua esistenza )!
Infatti ho realizzato in tre anni di lavoro una carrellata di opere, una quarantina, legate ad una ad una, l'una dopo l'altra, al fiume Mavone
Così il "nostro" fiume, con le mie "ORME" (tracce, impronte), con la speranza di "rimanervi" per il futuro in modo tale che i posteri possono ricordarsi di chi ha vissuto lì in precedenza la sua esistenza Ho cercato di seminare, di lasciare tante "orme" lungo la strada , i particolari, le abitudini, lo scorrere del tempo approfittavo della libertà delle mie idee , ripercorrendo quelle "orme" lungo il fiume Mavone che mi ha fatto scoprire fin da piccolo tante belle cose, magari così originali che, di non essere mai state pensate da nessun altro Mi ha dato e donato molto !
Oggi, al fiume Mavone, Mirandi vuole regalare (per ringraziarlo) una "storia" pittorica
Così anch'io, in questo modo, voglia lasciargli delle "orme" come ha fatto "lui", il fiume, su me come artista Grazie Mavone, anche da parte di tutti gli altri abitanti dei luoghi che ti circondano! Grazie!!! Noi tutti siamo solo come , granellini di sabbia, come "orme" !! Ed io mi sono affidato a te , con: MIRANDI sulle ORME del Fiume MAVONE". E un grazie va , al "Nostro" DIO (l'Essere Supremo) per la nostra esistenza !
Roma 2000
Leandro Tonino Mirandi
IL FIUME DELLA VITA NEL GIUBILEO DEL DUEMILA
(Musica e Poesia nella Pittura)
Tempo fa, precisamente nel numero del febbraio 1998, usciva su "L'Attualità" la notizia che anticipava l'attenzione di una pittura a quattro mani, da una idea di Mirandi Tonino Leandro con l'inserimento di un disegnatore copista, su mia proposta di una pittura innovativa con E. B.
Oggi si ha la conferma di un lavoro finito, concluso, pronto per un programma di una serie di mostre , un lavoro che personalmente avevo ideato, schizzato, abbozzato, disegnato, in una specie di promemoria che già da tre anni fa mi aveva portato all'esecuzione di otto opere dipinte, in un cammino continuo fino ad arrivare all'esecuzione delle 11 opere di riferimento connesse agli undici tempi dei motivi musicali pubblicati sul CD dal Famoso Gruppo Storico Musicale Rock Italiano "LE ORME" Durante lo svolgimento di questo lavoro, il sindaco di Isola del Gran Sasso, Fiore Di Giacinto, mi invitò a realizzare alcune opere pittoriche dedicate al Giubileo con riferimento San Gabriele, luogo di culto situato nel comprensorio del comune di Isola del Gran Sasso che era stato scelto come Luogo Sacro Principale d'Abruzzo per la grande occasione.
In un primo momento dissi al Sindaco di no, ma tornato a Roma, nel giro di un mese, mi misi a visionare uno per uno tutti gli schizzi disegnati per "Il Fiume" e alcuni di loro li ho dovuto rigenerare per adattarli alla zona del comune di Isola dl Gran Sasso, come protagonista il fiume "MAVONE" inoltre, con l'aggiunta di altri otto nuovi schizzi adeguandoli alla tematica del Giubileo (San Pietro che era il fulcro principale, San Gabriele, Isola del Gran Sasso e Trignano, e così via).
"IL FIUME" delle ORME racconta la storia di un uomo che vive lungo il fiume. Parla del fiume che nasce in alta montagna ( Vicino a Dio) e scende a valle attraversando col suo tortuoso percorso deserti, villaggi e città per poi arrivare al mare ( Grande acqua).
Questa storia raccontata dalle ORME, guarda caso, coincideva proprio col fiume MAVONE: nasce su, in alto, dal Gran Sasso e scende a valle attraversando e dividendo in due Isola in un lungo percorso che finisce sull'Adriatico.
Bisogna dire che per molti di noi il MAVONE è stato la "vita"
Le otto opere da me già eseguite andavano ad affiancare altre che ne erano state ridisegnate e ancora da dipingere , ma, col nuovo progetto, dovevo obbligatoriamente inserire nell'esecuzione o per curare il figurativo la collaborazione di un altro artista pensai a B., col quale, non molto tempo prima, aveva curato tre opere realizzate da Mirandi, quasi un'esecuzione a quattro mani: "San Gabriele sulla via del Giubileo" e "La Cometa e Gesù Bambino" (donate al Santuario) e "Isola del Gran Sasso 1997/1998" (donata al Comune) cercai di spiegare il progetto al B. e dopo ripetuti incontri accettò il mio programma già abbozzato, disegnato, e rigenerato (da tenere presente che otto opere già erano state realizzate dal sottoscritto pronte per il programma ) Dopo l'accordo preso spiegai al sindaco del mio ripensamento e del mio progetto "vecchio" e del nuovo con l'aggiunta di altre opere, dopo il suo invito, di un programma più allargato rispetto al precedente, quello di eseguire e partecipare con due o tre quadri per una eventuale mostra collettiva sul tema "Giubileo" che organizzava l'amministrazione comunale di Isola lungo le strade dell'antica Isola, di cui io non condividevo e non mi sono mai presto a delle collettive e per giunta per la strada e soprattutto con l'idea di fare una cosa diversa rispetto a quella realizzata con "FELONA e SORONA" mesi prima.
In precedenza a Isola avevo in mostra la rivisitazione pittorica della famosa storia di due pianeti tratta da un'opera musicale delle "ORME".
La mia titubanza iniziale per quanto riguardava la nuova iniziativa era dovuto solo al fatto che non si poteva improvvisare in campo pittorico, soprattutto se si vogliono organizzare mostre di un certo livello come generalmente cerco di realizzare per ottenere il successo che ho già sempre avuto e fare una cosa diversa, ho fatto le giusta scelte di inserire un pittore delle tendenze figurative, un copista come B.. Ho trovato difficoltà solamente nel convincerlo ad accettare un progetto già abbozzato su un tematica del tutto personalizzata, innovativa su un argomento da me conosciuto.
Dal resto era l'unica soluzione per svolgere un tale argomento e interpretarlo Ecco perché abbiamo avuto necessità di tempo e di incontri ripetuti per essere alla fine d'accordo su un'unica tesi ma, non ci sono riuscito, infondo ho capito benissimo che le qualità di un copista non è fatta di interpretazione, di creatività e di fantasia, bastava solo mettergli davanti una foto, una figura poesia e spiegazioni non gli era congeniale e modo di ascoltare, era tutto inutile. Certamente, ho pensato che avrei potuto portare avanti ugualmente con mie interpretazioni astratte e semi figurative
Una volta partiti, infatti, non è stato facile lavorare insieme, soprattutto nei primi tempi; B. non collaborava e lavorava poco (temporeggiava "furbescamente...cercate d'immaginare); mentre ero il solo ad andare avanti ci sono voluti dei mesi per cercare con umiltà di convincerlo ed è stato anche difficile combinare le due tecniche così tanto differenziate Così in alcuni lavori, ho dovuto ritoccarli rigenerarli nuovamente e i lavori da me proposti venivano cambiati, rivoluzionati, succedeva questo ogni volta che si ripartiva per continuare il famoso lavoro preposto, sempre con una novità anche in corsa, mentre il B. si sbalordiva ascoltava in silenzio, pur mantenendo la linea programmata; comunque io sono portato a questi cambiamenti e alla ricerca di nuove idee che vadano ad arricchire la qualità delle attività che intraprendo. Come si diceva, in alcuni lavori ho lasciato più spazio a B., rendendo così in un modo più figurativo ciò che era legato all'Arte Sacra o Paesaggistica , Però stavo sempre lì a suggerire, dargli le idee, i modi da dover eseguire, e a spiegare le caratteristiche della Grande Vallata del MAVONE e a dare interpretazione della tematica musicale, a lui tabù, connessa al "FIUME" delle "ORME".
Forse tutto ciò ha creato grande difficoltà nel rapporto di lavoro tra il B. e me in quanto gli era costretto ad eseguire secondo le mie idee e mie decisioni Io conosco bene la zona di Isola (ci ho vissuto) e conosco benissimo il fiume (sia il MAVONE sia l'opera Musicale delle "ORME") e B. stentava a capire che nella musica delle "ORME" e in tutta questa storia del fiume in cui a me sembrava riviverci dentro e che solo nell'ascoltarmi nascevano e venivano fuori delle cose innovative tutto ciò che io cercavo e volevo Questo per me è collaborare! Da tener conto che il progetto, l'idea, la descrizione, raccontato e delineato con disegni e schizzi con abbozzi e impostazioni, oltre ai programmi organizzativi e il sostegno economico provenivano tutto dai miei sforzi quindi tutte le decisioni naturalmente era del sottoscritto decisamente erano prima di tutto le storie pittoriche descritte da me con storie vissute, sentite, amate ma soprattutto conoscevo tutte le componenti che davano atto alla rivisitazione pittorica: una fusione tra la musica e la poesia nella pittura
Le difficoltà create dalla combinazione delle due tecniche le abbiamo in tal modo superate Abbiamo realizzato in pittura alcuni degli undici tempi musicali ispirati al "FIUME" in modo da collegarli anche ad altre quattro opere eseguite in passato e che rientravano nell'argomento; tutto ciò insieme ad altri due dipinti sul Giubileo incentrati su San Pietro (il fulcro del Giubileo) e San Gabriele (luogo Sacro per il Giubileo) e all'ultimo dipinto inserito per chiudere il percorso del Giubileo, è venuto fuori così, per mio capriccio dopo l'incontro avuto con Padre Maurizio a San Gabriele.
L'idea mi è nata dalla stima e dall'ammirazione per il "padre ballerino" dopo, dopo aver ascoltato il suo primo CD pubblicato e di averlo incontrato. Ho schizzato tante mie idee, selezionate, ne ho scelto uno che ritenevo idoneo al mio intento e anche in riferimento al fatto che padre Maurizio e molto conosciuto, proprio tramite la televisione, e ho preso il suo personaggio dalla copertina del CD. (non avevo altro) dipinta da B. (il fatto lui dipinge riprendendo sempre dalla figura direttamente). Ho voluto scegliere e dare più di un titolo all'opera poi scritto a parabola una sua frase storica in alto del dipinto (fra le tante ne ho scelta una, ritenendo la più idonea) "DIO TI VUOLE UN MACELLO DI BENE", divenuta anche titolo dell'opera, seguito poi da sottotitoli come: "Nella discoteca di Dio" - "Divertiti di più ma fallo con Gesù" - "Padre Maurizio: padre Nike" - " In televisione".
Ho programmato una serie di mostre in varie città d'Italia che organizzerò personalmente senza dimenticare che la prima di essa partirà col titolo dedicato al Giubileo: "IL FIUME... nel Giubileo del Duemila".
Poesia e Musica accompagneranno, come sempre la pittura e finito l'anno del Giubileo saranno accantonate alcune opere (quelle dedicate al Giubileo) faranno rientro quelle accantonate dedicate al "FIUME" e la serie di mostre continuerà sul filo conduttore creato dall'idea fin dall'origine legato al "FIUME "
Con le venti opere sul "FIUME" partirà naturalmente la mostra dell'artista MIRANDI, autore dell'interpretazione e rivisitazione del "IL FIUME", opera rock del 1996 del Famoso Gruppo Storico Italiano "LE ORME", a cui va un ringraziamento per aver dato con la loro opera Musicale l'ispirazione per realizzare le opere pittoriche E nel caso in questione l'opera musicale adattabile sia al GIUBILEO del Duemila come riferimento alla "zona" di ISOLA del Gran Sasso e al FIUME MAVONE che ne domina la Vallata.
