INTERVISTE

a

tonino leandro mirandi

 

Alcune interviste

 

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Mirandi con lo Storico e Critico d'Arte Andrea Kurzweil (Vienna)

27 luglio 2011 Roma

 

Laura Leone (giornalista) in una delle sue tante interviste a Mirandi / Mentana 1999

 

Gabriella Granieri (Storico d'Arte) in una sua intervista a Mirandi

per il volume "Ad Gloriam" / Roma 2005

 

Barbara De Amicis (pubblicista) in una sua intervista a Mirandi

per due imittenze TV: Gold TV e Roma Sat

durante la Mostra Personale del "Ventennale"

"l'Universo non è immenso come credi"

Colleverde di Guidonia Montecelio / Roma 2010

 

Barbara De Amicis (pubblicista) in una sua intervista a Mirandi

per due imittenze TV: Gold TV e Roma Sat

durante la Mostra Personale del "Ventennale"

"l'Universo non è immenso come credi"

Colleverde di Guidonia Montecelio / Roma 2010

 

Mirandi con lo Storico e Critico d'Arte Andrea Kurzweil (Vienna)

27 luglio 2011 Roma

 

 


 

Biografia / Intervista / una presentazione del 2010 / 2011

 

"I Colori del vento" / "Fiori e Colori" / "Onde che non tornano indietro"

"orme orme orme" / "Soffia il Vento" / "...nella notte" / "I miei silenzi"

 

 

Tonino Mirandi

 

In lingua inglese

I've met Tonino Mirandi as an exceptional person in April 2010 accidentally at the National Library in Rome – I was there for reasons of my graduate work recherche. From this brief acquaintance grew an artistic collaboration. In June 2010 we met in Vienna, where he presented his book "Fiori e Colori". In the series "Fiori e Colori"-" Flowers and colours" Mirandi was trying to show us the colourful and joyful variety of flowers. With the paintings from the series „L'universo non è immenso come credi“- "The universe is not as endless as you think" the viewer begins to reflect , the pictures look simple, but are profound as the universe. In the latest series, "Orme orme orme" Mirandi searches for clues, perhaps the remains of the past, traces of life or the future. This artist remains even after prolonged debate enigmatic - out of nothing, he creates his works, which are fascinating.

In the summer of 2011 I had the opportunity to get another interview with Mirandi in Rome. He called his colours as "I colori del vento" - "The Colours of the Wind" and accordingly he carries them on the canvas. His inspirations are like "Onde che non tornano indietro" -“

Waves, which do not return” when they come,he holds them on countless images.

Novembre 2011, Andrea Kurzweil (dott.ssa e Storico d'Arte)

 

 

in lingua tedesca

Ich habe Tonino Mirandi im April 2010 in der Nationalbibliothek in Rom zufàllig bei meiner damaligen Diplomarbeitsrecherche als einen sehr aubergewòhnlichen Menschen kennengelertn.

Aus dieser kurzen Bekanntschaft wuchs eine künstlerische Zusammenarbeit. Im Juni 2010 trafen wir uns bereits in Wien, wo er auch sein Buch „Fiori e Colori“ präsentierte. In der Serie „Fiori e Colori“ – „Blumen und Farben“ versucht Mirandi die bunte und frohe Vielfalt der Blumen aufzuzeigen. Die Gemälde aus der Serie „L'universo non è immenso come credi“ - „Das Universum ist nicht so unendlich wie du denkst“ regen zum Nachdenken an, sie wirken einfach, sind aber tiefsinnig wie das Universum. In der neuesten Serie „Orme orme orme“ sucht er nach Spuren, vielleicht den Spuren der Vergangenheit, Spuren des Lebens oder der Zukunft. Rätselhaft bleibt dieser Künstler auch bei längerer Auseinandersetzung – aus dem Nichts schafft er seine Werke, die faszinieren.

Im Sommer 2011 hatte ich in Rom die Gelegenheit mit Mirandi wieder ein Interview zuführen. Mirandi bezeichnet seine Farben als „I colori del vento“ - „Die Farben des Windes“ und dementsprechend trägt er sie auch auf die Leinwand. Seine Inspiration sind so wie „Onde che non tornano indietro“ – „Wellen, die nicht zurückkehren“, wenn sie kommen dann hält er sie fest und zwar auf unzähligen Bildern.

Novembre 2011, Andrea Kurzweil (dott.ssa e Storico d'Arte)

 

 

in lingua italiana

Ho incontrato Tonino Mirandi per caso nel mese di aprile 2010 presso la Biblioteca Nazionale di Roma, stavo li per motivi della mia tesi. Già al inizio mi sembrava come una persona straordinaria.

Da questa breve conoscenza è cresciuta una collaborazione artistica. Nel giugno 2010 ci siamo incontrati a Vienna, dove ha presentato il suo libro "Fiori e Colori". Nella serie “Fiori e Colori " Mirandi cerca la diversità colorato e gioioso spettacolo in fiori. I dipinti della serie „L'universo non è immenso come credi“ spunti di riflessione, sembrano semplici, ma sono profondi come l'universo. Nell'ultima serie, "Orme Orme Orme" si mette alla ricerca di indizi, forse i resti del passato, tracce di vita o il futuro. Quest'artista enigmatico rimane anche dopo un lungo dibattito molto interessante - dal nulla, crea le sue opere, che sono affascinanti.

Nel 'estate del 2011 ho avuto l'opportunità di fare un'altra intervista a Roma con Tonino Mirandi.

Mirandi denota il suo colore come "I Colori del Vento" e di conseguenza lo trasporta sulla tela come lo farebbe il vento. La sua ispirazione sono come "Onde che non tornano indietro" quando arrivano e che egli li tiene in innumerevoli immagini.

Novembre 2011, Andrea Kurzweil (dott.ssa e Storico d'Arte)

 

 

 

Dal Volune pubblicato nel 2007

"Ad Gloriam"

di Mirandi / Granieri / Mirandi / Gabriella Granieri / Mirandi

 

UNA LUNGA CONVERSAZIONE TRA GABRIELLA GRANIERI E IL MAESTRO MIRANDI

 

Secondo te che cosa è "l'arte"?

Eh….! Una domanda complessa… direi quasi universale! Possiamo dire che per me l'arte è qualcosa di mistico e di difficile. E' un'intuizione, è viaggiare all'interno e capirsi. Mi piacerebbe rivolgere questa domanda a qualsiasi individuo. L'Arte non è l'appagamento di un desiderio, non è imitazione, ma, semmai, è unicamente una forma di espressione. Artista non è colui che imita, bensì colui che crea, che trasmette, attraverso il proprio io, figure estranee alla luce della natura visiva. L'arte è intensità di vita, un fatto estetico, un atto d'amore, un atto umano con tutto il carisma della consapevolezza e della volontà. L'arte è tutto ciò che un uomo riesce a tirare fuori del proprio cilindro, è la scoperta dell'uomo nella propria esistenza.

Secondo te che cosa è…"arte"?

Ovviamente valori e valutazioni si lasciano a persone competenti e quindi subentrano tanti altri fattori. Esistono contrastanti punti di vista, un gioco che lascia spazio al tempo, tempo al tempo e ad una certa politica.

Le performance d'arte contemporanea sono di tuo gradimento?

In parte non le condivido non sono neanche di mio gradimento.

Diciamo che io sono più sostenitore dell'arte dei primi del novecento, delle avanguardie, soprattutto di quella futurista.

In parte però le apprezzo perché anche se queste performances sono molto diverse dal mio modo di fare arte, apprezzo chi rischia, chi non bada a maldicenze, chi va avanti ed ha il coraggio di continuare la ricerca, magari anticipando i tempi, mettendosi in gioco.

