CRITICA DEI CRITICI PRINCIPALI

 

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Mirandi 2015

 

Mirandi con Andrea (Storico d'Arte) / dal 2010 "Critico Principale" dell'Artista

durante la presentazione del DVD "Fiori e Colori" (intervista)

(registrato al Stephansplatz / 30 giugno 2010 a Vienna)

Biblioteca Nazionale Centrale / 27 luglio 2011 / Roma

 

 

MIRANDI 2015

 

Mirandi - Andrea

durante una breve pausa per la realizzazione di un video/intervista

nella "collaborazione" artistica / Teatre Operà / Parigi - giugno 2013

 

 

MIRANDI 2015

 

Mirandi - Andrea

durante una breve pausa per la realizzazione di un video/intervista

nei pressi de la Bastille "l' Operà" / Parigi - giugno 2013

 

 

MIRANDI 2015

 

Mirandi con Andrea (Vienna)

durante una breve pausa per la realizzazione di un video/intervista

23 luglio 2013 / nei pressi della Biblioteca Nazionale Centrale / Roma

 

 

 

 


 

 

Critica dello Storico d'Arte

 

ANDREA

 

 

MIRANDI 2015

 

Mirandi con Andrea (Storico d'Arte)

durante la presentazione del libro "Fiori e Colori"

Stephansplatz / 30 giugno 2010 / Vienna

 

 

Tonino Mirandi

 

In lingua inglese

In lingua inglese

I met Tonino Mirandi as an exceptional person in 8 march 2010 accidentally at the National Library in Rome – I was there doing my research for my degree dissertation. This brief acquaintance gave way to a fruitful form of co-operation. In June 2010 we met again in Vienna, where he presented his book - "Fiori e Colori". In the "Fiori e Colori" (Flowers and colours) series Mirandi was trying to show us the colourful and joyful variety of flowers. With the paintings from the „L'universo non è immenso come credi“ (The universe is not as endless as you think) series, the viewer begins to reflect , the pictures look simple, but are as profound as the universe. In his latest series, "Orme orme orme", Mirandi searches for clues, perhaps the remains of the past, traces of life or the future. This artist stays enigmatic even after prolonged debate - out of nothing, he creates his works, which are fascinating.

In summer 2011 I had a chance to get another interview from Mirandi in Rome. He called his colours "I colori del vento" (The Colours of the Wind) and he cast them on canvas accordingly. His inspirations are like "Onde che non tornano indietro" (Waves, which do not return) when they come, as he holds them on countless images.

Andrea (dott.ssa e Storico d'Arte)

 

 

in lingua tedesca

Ich habe Tonino Mirandi im 8 marz 2010 in der Nationalbibliothek in Rom zufàllig bei meiner damaligen Diplomarbeitsrecherche als einen sehr aubergewòhnlichen Menschen kennengelertn.

Aus dieser kurzen Bekanntschaft wuchs eine künstlerische Zusammenarbeit. Im Juni 2010 trafen wir uns bereits in Wien, wo er auch sein Buch „Fiori e Colori“ präsentierte. In der Serie „Fiori e Colori“ – „Blumen und Farben“ versucht Mirandi die bunte und frohe Vielfalt der Blumen aufzuzeigen. Die Gemälde aus der Serie „L'universo non è immenso come credi“ - „Das Universum ist nicht so unendlich wie du denkst“ regen zum Nachdenken an, sie wirken einfach, sind aber tiefsinnig wie das Universum. In der neuesten Serie „Orme orme orme“ sucht er nach Spuren, vielleicht den Spuren der Vergangenheit, Spuren des Lebens oder der Zukunft. Rätselhaft bleibt dieser Künstler auch bei längerer Auseinandersetzung – aus dem Nichts schafft er seine Werke, die faszinieren.

Im Sommer 2011 hatte ich in Rom die Gelegenheit mit Mirandi wieder ein Interview zuführen. Mirandi bezeichnet seine Farben als „I colori del vento“ - „Die Farben des Windes“ und dementsprechend trägt er sie auch auf die Leinwand. Seine Inspiration sind so wie „Onde che non tornano indietro“ – „Wellen, die nicht zurückkehren“, wenn sie kommen dann hält er sie fest und zwar auf unzähligen Bildern.

Andrea (dott.ssa e Storico d'Arte)

 

in lingua italiana

Ho incontrato Tonino Mirandi per caso l' 8 di marzo 2010 presso la Biblioteca Nazionale di Roma, stavo li per motivi della mia tesi. Già al inizio mi sembrava come una persona straordinaria.

Da questa breve conoscenza è cresciuta una collaborazione artistica. Nel giugno 2010 ci siamo incontrati a Vienna, dove ha presentato il suo libro "Fiori e Colori". Nella serie “Fiori e Colori " Mirandi cerca la diversità colorato e gioioso spettacolo in fiori. I dipinti della serie „L'universo non è immenso come credi“ spunti di riflessione, sembrano semplici, ma sono profondi come l'universo. Nell'ultima serie, "Orme Orme Orme" si mette alla ricerca di indizi, forse i resti del passato, tracce di vita o il futuro. Quest'artista enigmatico rimane anche dopo un lungo dibattito molto interessante - dal nulla, crea le sue opere, che sono affascinanti.

Nel 'estate del 2011 ho avuto l'opportunità di fare un'altra intervista a Roma con Tonino Mirandi.

Mirandi denota il suo colore come "I Colori del Vento" e di conseguenza lo trasporta sulla tela come lo farebbe il vento. La sua ispirazione sono come "Onde che non tornano indietro" quando arrivano e che egli li tiene in innumerevoli immagini.

Andrea (dott.ssa e Storico d'Arte)

 

ANDREA......!??
SI RINGRAZIA per i 5 ANNI di COLLABORAZIONE
dall' 8 marzo 2010 – all' 8 marzo 2015

Andrea
(dott.ssa e Storico d'Arte)
Si chiude la collaborazione a fine anno 2014, oppure negli inizi dell’anno 2015 il "percorso" di collaborazione fra la bellissima e giovanissima dott.ssa Andrea (Storico d’ Arte) di Vienna e l' Artista.

Dopo le varie esposizioni di Venezia, Bassano del Grappa, Roma, Parigi, Isola del Gran Sasso; ecc che seguiranno durante il 2014…. Si chiuderà con il Calendario 2015 dal titolo: “Nella Notte: Soffia il Vento - i miei silenzi”, in copertina, i testi critici in tre lingue, ormai già stabiliti e pronto per la stampa.
(Collaboratrice, supervisore, autrice dei testi critici e biografici dell' Artista ed altro….)
Che si ringrazia, ormai d’accordo...., bisogna rinnovarsi, ma non sarà sostituita, porterò io stesso avanti il tutto...!

Per i 5 anni di collaborazione le ho rilasciato una medaglia “d’argento” ed una pergamena come riconoscimento di “onorificenza”.
Tramite mail, la risposta:
Grazie mille, è stato un onore per me...!


 Tonino Leandro Mirandi (mail) Andrea – 10 + 23/6/2014 Isola del Gran Sasso (TE)

 

 

 


 

 

Critica dello Storico d'Arte

 

CATERINA SIDARI

 

Mirandi / Augusto Giordano / Caterina Sidari / Maria Teresa Palitta

 

Leandro Tonino Mirandi

Forme astratte, dilaniate da un moto vorticoso, materia che s'infrange, presentandosi agli occhi del pubblico attraverso sguazzi di colori e macchie policrome; è così con rapidi colpi di pennello che Leandro Tonino Mirandi, pittore teramano, imprigiona nel limitato spazio della tela il mistero del cosmo e il fascino di terre inesplorate.Se ci si trova a passare in via del Corso a Roma, presso la galleria di S. Agostino (dove il pittore ha già esposto in varie occasioni) sarà facile lasciarsi sedurre dalle note incalzanti dei celebri gruppi musicali le Orme e i Genesis, i cui testi sono un continuo riferimento per le opere di Mirandi e il cui suono sembra quasi essere utilizzato, durante le sue mostre, a guisa di piffero magico per attrarre centinaia di giovani che si ritrovano collocati in una nuova dimensione, dove i colori "danzano col vento" e i moti dell'animo esplodono come un "vulcano".Il tema dell'astronomia costituisce il perno attorno al quale ruota l'intera opera. Incuriosito sin da piccolo dallo spazio celeste, Mirandi coltiva e alimenta con crescente entusiasmo la propria passione, ritrovando nella pittura l'unico mezzo attraverso cui sfogare le svariate sensazioni, suscitate dall'osservazione di un mondo imperscrutabile che sembra che sembra riflettere l'oscurità abissale dell'animo umano.Caratterizza un gran numero di lavori (eseguiti spesso in serie) una tecnica pittorica densa e corposa, realizzata attraverso l'uso di smalti e acrilici su tela o cartoncino, ciò rende perfettamente la plasticità della materia, rappresentata in maniera fluida dal sapiente utilizzo di un tratto dinamico e veloce tale da bloccare il movimento nello spazio.Impegnato inizialmente in altre attività (attualmente è impegnato presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma), si accosta tardi al mondo delle arti figurative debuttando nel 1990. Ciò non gli impedisce di maturare in poco tempo innovative soluzioni, raggiungendo in breve l'apice della sua creatività. Le proprie ricerche prendono forma attraverso più di 3000 opere esposte in vari percorsi: "Felona e Sorona" (1994-1999) ispirato al testo delle Orme, dove Mirandi traduce in chiave pittorica l'eterno dualismo che governa il creato, il Bene e il Male rappresentati rispettivamente dai due pianeti immaginari sopra citati. Segue il "Fiume" (2000) con riferimento all'anno Giubilare, gli "Elementi" (2002) e infine "Onde che non tornano indietro" (2004) tratto dall'omonimo "A trick of the tail" (Genesis - titolo originale).Alcune delle opere esposte sono un omaggio all'arte di Schifano, la cui tecnica infonde in Mirandi nuovi spunti, che approdano in un linguaggio basato su una pittura dai colori brillanti e dalle forme ambigue. Non rimane che seguire i percorsi che l'artista continuerà ad offrirci dando così, ad ogni visitatore la possibilità di scrutare una parte di un mondo non a tutti visibile ma dal fascino senza dubbio ineguagliabile.

Caterina Sidari

 

leandro tonino mirandi

Com'è nata l’idea di scrivere questo "Viaggio nell’Universo"?

Tutto nasce dalla vivace curiosità che spinge Leandro Tonino Mirandi ad accostarsi al mondo dell'astronomia, stregato e affascinato dal mistero del cosmo e dei corpi celesti.Ciò che inizialmente sembra essere un semplice interesse converte in vera e propria passione, coltivata e nutrita nel tempo dall'assidua consultazione di documenti, libri e dall'osservazione diretta del cielo dall'Osservatorio di Collurania (Teramo) ma soprattutto dalla sua base astronomica privata di Colleverde (Roma).Viene gradatamente alla luce l'idea di realizzare un libro-catalogo mediante il quale l'artista si racconta, svelando la parte più intima e segreta del proprio io, nonché l'aspetto recondito del fanciullino, attraverso una pittura spontanea libera e immediata.L'occhio di Mirandi scruta mondi lontani, rincorrendo nozioni scientifiche e insieme svariate sensazioni, da qui emerge il forte dualismo che caratterizza la sua opera: l'aspetto razionale che controbilancia la ricerca filosofica, intimistica atta ad individuare gli stati emotivi dell'uomo.Il carattere di Mirandi non è facile da definire, cangiante e un po’ lunatico ora si mostra amichevole nel dialogare con la gente, ora restio nel comunicare i propri pensieri, soprattutto quando sono riferiti al suo modo d'intendere l'arte.Può essere utile tuttavia, a scopo di carpire la sua pittura, ricordare Nicolini così come Schifano, le cui opere rappresentano per Mirandi un vero e proprio punto di riferimento. Tutto sembra derivare da un unico ceppo che si snoda in soluzioni diverse, autonome e innovative dove la realtà è rappresentata attraverso un vortice di forme e colori. Per riuscire ad inquadrare in maniera ancor più chiara il tutto, non bisogna tralasciare un elemento molto importante se non addirittura fondamentale: il percorso musicale delle Orme (noto gruppo rock degli anni '70) che come "un filo d'Arianna" guida il pittore fuori del labirinto verso la luce di una nuova dimensione espressiva. Un riferimento ai testi è la storia di Felona e Sorona (opere pittoriche collocate nel "Viaggio nell'Universo"), pianeti immaginari che rappresentano rispettivamente il Bene e il Male e l'eterna antitesi tra la vita e la morte.