Con quest'opera il fiume MAVONE diventerà famoso (oggi non lo è molto) insieme a TRIGNANO: mio paese natale.
Roma lì 30/10/1999
Tonino Leandro Mirandi
N.B.: i due brani, sembrano identici...ma non lo sono
(sono diversamente approfonditi)
IL FIUME NEL GIUBILEO DEL 2000
( una fusione tra la musica e la poesia nella pittura)
Tempo fa, precisamente nel numero di febbraio del 1998, su "L'Attualità", si anticipava la notizia riguardante l'inizio del lavoro per "IL FIUME": da una idea di Mirandi Tonino Leandro con l'inserimento provvisorio del copista e figurativo E. B. per curare da eseguire su di alcune opere la parte figurativa rigenerata e ridisegnata da Mirandi dopo l'allargamento alle opere dedicate al Giubileo del Duemila ( l'ennesima idea di Mirandi, quello di provare a realizzare delle opere a "Quattro mani" una sua ennesima iniziativa).
In questo lavoro è, a tuttora finito e pronto: esso era già iniziato tre anni fa, quando veniva ideato, progettato, schizzato, abbozzato, disegnato come in un promemoria per l'esecuzione dopo una lunga selezione , di cui erano già state eseguite otto opere dedicate al "Fiume" ( autore Mirandi) e tre con riferimento e con lo stile Paesaggistico-Spirituale (autori Mirandi-B.)
In un secondo momento, dopo l'invito del sindaco di Isola del Gran Sasso a preparare "qualcosa" sul Giubileo, ho perfezionato, modificato e ridisegnato quegli schizzi adeguando gli abbozzi al fiume "MAVONE" con l'aggiunta di altri nuovi al tema del Giubileo come collegato a Isola del Gran Sasso, a San Gabriele, Trignano e, non ultima a Piazza San Pietro: fulcro dell'evento Giubilare. Il programma schizzato prevedeva la rivisitazione dell'opera musicale delle "ORME" "IL FIUME", cioè gli undici frammenti musicali che parlano della vita di un uomo lungo il fiume (il fiume che nasce in alta montagna, "vicino a Dio", scende a valle attraversando deserti, villaggi e città e arriva al mare: " grande acqua").
Le otto opere pronte (sull'argomento del fiume) più tre (sull'argomento sacro) e altri schizzi seguivano questo discorso secondo le abitudini pittoriche: quelle che interpretano la musica in chiave poetica, nella pittura tracciando forme tra l'astratto ed il semi-figurativo
Ora però, in due mesi, avevo i rimanenti schizzi da dipingere (sul Fiume) e altri da aggiungere con riferimento al Giubileo li avevo già disegnati
Ma per la cura o per l'esecuzione di alcune di loro, la parte figurativa (che avvicinasse di più i dipinti allo spirito sacro) la mia attenzione cadde su di un mio amico, un pittore copista famoso per questo, preferendolo ad altri che si erano proposti): Mirandi-B..
Non è stato facile convicerlo! Dopo che, a più riprese, gli avevo spiegato il mio progetto, e un paio di mesi di riflessioni e di incontri, i suoi silenzi, ma in fine ho rischiato e ottenendo il suo consenso e la mia approvazione "lasciandomi" dietro tanti dubbi sul suo modo di dire e contro dire ad ogni nostro incontro era sempre problematico...
Nei primi tempi c'è stata "qualche" insicurezza da parte mia, pur a lavoro iniziato, ma alla fine ha prevalso la mia umiltà B. ha capito in parte che non era facile per un pittore accettare, a volte ascoltare da un altro dopo trent'anni di attività, anche sé lui si era sempre prestato ad altri come mestierante, poi aveva di fronte Mirandi Leandro Tonino che già aveva raggiunto grossi risultati e aveva tante Grandi Mostre all'attivo non solo aveva l'opportunità per la prima volta...invitato e partecipare a delle mostre personali culturali in un certo senso, nelle gallerie, locali fino ad allora inragguingibili
Non era facile nemmeno per lui dipingere la parte figurativa suggerita e spiegata da un altro oltre averlo vicino con continua attenzione che si poneva Esperto nel suo campo di copista ritrattista per scorci e monumenti storici ecc e vissuto fin dall'infanzia proprio in quella Roma attraversata da quel fiume che poteva diventare tema centrale dei nostri dipinti Col passare del tempo però, capii di aver scelto un pittore non all'altezza della situazione, perché il suo inserimento era "dovuto" per curare anche i tratti e i dipinti del fiume (le acque) ebbi una grande delusione, non era alla sua portata in riguardo soprattutto sull'argomento "centrale" cioè, il fiume alla fine, mi sono ritrovato la serie di opere eseguite, con poco fiume e tanti scorci di muri presunti la prevalenza, in gran parte, solo la mia tesi e interpretazione con riguardo sulla vita dell'uomo lungo il fiume.
Oltre alle cose già disegnate, ogni giorno mi venivano nuove idee su nuovi soggetti e alcune cose le cambiavo improvvisamente, "in corsa ", quindi ce ne voleva di pazienza a sopportarmi per quanto tutto ciò costituisse ricchezza che serviva a dare un respiro più ampio ai dipinti.
Usavamo ognuno due tecniche differenti fra di loro anche nei tipi di colore e le difficoltà consisteva particolarmente nell'usare alcuni miei colori a base di smalto che non legavano con i suoi, inoltre per quanto riguarda la parte riservata alla figura il B. ha fatto il furbo si è preso molto più spazio consentito invadendo lo spazio riservato per me oppure ricoprire dei tratti già eseguito in alcuni dipinti quasi a scomparire del tutto, ma meno i miei: l'idea, l'interpretazione, lo schizzo disegnato in anteprima e il suggerimento dettato a B. per riportare sulla tela paesi in cui io avevo vissuto e quindi conoscevo.
La mia tecnica mista è quella usata da Mario Schifano e proviene dalla sua Famosa Scuola Romana della "pop-art" e ho voluto, per curare la parte figurativa B. sulla realizzazione di alcune opere del "IL FIUME nel Giubileo" per legare in tutti i sensi gli aspetti di una pittura veloce, senza tempo alla tela, per realizzare opere pittoriche di impronta geniale in modo libero e spontaneo , a presa diretta fra mano e tela, con la forza psicologica di un modo veloce senza ripensamenti.
Il tempo più lungo perso nel realizzare un'opera pittorica è stato speso solo nella ricerca di un nuovo soggetto da creare, nello schizzato, prova contro prova, per decidere
Agli undici frammenti de "IL FIUME" più otto già eseguite solo da Mirandi, oltre alle due opere pittoriche realizzate per il Giubileo del 2000 (raffiguranti San Pietro e il Santuario di san Gabriele), si aggiungono opere realizzate e donate: quali "San Gabriele sulla via del Giubileo" (1998), "La cometa e Gesù bambino" (1998) e "Isola del Gran Sasso 1997/1998", oltre "Natale nella Storia: Natale nel Giubileo del Duemila" (1999) che sta partecipando attualmente alla Mostra Internazionale dei Famosi Cento Presepi a piazza del Popolo a Roma.
Ho inoltre realizzato " DI TI VUOLE UN MACELLO DI BENE" per fare una sorpresa a padre MAURIZIO (PADRE NIKE) assecondando delle mie idee dopo un incontro avuto con lui al Santuario di San Gabriele ; ho preparato più schizzi, ne ho selezionato un paio e scelto infine, uno poi realizzarlo trovando anche l'aiuto per sola figura B. che ha raffigurato il "ballerino" riportando una sua immagine ripresa da un suo 1° CD: la figura emerge da uno schermo televisivo al centro della tela in riferimento al fatto che "Padre Nike" è sempre più famoso e tutti lo conoscono magari attraverso la televisione.
Questo lavoro e intitolato: "DIO TI VUOLE UN MACELLO DI BENE", conclude il ciclo di ventiquattro opere sul tema: "IL FIUME della Vita nel Giubileo del Duemila" ed è omaggio a un frate simpatico e bravissimo.
Questa esperienza è una continuazione del mio legame di collaborazione con bravi pittori, maestri e disegnatori: cominciai con la giovanissima e bellissima disegnatrice Nadia Olmo, poi con un'altra avvenente bionda disegnatrice di moda Rita Belpasso senza dimenticare il mio periodo di apprendimento col maestro Aldo Nicolini per molti anni allievo di Mario Schifano e infine una breve parentesi per far curare la parte figurativa su di alcune mie opere di B..
Per rendere noti i risultati ottenuti nelle opere sul "FIUME" sono state già programmate delle mostre a Roma, Torlupara di Mentana, Morlupo, Mentana, Isola del Gran Sasso, Guidonia e poi di nuovo Roma, altrove come Teramo, L'Aquila, Viterbo, Milano, Parigi, New York, Monaco
Le mostre iniziali saranno dedicate al Giubileo con le seguenti, invece saranno escluse delle opere aggiuntive dedicate al Giubileo, faranno rientro quelle opere accantonate sul tema "Il Fiume", e continueranno, in futuro con delle mostre itineranti in varie città d'Italia e all'estero.
Il ciclo del Fiume va ad aggiungersi alla passata esperienza collegata a "FELONA e SORONA" (un'altra "suite" musicale del famoso Gruppo Storico Musicale Italiano "LE ORME") di cui, con le undici edizioni messe in mostra in giro per l'Italia, hanno fruito ben più di trentamila visitatori. Mentre le mostre dedicate al "Fiume" si faranno strade in diverse città italiane, portate in giro dal sottoscritto a delle iniziative Culturali collegate, mettendo in esposizioni opere appartenenti a collezioni personali, come già stabilito da tempo col B.. L'esperienza di collaborazione finisce qui! Rimane il forte sentimento di amicizia e la mia ennesima chiusura di un ciclo legato all'improvvisazione fatta di stile di vita e, con un'amarezza in più con il B....una vera delusione!
A mio parere le cose belle e interessanti sono belle proprio perché durano poco E' giusto dopo un ciclo tornare in libertà e continuare ognuno il proprio percorso di vita Questa collaborazione è stata un'ottima esperienza (anche al negativo); come era nelle previsioni si è trattato solo di un breve periodo e ringrazio B.; il risultato c'è che oggi abbiamo entrambi più forza nell'attività artistica almeno un esperienza in più anche al negativo, anche questo è bello!
Ringrazio "LE ORME", perché, ancora una volta, una loro opera, "IL FIUME", mi ha dato ispirazione per realizzare opere pittoriche e in un caso come questo si adegua, pur, forse, fortuitamente, al tema del giubileo del 2000 nonché cui riferimenti fatti alla zona di Isola del Gran Sasso e al fiume MAVONE che tutto ciò diventeremo famosi insieme a TRIGNANO mio paese natio.
Roma 30/10/1999
Tonino Leandro Mirandi
LA NASCITA DELL'OPERA "DIO TI VUOLE UN MACELLO DI BENE"
L'opera è nata per conto suo, proprio fra le decine e decine di schizzi vari (una quantità) che ho tirato fuori per avere un promemoria, per capire bene, con prove e controprove, tentativi dopo tentativi, studi dopo studi, fino a giungere a qualcosa di più difficile, cioè alla scelta tra essi di uno da realizzare.
Tutta l'idea mi è venuta nel vedere casualmente una trasmissione televisiva qualche anno fa e nel sentir dire di un simpatico e bravo fraticello che era passionista del Santuario di SAN GABRIELE nel teramano (Abruzzo), luogo vicinissimo alla mia terra natìa, solo a due km di distanza da TRIGNANO.