Non è importante essere capiti.

Io sto con quegli artisti che amano la novità, è inutile ancorarsi al passato. I grandi del passato non vanno certo dimenticati, è per questo che li vediamo sempre nei musei, ma bisogna pur andare avanti!

Per cui anche se questo tipo di arte performativa non è completamente di mio gradimento, è un altro modo di guardare oltre, e questo va bene.

Hai mai assistito a qualcuna di loro?

No, no. Non amo assistere, guardare, preferisco agire, eseguire, fare qualcosa. Sono sempre in movimento, sono come il vento che non si ferma mai. L'unico artista che ho assistito ed osservato è stato Aldo Nicolini, il mio maestro. Mi sono innamorato della sua pittura e quest'amore mi ha poi condotto ad una pittura tutta mia.

Dopo di che ho smesso di osservare.

Ritieni di essere diverso?

Certamente si, in tutti i sensi, però infondo le abitudini dell'uomo sono sempre le stesse, non cambia nulla, se non il tempo. Pittoricamente ognuno crede di essere diverso e in parte e cosi. Ognuno prende spunto dalla situazione del momento per poi trovare una sua strada. Guarda me, per esempio! Io sono stato influenzato dalla "pop art", ma poi ho intrapreso un percorso solo mio, diverso, personalizzato, unico.

A riguardo sono state espresse contrastanti opinioni, fiumi di parole sono state gettati sulle mie mostre, ma alla fine è stato il pubblico a premiarmi. Decine e decine di mostre personali hanno sempre trovato un grande afflusso di persone che ha apprezzato.

Per cui si, mi ritengo diverso, e questa diversità a volte premia, a volte delude, ma come tutte le cose in fondo!

Quando capisci che è arrivato il momento di esporre le tue opere?

Realizzo oggi per presentarle al pubblico domani, anche se dire "domani" per me potrebbe anche significare due o tre anni.

Le mie opere vanno oltre, spesso se le esponessi subito dopo averle compiute non verrebbero capite, per cui aspetto che i tempi siano maturi. Nel frattempo perfeziono la mia idea artistica e seleziono le opere che rappresentano il mio "ideale" in quel momento.

Ci sono tele che non piacciono neanche a me, ma sono comunque importanti per la mia ricerca pittorica. Provare significa riuscire.

Altrimenti si rischia di fare sempre le stesse cose. Sono sempre andato controcorrente e ciò mi ha allontanato dagli altri pittori. Ogni mio ciclo pittorico dura da un anno a tre. Spesso i miei "capricci" mi portano a modificare continuamente le mie idee ed ogni volta c'è qualcosa da cambiare!

La mia grande forza e capacità, la mia ricchezza interiore, il mio intuito… tutto ciò mi guida e mi dice quando entrare in gioco, quando è arrivato il momento di abbandonare la nomea dell'artista silenzioso e cupo per fare emergere la mia voce e dare alle mie opere la luce.

Perché la musica da semplice sfondo ispiratore (come nelle tue precedenti esposizioni) diventa ora protagonista?

Certamente è stata una scelta molto graduale. Si è trattato di una vera ricerca pittorica che mi ha portato fin qui… Ad Gloriam . Questo è il titolo del mio nuovo ciclo come conclusione di un viaggio, come apice di un'idea che mi accompagna da sempre: la musica, base principale di tutto il mio cammino pittorico. L'iniziativa non è del tutto nuova, ma si tratta di "orme, orme, orme" , impronte, macchie, segni, gesti, forme corpose ricche di colori.

La musica è ora protagonista perché protagonista le "forme" che vanno a tempo, hanno ritmo. Mi piace lavorare con il volume molto alto dello stereo, trascorrere giornate intere chiuso nello studio solo in compagnia del mie note, muse ispiratrici.

Puoi ripetermi alcuni o tutti i cantanti e i gruppi musicali di questa esposizione?

LE ORME (7 opere); GENESIS (3); U2 (2); ANGELO BRANDUARDI (1); EMINEM (1); POOH (2); TONY PAGLIUCA (1); ALICE (1); RICK WAKEMAN (1); BRUCE SPRINGSTEEN (2); PADRE MAURIZIO "Padre Nike" (2); POLICE (1); NEW TROLLS (1); KURT COBAIN (2); NIRVANA (1); MIETTA (1); REM (1); FRANCESCO DE GREGORI (2); PATTY PRAVO (2); SPICE GIRLS (5); MADONNA (2); KEITH EMERSON (1); ALANIS MORISSETTE (2): PINK FLOYD (7); ZUCCHERO (1); ROCKETS (1); TONY BANKS (1); LED ZEPPELIN (6); EUROPE (1); TINA TURNER (1); JIMI HENDRIX (1); DURAN DURAN (1); DIRE STRAITS (1); CROSBY/ STLL/ NASH & YOUNG (1);

Sono i nomi che compongono Ad gloriam (alla gloria).

A lavoro finito ci sarà poi un' esposizione pittorica itinerante composta di ben 76 opere realizzate su cartoncino e su tela computerizzate con stampe ritoccate a mano. Una scelta esclusiva tra i "migliori gruppi, musicisti e solisti" della musica del "Rock Progressive" che lascia poco spazio alla musica leggera. Lo spazio maggiore è infatti dedicato ai grandi nomi degli anni '60 e '70 con qualche riferimento agli anni '80 e '90 sino a giungere ai giorni nostri.

Perché proprio questa scelta?

La scelta è stata facile eccetto per alcuni rimasti fuori ma solo per soprannumero. Li ho scelti perché sono migliori. Avrei voluto inserire anche Nice, King Crimson, Robert Fripp, Gentle Giant, Jetro Tul, Peter Hammil, Banco del Mutuo Soccorso, Premiata Forneria Marconi, Mina, Mannoia, Celentano, Morandi, Ranieri, Battisti, Paolo Conte, Vasco Rossi, Bob Dylan, Nomadi, Rockes, Napoli Centrale…e solo per citarne alcuni!

Ma, come ho già detto, sarebbero stati troppi.

Senza voler peccare di presunzione io sono uno che di musica se ne intende! Sono un grande ascoltatore e mi documento su tutto. Sono molto appassionato e posso dire di conoscere un gran numero di artisti e gruppi musicali. Parlo però della grande" musica e non di quelle canzonette ascoltate per lo più dalla massa e che sono quasi sempre le stesse, ripetendosi nella loro monotonia. Quest'ultimo tipo di musica non è per me, è fatta solo per un certo tipo di consumismo, per…"politica".

Tuttavia ascolto ogni genere musicale, per confrontarmi, per capire la diversità, per imparare a distinguere la musica più ricercata, innovativa, colta da quella più semplice, orecchiabile, ma di certo non impegnativa.

Io sono nato con la musica, è diventata per me una passione, tra le più grandi; la musica rock progressive è poi per me il meglio del meglio! Proprio questo forte legame con la musica mi ha condotto ad una reinterpretazione e rivisitazione in pittura.

Una scelta particolare è avvenuta con Padre Maurizio: "padre Nike", il padre del Santuario di San Gabriele dell'Addolorata. Non è un vero cantante o musicista, ma ha pubblicato tre CD: "Divertiti di più ma fallo con Gesù", "L'amore c'è" e "Gridatelo sui tetti". Li ho ritenuti eccellenti, particolari, davvero tre capolavori "spirituali" composti e cantati da lui stesso. Al simpatico giovane (pure bello per le donne) e sempre sorridente ho voluto rendere omaggio, inserendolo tra i "grandi autori" della musica, in segno della stima che ho nei suoi confronti.