Caterina Sidari

 


 

 

Critica dello Storico d'Arte

 

GABRIELLA GRANIERI

 

Gabriella Granieri in un intervista all'Artista / 2005 Roma

 

"ONDE CHE NON TORNANO INDIETRO"

di

LEANDRO TONINO MIRANDI

Dopo "Felona e Sorona", "il Fiume" ed "Elementi", opere pittoriche ispirate alle note musicali de "le Orme", Leandro Tonino Mirandi, questa volta, si lascia piacevolmente trasportare dalle forti atmosfere "rock progressive" dei Genesis. L'esposizione pittorica, realizzata nella galleria d'arte "Sant'Agostino" in via del Corso (27 aprile - 3 maggio), prende spunto infatti dall'album "A trick of the tail" del noto gruppo rock traducendolo nel titolo italiano "Onde che non tornano indietro".Protagonista, ancora una volta, è la musica che si fa voce, corpo, colore. Le tele raccontano con verità e trasporto di desideri inconsci, di sogni realizzati, di tristezze e felicità vissute.La musica, come la poesia, parla attraverso un'arte che può sempre, e con fiducia, avere l'odore di una storia in cui l'uomo crede ancora, di momenti che di certo "non tornano indietro", ma che segnano e che inevitabilmente insegnano.Opere computerizzate su cartoncino e tela descrivono il "Fenomeno Musicale" dei Genesis e il loro grandioso successo conseguito a Parigi nel 1977. Molte opere dell'artista traggono spunto dalle canzoni ed LP della band: "Dance on a volcano", "And then there were three", "Alle sorgenti della musica", "Window: finestra dell'amore".Sono opere che danno la sensazione di un movimento continuo, di un fluttuare dolce e consapevole, di un intimo coinvolgimento che, a volte, solo la "nostra" musica può dare.Si tratta di una fusione tra i suoni e l'impulso pittorico dell'artista che, tra forma e contenuto, racconta la sua vita, la sua esperienza, mettendola in comunione con la vita e l'esperienza di ognuno. Non c'è aulicità, non è l'espressione di un'elìte. L'opera di Mirandi è di tutti e parla a tutti.In questo ritroviamo la sua formazione "pop"; Andy Warhol, Jackson Pollock, Mario Schifano rappresentano maggiormente la sua arte e a quest'ultimo sono persino dedicate delle opere all'interno della mostra.La filosofia di vita dell'artista si rispecchia in tutti i suoi quadri, in cui predomina un ottimismo ed un entusiasmo difficile da trovare in questo tempo, così dominato dal progresso e dai mass media che sempre più decidono per noi, che invadono la nostra vita e la nostra cultura, annientandoci o ammaliandoci secondo scelte che, in fondo, non ci appartengono.Il pubblico, l'individuo è invece qui libero…di scegliere appunto, di ricordare, di costruire il suo immaginario futuro come può o come vuole.Leandro Tonino Mirandi è un poeta in pittura e la sua opera "espressionista" tocca talora punte di romanticismo come nel quadro "La mia mente corre", talora di ricercata solitudine come nel "La sua immagine riflessa" dedicata alla luna, ma nello stesso tempo ci trasmette anche rabbia, vigore. La matericità si fa sentire e quasi invita a toccare, a provare (per credere?). L'energia si trasmette attraverso un flusso continuo, attraverso "onde" che accarezzano, s'infrangono, roteano, non tornano. Il vento, grazie a dinamiche improvvisazioni di colore, può quasi essere concretamente percepito. Il tempo scorre sulla pelle dell'uomo, ma non fa paura. Ci pervade un senso di malinconia che lascia il sapore di una vita che è nostra, ma che si concede, con serenità, all'infinito gioco della natura.Il punto di partenza è la musica, la poesia, ma il percorso dell'artista di Colleverde aspre volontariamente diverse strade. Ci sono vie che inevitabilmente si percorrono, rischi che si corrono, dolori che si affrontano, gioie che si vivono. Leandro Tonino ci offre uno specchio d'acqua (il suo?)…puro, limpido, vero dove noi possiamo guardare il mondo con la certezza, nostalgica e dolce, che nulla ritorna, ma che, nel profondo, tutto resta…come un indice, un segno, un "significante".In un periodo in cui l'arte, in genere, sembra dedicarsi e porre l'attenzione su un aspetto più immediato e crudele della vita, in cui predomina il sangue, come nelle performances di Gina Pane, in cui s'insegue una perduta identità, come nelle passeggiate di Vito Acconci, esistono ancora artisti, come Mirandi, davvero convinti che la vita in sé abbia ancora qualcosa di positivo da raccontare e che l'arte, da sempre veicolo d'informazione, abbia ancora la capacità di "sublimare".La nuova esposizione di Leandro Tonino è un orgoglioso tentativo di trasmettere una gioia di vivere, ancorata al passato, ma pur sempre fiduciosa, pronta ed aperta ad un futuro che, come l'arte stessa, può anche consistere di musica, di poesia e di colori, infiniti, che partono dal più profondo della personalità dell'artista, ma che rivelano una voglia incontenibile di fuoriuscire dalla tela, per folgorare, o forse placare, ma in ogni caso stupire.

Gabriella Granieri

 

Intervista

UNA LUNGA CONVERSAZIONE TRA GABRIELLA GRANIERI E IL MAESTRO MIRANDI

Secondo te che cosa è "l'arte"?

Eh….! Una domanda complessa… direi quasi universale! Possiamo dire che per me l'arte è qualcosa di mistico e di difficile. E' un'intuizione, è viaggiare all'interno e capirsi. Mi piacerebbe rivolgere questa domanda a qualsiasi individuo. L'Arte non è l'appagamento di un desiderio, non è imitazione, ma, semmai, è unicamente una forma di espressione. Artista non è colui che imita, bensì colui che crea, che trasmette, attraverso il proprio io, figure estranee alla luce della natura visiva. L'arte è intensità di vita, un fatto estetico, un atto d'amore, un atto umano con tutto il carisma della consapevolezza e della volontà. L'arte è tutto ciò che un uomo riesce a tirare fuori del proprio cilindro, è la scoperta dell'uomo nella propria esistenza.

Secondo te che cosa è…"arte"?

Ovviamente valori e valutazioni si lasciano a persone competenti e quindi subentrano tanti altri fattori. Esistono contrastanti punti di vista, un gioco che lascia spazio al tempo, tempo al tempo e ad una certa politica.

Le performance d'arte contemporanea sono di tuo gradimento?

In parte non le condivido non sono neanche di mio gradimento.

Diciamo che io sono più sostenitore dell'arte dei primi del novecento, delle avanguardie, soprattutto di quella futurista.

In parte però le apprezzo perché anche se queste performances sono molto diverse dal mio modo di fare arte, apprezzo chi rischia, chi non bada a maldicenze, chi va avanti ed ha il coraggio di continuare la ricerca, magari anticipando i tempi, mettendosi in gioco.

Non è importante essere capiti.

Io sto con quegli artisti che amano la novità, è inutile ancorarsi al passato. I grandi del passato non vanno certo dimenticati, è per questo che li vediamo sempre nei musei, ma bisogna pur andare avanti!

Per cui anche se questo tipo di arte performativa non è completamente di mio gradimento, è un altro modo di guardare oltre, e questo va bene.

Hai mai assistito a qualcuna di loro?

No, no. Non amo assistere, guardare, preferisco agire, eseguire, fare qualcosa. Sono sempre in movimento, sono come il vento che non si ferma mai. L'unico artista che ho assistito ed osservato è stato Aldo Nicolini, il mio maestro. Mi sono innamorato della sua pittura e quest'amore mi ha poi condotto ad una pittura tutta mia.

Dopo di che ho smesso di osservare.

Ritieni di essere diverso?

Certamente si, in tutti i sensi, però infondo le abitudini dell'uomo sono sempre le stesse, non cambia nulla, se non il tempo. Pittoricamente ognuno crede di essere diverso e in parte e cosi. Ognuno prende spunto dalla situazione del momento per poi trovare una sua strada. Guarda me, per esempio! Io sono stato influenzato dalla "pop art", ma poi ho intrapreso un percorso solo mio, diverso, personalizzato, unico.

A riguardo sono state espresse contrastanti opinioni, fiumi di parole sono state gettati sulle mie mostre, ma alla fine è stato il pubblico a premiarmi. Decine e decine di mostre personali hanno sempre trovato un grande afflusso di persone che ha apprezzato.

Per cui si, mi ritengo diverso, e questa diversità a volte premia, a volte delude, ma come tutte le cose in fondo!

Quando capisci che è arrivato il momento di esporre le tue opere?

Realizzo oggi per presentarle al pubblico domani, anche se dire "domani" per me potrebbe anche significare due o tre anni.

Le mie opere vanno oltre, spesso se le esponessi subito dopo averle compiute non verrebbero capite, per cui aspetto che i tempi siano maturi. Nel frattempo perfeziono la mia idea artistica e seleziono le opere che rappresentano il mio "ideale" in quel momento.

Ci sono tele che non piacciono neanche a me, ma sono comunque importanti per la mia ricerca pittorica. Provare significa riuscire.

Altrimenti si rischia di fare sempre le stesse cose. Sono sempre andato controcorrente e ciò mi ha allontanato dagli altri pittori. Ogni mio ciclo pittorico dura da un anno a tre. Spesso i miei "capricci" mi portano a modificare continuamente le mie idee ed ogni volta c'è qualcosa da cambiare!

La mia grande forza e capacità, la mia ricchezza interiore, il mio intuito… tutto ciò mi guida e mi dice quando entrare in gioco, quando è arrivato il momento di abbandonare la nomea dell'artista silenzioso e cupo per fare emergere la mia voce e dare alle mie opere la luce.

Perché la musica da semplice sfondo ispiratore (come nelle tue precedenti esposizioni) diventa ora protagonista?

Certamente è stata una scelta molto graduale. Si è trattato di una vera ricerca pittorica che mi ha portato fin qui… Ad Gloriam . Questo è il titolo del mio nuovo ciclo come conclusione di un viaggio, come apice di un'idea che mi accompagna da sempre: la musica, base principale di tutto il mio cammino pittorico. L'iniziativa non è del tutto nuova, ma si tratta di "orme, orme, orme" , impronte, macchie, segni, gesti, forme corpose ricche di colori.

La musica è ora protagonista perché protagonista le "forme" che vanno a tempo, hanno ritmo. Mi piace lavorare con il volume molto alto dello stereo, trascorrere giornate intere chiuso nello studio solo in compagnia del mie note, muse ispiratrici.

Puoi ripetermi alcuni o tutti i cantanti e i gruppi musicali di questa esposizione?