Mi colpì la bravura, ma soprattutto la figura del prete che ballava : era una cosa inusuale e apprezzai molto quella novità in cui intravedevo un cambiamento del sistema della Chiesa che mostrava una facciata più moderna il cui aprirsi con stile tentava di far divertire i giovani.
Il primo pensiero fu quello di voler conoscere quel "fraticello" e tornai più volte dalle mie parti con tale intento, ma ero sfortunato; non lo trovavo mai, fin che un bel giorno non ci riuscii.
Finalmente lo incontrai al santuario! Portavo con me un CD da lui pubblicato alcuni anni prima...è subito acquistato.
Bene! Nel dialogare con lui rimasi colpito da quel gran personaggio di simpatia che era padre MAURIZIO (padre NIKE), dai suoi modi, dalla sua intelligenza e da tutte le altre sue doti.
Gli chiesi di farci delle foto insieme e lui me lo concesse, appose inoltre il suo autografo sulla copertina del CD.
Mentre ripartivo per Roma, strada facendo, mi vennero tante idee da realizzare che avrebbero legato "a pennello" con altre cose che stavo realizzando.
La difficoltà stava nella collocazione da dare alla "nuova idea": tutto quel lavoro era alla fine dopo tre anni d'impegno , eppure un'altra opera pittorica si poteva aggiungere diventando la ventiquattresima della serie....;
Infatti, nel gruppo di opere dedicate al "FIUME " (de "le ORME"), quella dedicata al fiume MAVONE traeva lo spunto, l'idea e l'interpretazione dai frammenti de "IL FIUME" (opera musicale de "le ORME" ) e nel frattempo l'idea affiancava al "FIUME " "IL FIUME della Vita nel GIUBILEO del DUEMILA verso il III MILLENNIO" che a questo punto era in ultimazione, in rifinitura (si parlava solo di alcune aggiunte )
Così mi venne in mente di assommare qualcosa che raffigurasse padre MAURIZIO per "rappresentare" più o meno lo spirito nuovo di "un padre" si accingeva ad entrare nel III Millennio.
Avevo notato durante quell'incontro come una "forza nuova" in lui, in quell'allegria con cui si "offriva "alla nuova generazione; così, nel frattempo, buttai giù tanti schizzi, disegni che raffigurassero quel tipo di "spirito nuovo" (o perlomeno a me nuovo) e da quella serie di schizzi e disegni nacque un'opera pittorica che doveva riprendere quell'idea di gioia venuta nel vederlo in televisione come nell'incontrarlo quella prima volta;
In seguito ebbi tante altre occasioni di rivederlo in TV e di lì mi sono ispirato per realizzare l'opera pittorica dedicata alla sua "immagine" : si può dire benissimo che l'opera sia nata soprattutto dal vederlo in televisione , infatti, tra il guardarlo in televisione e l'ascoltare il suo CD, ho messo (come dicevo) tutti gli schizzi e disegni che mi sono serviti da promemoria per il lavoro finale
Per quel personaggio che avevo prima "conosciuto" tramite la televisione e poi cercato e avuto il piacere di incontrare, la decisione fu di raffigurare al centro della tela uno schermo televisivo con Padre Maurizio mentre ballava ; un'immagine venuta fuori guardando la copertina del CD una delle foto scattate durante il nostro primo incontro, una figura di prete scelta non tanto guardando quella già esistente sulla copertina del CD, ma più volentieri ripresa da una foto ;
Tornando un poco indietro, c'è da dire che nella seconda parte del lavoro, quello aggiuntivo, dedicato al GIUBILEO DEL DUEMILA, avevo chiesto un'intervento per la parte figurativa a Ercole Bolognesi così si presentava per lui un'altra occasione... che egli accettò.
Comprai il materiale necessario alla preparazione della tela , presi quel disegno scelto fra i tanti che avevo a disposizione e lo riportai sulla tela (un grosso schermo televisivo che spiccava su uno spazio colorato).
Ci misi due o tre giorni di lavoro e a questo punto la prima fase era pronta.
Era il momento di far subentrare i Bolognesi dopo un lungo incontro inteso per spiegargli tutto ciò che volevo lui realizzasse. Al momento della proposta aggiunsi: l'opera realizzata la daremo come omaggio al "padre passionista" Vuoi sapere le spese? Come nelle altre occasioni: le spese ! Tutto a mio carico ! ("Lo sai che che non sarei disposto") Lo so !
Egli accettò la mia proposta e mentre eseguiva io stavo sempre con gli occhi addosso..., seguirlo ed a suggerire i particolari adatti per l'esecuzione tenendo di fronte a me lo schizzo preparato un mese prima ed il CD di Padre Maurizio sulla cui copertina stava l'immagine che ci interessava.
Come al solito il Bolognesi fece una scelta che non condividevo affatto, cioè, sulla base dello schizzo già ideato e disegnato da me fece una variante tutta sua: all'interno dello schermo televisivo dove lui stava per raffigurare il "prete che ballava" volle riprodurre la stessa immagine del CD mentre io insistevo sì sul "prete che ballava" (padre NIKE), ma con un viso avente un espressione più simile a quella che risultava dalle foto scattate al mio primo incontro con padre NIKE.
Dovetti comunque accettare la sua insistenza: il Bolognesi è un copista, esegue solo con la figura davanti, senza creare una struttura, senza fantasia artistica, cerca solo di copiare ;
Ed io ad insistere che nell'arte bisogna creare sempre delle cose nuove, non copiare ; è vero che doveva sempre rappresentare un "prete che ballava", ma a parere mio creando una composizione differente ; pensavo che la figura del ballerino ripresa dalla mia foto era più reale di un prete moderno, interessante, giovane e sportivo , avrebbe dovuto avere un'altra espressione, altri tipi di movimenti, ma soprattutto doveva essere più originale.
Un'opera pittorica non deve essere mai copiata da un'altra pubblicazione o quanto meno da un'altra opera, non deve essere copiata, deve essere solo un pezzo unico ! Dovetti cedere con malinconia !
Dopo alcune ore suddivise in due giorni di ulteriore lavoro, diedi, ormai per la terza volta il mio intervento...il mio ritocco, il mio "tocco finale".
Ripresi per mano di nuovo il foglio schizzato come promemoria e scrissi in alto, a parabola, una lunga frase a mio parere molto bella, simbolica, che avevo sia sentito dalla televisione che ripetutamente dal CD una frase a padre NIKE storica...è sul dipinto si adattava per il suo significato.
Da quando avevo acquistato il CD avevo ascoltato più volte quella canzone , infatti avevo deciso fin dall'inizio su quella bellissima frase, fatta in seguito riscrivere dal Bolognesi sulla tela come una traccia a parabola, come a far da eco alla voce del ballerino: "DIO TI VUOLE UN MACELLO DI BENE"; proprio quella frase mi portò inizialmente a creare il primissimo disegno (schizzo), mi diede l'idea primaria , è stata per me veramente importante, di grande significato e ne uscì fuori veramente una bella espressione.
Secondo questa mia prima idea, la frase scritta a parabola intende essere, rispetto a chi guarda l'opera, l'interpretazione di un concetto, di pensiero , è il "gridare" da forza di vivere, con gioia, con allegria..., al divertimento deve appartenere ad ognuno di noi nell'umanità e nel suo percorrere il tempo vicino sempre Lui, Lui: l'ESSERE SUPREMO, è la fiducia che l'essere umano deve avere in sé stesso ed in Lui
L'opera pittorica, oltre al titolo "DIO TI VUOLE UN MACELLO DI BENE", porta altri titoli e sottotitoli venuti fuori dalle tante frasi che a quel tempo sentivo dal prete ballerino in TV , adatte, secondo le mie interpretazioni quali: "NELLA DISCOTECA DI DIO - DIVERTITI DI PIU' MA FALLO CON GESU' - PADRE MAURIZIO: PADRE NIKE - IN TELEVISIONE".
L'ultimo nome elencato, è, per me il titolo più significativo e adattabile all'opera, perché proprio da collegare alla nascita dell'opera pittorica, è una dedica al "ballerino". "...IN TELEVISIONE" in quell'accasione fu il modo in cui sono stato colpito da quel "paesano", visto in TV mentre io ero a Roma ; Quanto ero lontano dalla terra natia !
Ad ogni modo quel personaggio tanto bravo era piaciuto a tutti e tutti ne parlavano e mi chiedevano: "Hai visto quel "padre" delle tue parti in TV? Ed è così bravo!" prima ancora che lo vedessi anch'io in televisione e lo conoscessi.
L'opera ed il titolo principale non erano solo nati come eventuale omaggio al "ballerino", ma per essere inseriti come ventiquattresimo lavoro pittorico che andava a chiudere il percorso del "FIUME DELLA VITA NEL GIUBILEO DEL DUEMILA VERSO IL III MILLENNIO" e certamente avevo capito fin dal principio che il tutto rientrava benissimo nel contesto.
L'opera ha due autori: Mirandi/Bolognesi.
Leandro Tonino Mirandi è il proprietario dell'opera pittorica, sostenendo le spese materiali per arrivarne all'esecuzione..., ha dato vita all'idea ed al progetto per arrivare all'interpretazione, alla raffigurazione, alla realizzazione dell'opera, all'esecuzione pittorica e alla sua "rivisitazione"...; Bolognesi ha eseguito la figura del "prete/ballerino" dentro allo schermo televisivo riproducendo l'immagine con l'aiuto del suddetto progetto già schizzato e preparato dal sottoscritto (su mia decisione l'opera è stata donata) mentre la figura è stata ripresa dalla copertina del primo CD pubblicato da padre MAURIZIO.
Roma lì, 01/06/ 2000
Tonino Leandro Mirandi
Leandro Tonino Mirandi
Nato a Trignano - Isola del Gran Sasso (Teramo) risiede a Colleverde di Guidonia, in provincia di Roma, città in cui lavora presso la Biblioteca Nazionale Centrale - Ministero per i Beni Culturali e Ambientali. Dopo aver frequentato per un triennio gli studi di Aldo Nicolini, noto artista della scuola romana "pop-art" di Mario Schifano, esordisce nella pittura. E' il 1990.
Mirandi ha una tematica ascendente: l'astronomia; con essa, infatti, riesce a stabilire accordi di straordinaria bellezza. Le linee sovrapposte e i globi di luce spiccano, nelle cromìe a strati, creando un poema materico difficilmente superabile. L'ingegno si fonde al reale e quindi al surreale, e la materia, divenendo eterea, in un leggiadro susseguirsi di sequenze floreali e astrali, conferisce alle opere un sobrio linguaggio-metamorfosi che mobilita il tema e va al di sopra delle immagini.
Il fulgore si intensifica e tutto affonda nel firmamento astrale da cui la memoria prende origini. E' un ritorno ineluttabile: Mirandi ritempra le radici, perché gli uomini conoscano l'universo, programma d'amore ininterrotto.
Magnifico il percorso "pittura e musica" tra lo storico Gruppo "Le Orme" (Rock Progressive Italiano) e il pittore Leandro Tonino Mirandi, le cui basi si fondono sulla rivisitazione pittorica di "Felona e Sorona" e "Il Fiume", due accadimenti di straordinaria importanza, con differente significato. "Felona e Sorona" (LP del 1973 - Suite a unicità tematica filo-conduttore) sono due pianeti immaginari: la felicità e la tristezza, dualismo, per legge cosmica, in cui si incastona la pittura astrale di Mirandi: 24 opere esposte (undici edizioni) in varie città d'Italia; con più di 30.000 visitatori.