Ma loro (i cantanti dico e ovviamente quelli viventi), sono a conoscenza di questa tua iniziativa? E non credi che qualcuno possa pensare che fai uso della loro popolarità per ottenere la tua?

Sono sorpreso per questa domanda, ma in fondo me l'aspettavo. Più volte, al tempo delle Orme, di Padre Nike, dei Genesis mi è stata posta la stessa domanda. Ti rispondo, ma sarà l'ultima volta.

Io non sono un artista qualunque, un "pittoruncolo da quattro soldi". Si può dire che loro dovrebbero ringraziare me e non il contrario, contribuisco a renderli più celebri.

Sono tranquillo ed ho la coscienza a posto. Comunque se proprio vuoi sapere chi è a conoscenza della mia iniziativa… le Orme, i Genesis. Tony Pagliuca, Padre Maurizio "padre Nike", Tony Banks. Gli altri saranno informati in seguito. Ma c'è solo da sentirsi onorati! Mirandi è "uno, nessuno e centomila", ma sono sicuro che verrà ringraziato.

Sarò io a renderli più popolari, anzi ti dirò di più: credo che se loro diventassero popolari sarebbero ridicoli, loro sono GRANDI, niente di più.

Ma in questo genere di arte ritieni che ci sia un po' del tuo io?

Tutto è "io", tutto è mio. Vi sono le mie esperienze e, insieme, le esperienze dello scorrere del tempo. Vi è la storia del nostro cammino, le abitudini, le tradizioni, momenti vissuti nel mondo che ci circonda.

L'amore, la passione, la bellezza, senza dimenticare… gli altri, tutte le persone che collaborano ogni giorno per il raggiungimento dell'amore.

Perché al pubblico dovrebbe interessare il tuo "io"?

Non mi sono mai posto questo problema, se poi è un problema! Il pubblico è libero di credere ciò che vuole, di interessarsi o no secondo il proprio gusto. Posso dire, però, che mi ritengo fortunato, ho avuto sempre tanta gente che ha seguito con entusiasmo la mia iniziativa pittorica, le mie idee, i miei modi di fare. Sarebbe grave se avessi delle pretese. Nelle oltre sessanta mostre personali realizzate fino ad oggi sono stato apprezzato da tanta gente, il mio sito internet è molto guardato (basti vedere il numero dei visitatori! In pochi anni se ne contano più di cinquantamila!) Ma ci tengo a precisare che non dipingo per fare un piacere al pubblico, tuttavia il mio è solo amore e passione per la ricerca creativa. Del resto… chi mi ama, mi segua!

C'è qualche collegamento con le tue esposizioni precedenti?

Beh si, credo proprio di si. "Ad gloriam" prende proprio spunto dalle mie precedenti iniziative dedicate alla musica come "Felona e Sorona", "Il fiume", "Vento terra pioggia e fuoco" e "Onde che non tornano indietro" (A trick of the tail).

Un aggettivo per questa "tua" musica.

Innanzitutto non è solo la "mia" musica, ma è musica di tutti. E poi credo sia la musica migliore. E' una musica universale, non c'è dubbio. E' musica trascinante, ariosa, armoniosa, profonda, ricca di vibrazioni che ti trascinano con sé, che ti lasciano tra sogno e realtà e ti abbandonano al vento donandoti la sensazione di essere piuma, di volare verso l'infinito, verso l'immenso dell'amore.

Se dovessi scegliere una tua sola esposizione da salvare, da trasmettere ai posteri, quale sceglieresti?

Tutte o nessuna. Non sceglierei. Sono state tutte interessanti e sono sicuro che ai posteri arriveranno questi messaggi, tutti. Non è presunzione, ma dentro di me c'è talmente tanto amore, tanta cura e tantissima umiltà che non può che essere così.

Un giorno la gente scoprirà il valore dei miei lavori costruiti con pazienza anno dopo anno.

Ma se proprio fossi costretto a sceglierne una, salverei "Un viaggio nell'universo" con l'accoppiata "Felona e Sorona" del 1995 eseguita nel dicembre al Museo Nazionale "Forte Spagnolo" (AQ). Con ciò ovviamente non voglio sminuire l'esposizione poi ripetuta a Roma a cavallo tra il 2002-03 in via del Corso 45 (piazza del Popolo) che attirò a sé circa quarantamila visitatori in solo 15gg di apertura.

E se dovessi scegliere un solo quadro?

Uno è più importante dell'altro, però ti risponderei "Anni '70: le Orme".

Ti senti capito?

Oooh Dio, questo non lo so, però, è naturale, in parte si e in parte no. Comunque non m'interessa, ringrazio chi mi vuole bene, chi mi sostiene, ma rispetto anche chi non condivide.

E la tua musica ti capisce?

Naturalmente si, naturalmente sono io a capire lei. E' la forza della mia vita. Senza di lei non avrei mai creato così tanto. La musica è come l'amore. Entrambi sono i due elementi più importanti della nostra esistenza e del nostro essere. L' anima della vita. La musica alimenta la forza espressiva, attraverso essa si mandano messaggi. La musica unisce le persone, dà impulso per una creatività nuova. Posso affermare che la mia pittura è una danza piena di sinfonie.

Vorrei svelare una cosa: sulla porta d'ingresso del mio studio vi è una scritta: "Il tempio della musica". Questa la dice tutta, e fa pensare… Vorrei inoltre aprire una parentesi sulla musica rock progressive. Essa venne alla ribalta alla fine degli anni '60, inizi anni '70. Ha rafforzato tanti valori e soprattutto è servita a rilanciare uno spirito sociale, a cambiare una generazione, una mentalità civile; si può dire che sia stata una musica finalizzata al rinnovamento che ha segnato un passaggio generazionale esprimendo appunto un nuovo modo di vivere. Questa musica ha portato un nuovo concetto di libertà. La musica rock progressive è diventata una musica colta, di ricerca e nelle lunghe "suite" racconta storie basate su temi a filo conduttore unico. E' un genere altamente lirico. Nei testi vi è un tono prevalentemente fiabesco, ma vi sono anche numerosi accenti storici. Una musica ariosa ricca di onde che riflettono echi d'infinito. Fa viaggiare, porta lontano, tocca le corde del cuore. E un rock romantico, che oscilla tra il barocco e il classico, fatto di atmosfere ora dolci, ora creative, ora forti, ora raffinate. E i pezzi migliori sono quelli a lunga durata dove la voce cede agli strumenti tutta la sua potenza. Ha qualcosa di mistico con vertiginose ricadute del suono in una trasparente sintesi informale, è piena di energia quasi violenta. E in tutto questo come può non capirmi! E' un po' come la mia pittura che esplode di colori e di sentimenti in un'unica pagina ricca di tematiche e passioni, che si rivolge anche al divino e prega. Una "musica"- pittura" che medita.

E' un rock che rispecchia il mio modo di fare arte e di vivere dove il suono dell' organo primeggia mitico e religioso, armonioso e dolce, arioso e spezzante, che passa da momenti esplosivi a momenti vibranti. Ricordo lo scenario dei vari concerti, travestimenti, le luci colorate, le percussioni, gli allunghi sulle tastiere, le pennellate sul basso, le esplosioni musicali con piroette, i saettanti alti e bassi della musica. Fermarsi e ripartire, riprendere di scatto e lentamente. Tutto ciò ha fatto sempre emozionare il pubblico. Oggi questo genere di musica è un po' tramontata, ma rimane sempre viva nei nostri cuori. In quegli anni molti gruppi si formarono, molti giovani e bravi compositori mettevano insieme le proprie idee per creare un prodotto innovativo di ottimo livello che diede inizio ad una nuova avventura che in poco tempo firmò la storia della grande musica. Vennero fuori i primi LP che non si limitavano ad una raccolta di canzoni ed ai tre minuti. I concerti dal vivo erano dei veri spettacoli con entusiasmanti scenografie teatrali. E' una musica che supera se stessa, valide per ogni epoca, mai fuori moda, universale. I Genesis, le Orme hanno segnato il tempo, la vita.