LE ORME (7 opere); GENESIS (3); U2 (2); ANGELO BRANDUARDI (1); EMINEM (1); POOH (2); TONY PAGLIUCA (1); ALICE (1); RICK WAKEMAN (1); BRUCE SPRINGSTEEN (2); PADRE MAURIZIO "Padre Nike" (2); POLICE (1); NEW TROLLS (1); KURT COBAIN (2); NIRVANA (1); MIETTA (1); REM (1); FRANCESCO DE GREGORI (2); PATTY PRAVO (2); SPICE GIRLS (5); MADONNA (2); KEITH EMERSON (1); ALANIS MORISSETTE (2): PINK FLOYD (7); ZUCCHERO (1); ROCKETS (1); TONY BANKS (1); LED ZEPPELIN (6); EUROPE (1); TINA TURNER (1); JIMI HENDRIX (1); DURAN DURAN (1); DIRE STRAITS (1); CROSBY/ STLL/ NASH & YOUNG (1);

Sono i nomi che compongono Ad gloriam (alla gloria).

A lavoro finito ci sarà poi un' esposizione pittorica itinerante composta di ben 76 opere realizzate su cartoncino e su tela computerizzate con stampe ritoccate a mano. Una scelta esclusiva tra i "migliori gruppi, musicisti e solisti" della musica del "Rock Progressive" che lascia poco spazio alla musica leggera. Lo spazio maggiore è infatti dedicato ai grandi nomi degli anni '60 e '70 con qualche riferimento agli anni '80 e '90 sino a giungere ai giorni nostri.

Perché proprio questa scelta?

La scelta è stata facile eccetto per alcuni rimasti fuori ma solo per soprannumero. Li ho scelti perché sono migliori. Avrei voluto inserire anche Nice, King Crimson, Robert Fripp, Gentle Giant, Jetro Tul, Peter Hammil, Banco del Mutuo Soccorso, Premiata Forneria Marconi, Mina, Mannoia, Celentano, Morandi, Ranieri, Battisti, Paolo Conte, Vasco Rossi, Bob Dylan, Nomadi, Rockes, Napoli Centrale…e solo per citarne alcuni!

Ma, come ho già detto, sarebbero stati troppi.

Senza voler peccare di presunzione io sono uno che di musica se ne intende! Sono un grande ascoltatore e mi documento su tutto. Sono molto appassionato e posso dire di conoscere un gran numero di artisti e gruppi musicali. Parlo però della grande" musica e non di quelle canzonette ascoltate per lo più dalla massa e che sono quasi sempre le stesse, ripetendosi nella loro monotonia. Quest'ultimo tipo di musica non è per me, è fatta solo per un certo tipo di consumismo, per…"politica".

Tuttavia ascolto ogni genere musicale, per confrontarmi, per capire la diversità, per imparare a distinguere la musica più ricercata, innovativa, colta da quella più semplice, orecchiabile, ma di certo non impegnativa.

Io sono nato con la musica, è diventata per me una passione, tra le più grandi; la musica rock progressive è poi per me il meglio del meglio! Proprio questo forte legame con la musica mi ha condotto ad una reinterpretazione e rivisitazione in pittura.

Una scelta particolare è avvenuta con Padre Maurizio: "padre Nike", il padre del Santuario di San Gabriele dell'Addolorata. Non è un vero cantante o musicista, ma ha pubblicato tre CD: "Divertiti di più ma fallo con Gesù", "L'amore c'è" e "Gridatelo sui tetti". Li ho ritenuti eccellenti, particolari, davvero tre capolavori "spirituali" composti e cantati da lui stesso. Al simpatico giovane (pure bello per le donne) e sempre sorridente ho voluto rendere omaggio, inserendolo tra i "grandi autori" della musica, in segno della stima che ho nei suoi confronti.

Ma loro (i cantanti dico e ovviamente quelli viventi), sono a conoscenza di questa tua iniziativa? E non credi che qualcuno possa pensare che fai uso della loro popolarità per ottenere la tua?

Sono sorpreso per questa domanda, ma in fondo me l'aspettavo. Più volte, al tempo delle Orme, di Padre Nike, dei Genesis mi è stata posta la stessa domanda. Ti rispondo, ma sarà l'ultima volta.

Io non sono un artista qualunque, un "pittoruncolo da quattro soldi". Si può dire che loro dovrebbero ringraziare me e non il contrario, contribuisco a renderli più celebri.

Sono tranquillo ed ho la coscienza a posto. Comunque se proprio vuoi sapere chi è a conoscenza della mia iniziativa… le Orme, i Genesis. Tony Pagliuca, Padre Maurizio "padre Nike", Tony Banks. Gli altri saranno informati in seguito. Ma c'è solo da sentirsi onorati! Mirandi è "uno, nessuno e centomila", ma sono sicuro che verrà ringraziato.

Sarò io a renderli più popolari, anzi ti dirò di più: credo che se loro diventassero popolari sarebbero ridicoli, loro sono GRANDI, niente di più.

Ma in questo genere di arte ritieni che ci sia un po' del tuo io?

Tutto è "io", tutto è mio. Vi sono le mie esperienze e, insieme, le esperienze dello scorrere del tempo. Vi è la storia del nostro cammino, le abitudini, le tradizioni, momenti vissuti nel mondo che ci circonda.

L'amore, la passione, la bellezza, senza dimenticare… gli altri, tutte le persone che collaborano ogni giorno per il raggiungimento dell'amore.

Perché al pubblico dovrebbe interessare il tuo "io"?

Non mi sono mai posto questo problema, se poi è un problema! Il pubblico è libero di credere ciò che vuole, di interessarsi o no secondo il proprio gusto. Posso dire, però, che mi ritengo fortunato, ho avuto sempre tanta gente che ha seguito con entusiasmo la mia iniziativa pittorica, le mie idee, i miei modi di fare. Sarebbe grave se avessi delle pretese. Nelle oltre sessanta mostre personali realizzate fino ad oggi sono stato apprezzato da tanta gente, il mio sito internet è molto guardato (basti vedere il numero dei visitatori! In pochi anni se ne contano più di cinquantamila!) Ma ci tengo a precisare che non dipingo per fare un piacere al pubblico, tuttavia il mio è solo amore e passione per la ricerca creativa. Del resto… chi mi ama, mi segua!

C'è qualche collegamento con le tue esposizioni precedenti?

Beh si, credo proprio di si. "Ad gloriam" prende proprio spunto dalle mie precedenti iniziative dedicate alla musica come "Felona e Sorona", "Il fiume", "Vento terra pioggia e fuoco" e "Onde che non tornano indietro" (A trick of the tail).

Un aggettivo per questa "tua" musica.

Innanzitutto non è solo la "mia" musica, ma è musica di tutti. E poi credo sia la musica migliore. E' una musica universale, non c'è dubbio. E' musica trascinante, ariosa, armoniosa, profonda, ricca di vibrazioni che ti trascinano con sé, che ti lasciano tra sogno e realtà e ti abbandonano al vento donandoti la sensazione di essere piuma, di volare verso l'infinito, verso l'immenso dell'amore.

Se dovessi scegliere una tua sola esposizione da salvare, da trasmettere ai posteri, quale sceglieresti?

Tutte o nessuna. Non sceglierei. Sono state tutte interessanti e sono sicuro che ai posteri arriveranno questi messaggi, tutti. Non è presunzione, ma dentro di me c'è talmente tanto amore, tanta cura e tantissima umiltà che non può che essere così.

Un giorno la gente scoprirà il valore dei miei lavori costruiti con pazienza anno dopo anno.

Ma se proprio fossi costretto a sceglierne una, salverei "Un viaggio nell'universo" con l'accoppiata "Felona e Sorona" del 1995 eseguita nel dicembre al Museo Nazionale "Forte Spagnolo" (AQ). Con ciò ovviamente non voglio sminuire l'esposizione poi ripetuta a Roma a cavallo tra il 2002-03 in via del Corso 45 (piazza del Popolo) che attirò a sé circa quarantamila visitatori in solo 15gg di apertura.

E se dovessi scegliere un solo quadro?

Uno è più importante dell'altro, però ti risponderei "Anni '70: le Orme".

Ti senti capito?

Oooh Dio, questo non lo so, però, è naturale, in parte si e in parte no. Comunque non m'interessa, ringrazio chi mi vuole bene, chi mi sostiene, ma rispetto anche chi non condivide.

E la tua musica ti capisce?

Naturalmente si, naturalmente sono io a capire lei. E' la forza della mia vita. Senza di lei non avrei mai creato così tanto. La musica è come l'amore. Entrambi sono i due elementi più importanti della nostra esistenza e del nostro essere. L' anima della vita. La musica alimenta la forza espressiva, attraverso essa si mandano messaggi. La musica unisce le persone, dà impulso per una creatività nuova. Posso affermare che la mia pittura è una danza piena di sinfonie.

Vorrei svelare una cosa: sulla porta d'ingresso del mio studio vi è una scritta: "Il tempio della musica". Questa la dice tutta, e fa pensare… Vorrei inoltre aprire una parentesi sulla musica rock progressive. Essa venne alla ribalta alla fine degli anni '60, inizi anni '70. Ha rafforzato tanti valori e soprattutto è servita a rilanciare uno spirito sociale, a cambiare una generazione, una mentalità civile; si può dire che sia stata una musica finalizzata al rinnovamento che ha segnato un passaggio generazionale esprimendo appunto un nuovo modo di vivere. Questa musica ha portato un nuovo concetto di libertà. La musica rock progressive è diventata una musica colta, di ricerca e nelle lunghe "suite" racconta storie basate su temi a filo conduttore unico. E' un genere altamente lirico. Nei testi vi è un tono prevalentemente fiabesco, ma vi sono anche numerosi accenti storici. Una musica ariosa ricca di onde che riflettono echi d'infinito. Fa viaggiare, porta lontano, tocca le corde del cuore. E un rock romantico, che oscilla tra il barocco e il classico, fatto di atmosfere ora dolci, ora creative, ora forti, ora raffinate. E i pezzi migliori sono quelli a lunga durata dove la voce cede agli strumenti tutta la sua potenza. Ha qualcosa di mistico con vertiginose ricadute del suono in una trasparente sintesi informale, è piena di energia quasi violenta. E in tutto questo come può non capirmi! E' un po' come la mia pittura che esplode di colori e di sentimenti in un'unica pagina ricca di tematiche e passioni, che si rivolge anche al divino e prega. Una "musica"- pittura" che medita.

E' un rock che rispecchia il mio modo di fare arte e di vivere dove il suono dell' organo primeggia mitico e religioso, armonioso e dolce, arioso e spezzante, che passa da momenti esplosivi a momenti vibranti. Ricordo lo scenario dei vari concerti, travestimenti, le luci colorate, le percussioni, gli allunghi sulle tastiere, le pennellate sul basso, le esplosioni musicali con piroette, i saettanti alti e bassi della musica. Fermarsi e ripartire, riprendere di scatto e lentamente. Tutto ciò ha fatto sempre emozionare il pubblico. Oggi questo genere di musica è un po' tramontata, ma rimane sempre viva nei nostri cuori. In quegli anni molti gruppi si formarono, molti giovani e bravi compositori mettevano insieme le proprie idee per creare un prodotto innovativo di ottimo livello che diede inizio ad una nuova avventura che in poco tempo firmò la storia della grande musica. Vennero fuori i primi LP che non si limitavano ad una raccolta di canzoni ed ai tre minuti. I concerti dal vivo erano dei veri spettacoli con entusiasmanti scenografie teatrali. E' una musica che supera se stessa, valide per ogni epoca, mai fuori moda, universale. I Genesis, le Orme hanno segnato il tempo, la vita.

Ti chiedo scusa per questa digressione, ma era davvero necessaria anche per far capire quanto io mi senta profondamente ispirato.

Ma ti piacciono tutti i cantanti che hai scelte per comporre "Ad Gloriam"?

Che domanda! Certo che mi piacciono, anzi avrei voluto inserire tanti altri. Però hai ragione ve ne sono alcuni che mi piacciono meno e che sono stati considerati per allargare la visuale e rispettare una diversità di generi. Ovviamente credo che si capisca il genere che preferisco!