"Il Fiume", opera rock, pubblicata nel 1995 (a unicità tematica filo-conduttore) è una Suite. Questo secondo percorso con "Le Orme" offre a Mirandi l'idea di rappresentare il fiume Mavone (Isola del Gran Sasso) nel suo rigoglio territorio. E' l'anno Giubilare e il Mavone espande le sue acque nei pressi del Santuario dedicato a San Gabriele dell'Addolorata, occasione propizia per una mostra sul tema. La rivisitazione è perfetta. Musica e pittura si fondono: 40 opere in mostra itinerante per cinque edizioni con "Il Fiume della vita nel Giubileo del Duemila" (solo 24 opere per l'esposizione Fiume/Giubileo), due edizioni "Mirandi sulle Orme del Fiume Mavone" (escluse le opere dedicate al Giubileo e, reinserendo le opere accantonate (una parte) dedicate al fiume Mavone...un ritorno a quel "fiume" interpretato fin dal primo momento alle sue origini con 40 opere), infine, due edizioni col nuovo titolo: " Lungo il Fiume" (in questo caso le opere sono più incentrate sul percorso del fiume Mavone e, di tutto ciò che offre e dona il fiume stesso all'uomo) con 40 opere (tutte di grossa dimensione) in mostra è seguirà altre edizioni in mostre itineranti.
Nel terzo percorso il Gruppo veneziano "Le Orme" trova in Mirandi un fedelissimo encomio anche per il nuovo CD: "Elementi" (Suite) pubblicato nel 2001. Questa terza opera, reinterpretata in chiave pittorica, sintetizza la terra, il vento, la pioggia e il fuoco: 36 opere (gran formato) per una splendida fusione. E' in programma una mostra (ottobre 2002) all'Accademia Internazionale Sant'Agostino (via del Corso 45 Roma).
Lo stile ha vibrato eccellente: sinergie astrali e floreali traggono dagli elementi il rito di espansione, e il vento e la pioggia danzano, emettendo luce, dopo averla tratta dalle altitudini. Mirandi si introduce in quel vortice stellare, dove anche la terra danza nell'inconfondibile mistero per il quale passano il giorno e la notte, il respiro e il vento. Le gioie e il delirio convergono "dove tutto è". Il pittore ne conosce i simboli e li ama, estasiato sulla tela dalla quale sorge il miracolo, e sole e astri, galassie e comete assemblano (nell'intera opera) il provvidenziale risveglio della memoria: i quadri, assorbendo linfa, la tramandano, e terra e acqua, aria e fuoco formano un abbraccio poderoso, e lirismo e musica si fondono, nella reinterpretazione pittorica, al punto che "Le Orme" cantano nei quadri di Mirandi, ne godiamo il ritmo, scandito dal respiro degli "elementi", che sale, col fluire della vita, tenero e incessante nel mistero dei giorni. E' la musica del sole e delle stelle a far danzare la terra, e con essa danzano i colori, nel mirabile poema dell'universo, dove tutto avviene, ed è fervore di equilibri.
Qui si dipana il filo conduttore (memoriale della Genesi). Mirandi acclama le altitudini, riflesse sulla terra, e con esse intona i salmi della tenerezza: "Dite a Dio": "Stupende sono le opere!".
Per esse transita l'opera umana, come sangue nella arterie, e tutto procede, nell'incantevole travaso di luci e di ombre, rapito e costante come il pennello d'artista: in esso si trasfonde il prodigio della creazione, e l'arte si riflette nel panorama infinito.
Roma lì, 2001
Maria Teresa Palitta
L'ERETINO
Mensile di Monterotondo, Mentana, Fonte Nuova e Fiano Romano (Roma) del dicembre 2003
Arte e Cultura - Pittori
La musica nei quadri
Tonino Mirandi per dipingere prende ispirazione dalle canzoni dei Pink Floyd, Led Zeppelin, Banco del Mutuo soccorso
Fonte Nuova
di Roberto Fioravanti
Trasforma in colore la sua passione per la musica. Leandro Tonino Mirandi, pittore abruzzese, residente a Colleverde di Guidonia, propone attraverso i suoi dipinti un insolito sodalizio fra le arti figurative e gli effetti sonori.
"Io dipingo con la musica - racconta il pittore - perché mi dà forza, impulso e sentimento. Attraverso la pittura cerco di riprodurre i suoni dei miei gruppi preferiti. Parlo soprattutto dei dischi di P.F.M, Banco del Mutuo Soccorso, Le Orme, Pink Floyd, Yes Nice, Led Zeppelin e Genesis.
Mirandi è un appassionato del Progressive Rock, genere sugli scudi fra gli anni sessanta-settanta, ed esprime con i pennelli la sua smisurata fede.
"E' la musica che scandisce i tempi della mia ispirazione- continua l'artista -. La mia pittura è verticale come un pentagramma. I miei quadri sono interpretazioni di brani musicali e testi poetici. E' dall'inizio della mia carriera che sperimento risposte artistiche artistiche attraverso i suoni. Così le canzoni di quell'epoca magica sono per me dei punti di riferimento, perché hanno arricchito la mia sensibilità. Non potrei proprio farne a meno. Sono i pezzi impegnati di quei gruppi che, ancora oggi mi permettono di lavorare con la mia fantasia e di rappresentarla".
Per quanto riguarda l'imminente passerella romana, Mirandi scopre le carte in tavola e rivela i temi dei suoi nuovi lavori: "Mi sono ispirato a tre dischi de Le Orme, band all'avanguardia negli anni settanta. Questo complesso ha avuto la capacità di creare un filo conduttore fra i testi che costituiscono le loro canzoni. Gli album in questione sono: Felona e Sorona, Il Fiume ed Elementi. Nelle sale della galleria Sant'Agostino rivisiterò con il mio stile queste tre colonne sonore. In tutto farò esporre ottanta quadri".
Oltre al legame inossidabile con la musica il pittore non trascura il potere visivo della fotografia e della videoregistrazione , ma soprattutto non tradisce quella che è la sua corrente d'appartenenza, la pop-art. "Provengo dalla scuola del maestro Mario Schifano, seguace di Andy Wharol e di Jackson Pollock. E' stato un suo allievo, Aldo Nicolini, ad insegnarmi la tecnica per creare una pittura veloce e immediata. Si tratta di uno stile futurista, spontaneo, essenziale, d'improvvisazione. Da queste componenti è nato il mio metodo. La mia tecnica è particolare. Utilizzo, infatti, olio, acrilico e smalto: colori sintetici e rapidamente rappresentabili. La musica è, invece, il valore aggiunto, la forza per creare nuove forme di vita pittorica. Penso che i miei dipinti possono essere definiti come il risultato di un intreccio fra astrattismo e concettismo".
Per divulgare la concezione totale dell'arte che s'immerge nella sua vita quotidiana, Mirandi ha raccolto in tre volumi fotografici la sua opera. "Nel mio ultimo libro dal titolo Elementi - prosegue il pittore - c'è il quadro che rappresenta lo spirito più vero della mia pop-art. Il dipinto s'intitola Vento/Terra/Pioggia/Fuoco ed ha la caratteristica di essere formato da numerose finestre, dedicata ognuna, per l'appunto, ad un elemento".
Nel mio primo testo della trilogia, Felona e Sorona, invece l'artista viaggia attraverso l'universo, accompagnato dalle melodie de Le Orme. In queste pagine è riproposta la storia dell'uomo dal principio alla fine.
Ad ogni dipinto corrisponde una canzone della band, rielaborata dal punto di vista del pittore, che segue il percorso esistenziale: nascita vita, morte.
Nella raccolta Il Fiume nel Giubileo del duemila Tonino Mirandi recupera i ricordi d'infanzia nella terra d'Abruzzo, l'interesse per l'astronomia e la sua fede in Dio.
"Vengo da Isola del Gran Sasso e da bambino abitavo vicino al Mavone. Questo piccolo fiume che scende dalle grandi montagne ha un peso affettivo molto importante per me. Ho stretto, infatti, con questo corso d'acqua come una specie di vincolo e di sacra unione, è un po tanto per intenderci, il simbolo della mia infanzia. In quest'opera, oltre alla storia del Mavone, racconto del mio rispetto per Dio e per i luoghi della mia spensieratezza. Uno dei quadri, cui tengo particolarmente, è Dove l'acqua si riposa che raffigura una voragine, dove da bambino andavo a lavarmi".
La quarta pubblicazione fotografica del pittore riguarda l'astronomia. E' stato proprio l'amore per gli astri a dare impulso ai suoi primi quadri. Il Mirandi bambino è stato, infatti, un osservatore dilettante di stelle.
Il prossimo volume conterrà, quindi circa trecento illustrazioni in duecento cinquanta pagine.
Il tema principale sarà di nuovo il viaggio che, come metafora d'incertezza, condurrà paure, piaceri e speranze dell'artista abruzzese su ogni pianeta e satellite dell'universo. Non esenti da questo percorso immaginario rimarranno le riflessioni sull'infinito, sul valore della terra e sugli effetti spettacolari dell'eclissi totale di sole.
"Una passione nata per diletto - dice l'artista - è diventata ormai una seconda professione. Non posso proprio più rinunciare alla pittura".
L'altro mestiere che impegna la sua vita è, comunque motivo di vanto e d'orgoglio, Mirandi è operatore amministrativo presso la biblioteca nazionale di viale Castro Pretorio, a Roma, un lavoro che rinnova giorno per giorno il suo entusiasmo: "Sono felice di stare in mezzo a tutti quei libri, perché mi sento immerso nella cultura. Mi sento molto utile e a mio agio in questo contesto. Inoltre, vorrei evidenziare un altro aspetto della mia personalità: la deduzione al dovere. Cerco di non mancare quasi mai sul posto di lavoro, neppure quando sono malato".
Mirandi ha anche un sito internet. (www.toninomirandi.it). "Penso che internet abbia la capacità di essere funzionale in tutto il mondo. Attraverso la rete ho avuto la possibilità di conoscere tanti nuovi amici. Con molti di loro ho potuto condividere la mia passione per il Progressive Rock. Tuttavia ho ascoltato anche generi più commerciali, per tenermi aggiornato, così ho socializzato anche con chi non condivide i miei gusti musicali. Il risultato è che ricevo una valanga d'e-mail.
A fine dicembre in mostra a Roma
E ad aprile una collettiva con il lavoro sui Genesis
Mirandi ha esposto in tutta Italia e in occasione della stagione 2004, sta promuovendo la sua nuova produzione, con l'intento di prendere parte alle diverse iniziative culturali della capitale e della provincia. Prima fra queste, è una mostra personale, a cavallo tra l'ultima settimana di dicembre e la prima di gennaio, presso la galleria Sant'Agostino, in via del Corso 45 a Roma. Seguiranno una partecipazione, sempre in gennaio, all'esposizione collettiva dal titolo Il volo umano da Icaro ai giorni nostri, un'individuale prevista per il prossimo aprile, ispirata ad un vecchio disco dei Genesis e, infine, a giugno, una mostra in collaborazione con la stilista Rita Belpasso dal tema: pittura e moda.