Ti chiedo scusa per questa digressione, ma era davvero necessaria anche per far capire quanto io mi senta profondamente ispirato.

Ma ti piacciono tutti i cantanti che hai scelte per comporre "Ad Gloriam"?

Che domanda! Certo che mi piacciono, anzi avrei voluto inserire tanti altri. Però hai ragione ve ne sono alcuni che mi piacciono meno e che sono stati considerati per allargare la visuale e rispettare una diversità di generi. Ovviamente credo che si capisca il genere che preferisco!

Se dovessi ringraziare qualcuno chi ringrazieresti? E perché?

In questi casi per educazione dovrei ringraziare tutti, ma la verità è che ringrazio solo Lui, il Signore, nostro Dio.

 

 

Da "La Voce del Nordest"

Mentana (intervista del 16 aprile 2004)

di Laura Leone

 

In mostra a Roma l'artista di Colleverde che dipinge ispirato dalla musica dei Genesise "onde ce non tornano" di Mirandi

"Improvvisazioni di colori che danno movimento alle forme. Onde come le strade da percorrere senza guardarsi indietro"

"Onde che non tornano indietro" è il suggestivo tema dell'esposizione di arte pittorica che Tonino Leandro Mirandi, noto artista di Colleverde, presenterà nei locali dell'Accademia d'Arte internazionale Sant'Agostino di via del Corso 45 dal 27 aprile al 3 maggio. La mostra comprende 40 dipinti ispirati ai frammenti dell'omonimo titolo "A trick of the tail", l'opera musicale del 1976 dei Genesis, gruppo di fama mondiale della musica "rock progressive", frammenti pittorici che traggono spunto proprio dai testi delle canzoni.

Si chiude il ciclo pittorico della trilogia "Felona e Sorona" - "Il fiume" - "Elementi", sviluppatosi in ben 29 esposizioni ispirate alle opere musicali del gruppo delle Orme. Tra le 40 opere saranno presenti lavori dedicati allo storico gruppo britannico tra i quali "Anni '70: i Genesis", una tela computerizzata 110X85 con stampa ritoccata a mano, "Genesis: un frammento musicale" opera su tela 97X85 e "Genesis: tour mondiale Parigi 1977", una foto-stampa su cartoncino 100X70. Queste opere raffigurano il concerto-spettacolo del 1977 tenuto a Parigi dal gruppo nell'ambito di un tour mondiale.

Le raffigurazioni "pop-art" sono state dedicate dall'artista al gruppo dei Genesis. Accanto ad esse troviamo, tra le altre, "Dance on a volcano" (Danza sul vulcano), un'altra opera di spicco, "Alle sorgenti della musica", opera ispirata alle origini musicali del gruppo, "L'osservatore dei cieli", "Window: finestra sull'amore", ispirata da un'opera tratta dal primo LP della band.

Mirandi, qual'é il significato di "Onde che non tornano indietro"?

"Basta pensare al significato della frase: si tratta di movimenti continui, di un'evoluzione verso il futuro, di sogni che si realizzano: Questa filosofia si rispecchia nei miei quadri in tutte le improvvisazioni di colori che danno movimento e da vita alla natura, nelle onde roteanti nate sotto la spinta della musica: si tratta di una fusione trai suoni ed il mio impulso pittorico".

Come definiresti quindi la tua pittura?

"Una fantasia creativa dettata dai suoni. La mia pittura ha un'interpretazione molto personale. Ritengo la musica di gruppi come le Orme e i Genesis la migliore in assoluto. Sono band che hanno fatto la storia della grande musica mondiale. I loro brani si prestano benissimo per essere interpretati pittoricamente. Le mie sono quindi storie a tema con un filo conduttore unico".

Cosa pensi di esprimere nelle tue opere?

"Le onde che non tornano indietro sono per me le vie, le strade che bisogna percorrere ogni giorno senza guardarsi indietro. Nel percorso dei temi storici è come guardare in uno specchio d'acqua dove le onde diventano sempre più larghe e scompaiono verso l'infinito. Sono segni che vagano negli spazi, che si intrecciano ma non si incontrano mai. Nelle mie opere cerco di esprimere anche le varie fasi della vita, i miei ricordi, i momenti belli. In definitiva il mio è un messaggio positivo, d'amore e di fede nella vita…"

 

 

Da "Il Nordest"

Mentana (intervista del 13 settembre 2002)

di Alessia Latini

 

L'attività del pittore Leandro Tonino Mirandi a Colleverde. Dipinge ascoltando la musica

QUANDO IL PENNELLO SUONA IL ROCK

L'ispirazione dai Pink Floyd, dai Genesis e da Le Orme. Spazio e sentimenti

"LA MIA PITTURA nasce ad impulso, è gestuale, rappresenta ciò che vorrei raccontare. Potrei definirla una pittura 'ad interpretazione' che lascia spazio ai sentimenti…" così esordisce Leandro Tonino Mirandi. Il pittore ha trascorso la propria infanzia a Trignano, un'antica frazione del comune di Isola del Gran Sasso (TE) e da alcuni anni risiede a Colleverde. "La mia prima pennellata risale al 1990" ricorda l'artista "per tre anni ho frequentato e collaborato con lo studio di Aldo Nicolini, noto artista della Scuola Romana "pop-art" di Mario Schifano che seguiva la corrente vicina a Andy Warhol e a Jackson Pollock".

Quell'esperienza mi ha spinto veramente verso la pittura: sono rimasto affascinato da quel tipo di tecnica mista, tra il figurativo e il non figurativo, da quei colori così esplosivi, forti, luminosi come le stelle, corposi… quel tipo di pittura si adeguava messaggi pittorici astronomici…"

Mirandi inizia così a sperimentare nuove soluzioni, alla ricerca continua di "qualcosa di nuovo". Di fronte alle tele ci troviamo proiettati verso l'immensità di un mondo sconosciuto, ignoto: "Fin da bambino trascorrevo moltissimo tempo a guardare il cielo di notte. Ricordo ancora lo spavento che provai di fronte all'eclissi solare del '61." L'interesse per l'astronomia si trasforma ben presto in una vera e propria passione che Mirandi coltiva nel corso degli anni attraverso studi e ricerche che lo conducono a fare assistenze a dare lezioni di astronomia a Teramo. "Il mio mondo lo conosco a memoria", dice sorridendo il pittore che quegli studi ne ha fatto gran tesoro se davanti alle sue tele oggi non possiamo evitare di sentirci trascinati verso un mondo immenso, inevitabilmente incontenibile e remoto. "A casa mia conservo due telescopi da cui poter osservare il cielo". "Creare nuovi spazi e cambiamenti, arricchire le esperienze per trovare la strada giusta…" queste direttive che fin dagli esordi ha seguito l'artista, rivolgendosi vero "Quei segni esplosivi nello spazio buio dell'universo: le stelle che danno segni di vita". "Io dipingo sempre con la musica" dice l'artista: nell'esplorazione del silenzioso spazio buio di un mondo che da sempre affascina l'uomo e lo coinvolge nella sua indeterminatezza, l'armonia, il ritmo assumono un ruolo fondamentale: "Si realizza una fusione fra la musica e la poesia nella pittura che diviene interpretazione dei vari brani delle poesie". La musica rock si presta molto a questo genere di pittura: "Penso ai concerti - spettacolo di gruppi come "Genesis", Pink Floyd", Yes e in Italia "Le Orme". Per Mirandi "un artista deve lasciare dei messaggi: in pittura è importante raccontare delle storie guardando al futuro" ed in questa visione "Ogni nuova opera può rappresentare una scoperta".