Se dovessi ringraziare qualcuno chi ringrazieresti? E perché?

In questi casi per educazione dovrei ringraziare tutti, ma la verità è che ringrazio solo Lui, il Signore, nostro Dio.

Gabriella Granieri / Leandro Tonino Mirandi / Gabriella Granieri

 

 

leandro tonino mirandi

Nella storia di tutti i tempi molte opere d'arte sono nate dalla musica e con essa.

Complici la fantasia e l'ispirazione, l'armonia delle note è da sempre stata una fedele compagna di viaggio.

E' ancora una volta un viaggio, infatti, quello che compie l'artista Mirandi e la sua meta, adesso, l'universo.

Ma che cos'è forse l'universo se non ciò che abbiamo dentro? E che cos'è che abbiamo dentro se non ciò che ci ruota attorno?

Un gioco tra dentro e fuori, tra gravità e leggerezza, tra buio e luce, tra distruzione e vita.

Leandro Tonino Mirandi si fa trasportare dalle vertigini e i vortici del sé e con la mente, con le mani ridisegna sulle tele le paure e le certezze di un mondo tutto suo.

L'artista traduce ciò che prova in pittura e lo fa attraverso un cammino di scelte, di idee ed invenzioni, Felona e Sorona lo dimostrano pienamente: i pianeti del Sogno e della Speranza, tratti da un'opera del gruppo rock progressive le Orme, diventano realtà per lui e nei suoi quadri.

E chi può dire che non esistano davvero.

Bisognerebbe viaggiare nello spazio e controllare di persona.

Una cosa è certa: nelle tele di Mirandi non è poi così difficile toccare il cielo con un dito.

Gabriella Granieri

 

 

AD GLORIAM

un viaggio intorno alla musica

“Ad Gloriam”. Questo il titolo con cui l'artista Leandro Tonino Mirandi presenta la sua mostra di pittura.

“Ad Gloriam”, come l'omonimo disco del gruppo rock-progressive “Le Orme”.

“Ad Gloriam”, come la gloria a cui ogni artista aspira.

Il tema portante è ancora una volta la musica.

Mirandi sembra non dipingere senza di essa; si lascia trasportare dalle note e, perché no, anche proteggere.

Le tele, i cartoncini, la stampe computerizzate ritoccate a mano con l'uso sapiente di acrilici e smalti misti sfoderano un insieme di sensazioni contrastanti.

Potremmo chiamarle sinestesie: intreccio simultaneo di più livelli sensoriali, come la vista e l'udito.

I Genesis, Yes, King Crimson, Pink Floyd, Nice, Moody Blues, Procol Harum, Gentle Giant, E.L.&P., Deep Purple, Jetrho Tull, Dire Straits, Led Zeppelin, Le Orme, PFM, B.M.S., Rick Wakeman, Keith Emerson, Tony Pagliuca, Robert Fripp, Peter Hammill, Peter Gabriel, Tony Banks, Steve Hove, Bill Brufford, Steve Hackett (e solo per citarne alcuni) sono gli indomiti protagonisti della nuova serie pittorica.

Usate come soggetti, le immagini vengono rivisitate con interventi manuali a tratti tanto delicati da risultare impercettibili, a tratti talmente energici da poterli quasi afferrare.

La fonte d'ispirazione è da ricercare in due dei protagonisti maggiori dell'arte definita Pop: Mario Schifano e Andy Warhol.

La tecnica, ma soprattutto lo spirito, rimandano alle atmosfere Pop degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta;

L'apparente indifferenza per le qualità formali a favore di un'arte di massa fu il grande tema di quel tempo e come non sentirne adesso il richiamo?

Anche lo scopo sembra essere lo stesso. L'artista, infatti, non denuncia, non ironizza, non vuole dissacrare nulla. Egli testimonia una realtà che appartiene a tutti.

Non è forse questo il pregio della pop-art?

Mirandi segue l'intreccio, che tanto gli è caro, tra arte e musica, tra sensazione e materia e con pochi tocchi, in ogni caso studiatissimi, fa di una stampa un vero e proprio quadro d'autore.

Già nel 2005 il Comune di Montorio al Vomano (TE) ha ospitato per la prima volta la mostra suddetta e, a distanza di un anno, l'artista ci ha onorato di una seconda occasione nel Comune di Isola del Gran Sasso (TE) - “Pala Isola San Gabriele" (ex Terminal). Adesso aspettiamo solo di vederlo a Roma dove, con frequenza, è solito esporre.

L'evento ha previsto l'esposizione di settantasei opere, frutto di una scelta esclusiva tra i migliori, lasciando (come egli stesso afferma) poco spazio alla musica leggera.

Il suo vuole essere un messaggio d'amore per chi, guardando, riesce a scrutare i misteri della vita. Ed ecco come le immagini, la pubblicità, la televisione, il mito giocano tra i colori, i segni e le interpretazioni che l'artista concede.

Ciò che importa è ciò che resta, l'impronta, l'orma indelebile, l'onda che non torna indietro (come nel titolo di una sua precedente mostra).

La meta?

Ad maiora, ad meliora, o forse solo “Ad Gloriam”.

Gabriella Granieri / Mirandi

 


 

 

Critica di

 

Maria Teresa PALITTA

 

Maria Teresa Palitta (al centro) Mirandi e Rita Belpasso / 1996 Roma

 

C R I T I C A   D’A R T E

Leandro Tonino Mirandi

"pittura al verticale"

Maestro della tecnica mista e cantore dell’universo, Mirandi collega cieli ed acque in un abbraccio cromatico forse inimitabile.La mappa del cielo e il cuore della terra esplodono al tocco delle sue dita che vogliono più che mai spiegare l’armonia attraverso l’amore.Rimasi incantata dinanzi alle sue opere e mi chiesi quale vento lo spingesse verso i traguardi futuri.Non è certo il nuovo ad attrarlo, ma il mistero della Genesi che piega i violenti e premia le anime aperte verso le conquiste: in tal senso è l’eterno presente a stimolare in lui l’estro inesauribile, ora centrato sui pianeti, ora tra le erbe e si coglie la fragranza sentendosi avvinti dalla flora, mezzo spettacolare per dire quanto grande sia la cellula vivente che nutre e orienta le creature.Tutto è un rigoglio d’armonia: è come se avessimo dinanzi "i forzieri del Regno" che attendono d’essere raggiunti ed usati, attendono l’abbraccio e le menti avide di linfa e di luce, la luce dei primordi che continua il suo moto suscitando danze di colori.Lo stile di Mirandi è realmente una danza; ma il vento che lo muove non è altro che ardore, cioè il desiderio di cogliere attraverso l’oro del tempo, il segreto dei millenni, inciso in una cellula: la vita! Ardore in chiave d’armonia, inesorabile e incentrato, più che sulle domande, sulle risposte.Ecco, questa è la vita! Panoramica di luci e ombre, lucentezza assoluta, trasparenza e linguaggio per gli eletti, cioè coloro che amando benedicono e operando trasmettono la più alta gamma di valori.Spirito libero e cercatore di stelle, offre la possibilità di decidere, attraverso la lettura dei quadri, quali sia il vento migliore per trasportare semente, la buona semente delle "certezze", universalmente valide: noi siamo coloro per i quali è stata creata la terra; ed ecco la terra, con le smisurate bellezze che la sovrastano e la circondano, la popolano e la rendono un cammino straordinario di crescita, per quanti ne rispettano le leggi, quelle naturali, fatte di ordine laboratorio.E’ certamente un vincitore, tra i pittori del nostro tempo, lo dice la sontuosità con la quale partecipa, elemento stesso nel giardino dei viventi che spesso alludono ma non compiono come egli compie quel terribile salto di qualità che è "addentrarsi nel mistero", accarezzando, nei versanti, la mappa spettacolare cui apparteniamo.E’ vero, il sistema planetario ci sovrasta e pare debba schiacciarci con la sua potente bellezza. Ma Tonino Leandro Mirandi, contrappone, con altrettanta forza, i piccoli fiori, amplificati dall’ingegno, per meglio servire la natura, per rendersela amica, per suonare sulla famosa arpa del silenzio, la canzone dell’universo, cioè aderenza, intelligenza, capire, smuovere le acque perché rassodino le zolle e la luce sorga dalla montagna.Bello il giallo-oro, l’azzurro e il viola! Tutto partecipa nella corsa smisurata per la conquista del Regno! Mirandi concretizza il desiderio del volo: egli ci invita ad escludere qualunque cosa che non miri alto per essere liberi.Ecco, la sua pittura è un canto di libertà. Questa è la ragione per la quale pensai al vento, guardando le sue opere. Un canto che non prevede soste di pensiero ma arrendevolezza nelle mani di Dio per essere più forti, per essere veramente esploratori di luce. Mirandi non fa salti nel buio alla ricerca del nuovo ma continua a camminare sui sentieri antichissimi del cosmo. Questa è la sua creatività: avvicinarsi sempre più alla fonte d’origine.

Maria Teresa Palitta

 

"POEMA GIUBILARE" ATTRAVERSO LE IMMAGINI DELL’ARTE FIGURATIVA

Il Fiume della memoria feconda i percorsi del Giubileo: duemila anni di Cristianesimo emergono attraverso la storia dei santi e dei martiri che hanno illuminato la Chiesa di Cristo, dopo la Sua Morte e Resurrezione.Sempre in atto, il miracolo d’amore forma un profilo convergente – con la liturgia delle immagini – mediante l’Arte Figurativa la cui narrazione ci tramanda l’ora salvifica della solennità evangelica, tessera preziosa che, confermando il discorso biblico, si incastona nelle armonie del presente.Per questa circostanza, Leandro Tonino Mirandi ha unito la propria indole creativa allo stile di E.B., nella speranza di raggiungere un ulteriore traguardo: due tematiche diverse per un tema edificante. La gloria Giubilare!Le diciotto opere poggiano sulle grandi acque, sentiero del segno battesimale e lavacro in Dio, oceano senza limiti, e si accordano – per assenza tematica – al Gruppo Musicale "Le Orme" dalla cui Opera Rock Mirandi ha tratto ispirazione pittorica."Il Fiume" è una "Suite" pubblicata nel 1996. Metafora a tema unico, con unico filo conduttore. Sgorgato in alta montagna (vicino a Dio) il Fiume è la storia di un vecchio, che vive lungo le rive "racconta di uomini e mondi lontani. Stringe un ramo già secco di ulivo. Brucia l’incenso che sale nel cielo". I testi, di Aldo Tagliapietra, emanano le fragranze antiche, le quali – come il fiume – sfociano nelle grandi acque. Il mare. Ed ecco il poema, o sintesi di sincronìe perfette. Le musiche sono composte da Tagliapietra, Dei Rossi, Sartori, Bon.Per nobili convergenze, l’ispirazione dipinta narra le armonie del fiume nelle fasi mirabili del percorso umano. Mirandi, assimilando il messaggio del Gruppo italiano "Le Orme", ha unito le acque del Ganghe al fiume Mavone, che nasce dal Gran Sasso, territorio di San Gabriele e centro di irradiazione da cui si diramano le proposte della salvezza.Gli undici tempi della "Suite" originale – grazie a "Le Orme" – sono serviti al commento pittorico come evoluzione spirituale sul medesimo tema: l’uomo e le vie della conoscenza.Gesù, Verbo di Dio Incarnato nel grembo di Maria, è il Centro del Giubileo. Il Duemila tramanda al terzo millennio l’eredità dei Cristiani: chi ne intende la bellezza, prosegua!Il Santuario di San Gabriele conferma l’espansione evangelica; ed è anche il territorio di Mirandi, cantore di Trignano, sua terra d’origine. Isola del Gran Sasso – San Gabriele (Teramo) – dilata il percorso Giubilare, affinché la montagna non rimanga isolata dal gaudio dei fedeli. L’amato Passionista è un modello di santità da proporre alle nuove generazioni, affinché esse si soffermino sulle vie dell’amore che scorre sapientemente (come il fiume) e coinvolge deboli e forti verso il delta della memoria che ci unifica in Dio.Il messaggio sapienziale, scaturito da due stili diversi – dopo essersi ispirato alla musica – si incentra sull’armonia cosmica, nella quale passano le vicende umane e si susseguono, nell’alternarsi delle stagioni e nell’ascolto di un richiamo superiore la cui potenza spinge l’umanità verso il porto salvifico.L’arte di B. – attraverso le immagini – si inserisce in forma magnifica, nei concetti astrali di Mirandi, e insieme costituiscono l’opportuna rassegna di cromìe alla conquista dell’amore, nel suggestivo scandire del secolo in questa sacrosanta ora Giubilare."Grazie all’Arte – scrive Giovanni Paolo II nella lettera agli artisti – l’umanità, dopo ogni smarrimento, potrà alzarsi e riprendere il suo cammino".Nessuno osi dubitarne. Questa certezza è una grande consolazione, nel degrado morale, che ci spinge a sollevare lo sguardo per cercare la luce e inebriarci di essa, come fa Tonino Leandro Mirandi, con i suoi spettacoli astrali a tecnica mista; come B. e ogni altro artista che voglia percorrere il Creato per ritrarne l’essenza.