Dal periodico "l'Eretino" di Roberto Fioravanti - Fiano Romano (RM) 2003
LA VOCE
di Fonte Nuova (Roma) del 9 gennaio 2004
di Laura Leone
Roma 30.000 visitatori alla mostra di Tonino Mirandi,
artista di Colleverde
Nei quadri il rock delle "Orme"
di Laura Leone
Si è conclusa lo scorso 6 gennaio la mostra antologica "Pittura e Musica",
allestita presso l'accademia Internazionale "Sant'Agostino" di via del Corso, a
Roma, da Tonino Leandro Mirandi, pittore abruzzese d'origine, ma residente da anni a
Colleverde. Nel corso dell'esposizione, la 58° personale, l'artista ha presentato 80
delle sue opere. Raggruppate per temi: Felona e Sorona, una rivisitazione pittorica
dell'opera rock del 2001 - 1995 - 1973 del gruppo storico Le Orme, in cui protagonisti
sono proprio i due pianeti gemelli, i pianeti del sogno e della speranza, Lungo il fiume,
una descrizione pittorica immaginaria ispirata al fiume Mavone, dove Mirandi racconta i
vari momenti vissuti "insieme" al fiume, simbolo di evoluzione ma anche di
distruzione, e Elementi: Vento, Terra, Pioggia, Fuoco, una suite composta in 14 tempi,
aventi come tematica musicale un proprio filo conduttore che trae lo spunto dall'omonimo
titolo dell'opera rock delle Orme. Grande è stata l'affluenza del pubblico, calcolata in
circa 30mila presenze, che hanno affollato la grande sala della galleria al centro di
Roma. Tra di essi numerosi giovani, incuriositi dall'originale commistione tra pittura e
musica, una prerogativa che da sempre contraddistingue le esposizioni pittoriche
dell'artista di Colleverde.
Un pittore autodidatta "in viaggio" tra i misteri dell'universo
Tonino Leandro Mirandi è nato a Trignano, antica frazione del comune di Isola del Gran
Sasso, in provincia di Teramo, ma da molti anni ha scelto di vivere a Colleverde di
Guidonia. Pittore autodidatta, a Roma ha frequentato per tre anni lo studio di Aldo
Nicolini, allievo di Mario Schifano, noto artista della cosiddetta "pop-art".
Dal 1990 ha iniziato un discorso pittorico autonomo, prediligendo una tematica che
sottintende quella che è la sua passione sin dall'infanzia, l'astronomia. Così l'artista
spiega questa passione: "E' un sogno di tutti quello di passeggiare nello spazio, tra
pianeti, satelliti, comete e stelle e di scoprirne il mistero. Il mio è un viaggio
artistico che porta ad osservare l'affascinante volto dei pianeti ed il loro dinamismo
cosmico".
Quella di Mirandi è una pittura d'impulso, innovativa, veloce ed immediata, una tecnica
elaborata che crea immagini vibranti, piene di movimenti roteanti.
Mirandi ha festeggiato nel 2000 il suo decimo anno di attività artistica. Fino ad oggi ha
al suo attivo circa 72 mostre collettive e 61 mostre personali. Le sue opere si trovano in
collezioni sia pubbliche che private.
L'artista parteciperà alla mostra collettiva "Il volo umano - Da Icaro ai nostri
giorni", inaugurata lo scorso 8 gennaio presso l'Accademia Internazionale
Sant'Agostino con un'opera dal titolo "Il volo umano nel sistema solare" su tela
150X100.
Si può visitare l'archivio pittorico di Mirandi sul sito Internet http:// www.toninomirandi.it
Laura Leone dal periodico "La VOCE del Nord Est romano" - 2004 Fonte
Nuova (RM)
LA VOCE
di Fonte Nuova (Roma) del 16 aprile 2004
di Laura Leone
In mostra a Roma l'artista di Colleverde che dipinge ispirato dalla musica dei Genesis
Le "onde che non tornano" di Mirandi
"Improvvisazioni di colori che danno movimento alle forme. Onde come le strade da percorrere senza guardarsi indietro"
"Onde che non tornano indietro" è il suggestivo tema dell'esposizione di arte pittorica che Tonino Leandro Mirandi, noto artista di Colleverde, presenterà nei locali dell'Accademia d'Arte internazionale Sant'Agostino di via del Corso 45 dal 27 aprile al 3 maggio. La mostra comprende 40 dipinti ispirati ai frammenti dell'omonimo titolo "A trick of the tail", l'opera musicale del 1976 dei Genesis, gruppo di fama mondiale della musica "rock progressive", frammenti pittorici che traggono spunto proprio dai testi delle canzoni.
Si chiude il ciclo pittorico della trilogia "Felona e Sorona" - "Il fiume" - "Elementi", sviluppatosi in ben 29 esposizioni ispirate alle opere musicali del gruppo delle Orme. Tra le 40 opere saranno presenti lavori dedicati allo storico gruppo britannico tra i quali "Anni '70: i Genesis", una tela computerizzata 110X85 con stampa ritoccata a mano, "Genesis: un frammento musicale" opera su tela 97X85 e "Genesis: tour mondiale Parigi 1977", una foto-stampa su cartoncino 100X70. Queste opere raffigurano il concerto-spettacolo del 1977 tenuto a Parigi dal gruppo nell'ambito di un tour mondiale.
Le raffigurazioni "pop-art" sono state dedicate dall'artista al gruppo dei Genesis. Accanto ad esse troviamo, tra le altre, "Dance on a volcano" (Danza sul vulcano), un'altra opera di spicco, "Alle sorgenti della musica", opera ispirata alle origini musicali del gruppo, "L'osservatore dei cieli", "Window: finestra sull'amore", ispirata da un'opera tratta dal primo LP della band.
Mirandi, qual'é il significato di "Onde che non tornano indietro"?
"Basta pensare al significato della frase: si tratta di movimenti continui, di un'evoluzione verso il futuro, di sogni che si realizzano: Questa filosofia si rispecchia nei miei quadri in tutte le improvvisazioni di colori che danno movimento e da vita alla natura, nelle onde roteanti nate sotto la spinta della musica: si tratta di una fusione trai suoni ed il mio impulso pittorico".
Come definiresti quindi la tua pittura?
"Una fantasia creativa dettata dai suoni. La mia pittura ha un'interpretazione molto personale. Ritengo la musica di gruppi come le Orme e i Genesis la migliore in assoluto. Sono band che hanno fatto la storia della grande musica mondiale. I loro brani si prestano benissimo per essere interpretati pittoricamente. Le mie sono quindi storie a tema con un filo conduttore unico".
Cosa pensi di esprimere nelle tue opere?
"Le onde che non tornano indietro sono per me le vie, le strade che bisogna percorrere ogni giorno senza guardarsi indietro. Nel percorso dei temi storici è come guardare in uno specchio d'acqua dove le onde diventano sempre più larghe e scompaiono verso l'infinito. Sono segni che vagano negli spazi, che si intrecciano ma non si incontrano mai. Nelle mie opere cerco di esprimere anche le varie fasi della vita, i miei ricordi, i momenti belli. In definitiva il mio è un messaggio positivo, d'amore e di fede nella vita "
Di Laura Leone dal periodico "La VOCE del Nord Est romano" - 2004 Roma
Critica dello Storico d'Arte CATERINA SIDARI
Leandro Tonino Mirandi
Forme astratte, dilaniate da un moto vorticoso, materia che s'infrange, presentandosi agli occhi del pubblico attraverso sguazzi di colori e macchie policrome; è così con rapidi colpi di pennello che Leandro Tonino Mirandi, pittore teramano, imprigiona nel limitato spazio della tela il mistero del cosmo e il fascino di terre inesplorate.
Se ci si trova a passare in via del Corso a Roma, presso la galleria di S. Agostino (dove il pittore ha già esposto in varie occasioni) sarà facile lasciarsi sedurre dalle note incalzanti dei celebri gruppi musicali le Orme e i Genesis, i cui testi sono un continuo riferimento per le opere di Mirandi e il cui suono sembra quasi essere utilizzato, durante le sue mostre, a guisa di piffero magico per attrarre centinaia di giovani che si ritrovano collocati in una nuova dimensione, dove i colori "danzano col vento" e i moti dell'animo esplodono come un "vulcano".
Il tema dell'astronomia costituisce il perno attorno al quale ruota l'intera opera. Incuriosito sin da piccolo dallo spazio celeste, Mirandi coltiva e alimenta con crescente entusiasmo la propria passione, ritrovando nella pittura l'unico mezzo attraverso cui sfogare le svariate sensazioni, suscitate dall'osservazione di un mondo imperscrutabile che sembra che sembra riflettere l'oscurità abissale dell'animo umano.
Caratterizza un gran numero di lavori (eseguiti spesso in serie) una tecnica pittorica densa e corposa, realizzata attraverso l'uso di smalti e acrilici su tela o cartoncino, ciò rende perfettamente la plasticità della materia, rappresentata in maniera fluida dal sapiente utilizzo di un tratto dinamico e veloce tale da bloccare il movimento nello spazio.
Impegnato inizialmente in altre attività (attualmente è impegnato presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma), si accosta tardi al mondo delle arti figurative debuttando nel 1990. Ciò non gli impedisce di maturare in poco tempo innovative soluzioni, raggiungendo in breve l'apice della sua creatività. Le proprie ricerche prendono forma attraverso più di 3000 opere esposte in vari percorsi: "Felona e Sorona" (1994-1999) ispirato al testo delle Orme, dove Mirandi traduce in chiave pittorica l'eterno dualismo che governa il creato, il Bene e il Male rappresentati rispettivamente dai due pianeti immaginari sopra citati. Segue il "Fiume" (2000) con riferimento all'anno Giubilare, gli "Elementi" (2002) e infine "Onde che non tornano indietro" (2004) tratto dall'omonimo "A trick of the tail" (Genesis - titolo originale).
Alcune delle opere esposte sono un omaggio all'arte di Schifano, la cui tecnica infonde in Mirandi nuovi spunti, che approdano in un linguaggio basato su una pittura dai colori brillanti e dalle forme ambigue.
Non rimane che seguire i percorsi che l'artista continuerà ad offrirci dando così, ad ogni visitatore la possibilità di scrutare una parte di un mondo non a tutti visibile ma dal fascino senza dubbio ineguagliabile.
Caterina Sidari
PREFAZIONE
Com'è nata lidea di scrivere questo "Viaggio nellUniverso"?
Tutto nasce dalla vivace curiosità che spinge Leandro Tonino Mirandi ad accostarsi al mondo dell'astronomia, stregato e affascinato dal mistero del cosmo e dei corpi celesti.
Ciò che inizialmente sembra essere un semplice interesse converte in vera e propria passione, coltivata e nutrita nel tempo dall'assidua consultazione di documenti, libri e dall'osservazione diretta del cielo dall'Osservatorio di Collurania (Teramo) ma soprattutto dalla sua base astronomica privata di Colleverde (Roma).
Viene gradatamente alla luce l'idea di realizzare un libro-catalogo mediante il quale l'artista si racconta, svelando la parte più intima e segreta del proprio io, nonché l'aspetto recondito del fanciullino, attraverso una pittura spontanea libera e immediata.
L'occhio di Mirandi scruta mondi lontani, rincorrendo nozioni scientifiche e insieme svariate sensazioni, da qui emerge il forte dualismo che caratterizza la sua opera: l'aspetto razionale che controbilancia la ricerca filosofica, intimistica atta ad individuare gli stati emotivi dell'uomo.
Il carattere di Mirandi non è facile da definire, cangiante e un po lunatico ora si mostra amichevole nel dialogare con la gente, ora restio nel comunicare i propri pensieri, soprattutto quando sono riferiti al suo modo d'intendere l'arte.
Può essere utile tuttavia, a scopo di carpire la sua pittura, ricordare Nicolini così come Schifano, le cui opere rappresentano per Mirandi un vero e proprio punto di riferimento. Tutto sembra derivare da un unico ceppo che si snoda in soluzioni diverse, autonome e innovative dove la realtà è rappresentata attraverso un vortice di forme di colori. Per riuscire ad inquadrare in maniera ancor più chiara il tutto, non bisogna tralasciare un elemento molto importante se non addirittura fondamentale: il percorso musicale delle Orme (noto gruppo rock degli anni '70) che come "un filo d'Arianna" guida il pittore fuori del labirinto verso la luce di una nuova dimensione espressiva. Un riferimento ai testi è la storia di Felona e Sorona (opere pittoriche collocate nel "Viaggio nell'Universo"), pianeti immaginari che rappresentano rispettivamente il Bene e il Male e l'eterna antitesi tra la vita e la morte.