Mirandi ha partecipato a circa 70 mostre collettive e conta oltre 52 mostre personali, una produzione di circa tremila opere su grafica, oltre trecento tele, una ventina di disegni.

Attualmente sta lavorando alla realizzazione della mostra personale "Un viaggio…nel tempo" nella quale esporrà "tutte quelle opere nate a partire dalla fase pittorica dal 1990 fino ai nostri giorni"; la successiva personale "Vento Terra Pioggia Fuoco"; l'esposizione di quaranta opere che traggono spunto da alcuni frammenti tratti dal nuovo cd "Elementi" del gruppo rock italiano "Le Orme" e l'Esposizione di arte pittorica astronomica "Un viaggio nell'universo".

"Le mie mostre sono tutte a tema" continua l'artista che attraverso le sue opere presenta "delle storie che seguono un filo logico". Una ricerca ancora aperta quella di Tonino Mirandi che guarda ad un mondo di luce, ombra, colori, esplosioni; un'improvvisa proiezione verso un universo che trascende la nostra visione terrestre, ponendoci di fronte alla bellezza di uno scenario, di una dimensione nati dall'intuizione, l'istinto, l'impulso guidati dall'esperienza e dalla conoscenza di un artista che ogni giorno, attraverso le sue opere, oltrepassa i confini comuni".

E' possibile visitare l'archivio delle opere di Mirandi sul sito www. toninomirandi . it contenente comprende 2000 immagini tra dipinti, manifestazioni, foto.

 

 

Da "Il Tiburno"

Guidonia (intervista del 1 novembre 2000 pubblicata nel gennaio 2001)

di Maria Durante

MIRANDI: l'arte non ha bisogno di maestri

 

La sua è una pittura veloce, esplosiva, d’impatto, che ha come base di partenza la pop-art di Mario Schifano. La prossima mostra personale dell’artista di Colleverde sarà dedicata alle donne.

"Nell’arte non ci sono insegnanti, non servono né scuole né maestri. Tocca a noi scoprire noi stessi e le storie che abbiamo da raccontare".

Tonino Leandro Mirandi, di Colleverde, dipendente della Biblioteca Nazionale e pittore da dieci anni, è arrivato alla sua 46° mostra personale.

Ha ricevuto diversi riconoscimenti tra cui il "premio alla carriera 2000" della casa editrice Alba di Ferrara. Ha esposto al "Museo Nazionale" dell’Aquila, al "Convitto Nazionale" di Teramo ed alla "Basilica di S. Maria in Monte Santo" a Roma. La sua ultima mostra "Il Fiume: sulle Orme del Fiume Mavone" si è conclusa a Guidonia il 31 ottobre.

La sua è una pittura veloce, esplosiva, d’impatto, che ha come base di partenza la pop-art di Mario Schifano. Le sue grandi tele spesso nascono da schizzi fatti a penna, d’impulso, su foglietti volanti.

Le tue mostre si ispirano spesso a elementi della natura, come mai?

Sono un pittore astro-ecologico. Penso che le forze dell’anima siano azionate da quelle naturale: l’energia scorre nei fiumi, nel vento. La mia è una pittura al verticale, tesa verso il cielo e l’energia creatrice del sole.

Come è iniziata la tua passione per questa forma d’arte?

In realtà dipingo per sbaglio. Il 1° novembre di tredici anni fa accompagnai un mio amico a trovare Aldo Nicolini. Non sapevo che fosse un pittore, allievo di Mario Schifano.

Fino ad allora la pittura la pittura non mi aveva mai interessato, per me i quadri erano tutti uguali. Ma di fronte a quelle sagome giganti, con colori mai visti sono rimasto a bocca aperta.

Da allora andai a trovarlo tutti i giorni. Conobbi Schifano, per tre anni li osservai lavorare, in silenzio.

Quindi la loro influenza è stata determinante per te?

Certo, sono stati importanti nella mia formazione. Ma l’artista non deve copiare. Deve interpretare, trasmettere le sensazioni che attinge dalla propria vita.

Poi sarà acclamato o negato perché anche questo fa parte della storia della vita. Ma deve seminare, lasciare traccia di sé.

L’unica cosa di cui mi sono pentito è stato di non aver seguito i loro consigli?

Quali consigli?

Di tenermi lontano da certi pittori, organizzatori, critici. Mi piaceva lavorare con altri, incitare pittori emergenti. Ma bisogna stare attenti perché molti guardano solo al denaro.

Io invece lo faccio per passione.

Certo, l’arte è anche un investimento. Da parte dell’artista, perché i materiali sono costosi, e da parte del cliente, che solo in futuro saprà quanto vale realmente.

Ma io non dipingo per arredare casa. L’arte non è bellezza ma novità. Quando una cosa è venuta bene, è finita, chiudo un ciclo e ne apro un altro.

Come nasce un’opera?

A volte il titolo viene anche un anno prima della tela. La parte più difficile è elaborazione mentale del quadro, non l’esecuzione, che è molto veloce.

Materialmente nasce nel caos del mio studio, dove io dipingo ascoltando i Genesis, gli Yes, le Orme. Ho bisogno della musica per creare e confesso di tenere abbastanza alto il volume, quindi approfitto dell’occasione per scusarmi con i miei vicini di casa.

Progetti per il futuro?

La prossima mostra, l’anno prossimo, sarà dedicata alle donne.

Per il futuro poi ho ancora molte storie da raccontare, alcune sono in fase di sviluppo. Ma ho già da parte tanti di quei titoli che, per realizzarli tutti, dovrei avere una vita molto, molto lunga.

 

 

Da "Il Tiburno"

Mentana (21 luglio 1999) di Laura Leone

MIRANDI: UN ARTISTA, UN PITTORE "ASTRONOMICO"

 

Colleverde - Ha saputo coniugare con grande equilibrio due mondi apparentemente distinti a non incontrarsi mai, l'arte e l'astronomia, fino a farli diventare un sogno, un'illusione, un'eterna ricerca.

Nasce così la pittura "astrale" di Tonino Leandro Mirandi, abruzzese di origine, ma da anni residente a Colleverde di Guidonia. "E' un sogno di tutti quello di passeggiare nello spazio - spiega Mirandi - tra i pianeti, le comete e le stelle e scoprirne il mistero…"

Mirandi è riuscito a creare un linguaggio pittorico innovativo di grande impatto poetico. Un pittura che ha come costante punto di riferimento la "pop-art" di Mario Schifano e segue la vicina corrente di Andy Warhol e Jackson Pollock. Inquieto, ed intuitivo, Mirandi è però un uomo che ama esprimersi senza condizionamenti, come nel suo "Viaggio nell'Universo", un variopinto percorso artistico che lo porta ad osservare l'affascinante volto dei pianeti e delle stelle e il loro dinamismo cosmico. In questo viaggio sono inserite anche opere pittoriche che simboleggiano la storia dedicata a due pianeti come "Felona e Sorona", pianeti del sogno e della speranza, e fa riferimento ai frammenti dell'omonima opera rock del 1973 del famoso gruppo storico italiano "Le Orme".