Maria Teresa Palitta

 

I pianeti immaginari di Tonino Mirandi

Conclusasi con successo la rivisitazione pittorica di Leandro Tonino Mirandi sull'opera rock dello storico gruppo "LE ORME" che tanto successe ebbe nel 1973. La mostra allestita nella Basilica di Santa Maria in Monte Santo (Piazza del Popolo - Roma), ha offerto hai visitatori il volto di Felona e Sorona, i pianeti immaginari del sogno e della speranza. Le opere, eseguite magistralmente a tecnica mista (olio, acrilico e smalto) svolgono il tema cosmico-spirituale che, dal tempo della genesi, invita alla mediazione tra le armonie delle ipotesi e il fluire delle certezze. Mirandi è un pittore che ha posto la radice in luogo fertile per tendere verso l'alto con la solennità esplicita dell'uomo che, ammirando il cielo, scopre l'universo e i misteri dell'ordine. Cioè l'amore.

Maria Teresa Palitta

 

Intervista di Tele-Tibur al critico d’arte:

Maria Teresa Palitta

Senza errori, debbo dire che è quasi un miracolo;Tonino Leandro Mirandi è l’armonia cosmica, la speranza, è un insieme di mondi che ci circonda con un cromatismo straordinario!Ecco, questo quadro in modo particolare (indicando "Felona: il pianeta del sogno") presenta "le cattedrali dell’immenso" nelle quali tutti vorremmo entrare invece ci dobbiamo accontentare del pensiero che vaga e che raggiunge più delle volte..Mirandi, io direi che è il pittore essenziale a livello cosmico spirituale; non scende mai a dettagli; fa una carrellata non solamente a livello immaginario essendo una persona preparatissima: è soprattutto il classico individuo che non fa le cose tanto per farle…Nelle pitture lancia il messaggio come se volesse dire: "guardate questo elemento cosmico nella quale noi viviamo, questa miriade di cromatismi, di linee di geometrie misteriose!"Un giorno conosceremo tutta la verità! Per ora assaporiamo, diciamo così, su vasta scala, una carrellata profonda, ma, oserei dire, quasi frettolosamente…Tanto è vero: non scende, mai a dettagli… come ho detto prima… In questa fretta, tuttavia, noi abbiamo modo di considerare … ciò che è difficile, diciamo, da spiegare in due parole.Mirandi è una persona che si fa amare proprio per questo… il suo mistero… la sua umanità… e oggi mi pare che qui ci sia un po’ di tutto… ma ciò che risalta in modo particolare è la carezza dei colori, i colori che non sono cose estranee alla vita; anzi è proprio il colore che dà vita, che dà la luce.Questo modo di esporre, diciamo, sintetizzando in una piccola opera… Ecco se potessimo mostrarla bene… delle cose straordinarie… (indicando l’opera: "Felona: il pianeta radioso").Mi pare il caso di non aggiungere altro, perché si rischia di dire troppo. Semmai invitiamo gli spettatori ad indagare su Tonino Leandro Mirandi, ad avvicinarlo, perché se ne allieti, diciamo, il cuore. Che ci sia speranza sull’arte contemporanea, che non è assolutamente qualunquistica. Siamo persone diretti verso il terzo millennio, quindi la mia preghiera sarebbe al telespettatore di questo tipo: datevi da fare, scoprite i pittori, le pittrici che valgono, studiateli perché possiamo verificare tutti e la liturgia dell’immagini…

 

Leandro Tonino Mirandi

Nato a Trignano - Isola del Gran Sasso (Teramo) risiede a Colleverde di Guidonia, in provincia di Roma, città in cui lavora presso la Biblioteca Nazionale Centrale - Ministero per i Beni Culturali e Ambientali. Dopo aver frequentato per un triennio gli studi di Aldo Nicolini, noto artista della scuola romana "pop-art" di Mario Schifano, esordisce nella pittura. E' il 1990.Mirandi ha una tematica ascendente: l'astronomia; con essa, infatti, riesce a stabilire accordi di straordinaria bellezza. Le linee sovrapposte e i globi di luce spiccano, nelle cromìe a strati, creando un poema materico difficilmente superabile. L'ingegno si fonde al reale e quindi al surreale, e la materia, divenendo eterea, in un leggiadro susseguirsi di sequenze floreali e astrali, conferisce alle opere un sobrio linguaggio-metamorfosi che mobilita il tema e va al di sopra delle immagini.Il fulgore si intensifica e tutto affonda nel firmamento astrale da cui la memoria prende origini. E' un ritorno ineluttabile: Mirandi ritempra le radici, perché gli uomini conoscano l'universo, programma d'amore ininterrotto.Magnifico il percorso "pittura e musica" tra lo storico Gruppo "Le Orme" (Rock Progressive Italiano) e il pittore Leandro Tonino Mirandi, le cui basi si fondono sulla rivisitazione pittorica di "Felona e Sorona" e "Il Fiume", due accadimenti di straordinaria importanza, con differente significato. "Felona e Sorona" (LP del 1973 - Suite a unicità tematica filo-conduttore) sono due pianeti immaginari: la felicità e la tristezza, dualismo, per legge cosmica, in cui si incastona la pittura astrale di Mirandi: 24 opere esposte (undici edizioni) in varie città d'Italia; con più di 30.000 visitatori."Il Fiume", opera rock, pubblicata nel 1995 (a unicità tematica filo-conduttore) è una Suite. Questo secondo percorso con "Le Orme" offre a Mirandi l'idea di rappresentare il fiume Mavone (Isola del Gran Sasso) nel suo rigoglio territorio. E' l'anno Giubilare e il Mavone espande le sue acque nei pressi del Santuario dedicato a San Gabriele dell'Addolorata, occasione propizia per una mostra sul tema. La rivisitazione è perfetta. Musica e pittura si fondono: 40 opere in mostra itinerante per cinque edizioni con "Il Fiume della vita nel Giubileo del Duemila" (solo 24 opere per l'esposizione Fiume/Giubileo), due edizioni "Mirandi sulle Orme del Fiume Mavone" (escluse le opere dedicate al Giubileo e, reinserendo le opere accantonate (una parte) dedicate al fiume Mavone...un ritorno a quel "fiume" interpretato fin dal primo momento…alle sue origini con 40 opere), infine, due edizioni col nuovo titolo: "…Lungo il Fiume" (in questo caso le opere sono più incentrate sul percorso del fiume Mavone e, di tutto ciò che offre e dona il fiume stesso all'uomo) con 40 opere (tutte di grossa dimensione) in mostra è seguirà altre edizioni in mostre itineranti.Nel terzo percorso il Gruppo veneziano "Le Orme" trova in Mirandi un fedelissimo encomio anche per il nuovo CD: "Elementi" (Suite) pubblicato nel 2001. Questa terza opera, reinterpretata in chiave pittorica, sintetizza la terra, il vento, la pioggia e il fuoco: 36 opere (gran formato) per una splendida fusione. E' in programma una mostra (ottobre 2002) all'Accademia Internazionale Sant'Agostino (via del Corso 45 Roma).Lo stile ha vibrato eccellente: sinergie astrali e floreali traggono dagli elementi il rito di espansione, e il vento e la pioggia danzano, emettendo luce, dopo averla tratta dalle altitudini. Mirandi si introduce in quel vortice stellare, dove anche la terra danza nell'inconfondibile mistero per il quale passano il giorno e la notte, il respiro e il vento. Le gioie e il delirio convergono "dove tutto è". Il pittore ne conosce i simboli e li ama, estasiato sulla tela dalla quale sorge il miracolo, e sole e astri, galassie e comete assemblano (nell'intera opera) il provvidenziale risveglio della memoria: i quadri, assorbendo linfa, la tramandano, e terra e acqua, aria e fuoco formano un abbraccio poderoso, e lirismo e musica si fondono, nella reinterpretazione pittorica, al punto che "Le Orme" cantano nei quadri di Mirandi, ne godiamo il ritmo, scandito dal respiro degli "elementi", che sale, col fluire della vita, tenero e incessante nel mistero dei giorni. E' la musica del sole e delle stelle a far danzare la terra, e con essa danzano i colori, nel mirabile poema dell'universo, dove tutto avviene, ed è fervore di equilibri.Qui si dipana il filo conduttore (memoriale della Genesi). Mirandi acclama le altitudini, riflesse sulla terra, e con esse intona i salmi della tenerezza: "Dite a Dio": "Stupende sono le opere!".Per esse transita l'opera umana, come sangue nella arterie, e tutto procede, nell'incantevole travaso di luci e di ombre, rapito e costante come il pennello d'artista: in esso si trasfonde il prodigio della creazione, e l'arte si riflette nel panorama infinito.Roma lì, 2002

Maria Teresa Palitta

 


 

 

Critica di

 

Anna IOZZINO

 

Anna Iozzino, Mirandi, Sergio Barbadoro, A.M. Gabrielli e le "modelle" con costumi d'epoca Mentana 1999

 