Caterina Sidari
Critica della dott.ssa in C.B.C. GABRIELLA GRANIERI
"ONDE CHE NON TORNANO INDIETRO"
di
Leandro Tonino Mirandi
Dopo "Felona e Sorona", "il Fiume" ed "Elementi", opere pittoriche ispirate alle note musicali de "le Orme", Leandro Tonino Mirandi, questa volta, si lascia piacevolmente trasportare dalle forti atmosfere "rock progressive" dei Genesis. L'esposizione pittorica, realizzata nella galleria d'arte "Sant'Agostino" in via del Corso (27 aprile - 3 maggio), prende spunto infatti dall'album "A trick of the tail" del noto gruppo rock traducendolo nel titolo italiano "Onde che non tornano indietro".
Protagonista, ancora una volta, è la musica che si fa voce, corpo, colore. Le tele raccontano con verità e trasporto di desideri inconsci, di sogni realizzati, di tristezze e felicità vissute.
La musica, come la poesia, parla attraverso un'arte che può sempre, e con fiducia, avere l'odore di una storia in cui l'uomo crede ancora, di momenti che di certo "non tornano indietro", ma che segnano e che inevitabilmente insegnano.
Opere computerizzate su cartoncino e tela descrivono il "Fenomeno Musicale" dei Genesis e il loro grandioso successo conseguito a Parigi nel 1977. Molte opere dell'artista traggono spunto dalle canzoni ed LP della band: "Dance on a volcano", "And then there were three", "Alle sorgenti della musica", "Window: finestra dell'amore".
Sono opere che danno la sensazione di un movimento continuo, di un fluttuare dolce e consapevole, di un intimo coinvolgimento che, a volte, solo la "nostra" musica può dare.
Si tratta di una fusione tra i suoni e l'impulso pittorico dell'artista che, tra forma e contenuto, racconta la sua vita, la sua esperienza, mettendola in comunione con la vita e l'esperienza di ognuno. Non c'è aulicità, non è l'espressione di un'elìte. L'opera di Mirandi è di tutti e parla a tutti.
In questo ritroviamo la sua formazione "pop"; Andy Warhol, Jackson Pollock, Mario Schifano rappresentano maggiormente la sua arte e a quest'ultimo sono persino dedicate delle opere all'interno della mostra.
La filosofia di vita dell'artista si rispecchia in tutti i suoi quadri, in cui predomina un ottimismo ed un entusiasmo difficile da trovare in questo tempo, così dominato dal progresso e dai mass media che sempre più decidono per noi, che invadono la nostra vita e la nostra cultura, annientandoci o ammaliandoci secondo scelte che, in fondo, non ci appartengono.
Il pubblico, l'individuo è invece qui libero di scegliere appunto, di ricordare, di costruire il suo immaginario futuro come può o come vuole.
Leandro Tonino Mirandi è un poeta in pittura e la sua opera "espressionista" tocca talora punte di romanticismo come nel quadro "La mia mente corre", talora di ricercata solitudine come nel "La sua immagine riflessa" dedicata alla luna, ma nello stesso tempo ci trasmette anche rabbia, vigore. La matericità si fa sentire e quasi invita a toccare, a provare (per credere?). L'energia si trasmette attraverso un flusso continuo, attraverso "onde" che accarezzano, s'infrangono, roteano, non tornano. Il vento, grazie a dinamiche improvvisazioni di colore, può quasi essere concretamente percepito. Il tempo scorre sulla pelle dell'uomo, ma non fa paura. Ci pervade un senso di malinconia che lascia il sapore di una vita che è nostra, ma che si concede, con serenità, all'infinito gioco della natura.
Il punto di partenza è la musica, la poesia, ma il percorso artistico di Colleverde apre volontariamente diverse strade. Ci sono vie che inevitabilmente si percorrono, rischi che si corrono, dolori che si affrontano, gioie che si vivono. Leandro Tonino ci offre uno specchio d'acqua (il suo?) puro, limpido, vero dove noi possiamo guardare il mondo con la certezza, nostalgica e dolce, che nulla ritorna, ma che, nel profondo, tutto resta come un indice, un segno, un "significante".
In un periodo in cui l'arte, in genere, sembra dedicarsi e porre l'attenzione su un aspetto più immediato e crudele della vita, in cui predomina il sangue, come nelle performances di Gina Pane, in cui s'insegue una perduta identità, come nelle passeggiate di Vito Acconci, esistono ancora artisti, come Mirandi, davvero convinti che la vita in sé abbia ancora qualcosa di positivo da raccontare e che l'arte, da sempre veicolo d'informazione, abbia ancora la capacità di "sublimare".
La nuova esposizione di Leandro Tonino è un orgoglioso tentativo di trasmettere una gioia di vivere, ancorata al passato, ma pur sempre fiduciosa, pronta ed aperta ad un futuro che, come l'arte stessa, può anche consistere di musica, di poesia e di colori, infiniti, che partono dal più profondo della personalità dell'artista, ma che rivelano una voglia incontenibile di fuoriuscire dalla tela, per folgorare, o forse placare, ma in ogni caso stupire.
Gabriella Granieri
Leandro Tonino Mirandi
Nella storia di tutti i tempi molte opere d'arte sono nate dalla musica e con essa.
Complici la fantasia e l'ispirazione, l'armonia delle note è da sempre stata una fedele compagna di viaggio.
E' ancora una volta un viaggio, infatti, quello che compie l'artista Mirandi e la sua meta, adesso, l'universo.
Ma che cos'è forse l'universo se non ciò che abbiamo dentro? E che cos'è che abbiamo dentro se non ciò che ci ruota attorno?
Un gioco tra dentro e fuori, tra gravità e leggerezza, tra buio e luce, tra distruzione e vita.
Leandro Tonno Mirandi si fa trasportare dalle vertigini e i vortici del sé e con la mente, con le mani ridisegna sulle tele le paure e le certezze di un mondo tutto suo.
L'artista traduce ciò che prova in pittura e lo fa attraverso un cammino di scelte, di idee ed invenzioni, Felona e Sorona lo dimostrano pienamente: i pianeti del Sogno e della Speranza, tratti da un'opera del gruppo rock progressive le Orme, diventano realtà per lui e nei suoi quadri.
E chi può dire che non esistano davvero.
Bisognerebbe viaggiare nello spazio e controllare di persona.
Una cosa è certa: nelle tele di Mirandi non è poi così difficile toccare il cielo con un dito.
Gabriella Granieri
un viaggio intorno alla musica
“Ad Gloriam”. Questo il titolo con cui l'artista Leandro Tonino Mirandi presenta la sua mostra di pittura.
“Ad Gloriam”, come l'omonimo disco del gruppo rock-progressive “Le Orme”.
“Ad Gloriam”, come la gloria a cui ogni artista aspira.
Il tema portante è ancora una volta la musica.
Mirandi sembra non dipingere senza di essa; si lascia trasportare dalle note e, perché no, anche proteggere.
Le tele, i cartoncini, le stampe computerizzate ritoccate a mano con l'uso sapiente di acrilici e smalti misti sfoderano un insieme di sensazioni contrastanti.
Potremmo chiamarle sinestesie: intreccio simultaneo di più livelli sensoriali, come la vista e l'udito.
I Genesis, Yes, King Crimson, Pink Floyd, Nice, Moody Blues, Procol Harum, Gentle Giant, E.L.&P., Deep Purple, Jetrho Tull, Dire Straits, Led Zeppelin, Le Orme, PFM, B.M.S., Rick Wakeman, Keith Emerson, Tony Pagliuca, Robert Fripp, Peter Hammill, Peter Gabriel, Tony Banks, Steve Hove, Bill Brufford, Steve Hackett (e solo per citarne alcuni) sono gli indomiti protagonisti della nuova serie pittorica.
Usate come soggetti, le immagini vengono rivisitate con interventi manuali a tratti tanto delicati da risultare impercettibili, a tratti talmente energici da poterli quasi afferrare.
La fonte d'ispirazione è da ricercare in due dei protagonisti maggiori dell'arte definita Pop: Mario Schifano e Andy Warhol.
La tecnica, ma soprattutto lo spirito, rimandano alle atmosfere Pop degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta;
L'apparente indifferenza per le qualità formali a favore di un'arte di massa fu il grande tema di quel tempo e come non sentirne adesso il richiamo?
Anche lo scopo sembra essere lo stesso. L'artista, infatti, non denuncia, non ironizza, non vuole dissacrare nulla. Egli testimonia una realtà che appartiene a tutti.
Non è forse questo il pregio della pop-art?
Mirandi segue l'intreccio, che tanto gli è caro, tra arte e musica, tra sensazione e materia e con pochi tocchi, in ogni caso studiatissimi, fa di una stampa un vero e proprio quadro d'autore.
Già nel 2005 il Comune di Montorio al Vomano (TE) ha ospitato per la prima volta la mostra suddetta e, a distanza di un anno, l'artista ci ha onorato di una seconda occasione nel Comune di Isola del Gran Sasso (TE)- “Pala Isola San Gabriele" (ex Terminal). Adesso aspettiamo solo di vederlo a Roma dove, con frequenza, è solito esporre.
L'evento ha previsto l'esposizione di settantasei opere, frutto di una scelta esclusiva tra i migliori, lasciando (come egli stesso afferma) poco spazio alla musica leggera.
Il suo vuole essere un messaggio d'amore per chi, guardando, riesce a scrutare i misteri della vita. Ed ecco come le immagini, la pubblicità, la televisione, il mito giocano tra i colori, i segni e le interpretazioni che l'artista concede.
Ciò che importa è ciò che resta, l'impronta, l'orma indelebile, l'onda che non torna indietro (come nel titolo di una sua precedente mostra).
La meta?
Ad maiora, ad meliora, o forse solo “Ad Gloriam”.
Mirandi / Gabriella Granieri / Mirandi
Guida di SuperEva
Movimenti Prog
Mirandi: le Orme e la pittura
di Donato Zoppo
LEANDRO TONINO MIRANDI
Le Orme, il dinamismo cosmico e la pop-art
Incontriamo il pittore che si ispira allo storico gruppo veneziano
Le Orme , come tutte le grandi prog band, hanno sempre avuto un rapporto intimo con l'arte e la pittura . Dai tempi di "Uomo di pezza" , il loro gioiello del 1972, numerosi pittori si sono cimentati nel creare per loro affascinanti copertine: Mac Mazzieri, Lanfranco, Paul Whitehead, Voltolina . Copertine in linea con il contenuto del disco, anzi, parte integrante dell'album. Tutto secondo i dettami del rock progressivo : il disco non è mera raccolta di brani ma organismo vivente, microcosmo che palpita di vita propria, nel quale l'ascoltatore si tuffa e si immedesima.
Negli ultimi anni è stato invece un pittore ad ispirarsi alla musica delle Orme - dall'impianto descrittivo, dal taglio spesso cinematografico, dai toni fiabeschi e dalla vena talvolta visionaria. E' Leandro Tonino Mirandi , "il pittore del cielo, il pittore della verità", come ebbe modo di definirsi.
Mirandi proviene da Teramo ma vive e opera a Roma : è stato un allievo di Aldo Nicolini ed è considerato tra i maggiori interpreti della "Pop art" di Andy Warhol e del nostro Mario Schifano . E' un pittore di grande prolificità e conta centinaia di mostre , sia personali che collettive.