Mirandi compone nel suo studio-laboratorio di Colleverde, sul cui terrazzo sono sistemati due telescopi, strumenti di studio, di osservazione e di studio, di osservazione e di esplorazione dello spazio, che gli suggeriscono atmosfere e suggestioni per i suoi paesaggi astrali.

E' qui che lo intervistiamo.

Come ti è nata la passione per l'osservazione del cielo?

"Mi è nata tanto tempo fa. Ero piccolo e mi domandavo cosa fossero tutti quei puntini luminosi nel buio del cielo notturno. Alcune grandi stelle a volte le vedevo, altre notti no. Mi accorgevo dei vari cambiamenti e non capivo. Una cosa che mi è rimasta sempre impressa nella mente è stata l'eclissi solare del '61. Ero piccolo, era un giorno normale in cui non si faceva scuola ed ero felice per questo… Si era fatto giorno, il sole era alto. Ma inaspettatamente, lentamente, tornò buio, eppure il cielo era sereno. Era una nottata improvvisa, era un buio diverso del solito… Scappai di corsa verso casa, chiamando mamma! Ero intimorito. Alcuni minuti dopo, lentamente tornarono la luce, il giorno, il sole. Purtroppo non ci capii niente, ero troppo piccolo… Da qui è nata la mia passione per l'astronomia, che non mi ha più lasciato e torna sempre nei miei quadri."

Qual è secondo te il pianeta più affascinante?

"E' come mettersi di fronte a dieci belle donne. L'imbarazzo è nella scelta… La loro diversità porta a soffermarsi su tutti, ognuno di loro possiede un mistero. Però Nettuno è il pianeta che mi piace di più. I suoi colori, il suo mistero. Amo Venere per la sua brillantezza nel cielo del mattino e della sera. Giove, Saturno, Urano e il già detto Nettuno, gassosi, violenti, giganti, quasi simili tra loro, freddi e lontani, misteriosi. Marte, il pianeta di tanti misteri, Mercurio, l'infuocato più vicino al Sole e Plutone, il più lontano e il più piccolo… Infine Vulcano e il pianeta X, il decimo, entrambi presunti, l'uno prossimo al Sole, l'altro alla ricerca dell'esistenza."

Come ti sei predisposto per la prossima eclissi totale dell'11 agosto?

"Sono molto interessato a questa eclissi, il cui cono d'ombra coprirà l'Europa del centro-nord, i paesi dell'Est, L'Asia centrale e l'India. Ora che sono maturo e più cosciente, sono pronto a rivivere l'avventura dell'eclissi, questa volta da esperto. Andrò in giro per la Svizzera, l'Austria e la Germania, portandomi dietro tutto il materiale necessario per fare fotografie. Questo mi servirà anche per stimolare nuove fantasie pittoriche…"

 

 

Da "Il Tiburno"

Mentana (23 luglio 1998) di Laura Leone

MIRANDI: un pittore "cosmico"

E' stata inaugurata sabato 11 luglio presso la Galleria Borghese di Mentana l'esposizione di arte pittorica-astronomica "…Un viaggio nell'universo" di Tonino Leandro Mirandi, una delle cinque mostre a tema unico che già ha riscosso ampi consensi in diverse città d'Italia. All'inaugurazione, presentata da Cosmo Sallustio Salvemini, sono intervenuti l'Assessore alla cultura Sergio Barbadoro, Augusto Giordano, giornalista Rai GR2 e Domenico Jacobellis, presidente della Pro Loco di Colleverde.

La mostra, composta da una parte delle opere pittoriche del Maestro Mirandi sugli astri ed il loro dinamismo cosmico, rappresenta un percorso pittorico, un lavoro lungo e complesso, divertente ed avventuroso dell'artista, uno studio approfondito e rinnovato, da lui iniziato sin dal lontano 1990. Filo conduttore unico e protagonisti principali della mostra sono i pianeti, le sfere celesti, 60 opere pittoriche che parlano di un viaggio pittorico-astronomico verso l'ignoto attraverso cui si ha la sensazione di passeggiare in un labirinto pieno di luci e di colori, in una città di un altro pianeta, quello del futuro. E' un modo di raccontare un viaggio verso l'immenso,, l'immaginario, è come rivivere una lunga notte buia dal cielo stellato e scoprirne il mistero e il volto dei pianeti.

Maestro di pittura, autodidatta astrattista informale, Tonino Mirandi proviene dalla nota Scuola Romana della corrente "pop-art" di Mario Schifano ma dal 1990 ha autonomamente iniziato un proprio discorso pittorico.

Pittore rivoluzionario, Mirandi ama definirsi "il pittore della verità", l'artista della pittura astronomica, dello spazio, dell'universo, del cielo.

La mostra "Un viaggio nell'Universo" verrà riproposta nel mese di agosto a Isola del Gran Sasso, in provincia di Teramo.

"Sono un tipo ribelle, rivoluzionario, controcorrente, sempre con la voglia di cambiare, ma sono soprattutto il pittore della verità, quello che in ogni opera racconta una storia, un cammino della vita…" Così si presenta Tonino Leandro Mirandi, il giovane artista nato in provincia di Teramo, ma da tempo residente a Colleverde di Guidonia, dalle cui opere, piene di colori, di vibrazioni e di affascinanti esplosioni, emerge lo stimolo quotidiano e autobiografico che si traduce in una dinamica altamente poetica.

Mirandi, perché "Un viaggio nell'Universo"?

"Perché "Un viaggio nell'Universo" rappresenta il racconto della mia partenza immaginaria, seguita dal piacere di tornare…"

Come ti appare l'Universo?

"Come una volta infinita, una grossissima cupola…"

Come ti è nata la passione per l'osservazione del cielo?

E' nata tanto tempo fa… Ero piccolo, piccolissimo e mi chiedevo cosa fossero tutti quei puntini luminosi nel buio del cielo notturno. Alcune notti vedevo le grandi stelle - Venere, Giove, Marte, Saturno - altre notti no. Mi accorgevo di vari cambiamenti, ma non capivo."

L'arte è stata quindi un mezzo per estrinsecare le tue emozioni?

"No, solo per dare un messaggio agli altri, a quelli che non sanno…, perché c'è poca informazione in questo campo…"

Cosa significa per te dipingere?

"Significa divulgare, creare, inventare. Per me dipingere è qualcosa di immediato. Mi piace modificare la pittura in ogni momento, con il rischio di perdere qualcosa, ma con la certezza che solo così rimarrà sempre viva. La mia pittura è come un'introduzione al movimento…"

Perché hai scelto di dedicarti alla pittura astratta?

"Perché a mio parere più l'arte si allontana dalle cose reali, più riesce a trasmettere emozioni particolari e sentimenti."

Ma allora lo faresti davvero questo viaggio nell'Universo?

"Certo! Guarda che sono già in viaggio!"

Quindi per te è un sogno…

"No! E' la verità… Però è impossibile…"

 

 

Dal Volune pubblicato nel 2004

"l' Universo non è immenso come credi: un Viaggio nell' Universo"

 

DALLA PASSIONE PER L'ASTRONOMIA ALL'ARTE

(una vita di studi, immagini, passioni, pensieri, sogni, musica a dipingere il cielo)

Conversazione tra Leandro Tonino Mirandi e Giuseppina Morgante

Il nostro incontro alla stazione… come al solito il treno in ritardo… Moltitudine che va e viene… L'ennesimo appuntamento che da anni si verifica tra noi due per curare degli scritti.