IL FIUME… DELLA VITA NEL GIUBILEO DEL DUEMILA

In attesa del Giubileo del Duemila sono in preparazione una serie di manifestazioni e di progetti per celebrare il bimillenario della nascita di Cristo. Ben s’inserisce in questo ambito anche la mostra itinerante – Mentana, Roma, Isola del Gran Sasso (Teramo), Morlupo, Torlupara, Guidonia, Roma (2°), etc. – di Tonino Leandro Mirandi con 24 opere pittoriche, alcune eseguite in collaborazione con E.B. in una coesistenza di linguaggi fertile ed innovativa, sul tema "Il fiume… della vita nel Giubileo del Duemila", ispirandosi all’opera "rock" "Il fiume" del 1996 del gruppo storico italiano "Le Orme", che, attraverso la musica e la poesia, hanno narrato la storia di un uomo che vive – tra gioie, dolori e pericoli – lungo il corso di un fiume e dalla sorgente, su una montagna "vicini a Dio", scende a valle attraversando deserti, praterie, villaggi, città fino al mare, "la grande acqua", elemento simbolico del Battesimo, della Purificazione e della vita stessa con il suo inestricabile intreccio di pulsioni, di urgenze, di lotte e di aspettative.Se "il futuro è nuvola / il passato è sabbia del deserto / che il vento porta via. / Come acqua libera / il presente è un grande fiume in piena e tu devi viverlo…". Questa mostra include un messaggio vitale molto ottimista, cioè quello di vivere pienamente il proprio presente con una grande coscienza di sé e documenta i legami tra le radici sociali della nostra epoca ed il percorso spirituale e sofferto di un artista come Tonino Leandro Mirandi che avverte un forte desiderio di rinnovamento personale ed evoca, attraverso le sue opere, memoria e desiderio di trascendenza.Ernst Junger, il grande scrittore tedesco quasi centenario ha detto che "…le forbici tagliano maggiormente proprio nel momento in cui stanno per chiudersi." Anche questo grande Giubileo del 2.000 – particolarmente impegnativo, poiché conclude sia un secolo che un millennio e verrà celebrato simultaneamente nelle quattro maggiori Basiliche di Roma, in Terrasanta ed in ogni Diocesi del mondo – appare come una grande censura tra il "prima" ed il "dopo" e tutti avvertono una forte inquietudine, ma anche un bisogno d’impegnarsi di più socialmente per la pace e la solidarietà che sono bisogni permanenti dell’umanità e culturalmente, poiché le varie arti sono le uniche attività umane in grado di contrastare le istanze corrosive che promanano dalla nostra società.Nel suo insieme l’esposizione, ideata e progettata da Tonino Leandro Mirandi – inserito ormai nella migliore linea della pittura contemporanea la cui logica compositiva si strutturalizza in un colore puro, dato come gesto e come sentimento – evidenzia tutte queste problematiche di fine millennio ed il desiderio dell’uomo di ritrovare, attraverso i valori spirituali ed estetici, l’armonia con la vita del cosmo. Dopo le grandi mostre precedenti – come "Un viaggio nell’universo", "Felona e Sorona", "Astro-Ecologia", "I colori del Vento" – anche in questa mostra "Il fiume della vita nel Giubileo del Duemila" quest’artista dimostra di creare le sue opere nell’ansia di penetrare sempre nuove realtà interpretate in chiave di luci e di ombre, di forme e di spazi ed i luoghi rappresentati acquistano una pregnanza quasi rituale e metafisica. Il risultato formale resta in bilico tra rappresentazione ed astrazione, tra arte e religione, tra ipotesi fantastiche e realtà, tra coscienza individuale ed inconscio collettivo.

Anna Iozzino

 

Leandro Tonino Mirandi

La Cosmogonia come ricerca della Verità Assoluta

Una serie di mostre antologiche, di cento opere ciascuna, dal 1994 ai giorni nostri, hanno evidenziato come siano stati degli anni fondamentali nella vita e nella intensa ricerca pittorica, senza pause e contraddizioni, di Tonino Leandro Mirandi, che nel pieno della sua maturità umana ed espressiva, intende l’arte come l’unica attività capace di giustificare la propria esistenza nella creazione di immagini di bellezza e di armonia che, in virtù della propria pregnanza, si fanno portatrici di autendici valori estetici, sociali, ideologici e morali.Quella di Tonino Leandro Mirandi è una pittura che nasce da una personale poetica, lirica e sperimentale al tempo stesso, le cui linee operative si muovono sia alla conquista di una possibile perfezione tecniche e formule sia lungo itinerari contenutistici capaci di evocare un mondo di idee e di fantasie ed un malinconico e forte sentimento dello spazio e del tempo.Ed è così che le sue opere, splendidi paesaggi terrestri ed astrali, colti nella loro pura essenza atmosferica, attraggono il fruitore per una scommessa poesia che si fa espressione e stile per la vibralità luministica e per le particolari scelte cromatiche ora con preziose modulazioni tonali, ora accostando colori reali ed immaginari con risultati che accrescono la sua e la nostra libertà rispetto alla limitazione del mondo sensibile.Le sue esplorazioni nello spazio, negli abissi e sulla terra sono rivoli e spruzzi magmatici che si coagulano in particolari architetture cromatiche con autonomi impulsi vitali capaci di svelare la sua coscienza di artista ed il tormento della sua vita alla ricerca di una luce in grado di rischiare le ombre e gli eniomi della verità che si cela, come nella serie di opere Felona e Sorona, l’una radiosa e serena l’altra infelice ed ombrosa, in una dualità dilaniante senza possibilità di appagamento e soluzione.La natura fantastica delle sue creazioni lo spingono spesso ad allontanarsi dalla terra su cui vive e volare negli spazi infiniti tra sconosciute galassie e vie stellari, ma inevitabilmente anche nello spazio Tonino Leandro Mirandi porta la tavolozza rutilante delle grandi metropoli con i suoi colori smaltati, psichedelici, fluorescenti, la violenza dei mass-media, il contagio consumistico di tutto ciò che brilla per essere venduto vincendo una scommessa fondamentale: quella di tramutare le sue passioni, le sue rabbie, i suoi errori, il suo spirito critico in fantasie e poesia.I suoi fiori sembrano nati dalla profondità del mare come struttura plurime di sentimenti e di ricordi ancestrali. Le forme vivono negli abissi del mare o negli spazi siderali o sulla terra legati da una logica interna, da rapporti rigorosi che allargano e rendono più misterioso l’orizzonte dell’ignoto in cui l’artista, come un antico argonauta alla ricerca della verità assoluta tenta di ritrovare la saggezza e le indicazioni degli astrologi.Le sue opere, tutte insieme, compongono la storia segreta di un uomo del nostro tempo, saldamente legata al passato ed integrata alla storia di ognuno di noi. Giustamente l’Associazione Internazionale AIDAC nel maggio del 1994 gli ha assegnato il Primo Premio Assoluto Cosmogonia poiché nelle sue opere cerca di indagare l’evoluzione del mondo cosmico per risalire alle sue origini dipingendo immagini che vivono nell’ovattato silenzio e nelle luci irreali di lontane galassie.

Anna Iozzino

 

Intervista di Tele-Tibur al critico d’arte:

Anna Iozzino

Parlare della pittura di Tonino Leandro Mirandi vuol dire parlare di un pittore d’avanguardia, perché, se noi guardiamo bene questo forme artistiche, ci rendiamo conto come siano legate le radici sociali della nostra epoca, perché adesso la vera pittura d’avanguardia è attraversato da due linee operative generali come, per esempio, la coesistenza dei linguaggi e il "novatismo" culturale…Questo fenomeno emigratorio, ha portato nuova linfa vitale all’interno di tutte le arti e quindi questo cambio, diciamo di sistema di valori ha avuto anche un grande impatto sia sul livello espressivo, sia sul livello formale dell’immagine stessa.Tonino Leandro Mirandi va al di là del viaggio su questo pianeta, perché ci propone addirittura un viaggio spaziale, un viaggio all’interno del cosmo, racconta attraverso immagini molto evocative e pregnanti, nel senso che va al di là del più immediato significato; ci propone addirittura una storia, già raccontata in musica da "Le Orme", che è uno dei gruppi rock più importanti degli anni ’70, quella di due pianeti "Felona e Sorona" (sono due pianeti, che girano nello stesso cosmo: l’uno radioso, pieno di luce; l’altro invece gira nel vuoto, abulico, come un coriandolo impazzito; poi questi due mondi ad un certo punto si avvicinano e si assimilano, si scontrano e ritornano al nulla).Essi rappresentano la vita stessa con tutta la sua dialettica, cioè con le forze opposte del bene e del male, della vita e della morte, delle luci e delle ombre.Quindi mi sembra che, in questo senso, Tonino Leandro Mirandi ci fornisca un reportage grafico e visivo di grande pregnanza, perché ci spinge ad un viaggio all’interno del cosmo per trovare l’armonia, per ritrovarla anche dentro noi stessi, perché il viaggio della pittura è sempre un viaggio che va dall’interno all’esterno, dall’esterno all’interno fino veramente ad arrivare alle radici della individualità dall’artista stesso…Il mio è un parere certamente favorevole! Conosco la pittura di questo artista da tanti anni! Ho presentato già a Mentana una sua Personale e quindi le sue linee operative mi sono note, ma posso dire che il suo linguaggio, per concludere, è di immediata comunicazione, perché arriva il punto dritto al cuore del fruitore.

 

MIRANDI UN PITTORE D'AVANGUARDIA

Mirandi, un pittore d'avanguardia: parlare di Leandro Tonino Mirandi vuol dire parlare di un pittore d'avanguardia, se noi guardiamo bene queste forme artistiche, ci rendiamo conto come siano legate le radici sociali della nostra epoca, perché adesso la vera pittura d'avanguardia è attraversata da due linee operative generali come, per esempio, la coesistenza dei linguaggi e il "novatismo" culturale. Questo fenomeno emigratorio ha portato nuova linfa vitale all'interno di tutte le arti e quindi questo cambio, diciamo, di sistema di valori ha avuto anche un grande impatto sia sul livello espressivo, sia sul livello formale dell'immagine stessa. Tonino Leandro Mirandi va al di là del viaggio su questo pianeta, perché ci propone addirittura un viaggio spaziale, un viaggio all'interno del cosmo… Racconta attraverso immagini molte evocative e pregnanti, nel senso che va al di là del più immediato significato; ci propone addirittura una storia, già raccontata in musica dalle "ORME", che è uno dei gruppi storici più importanti della musica rock italiana negli anni '70, quella di due pianeti "Felona e Sorona"… …il viaggio di Mirandi va all'interno e all'esterno, dall'esterno all'interno fino ad arrivare veramente alle radici della individualità dell'artista stesso…

Anna Iozzino

 


 

 

Critica del Giornalista RAI GR2

 

Augusto GIORDANO

 

Augusto Giordano (Rai GR2) Mirandi e Mara Ferloni / 1999 Roma

 

Roma 4 novembre 1992

Al Centro Culturale Galassja di Roma il bravo Maestro Leandro Tonino Mirandi espone alcune opere pittoriche ricche di filosofia e di arte, è un ricercatore attento del "tutto" e percepisce nell’infinito, che Dio ha creato, momenti stupendi di pittura astronomica, sono opere che incitano al pensiero e che fanno vibrare l’anima per i contenuti e per i colori. Il Maestro Mirandi dopo il successo alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, è proiettate verso traguardi pittorici ricchi di vera cultura: Come giornalista Cattolico auguro al bravo pittore successi e bene con opere sempre in movimento artistico. Come giornalista Cattolico auguro al bravo pittore successi e bene con opere sempre in movimento artistico.

Augusto Giordano (giornalista Rai GR2)

 

Roma 8/5/1994

Mirandi è un grande artista è un poeta del mondo ed offre cultura vera, da Cattolico auguro al maestro Mirandi bene e successi per una pittura che è percepita.

Augusto Giordano (giornalista Rai GR2)

 

Roma 20/4/1996

Con la pittura del Maestro Mirandi si entra in un mondo culturale e di filosofia, Mirandi sa cercare nel suo "Io" attimi sostanziosi di arte infinita, la pittura del M° Mirandi è ricca di ricerca nella verità del mondo che è nel cielo, i colori sono belli come l’infinito che Dio ha creato, è una pittura piena di grande cultura. Da Cattolico gli auguro bene e successi.

Augusto Giordano (giornalista Rai GR2)

 

Roma 23/5/1996

Il Maestro Leandro Tonino Mirandi riesce a dare colore e vita all’infinito, sa prendere del "tutto" gli attimi più veri, sa scegliere fuori dal suo "Io" ogni visione dell’infinito che dà con filosofia ferma sulla tela le sensazioni più profonde.In ogni opera c’è studio e ricerca, il bravo pittore con consapevolezza prende fuori dal pensiero ciò che l’Artista sente e vede.Il M° Mirandi cui al Centro Culturale Mondiale Remo Croce presenta "I COLORI DEL VENTO" che però non volano ma si fermano con Arte.