Il suo rapporto con le Orme e in generale con il rock progressivo è profondo, stretto, vitale. Le Orme sono per lui fonte di costante ispirazione . Il Maestro ci ha gentilmente fatto omaggio di due dei suoi cataloghi : per noi è stato un grande impatto vedere come la musica delle Orme interagisca con l'arte figurativa . E' un procedimento diverso da quello delle copertine dei dischi, dalla "cover-art" . Mirandi è persona inquieta e il suo temperamento interpreta e filtra la musica di Tagliapietra e soci.
Appassionato di astronomia , nel 1995 ha inaugurato la mostra "Gli astri e il loro dinamismo cosmico" , con 100 opere esposte. Tra queste, 13 erano ispirate a "Felona e Sorona" : una sincera e originale rivisitazione del capolavoro delle Orme. Il giornalista Augusto Giordano dice di lui: "Mirandi sulla tela butta il colore lontano, nell'infinito e nello spazio, e non torna mai indietro". E' difficile aggiungere altro, se non una considerazione su come le visioni dell'artista abbiano modificato la percezione comune dei due pianeti dell'opera. Chi immaginava un Felona sorridente e sereno e un Sorona triste e cupo rimarrà colpito: la coraggiosa tecnica mista di Mirandi (olio, acrilico e smalto su tela) è lontana da un ordinario descrittivismo o da qualsiasi fantasia naif, le sue opere si affidano all'intuizione di chi le guarda, fanno appello alla sua irrazionalità.
In occasione del Giubileo del 2000 , Mirandi ha dato spazio ad una triplice ispirazione. "Il Fiume" delle Orme , i luoghi natii del suggestivo entroterra di Teramo (Isola del Gran Sasso, San Gabriele, Trignano), Roma , centro della cristianità e fulcro del Giubileo. Partendo dal fascino della ricerca del recente album delle Orme e passando per il recupero di suggestioni di luoghi cari , Mirandi ha realizzato 24 opere , una sorta di "poema giubilare" che ha riscosso grande attenzione.
Abbiamo detto di pittura e progressive , ma si potrebbe azzardare il termine "pittura progressiva" . Per le opere in questione Mirandi ha deciso di collaborare con un altro apprezzato pittore, Ercole Bolognesi . Un'intuizione geniale per una "pittura a quattro mani" : diversi per cultura, età e temperamento, i due artisti hanno scelto un perfetto terreno d'incontro per i loro diversi stili. Basta dare un'occhiata a "Prima acqua" o "Chiesa d'asfalto" : felice, sereno, disteso e morbido Bolognesi (appassionato autore di un realismo spesso fantastico), inquieto, impulsivo, turbolento Mirandi , la cui storia personale evidenzia il turbamento dell'insoddisfazione e la perenne ricerca del meglio.
Nel catalogo sono presenti anche numerose foto delle Orme , che l'artista segue da anni con fedeltà. Il gruppo veneziano è anche presente nelle sue mostre, fotografato spesso con lui in una reciproca dimostrazione d'affetto. Tutto ciò testimonia che le emozioni suscitate dalla musica attecchiscono diversamente in ognuno di noi. Un fan delle Orme come Mirandi ha tirato fuori tutto il suo mondo interiore : le Orme sono state solo un'occasione, uno stimolo, uno strumento per la inimitabile creatività dell'artista.
http://www.toninomirandi.it
http://www.le-orme.com
Donato Zoppo
Guida SuperEva
Movimenti Prog
Santana di Donato Zoppo guida dal 17-02-2004
Un grande pittore romano, dalla "pop art" all'intepretazione pittorica della musica delle Orme
LEANDRO TONINO MIRANDI
Le Orme, il dinamismo cosmico e la pop-art
Incontriamo il pittore che si ispira allo storico gruppo veneziano
Le Orme , come tutte le grandi prog band, hanno sempre avuto un rapporto intimo con l'arte e la pittura . Dai tempi di "Uomo di pezza" , il loro gioiello del 1972, numerosi pittori si sono cimentati nel creare per loro affascinanti copertine: Mac Mazzieri, Lanfranco, Paul Whitehead, Voltolina . Copertine in linea con il contenuto del disco, anzi, parte integrante dell'album. Tutto secondo i dettami del rock progressivo : il disco non è mera raccolta di brani ma organismo vivente, microcosmo che palpita di vita propria, nel quale l'ascoltatore si tuffa e si immedesima.
Negli ultimi anni è stato invece un pittore ad ispirarsi alla musica delle Orme - dall'impianto descrittivo, dal taglio spesso cinematografico, dai toni fiabeschi e dalla vena talvolta visionaria. E' Leandro Tonino Mirandi , "il pittore del cielo, il pittore della verità", come ebbe modo di definirsi.
Mirandi proviene da Teramo ma vive e opera a Roma : è stato un allievo di Aldo Nicolini ed è considerato tra i maggiori interpreti della "Pop art" di Andy Warhol e del nostro Mario Schifano . E' un pittore di grande prolificità e conta centinaia di mostre , sia personali che collettive.
Il suo rapporto con le Orme e in generale con il rock progressivo è profondo, stretto, vitale. Le Orme sono per lui fonte di costante ispirazione . Il Maestro ci ha gentilmente fatto omaggio di due dei suoi cataloghi : per noi è stato un grande impatto vedere come la musica delle Orme interagisca con l'arte figurativa . E' un procedimento diverso da quello delle copertine dei dischi, dalla "cover-art" . Mirandi è persona inquieta e il suo temperamento interpreta e filtra la musica di Tagliapietra e soci.
Appassionato di astronomia , nel 1995 ha inaugurato la mostra "Gli astri e il loro dinamismo cosmico" , con 100 opere esposte. Tra queste, 13 erano ispirate a "Felona e Sorona" : una sincera e originale rivisitazione del capolavoro delle Orme. Il giornalista Augusto Giordano dice di lui: "Mirandi sulla tela butta il colore lontano, nell'infinito e nello spazio, e non torna mai indietro". E' difficile aggiungere altro, se non una considerazione su come le visioni dell'artista abbiano modificato la percezione comune dei due pianeti dell'opera. Chi immaginava un Felona sorridente e sereno e un Sorona triste e cupo rimarrà colpito: la coraggiosa tecnica mista di Mirandi (olio, acrilico e smalto su tela) è lontana da un ordinario descrittivismo o da qualsiasi fantasia naif, le sue opere si affidano all'intuizione di chi le guarda, fanno appello alla sua irrazionalità.
In occasione del Giubileo del 2000 , Mirandi ha dato spazio ad una triplice ispirazione. "Il Fiume" delle Orme , i luoghi natii del suggestivo entroterra di Teramo (Isola del Gran Sasso, San Gabriele, Trignano), Roma , centro della cristianità e fulcro del Giubileo. Partendo dal fascino della ricerca del recente album delle Orme e passando per il recupero di suggestioni di luoghi cari , Mirandi ha realizzato 24 opere , una sorta di "poema giubilare" che ha riscosso grande attenzione.
Abbiamo detto di pittura e progressive , ma si potrebbe azzardare il termine "pittura progressiva" . Per le opere in questione Mirandi ha deciso di collaborare con un altro apprezzato pittore, Ercole Bolognesi . Un'intuizione geniale per una "pittura a quattro mani" : diversi per cultura, età e temperamento, i due artisti hanno scelto un perfetto terreno d'incontro per i loro diversi stili. Basta dare un'occhiata a "Prima acqua" o "Chiesa d'asfalto" : felice, sereno, disteso e morbido Bolognesi (appassionato autore di un realismo spesso fantastico), inquieto, impulsivo, turbolento Mirandi , la cui storia personale evidenzia il turbamento dell'insoddisfazione e la perenne ricerca del meglio.
Nel catalogo sono presenti anche numerose foto delle Orme , che l'artista segue da anni con fedeltà. Il gruppo veneziano è anche presente nelle sue mostre, fotografato spesso con lui in una reciproca dimostrazione d'affetto. Tutto ciò testimonia che le emozioni suscitate dalla musica attecchiscono diversamente in ognuno di noi. Un fan delle Orme come Mirandi ha tirato fuori tutto il suo mondo interiore : le Orme sono state solo un'occasione, uno stimolo, uno strumento per la inimitabile creatività dell'artista.
Guida SuperEva
Movimenti Prog
di Donato Zoppo
Le Orme di Donato Zoppo guida dal 22-10-2004
La nuova opera del pittore "ormista" Leandro Tonino Mirandi. Segnaliamo l'intervento dell'ottima Guida Progressive
Musica e pittura. Le Orme, musa ispiratrice di Mirandi
Elementi" è un libro-catalogo di musica e pittura del pittore Tonino Mirandi. dedicato al binomio Orme-pittura. Fa parte di una trilogia di volumi dedicata alla band veneziana e che si ispirano ai suoi dischi
Musica e pittura. Leandro Tonino Mirandi ricerca il collegamento con il rock, come musa ispiratrice della sua arte pittorica. La sua musa in particolare è una delle band più amate dai fans del rock progressive, Le Orme, che ha sempre affrontato nei propri dischi tematiche spirituali, che non si fermano all'apparente. Come artista esce dalla scuola che si rifà a Schifano (e non a caso "Le stelle di Mario Schifano" fu uno dei gruppi e dischi più amati nel rock progressive dei 70 che univa arte e suoni). Lui prosegue un discorso di pop art, alla Andy Warhol ,coniugando l'arte uditiva con quella visiva. " Elementi " è l'ultimo, in ordine di tempo, dei libri che Mirandi ha dedicato al binomio Orme-Pittura (tre volumi che si ispirano ad altrettanti dischi della band veneziana).
Dalle "personali" al libro che, originalmente, propone testi dei brani, foto del gruppo e dell'artista e soprattutto la riproduzione dei quadri. «Lo stile - scrive il critico d'arte Maria Teresa Pallitta - ha vibrato eccellente: sinergie astrali e floreali».
Gaetano Menna
le Orme della Pittura:
Autore: Susanna Bianchini
data: 03.07.2003
“Io che sono Terra dono i miei tesori
Io che sono Vento volo verso i miei sogni
Io che sono Pioggia disseto le paure
Io che sono Fuoco accendo questo Universo”
Non avevo mai sentito parlare del gruppo rock progressivo “Le Orme”, degli storici anni 70, quando tutte le novità erano possibili e non esisteva la noia del già sentito come adesso.
Non racconterò qui la storia di questo gruppo, ma di come le loro canzoni, poesie in verità, abbiano ispirato un pittore dei nostri tempi che non dipinge se non attraverso la loro musica.
I quadri di Tonino Mirandi, amico di Mario Schifano, artista per caso, raccontano come un assolo di chitarra elettrica ed una rullata di batteria possano trasformarsi in sensazioni colorate, in guizzanti grovigli di tinte accese, con le pennellate che seguono l'evolversi degli accordi fino all'epilogo della canzone. Action painting? Pollock? Kandinsky?
Molto di più: un universo davvero personale si dipinge sulle pareti dell'Accademia Internazionale “Sant'Agostino”, sull'affollatissima via del Corso, dove vado ad incontrare Mirandi.
E' un uomo alto, riccioluto, gentile. Molto fiero del suo lavoro e di ciò che esprime, porta una maglietta de “Le Orme” e si definisce un pittore astronomico.