Mentre ero tra la folla, come al solito, il mio spirito “avventuriero” …un po' rilassato, in realtà con lo sguardo inesauribile alla ricerca del bello, svagato tra la gente… con modestia… un cenno.

E meno male che in questo mio perenne vagabondare "chasseur" e meno male che ci siamo visti!

Come già previsto ci siamo diretti nella mia residenza moderna ed ariosa alla periferia di Roma : Si tratta d'un ampio appartamento situato in una villa e distribuito su due livelli, anomalo, forse un po' ispirato ad un'ipotetica vita del futuro.

All'interno numerosi dipinti alle pareti danno l'impressione di percorrere un labirinto di colori, sembra di passeggiare in una base spaziale sulla quale mille richiami inducono a sostare per contemplare i vari punti dell'universo…

Salendo al piano superiore si può accedere al mio terrazzo preferito, attrezzato come una privata base astronomica, dove due ottimi telescopi sono puntati in modo da scorgere l'ampio alto cielo e gli orizzonti Sud-Est e Sud-Ovest.

Così lei attratta da questa mia "base" personale, viene assalita dalla tentazione di avvicinarvi per curiosare… Ma io, gelosamente ( portandola via dal terrazzo ), le faccio capire di non assecondare il suo desiderio, poi ricredendomi le mostro orgogliosamente i miei strumenti di studio e d'osservazione.

Nonostante il suo desiderio, le lascio intendere che ci vorrebbe troppa preparazione e tempo per una ricerca.

“Per me” le dissi “è solo tempo perso” .

Lei rimase così con le sue domande in sospeso ed un pò d'amarezza per la rinuncia...

Posso dire che la mia abitazione è ordinata, meticolosamente riassettata, quasi inusuale per un'artista e lo è anche lo studio-laboratorio per quanto zeppo di vari oggetti tra cui si notano: ritagli di giornali, fogli dipinti e barattoli di colori sugli scaffali, tubetti, cartoncini, stecche, pezzi di legno, insoliti arnesi da lavoro del tutto inventati da me, un mirabile quadro (“Il Sistema Solare: visione telescopica”) che fa da contrappunto ad un meraviglioso dipinto, su un armadio a muro (4,60 X 1,60) il quale sembra far rivivere su di un altro sistema solare ed anche quattro apparati per ascoltare la musica, come le spiego, servono ad alimentare la mia pittura; inoltre un computer “con vari accessori” , una macchina dattilo, cinque televisori, tre videoregistratore e un DVD; naturalmente i materiali sono disposti tra loro in modo funzionale intorno ad un fulcro dal quale ( spazio in cui io opero ) dominano direttamente la varia strumentazione.

Il dialogo continua su un divano ubicato al centro della stanza tra tutte queste cose che danno l'idea di essere nel punto più vissuto della casa.

Sono un tipo scarmigliato, con movimenti un po' a scatti, ora restìo e selvatico, ora disponibile e loquace, sempre pieno di forza e di voglia di vivere, il mio personaggio un po' difficile da definire per questi alterni passaggi da un accesso all'altro, ma sempre con una vena d'ironia, come dico spesso: “mai monotono…”.

E' in realtà più facile dialogare con me di quanto sembri: nonostante l'aria un po' introversa metto a proprio agio l'interlocutore, riuscendo a rendermi disponibile.

Cerco di ricordare i particolari è al momento stento a trovare gli appunti, ma in realtà è solo finzione, so molto bene cosa voglio dire.

Privilegio il rapporto diretto con le persone, tralasciando spesso le minuzie di chiusura, di dimenticanza proprie, più dovute, però, ad una finzione studiata, per una forma apparente.

Del resto la stessa immediatezza la rivelo nel dipingere!

Se si va ha rileggere i diversi commenti di alcuni critici sulla mia opera si ha conferma di tutto ciò:

- “Mirandi … semina colore nello spazio, nell'infinito e non torna mai indietro! “

- “E' un poeta del mondo che offre cultura vera”

- “L. T. Mirandi riesce a dare calore e vita all'infinito, sa prendere del “tutto” gli attimi più veri, sa scegliere fuori dal suo “Io” ogni visione dell'infinito che dà con filosofia ferma sulla tela le sensazioni più profonde. In ogni opera c'è studio e ricerca…”

( Augusto Giordano)

- “nel pieno della sua maturità umana ed espressiva, intende l'arte come unica attività capace di giustificare la propria esistenza nella creazione di immagini di bellezza e di armonia che, in virtù della propria pregnanza, si fanno portatrici di autentici valori estetici, sociali, ideologici e morali”

- “Le sue opere, tutte insieme, compongono la storia segreta di un uomo del nostro tempo, saldamente legata al passato ed integrata alla storia di ognuno di noi…”

- “Nelle sue opere cerca di indagare l'evoluzione del mondo cosmico per risalire alle sue origini dipingendo immagini che vivono nell'ovattato silenzio e nelle luci irreali di lontane Galassie.”

- “Le sue esplorazioni nello spazio, negli abissi e sulla terra sono rivoli e spruzzi magnetici che si coagulano in particolari architetture cromatiche con autonomi impulsi vitali capaci di svelare la sua vita alla ricerca di una luce in grado di rischiare le ombre e gli eniomi della verità che si cela, come nella serie di opere “Felona e Sorona”, l'una radiosa e serena – l'altra infelice ed ombrosa, in una dualità dilaniante senza possibilità di appagamento e soluzione.”

(Anna Iozzino)

- “Lo stile di Mirandi è realmente una danza; ma il vento che lo muove non è altro che ardore, cioè il desiderio di cogliere attraverso l'oro del tempo, il segreto dei millenni, inciso in una cellula: la vita! Ardore in chiave d'armonia, inesauribile e incentrato, più che sulle domande, sulle risposte…”

- “Tutto precipita nella corsa smisurata per la conquista del regno! Mirandi concretizza il desiderio del volo: egli ci invita ad escludere qualunque cosa che non miri alto per essere liberi.

Ecco la sua pittura è un canto di libertà:”

•  “Tutto è un rigoglio d'armonia: è come se avessimo dinanzi “i forzieri del regno” che attendono d'essere raggiunti ed usati…”

- “Maestro della tecnica mista e cantore dell'universo, Mirandi collega cieli ed acque in un abbraccio cromatico forse inimitabile.

La mappa del cielo e il cuore della terra esplodono al tocco delle sue dita che vogliono più che mai spiegare l'armonia attraverso l'amore; Rimasi incantata dinanzi alle sue opere e mi chiesi quale vento lo spingesse verso i traguardi futuri…”

(Maria Teresa Palitta)

G.M.: "Nella sua scorza nasconde gentilezza d'animo e grande curiosità.

Il suo schermirsi nasconde grandi poesie interiori.

Alla costruzione esteriore corrisponde una libertà interiore che si rifà alla via astronomica, al viaggio nell'infinito, all'unire la realtà della scienza e il mistero dell'universo all'ispirazione data da opere musicali quale “Felona e Sorona”.

Forse foreste e luoghi notturni pietrificati possono ricordare il Nicolini, il suo maestro, ma in lui prevalgono il roboare e il saettare con le tinte, le albe, i tramonti, le notti, i giorni, le aurore, le tempeste, le turbolenze, i venti che si contrappongono alla staticità.

Il colore solo a dare con gli smalti mille suggerimenti poetici dove prevalgono la vita, il divenire, la corsa verso l'infinito".

Come dice la Palitta: “Il suo è un volo per andare verso l'alto, la sua pittura è un canto di libertà…”

G.M.: "Comunque su ogni piccolo dettaglio astronomico Mirandi è sempre pronto a rispondere molto sicuro di se.