Da Cattolico auguro bene e successi...

Augusto Giordano (giornalista Rai GR2)

 

Roma 1/6/1998

Caro Mirandi, la tua pittura è cultura, tu sai cercare nell’infinito gli attimi più belli e li fermi nella tela con talento, i colori sono belli come il cielo che Dio ha creato. Ti allego le foto fatte alla tua mostra, dei complimenti alla bella "valletta". Da cattolico auguri di bene e successi.

Augusto Giordano (Giornalista Rai GR 2)

 

Roma 28/4/1998…Con la pittura del M° Mirandi si entra in un mondo artistico di arte, l’infinito viene offerto dal M° Mirandi con particolari studi nell’universo che il pittore riesce a prendere con talento, in ogni opera c’è ricerca e profondità di pensiero…Rientrato in cui a Roma non mi è stato possibile venire per la serata inaugurale, ma questa sera sono qui per "sentire" ciò che Mirandi dipinge, perché tutte le tele hanno voce e movimento, i colori sono belli come l’universo che Dio ha creato, la cultura del M° Mirandi è perversa di elementi validi per il successo nel mondo.

Augusto Giordano (giornalista Rai GR2)

 

Mentana 11/7/1998

La Sacra Croce si "muove" è Giubilare ed ancora una volta l’arte del M° Mirandi si esprime con opere che hanno "filosofia" e ricerca del mondo che è fuori di noi, con il bravo M° Mirandi , conosciuto in tutto il mondo, si entra in momenti Culturali di vero prestigio, in ogni tela, il M° Mirandi fa "sentire" il suo messaggio e la sua arte che proviene da un "Io" profondo e ricco di vera arte.Da Cattolico auguro al M° Mirandi successi e bene, che dipinge l’infinito che Dio ha creato merita soddisfazioni.

Augusto Giordano (giornalista Rai GR2)

 

Roma 19/9/1996

…Il Maestro Mirandi (butta) semina colore nell’infinito… sempre più lontano e, …non torna mai indietro …guarda sempre avanti…!

Augusto Giordano (giornalista Rai GR2)

 

Roma 27/6/1997

L’arte di Mirandi è ricerca continua, il bravo Maestro sa prendere nel suo "Io" la cultura e la vera filosofia che si ferma nella tela. Da Cattolico auguro bene e successi nel mondo!

Augusto Giordano (giornalista Rai GR2)

 

Roma 8/8/1994

Fax al comune di Isola del Gran Sasso (TE)

Ciao Grande Artista…Da Francesco R. Arena ed alla Forum scoprii la sua arte, sono sicuro che la "prima" delle tue mostre all’Isola del Gran Sasso avrà avuto successo, e ciò perché la tua arte è cultura ed è filosofia, in ogni tua mostra sento e vedo il tuo "Io" che è pervaso di ricerca e di verità; la tua pittura è Storia di arte e tu la porti nell’infinito che Dio ha creato gli attimi vincenti di vera pittura; bene, arrivederci a Roma e per me da Cattolico a te, ai tuoi cari, alle autorità del comune e della Pro-loco auguri di bene di sorrisi e successi…

Augusto Giordano (Giornalista Rai GR2)

 

Colleverde 01/10/1999

…Oggi a Colleverde un Grande protagonista della Cultura Pittorica Italiana, il Grande Maestro Mirandi che seguo da anni e che dipinge l'infinito con vera ricerca e professionalità..., di Mirandi ho parlato più volte in RAI, e un Maestro di pittura e il pittore di sempre! Da Cattolico auguri di bene, possiamo dire che: oggi qui vediamo…, e "ARTE"!!!

Augusto GIORDANO (giornalista RAI GR2)

 

Roma 01/05/2002

Cui al Gesù Maria il Maestro Mirandi esprime il Suo "Io", vero e profondo…da sempre il maestro Mirandi presenta le sue opere ricche di ricerca e di verità, su cui tele c'è il "tutto", con colori belli come l'infinito che Dio ha creato, Mirandi è un pittore ricco di sentimenti, "Le Orme" sono scritte in ogni sua opera perché la filosofia che il M° Mirandi ha…è ricca di arte, e cui con la pittura, che artista che anche la fa onore alla Patria Italia da cattolico auguro di bene e successi.

Augusto Giordano (giornalista Rai GR2) - 2002

 

Agostino. Il 29 di ottobre ero assente da Roma nella RAI ed è la prima volta che partecipo alla prima del Maestro Mirandi dal quale più volte ho dato nota in RAI, il Maestro Mirandi è un protagonista di arte e cultura, le sue opere propongono dal suo "IO" profondo e ricco che ha in sé in ogni tela dal M° Mirandi c'è studio e ricerca, i colori sono belli come il cielo che Dio ha creato, sono "ORME" che il M° Mirandi lascia al Mondo. E Vento Terra Pioggia Fuoco sono elementi ricchi di pensiero. Da Cattolico auguri di bene e successi.

Augusto Giordano (giornalista RAI GR2) - 2002 Roma

 

Roma 24/04/2003

Grazie al Presidente Ardizzon, oggi 24 aprile anno Domini 2003 cui nella stupenda Galleria "Gesù e Maria". Una storica Mostra d'Arte e di Cultura dove il Grande Artista M° Mirandi presenta con talento e classe "…NELLA NOTTE". Il M° Mirandi sa trovare ne Suo "Io" sempre motivi ed emozioni di vera arte, è un ricercatore attento all'infinito che Dio a creato e che il M° Mirandi percorre con tanta volontà di studiare nei momenti della vita che li ferma sulla tela con Cultura, da Cattolico auguri di bene e successi.

Augusto Giordano (giornalista RAI GR2) - 2003 Roma

 

Roma 20/05/2003

…Gli "Elementi" del Grande M° Mirandi sono la vera espressione Culturale e Spirituale; c'è in ogni tela, qui al "Gesù e Maria" del presidente Ardizzon; la sensazione di entrare nell'infinito, nella tonalità Musicale di cui opere che esprimono l'anima del Grande M° Mirandi. Gli "Elementi" provengono in Musica dalle "ORME" e si innescano in una vera ricerca dal "tutto" dal Mondo Pittorico Musicale che con "Elementi" divengono realtà contingente; è "filosofia vera", la musica che ora ascolto che grande di amore per la "mamma", grato al M° Mirandi in tutte le mostre che offre, che Dio Benedice la sua arte.

Augusto Giordano (giornalista RAI GR2) - 2003 Roma

 

Roma 1/6/2004

Che Arte, che grande Arte con il M° Mirandi, c'è ricerca, cultura, filosofia preso nel suo "io" e qui fermate sulle tela e con talento e con forza pittorica, ci sono opere del M° Mirandi, qui al Gesù Maria, che hanno forza e personalità spiccata, in una verità di studio che si compongono in musica pittorica, che Dio Benedica il M° Mirandi, Caterina e la Belpasso che dipinge moda con talento. Bravo e brava! Con il M° Mirandi e la brava e bella Rita Belpasso che dipinge modelli con vero stile di moda é arte. Con modelli che fanno onore alla Moda italiana. Complimenti…!

Augusto Giordano giornalista Rai GR2

 

Come sempre al M° Mirandi è un Grande Artista, e ciò che abbiamo detto del Maestro… Italia ed Avallone e la Palitta è verità che cultura ha in Mirandi un Maestro d'Arte, che Dio lo benedica…!

Augusto Giordano (Rai GR2) - 2005 Roma

 

Oggi 16 dicembre la mostra del Grande Maestro Mirandi anima con successo, qui degli Agostiniani Scalzi c'è tanta cultura, le opere sono ricche di ricerca e verità da Cattolico auguri di tante soddisfazioni …

Augusto Giordano (Rai GR2) - 2005 Roma

 

I Colori del Vento del Grande Artista Maestro Leandro Tonino Mirandi, sono opere che si muovono per come le opere sono ricche di ricerca e di colori belli come l'infinito che Dio ha creato, qui fermi al Gesù e Maria il M° Mirandi offre punti filosofici ben dipinti…. Buon Santo Natale al Grande Mirandi ed e quanti ammirano la sua arte pittorica…

Augusto Giordano (Rai GR2) - 2005 Roma

 

Ho anticipato l'esposizione, verrò anche domani perché le tele del M° Mirandi. Grande Artista, merita per la cultura che ha profondità di studio, che Dio benedice il grande Mirandi.

Augusto Giordano giornalista Rai GR2 - 2007 Roma

 

 


 

 

Critica di

 

Marcella DI GIULIO

 

Marcella Di Giulio (poetessa), Mirandi, Iozzino, Palitta e mons. Marco Frisina

"Messa degli Artisti" - piazza del Popolo / Roma 1997

 

Intervista di Tele-Tibur alla poetessa:

Marcella Di Giulio

Si! Devo dire che questo pittore d’avanguardia E’ riuscito a suscitare in me grandi emozioni, anche emozioni contrastanti, perché, i suoi quadri…in questa esplosione di colori, in questa tavolozza così ricca: vediamo questo…questo fondersi di toni anche molto contrastanti c’è un… un contrapporsi e un fondersi di toni…Toni caldi, toni freddi……Sfumature proprio anche in contrasto che riescono a suscitare qualche emozione……Emozioni che poi sono quelle della vita stessa con tutti… tutti i loro… i loro aspetti: aspetti negativi, aspetti positivi……Emm! Così da questo contrasto…Così com’è, perlomeno per quanto riguarda le emozioni che hanno suscitato in me,…Da questo contrasto di linee E… di forme, volumi, di masse… escono fuori proprio… da, dal contrasto vago dalle tinte riescono a suscitare queste emozioni,così, io soprattutto sotto questo aspetto,diciamo di espressione cromatica,che poi ben lega a… a questa volontà del pittoredi unire al linguaggiodel colore, della pittura, della forma, dei volumi…Unire queste reminiscenze, che lui ha voluto dare nella rivisitazionedell’opera de "Le Orme".La trovo molto appropriata, mi sono molto piaciuti.

 


 

 

Critica di

 

Mara FERLONI

 

Mara Ferloni (al centro) Mirandi e Antonietta Mancuso / 2000 Roma

 

Intervista di Tele-Tibur al critico d’arte:

Mara Ferloni

…Allora io già ho avuto occasione… ormai da qualche tempo di occuparmi delle opere di: Tonino Mirandi, che ha un altro nome… mi sembra Leandro, ecco… Già dalla prima volta, diciamo, sono rimasta proprio sorpresa da questo suo mondo interiore. Che viene espresso in una maniera cromatica molto, molto personale!Questo è un mondo … eh sì!, che va oltre, va oltre le stelle… però, parte, secondo me, dal di dentro…, un mondo sognato forse, dal Mirandi! Eh! La vita di oggi! La gran confusione! Oggi siamo qui in questa splendida parte della chiesa di Santa Maria in Monte Santo… a due passi c’è piazza del Popolo… è un pullulare di gente, ma io lo preferisco quando è in solitudine e senza tanta confusione… Perciò… il mondo che Mirandi sogna forse è proprio il mondo fatto di bontà, questo può anche emergere da questi quadri, dalle tonalità cromatiche che sono sempre morbide, piene di personalità… E’ sicuramente un pittore dalla personalità molto spiccata. Che ha però contemporaneamente quel dentro di pulizia che può emergere questi colori. Questo per esempio (indicando l’opera: "…Sospesi nell’incredibile") che abbiamo è come se fosse un sogno, è un mondo sognato, è un mondo che probabilmente tutti vorremmo, vorremmo vivere, che però ci dobbiamo accontentare di vedere nelle opere del Mirandi.Io ho già scritto varie volte di lui e continuerò a scrivere, perché è un artista che merita un’attenzione particolare.