“E pensare che l'arte mi faceva addormentare!” Ammette, ridendo, quando gli chiedo come ha iniziato a dipingere “Dipingo dal 10 ottobre 1990. Sono amico di Mario Schifano e Aldo Nicolini e frequentavo il loro studio. E' cominciata così…per caso”
Mi mostra un quadro dal titolo “Danza della Terra”, olio, acrilico e smalto, non facili da gestire: la materia di cui è fatto il nostro pianeta si trasforma in uno sfondo verde su cui nasce un prato d'erba di fili rosa, gialli, rossi e blu, tesi come tante corde. “Questo è dedicato a Schifano”, dice, “e porta il titolo di una delle canzoni dell'album ‘Elementi' a cui mi sono ispirato per dipingere. Riesco a farlo solo con la musica a palla” Ridiamo. “Le canzoni delle Orme nascondono nelle loro poesie alcuni temi scottanti come l'aborto e lo stupro. All'epoca era vietato farli uscire allo scoperto, infatti il gruppo passò non pochi guai. La particolarità dei loro album è che parlano di un unico tema diviso tra le varie canzoni, con ritmi e composizioni musicali sempre diversi.”
Gli chiedo se ha fatto un quadro per ogni canzone dell'album, che intanto suona in sottofondo.
“Esatto. Ci sono quattordici quadri ispirati ai quattro Elementi: Terra, Pioggia, Vento e Fuoco. Varie versioni, dico, a seconda delle sensazioni che ho provato. Ma ce ne sono alcuni, come questo, in cui non ho compreso molto bene il messaggio della canzone, le sensazioni erano confuse. L'ho intitolato ‘Dove tutto è'”. La pittura in questione è fatta di tre colonne bianche, ondulate, su uno sfondo composto dai colori primari, quasi ordinato, strutturato in confronto agli altri quadri, più esplosivi. “Come puoi vedere la pittura cerca di salire verso l'alto, verso il cielo. Verso Dio.”
“Danza della pioggia” sembra annunciare il calare della sera, con colori molto scuri ed un pulviscolo brillante. “E' l'Universo che mi piace esprimere nei miei quadri: il suo essere infinito, il cosmo, i pianeti. I grandi misteri della vita.”
Ne trovo il riscontro in “Danza del Fuoco”, dove il rosso psichedelico fa da sfondo a macchie blu che ricordano, senza possibili dubbi, le macchie solari.
“Danza del Vento” si esprime con un raggio bianco, perfettamente geometrico, che colpisce un punto da cui si sprigionano lingue di colore.
“Dovresti ascoltare Felona e Sorona” mi consiglia Mirandi “E' un altro album delle Orme a cui mi sono ispirato e racconta la storia di due pianeti, uno felice ed uno triste, che si dimenticano del loro creatore…” la storia è lunga, ma sarà possibile vedere l'ispirazione di Tonino dal 23 dicembre di quest'anno, sempre nello stesso posto.
Intanto, sulle note di un Fuoco che si Spegne, sento la poesia farsi musica e vedo ricominciare i cicli dell'Universo in “Il grande cerchio”, nero e compatto su un fondo giallo spruzzato di pulviscolo cosmico.
Susanna Bianchini
Guida SuperEva
Movimenti Prog
di Donato Zoppo
In Abruzzo, al "Terminal San Gabriele" Isola del Gran Sasso (nelle vicinanze del Santuario di San Gabriele dell'Addolorata) saranno esposte circa 50 quadri (pop-art) del pittore Leandro Tonino Mirandi. I quadri sono ispirati a gruppi musicali soprattutto prog. Titolo della mostra come il disco de Le Orme: "Ad Gloriam"
Rock-progressive di Claudio Costantino guida dal 22-05-2003
In Abruzzo, al "Terminal San Gabriele" Isola del Gran Sasso (nelle vicinanze del Santuario di San Gabriele dell'Addolorata) saranno esposte circa 50 quadri (pop-art) del pittore Leandro Tonino Mirandi. I quadri sono ispirati a gruppi musicali soprattutto prog. Titolo della mostra come il disco de Le Orme: "Ad Gloriam"
dal 6 al 27 agosto 2006
Terminal San Gabriele
Isola del Gran Sasso (Teramo)
In Abruzzo, al "Terminal San Gabriele" Isola del Gran Sasso (nelle vicinanze del Santuario di San Gabriele dell'Addolorata) saranno esposte circa 50 quadri (pop-art) del pittore Leandro Tonino Mirandi. La mostra ricomprende ben 76 opere realizzate su cartoncino e su tela computerizzate con stampe ritoccate a mano. Una scelta esclusiva tra i "Migliori Gruppi Musicisti Compositori e Solisti" della Musica "Rock Progressive" che lascia poco spazio alla musica leggera. Ovviamente lo spazio maggiore è stato riservato proprio ai "Grandi Nomi" degli anni '60 e '70 con qualche riferimento alla musica degli anni '80, '90 e dei giorni nostri.
Il titolo della mostra si rifà a quello di un brano delle prime Orme di fine anni Sessanta, con copertinepsichedeliche e , appunto, ispirate alla pop-art (pensavo a d Ad Gloriam, ma anche al 45 giri Senti l'estate che torna).
Alla mostra è dedicato anche un libro/catalogo d'arte - che si intitola "Ad Gloriam" - con la riproduzione di tutte le opere esposte.
Questi i personaggi a cui sono dedicate le tele di Mirandi: LE ORME (7 opere); GENESIS (3); U2 (2); ANGELO BRANDUARDI (1); EMINEM (1); POOH (2); TONY PAGLIUCA (1); ALICE (1); RICK WAKEMAN (1); YES (2); BRUCE SPRINGSTEEN (2); PADRE MAURIZIO "Padre NIKE" (2); POLICE (1); NEW TROLLS (1); KURT COBAIN (2); NIRVANA (1); MIETTA (1); REM (1); FRANCESCO DE GREGORI (2); PATTY PRAVO (2); SPICE GIRLS (5); MADONNA (2); KEITH EMERSON (1); ALANIS MORISSETTE (2); PINK FLOYD (7); ZUCCHERO (1); ROCKETS (1); TONY BANKS (1); LED ZEPPELIN (6); EUROPE (1); TINA TURNER (1); JIMI HENDRIX (1); DURAN DURAN (1); DIRE STRAITS (1); CROSBY / STILLS / NASH &YOUNG (1).
Guida SuperEva
Movimenti Prog
24/07/2006
Dall'osservazione dei corpi celesti alla loro raffigurazione/trasfigurazione. Dal cannocchiale ai pennelli, anche con un afflato religioso che traspare in alcuni quadri. Con qualcosa in più... la musica de Le Orme di "Felona e Sorona".
Libri: Musica da leggere
L'universo ormiano di Tonino Mirandi
Dall'osservazione dei corpi celesti alla loro raffigurazione/trasfigurazione. Dal cannocchiale ai pennelli, anche con un afflato religioso che traspare in alcuni quadri. Con qualcosa in più... la musica de Le Orme di "Felona e Sorona".
L'Universo di Leandro Tonino Mirandi pagg. 304 euro 25,00
Ponderoso volume quello del pittore Leandro Tonino Mirandi sulla sua mostra pittorica “L'Universo”. Come sempre i libri di questo pittore abruzzese sono più di semplici cataloghi d'arte. In questo descrive dettagliatamente la mostra a cui si riferisce, ovviamente;l'itinerario artistico però è costellato da integrazioni, arricchimenti, approfondimenti, studi sull'astronomia, che vanno al di là dei dipinti veri e propri.
«Questo libro – ci spiega l'artista – è il frutto di un lungo lavoro di circa quindici anni; infatti ha avuto inizio nel 1990, ed ebbe poi fine nel 1997, con un aggiornamento nel 1999, poi una lunga pausa ultimamente è stato ripreso, perfezionato, pubblicato».
Un tomo di oltre trecento pagine con le illustrazioni di ben 163 dipinti e con altre 141 foto a colori.
Come sottolinea Caterina Sidari nella prefazione, «tutto nasce dalla vivace curiosità che spinge Mirandi ad accostarsi al mondo dell'astronomia, curiosità che spinge Mirandi ad accostarsi al mondo dell'astronomia, stregato e affascinato dal mistero del cosmo e dei corpi celesti. Ciò che inizialmente sembra essere un semplice interesse converte in vera e propria passione, coltivata e nutrita nel tempo dall'assidua consultazione di documenti, libri e dall'osservazione diretta del cielo dall'Osservatorio di Collurania (Teramo) ma soprattutto dalla sua base astronomica privata di Colleverde (Roma)».
Dall'osservazione dei corpi celesti alla loro raffigurazione/trasfigurazione.
Dal cannocchiale ai pennelli, anche con un afflato religioso che traspare in alcuni quadri. Con qualcosa in più... la musica de Le Orme.
La musica della band veneta è musa ispiratrice; d'altronde Le Orme realizzarono uno straordinario disco, “Felona e Sorona” che è la storia di due pianeti.
Il libro-catalogo è quindi arricchito ulteriormente dalle poesie (canzoni) di quel 33 giri del 1973 e dai quadri ad esse connesse.
Gaetano Menna
Guida SuperEva
Movimenti Prog
di Donato Zoppo
LEANDRO TONINO MIRANDI
AD GLORIAM
...un viaggio "intorno" alla musica
A cura di
Leandro Tonino Mirandi
e
Gabriella Granieri
(Editoriale Eco 2006)
Il grande sogno del progressive-rock, quello di una "musica totale" e unica, ha sempre visto un particolare feeling tra musica e arte grafica. Non è un caso che l'epoca dell'art rock abbia visto grandi copertine e artwork, Paul Whitehead, Giger, Roger Dean e Marcus Keef, tanto per citare i nomi stranieri più importanti. In Italia una formazione come Le Orme ha valorizzato musicalmente il lavoro di un pittore come Walter Mac Mazzieri (indimenticabile la copertina di Uomo di pezza , il celebre Garbo di neve ) o di Lanfranco, così la PFM con Caesar Monti e gli Area con il lavoro grafico della Cramps. Musica e pittura , un'accoppiata che dunque è esplosa nel progressive e che torna - forte, pulsante, palpitante d'emozione e di creatività - con Tonino Mirandi.
Mirandi al lavoro su un'immagine dei Genesis
Il Maestro Mirandi , abruzzese trapiantato a Roma, è un caso più unico che raro: un pittore che ama ascoltare prog a tutto spiano, e che usa questo rock come assoluta fonte d'ispirazione. L'ultimo ciclo pittorico - non a caso chiamato Ad Gloriam , citando il primo disco delle Orme - è una serie di lavori dedicati a molti artisti pop e rock, con una forte propensione per il prog ( Orme e Genesis in particolare). Mirandi, allievo di Nicolini e Schifano , è un singolare esponente della pop art : nelle sue mani non passa solo il colore ma tutto un materiale che diventa opera d'arte, come nel caso di questi cartoncini computerizzati che tuttavia esprimono solo una piccola parte del suo universo pittorico. La sua ispirazione, benchè sia filtrata dallo spunto musicale, è sempre alta, come lo era in passato con le sue eccezionali opere "astronomiche" (ispirate a Felona e Sorona ) o "fluviali" (ispirate alla spiritualità del Fiume ).
Un ottimo esempio delle opere mirandiane: Le Orme, 30 anni di storia
Il suo nuovo catalogo- nato in collaborazione con la storica dell'arte Gabriella Granieri - non è solo una raccolta pittorica e fotografica ma anche l'occasione per entrare nel suo mondo: un cosmo nel quale il progressive è più di una passione, ma soprattutto motivo di vita e di espressione artistica. E' assai piacevole leggere non solo i pezzi di operatori dell'informazione prog (Gaetano Menna della Guida Prog Supereva , il sottoscritto) ma soprattutto gli interventi di prestigiosi critici d'arte (penso a Maria Teresa Palitta) che apprezzano sia l'interessante fusione musica-pittura, sia il valore e la spinta "pittorica", descrittiva e immaginifica del migliore prog-rock. "Nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma": così il miglior progressive torna a chi lo ha ascoltato e assorbito, tanto da diventare sublime fonte d'ispirazione.
di Donato Zoppo