 


 

 

Critica di

 

Francesco Rocco ARENA

 

Francesco Rocco Arena, Mirandi,  Anna Iozzino e  Rosa Marini / 1999 Colleverde

 

Intervista di Tele-Tibur al collaboratore "addetto alle pubbliche relazioni"

Francesco Rocco Arena

Cosa si può dire sul Mirandi: Io ti devo parlare di Tonino! Tonino è amico mio!Non so quanto possa valere in questo momento la mia parola, perché, indubbiamente, si intreccia alla parola pittorica del Mirandi:Mirandi è un poeta del cielo,Mirandi è un poeta del Sole,Mirandi è un poeta della Luna e degli astri…Che tendono, tutti questi astri, ad una unità nella luce prima e poi, praticamente, li va assemblando…Perché, come lui cerca nell’uomo questa fraternità umana che la trasmette con il colore, per vedere altri vivamente felice in questa comunicabilità che alle volte c’è, alle volte non c’è, alle volte si cerca, alle volte non si cerca…

Tonino è un pittore: sa dire di sé quello in lui è nell’intimo, un ragazzo giovane, un ordinato signore della pittura che ovvia alla sua intimità guardando il cielo e non cadendo, non inciampando in nessun sasso sulla terra.

 


 

 

Critica di

 

Domenico l JACOBELLIS

 

Domenico Jacobellis, Mirandi, A. Giordano, Salvemini e Ciabatti / 1999 Mentana

 

Critica di

B I O G R A F I A

T o n i n o  L e a n d r o M i r a n d i

Introduzione.

Sognare è proprio degli uomini! Comunicare con i propri simili le più segrete sensazioni, sotto forma di parole, suoni e colori fa parte di questi sogni. Nel rincorrere le proprie sensazioni, l’uomo spiega a se stesso e agli altri, inseguendo la lunga scia dei suoi sogni che si trascina per l’intero percorso della sua esistenza, l’Universo. Dare corpo e sostanza ai sogni è sempre stato un obiettivo dell’uomo di sempre: ieri come oggi e, in un mondo dal volto così pragmatico, il sognatore si ritaglia una fetta per la sua esisteva, spesso traviata dalla incapacità degli altri a comprendere. Allora sorgono o assurgono al ruolo di pionieri o battistrada quei sognatori, spesso incompresi o isolati, ma alcuni nel loro isolamento si esaltano!Si esaltano per la limpidezza del loro messaggio artistico, cristallino, per le loro idee innovatrici e antesignani che darà loro ragione nel tempo: i sogni finalmente cominciano a diventare realtà! Tonino Leandro Mirandi è uno dei personaggi di questa premessa, e lo è a ragion veduta. E Icaro volò alto! Quel volo verso l’infinito, a sfida del limite delle umane possibilità, deve aver affascinato il giovanissimo Tonino, fino a rimestargli tutta la sua fantasia.Il rimestio fantastico di un mondo irragiungibile, ma ben percepibile dalla sensibilità di chi cresce, come il nostro artista e, crescendo, intravede il suo piccolo sogno possa diventare realtà.Così anche il volo di Tonino Leandro Mirandi ha inizio e la sua meta non sono i reali ma freddi calcoli dell’astronomia o dell’astrofisica, ma l’involarsi verso il mondo delle stelle, seguendo solamente i suoi impulsi e la sua creatività.Sedotto dalle stelle da piccolo, ne segue i sentieri, da adulto, attraverso la strada più difficoltosa, ma non assolutamente impossibile: la sua avventura siderale, fatta di calore e colore, di passione ed amore che contrastano con la fredda espressione siderale delle distese astronomiche. Al contrario del pessimismo pariniano l’Orione declinante si trasforma, nelle tele del nostro artista, in simbolo di delicatezza poetica, soavità del colore fusi insieme dal tocco cromatico dell’artista.Vale anche la pena sottolineare che Mirandi è un autodidatta, ma questo non deve assolutamente risuonare come un marchio indelebile di insufficienza, al contrario risuona meritevolmente e pertanto va reso merito a chi sa essere prima pittore e dopo artista.Mirandi dipinge i suoi sogni di fanciullo e trasforma in colore le sue emozioni, librandosi negli spazi infiniti che fin da ragazzo ha cercato con l’aiuto della sua fantasia.Così il ragazzo è diventato uomo si è trasformato in poeta dell’universo, abbracciando in un impasto cromatico, vibrante di emotività, di sensazionali sensazioni, che emergono dal profondo blu notte del fondo delle sue tele e raggiungono anche il cuore dell’osservatore più amorfo.I suoi toni cromatici degradano dal più acceso al più soffice pastello che diventa atono, ma che non soffre di afonia o di esagerato manierismo, anzi rivisita in chiave modernistica i canoni di una scuola pittorica che nasce dall’intimo e si trasforma in convincenti certezze, in desideri di comunicabilità con i propri simili, al di sopra di soggettive acquisizioni; ma parlando un linguaggio universale che ben si adatta all’Uomo di ogni tempo: riscoprirei propri alti valori attraverso qualunque percorso artistico che concilia il genere umano all’Universo.Lo spirito artistico di Tonino Leandro Mirandi si muove entro i canoni della cultura classica italiana, anche se si libera dei contorni, per iniziare un cammino, che potrebbe definirsi un classicismo scontornato dalle leggi ferree neoclassiche e vuole approdare in lidi artistici dove il ritmo cromatico può incontrare sogni e realtà fusi meravigliosamente insieme dal pennello del nostro artista.Diventa facile tessere elogi, spesso più di circostanza che genuini, ma nel caso del nostro artista è un fatto di naturalezza, perché stiamo parlando di una pittura esente da legami disegnici, dove l’impianto disegnico ha ceduto il posto ad un vibrante "pathos" ancor più arricchito dall’intima sofferenza di vuole offrire una visione di un mondo così come dovrebbe essere, richiamandosi alle sue origini naturali: l’Universo.Mirandi con la sua pittura va a creare a sondare nei misteri dell’Universo tutte quelle irraggiungibili ragioni dell’esistenza dell’uomo; quelle spiegazioni e verità che mettono in evidenza sia la limitatezza umana sia l’immensità inscrutabile della sua natura.

Nelle sue opere Mirandi dà ai suoi toni cromatici e sensazioni che istintività, ma sottolinea la pochezza del concetto neoclassico dell’Uomo-Dio, ed esalta, con i ricchi impasti cromatici, dalle tonalità eteree e caduche, la grandezza di un universo che ha il suo punto di riferimento in Dio, che ha messo l’Uomo al centro dell’Universo.

L’artista

Tonino Leandro Mirandi si è disegnato un ruolo tutto per se stesso, ma non nel senso egocentrista, anzi è proprio il suo ruolo, scevro da ogni legame correntistico, a rafforzare questo convincimento.E questa tesi trova conforto nelle parole del critico Anna Iozzino, quando afferma:"… è una pittura che nasce da una personale poetica, lirica e sperimentale al tempo stesso, le cui linee operative si muovono sia alla conquista di una possibile perfezione tecnica e formule sia lungo itinerari contenutistici capaci di evocare un mondo di idee e di fantasie ed un malinconico e forte sentimento dello spazio e del tempo…"Ma la conferma più giusta è nel valore espressivo delle sue tele, infatti Mirandi sa dosare i colori, imprimendo agli stessi un ritmo cromatico, fra il reale e l’irrealtà, che cancellano la mancanza di un impianto disegnistico, pur se importante ma non vitale per la migliore espressività dell’artista.La sua arte diventa non più imitazione della realtà, ma interpretazione filtrata, per presentare un mondo sempre più a misura di uomo, proiettato nell’infinito e sempre meno aderente alla realtà attuale, ma vivo nell’eterno rincorrersi e evolversi delle realtà universali.Possiamo bene osservare il moto perpetuo dell’evoluzione nella sua opera "…Dopo l’esplosione" del 1992 dove l’artista ha saputo miscelare e fermare sulla tela il movimento della trasformazione dell’universo in una plastica cromaticità dagli effetti infiniti, tipici del rincorrersi delle cose dove la nebulosità dei toni cromatici, nella zona centrale dell’opera, rappresenta la realtà in continuo divenire.I vuoti, lontani dal tradizionale "horror vacui", esterni accentuano la dinamicità del quadro e raggiungono, nel complesso, l’idea, suggerendo all’osservatore il sogno irreale della complessa mescolanza fra statica e dinamica, sovvertendo persino le naturali leggi della fisica.Tonino Leandro Mirandi, con le sue opere, mostra come la luce possa diffondersi dovunque e penetrare ogni cosa, anche se l’uomo, spesso, non la vede e non la sente perché non sempre ha sufficientemente sviluppato il suo animo, per percepire una realtà così sottile e così labile.Ma il nostro artista concentrandosi spesso su quella luce cosmica, nel riuscire ad affinare talmente le sue percezioni, comincia non solo a sentirla, ma anche l’attira a sé affinchè operi su di lui e quindi la trasforma in cromatiche sensazioni delle sue opere.Il ritmo cromatico delle sue opere mostra che tutto respira e ogni spirale o curva dà la sensazione che ogni cosa si muova con l’evolversi dell’anima della natura, mentre l’uomo rimane statico nel gongolarsi delle sue conquiste.E’ la natura, e lo evince nei quadri di Mirandi, che crea la vita sotto una moltitudine di forme e mette in relazione l’uomo con gli aspetti positivi dell’universo.E il positivismo universale entra nella logica più evidente dell’intera gamma di opere di Mirandi.Infatti nelle tonalità calde delle sue opere scopriamo il segno del suo positivismo universale, che avvinghia, ma non uccide, l’uomo, lo sfiora ma non lo tocca infine, nei suoi toni più cupi, esalta il suo concetto di positivismo.Ma Tonino Leandro Mirandi non si ferma solo a questo si libra nell’aria alla ricerca di una diversa maniera forse più lineare, forse più eterea, di rappresentare le sue emozioni e il suo credo pittorico.Così per lui diventa un nuovo punto di partenza, laddove per altri è l’unico punto d’arrivo.E dal quel punto di partenza si lancia nel 1994 con l’opera "…Un viaggio nell’universo" una tela di grande effetto cromatico, dove l’autore scarica tutta la voglia di percorrere i misteri dell’universo, di librarsi nello spazio tra pianeti, stelle e scoprirne il mistero.Giova, infatti, soffermarsi ad ammirare questo quadro dove le volute in chiaro segnano magiche ellissi che si avvinghiano a se stesse quasi a voler esplodere in una serie di tutti colori, di cui il bianco è senza dubbio la sintesi, più felice, nel caso di Mirandi e rappresentano i suoi pensieri che tentano di librarsi in quello siderale infinito, che pure se buio, palpita nei toni vagamente accennati di colori e di luci sapientemente e proporzionalmente dosati dalla mano del pittore.Anche l’opera "…Verso la luce del Signore" del 1995 si propone come una pietra miliare del cammino pittorico di Mirandi; infatti il fascio di luce, che evidenzia la cometa e che traccia trasversalmente la tela, senza alcun riguardo alle regole e ai canoni estetici dell’impianto disegnico, india un movimento perenne pur se impresso nella staticità della tela.Le fanno da contorno una miriadi di stelle profuse a disturbare il muto e statico equilibrio dell’Universo, a cui il pittore dà un’anima: la sua anima di ricercatore estetico, quindi di un cuore che rimane fermo di fronte alle difficoltà, anzi vuole abbatterle per ritrovarsi e indicare agli esseri umani come ritrovarsi oltre le difficoltà quotidiane della vita.L’impasto cromatico supera il concetto di cromatismo accademico e si snoda in un contesto di tecnica liberata da ogni legame stilistico, pur se tra le righe si può leggere di una trama guidata sì può creare, perché se pittori lo si è per dono di natura, artisti lo si nasce!

Domenico Jacobellis

 

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