E' molto preparato! Da anni conosco questo strano personaggio e, da profana, posso dire che tra l'osservare la sua pittura astronomica, il dialogare con lui e il curare i suoi scritti ho scoperto tante cose straordinarie ed è un vero piacere sentirlo parlare della vita universale.

Credo che questo artista, nel suo piccolo, sul campo astronomico sia veramente documentato e può attraverso l'espressione artistica insegnare tante cose.

Una vita dedicata all'astronomia e all'arte astronomica!"

D – > Perché un viaggio nell'universo?

R – > “… Un viaggio nell'universo”: Parto, perché ho il piacere di tornare. Una partenza immaginaria, uno studio accurato… anche per poterlo raccontare.

D – > E nel senso artistico?

R – > …Un viaggio nell'universo è un itinerario artistico che dà origine alla mia avventura.

E' un mio sogno quello di passeggiare nello spazio tra i pianeti e tra le stelle e scoprirne il mistero.

Il mio è un viaggio artistico che “ porta lontano ” ad osservare l'affascinante volto dei pianeti e delle stelle e il loro dinamismo cosmico: l'origine, l'espansione, la luce, la vita, l'evoluzione, la collisione e la distruzione.

In questo “viaggio” ho voluto inserire anche quella che è la mia passione: La musica! … Cioè: Le opere pittoriche che simboleggiano la storia dedicata a due pianeti come “Felona e Sorona ”, una “suite” che parla di due ( figure ) principi umani contrapposti fra di loro – i pianeti del sogno e della s peranza – e fanno riferimento ai frammenti dell'opera rock del 1973 del più famoso gruppo storico italiano “LE ORME”.

D – > L'universo come ti appare?

R – > Come una volta infinita! Questo può essere il titolo di una mostra! E così, in poche frasi, si può forse descrivere una mia passione.

D – > Ma come ti è nata la passione per l'osservazione del cielo?

R – > Mi è nata tanto tempo fa! Vediamo se ricordo… Ero piccolo e mi domandavo cosa fossero tutti quei puntini luminosi nel buio del cielo notturno. Alcune grandi stelle (come Venere, Giove, Marte, Saturno …) alcune notti le vedevo, altre notti no. Mi accorgevo dei vari cambiamenti e …non capivo…

D – > Perché non l'hai coltivata iscrivendoti ad astronomia?

R – > Perché nella società non ho trovato spazio in quanto, crescendo, tra le tante vie ho dovuto prendere la più necessaria… ho poi in seguito anche capito che era una giusta via e mi sono detto: “non e mai troppo tardi”.

D – > Quindi l'arte ti serve per estrinsicare queste tue emozioni?

R – > No… veramente per dare un messaggio agli altri che non sanno… perché c'è poca informazione.

D – > Perché l'universo ti appare come una volta infinita?

R – > Perché più guardo il cielo più quei “famosi ” punti luce sono sempre più lontani.

D – > Qual' è la cosa che ti ha colpito di più da piccolo?

R – > Beh… [ ci riflette un attimo ] penso… si, è certo! Devo dire la verità! … una cosa mi è rimasta sempre impressa nella mente… Ero piccolo, avevo 6-7 anni… Era un giorno normale in cui non si faceva scuola ( perché? ), ero felice per questo. Si era fatto giorno, il sole era alto… Ecco, inaspettatamente, lentamente, tornò buio… eppure il cielo era sereno… era una nottata improvvisa, era un buio diverso dal solito… Scappai di corsa dentro casa chiamando: “mamma”. Lei mi chiamò a sé me e i miei fratelli. Io ero intimorito! Cosa era successo? Era l'eclissi totale di Sole del 15 febbraio 1961.

Alcuni minuti dopo, sempre lentamente, tornarono la luce, il giorno, il Sole…fu per me un mio lungo silenzio… purtroppo non ci capii un bel niente!

D – > Ma dove ti porterà la tua passione?

R – > Penso che la mia passione mi offre un posto in cielo! Possiamo dire questo!

La passione è universale va oltre… Questa verità di esistere mi porta alla ricerca e a raccontare questo universo “ vicino e lontano ”, è una capricciosa presunzione di andare oltre il rischio di essere sconfessato…

Certo, tra l'astronomia e la pittura può esserci un contrasto… vero… Per me la pittura deve essere una ricerca a rischio: ricerca innovativa e non ripetitiva.

…Cercare di capire ( fin da piccolissimo ) com'è fatto il mondo: fin da piccolo cercavo di fare delle prove... inventare qualcosa... mi applicavo sempre di nascosto per capire il perché facendo esperimenti pazzeschi.

D – > Come?

R – > Ognuno di noi ha un cervello predisposto per fare certe cose… bisogna cercare di avere la capacità di sfruttarlo e la disponibilità mentale a capire, a “ riuscire alle riuscite ”.

D – > Perché spesso dici che la tua pittura è una ricerca a rischio?

R – > Le mie opere esprimono un pensiero, un messaggio del mio proprio “Io”, un pensiero culturale, storico, creativo, istintivo… autonomo.

La mia pittura è “Voluta”, non accetta codici formali.

Ho sempre la curiosità di creare qualcosa di nuovo.

Le mie opere raccontano e devono raccontare la storia del pensiero: un discorso universale va oltre i confini universali!

La pittura da informazione, da “collegamento ”, fa illuminare i rapporti culturali! La pittura deve raccontare la storia del nostro tempo; l'immagine deve andare oltre i confini universali.

D – > Cosa significa per te dipingere?

R – > Per me significa: divulgare, creare, inventare… dipingere è immediato! Un'artista (come si dice): “ fa quel che di sé non sa!” L'artista è un poco fanciullino, è spontaneo, è libero, immediato, attivo, inventivo.

Ecco: libero! E' importante tutto ciò!

Vedi io sono un tipo che è sempre andato controcorrente, di carattere impulsivo, reattivo, vivo, sempre in movimento, sempre pieno di voglia di cambiare.

Non mi sento una persona monotona, ma un'artista di rinnovamento dalla pittura gestuale e istintiva.

La mia arte la sento ci credo!

D – > Come nasce un dipinto?

R – > Dietro a un dipinto non c'è solo il pitturare e basta, ma tanti mesi di studio, uno studiare e poi un ricominciare con discorso nuovo.

Questi spazi servono per lo studio, ma soprattutto per rinnovarsi e questo è importante nella pittura.

D – > Mi piacerebbe sapere tutta la tua storia… Come hai scoperto la pittura? Ti piaceva da piccolo disegnare? Dipingere ti è venuto per caso, è stata una strana coincidenza o esisteva una particolare attitudine?

R – > Fin da piccolo, quando frequentavo la scuola elementare o le scuole medie, mi è sempre piaciuto disegnare. Allora non conoscevo, non sapevo cosa significasse la pittura.

Ricordo che mi piaceva molto disegnare, anzi rubavo sempre ai miei compagni fogli bianchi, matita e gomma.

Disegnavo molto, cercavo la figura e la precisione… col passare del tempo ho capito che ero negato.

Ero un pessimo disegnatore! Tanta voglia, ma il disegno non era fatto per me! Posso dirlo! E in materie artistiche, a scuola, era già troppo se prendevo al massimo un quattro.

Bisogna ricordare che, alle scuole medie, il disegno era una materia tanto importante quanto l'applicazione tecnica, e anche qui andavo molto male.

Ricordo un professore in 2° media, un bravo professore, che pretendeva che si lavorasse meno col disegno e più con la pittura ad acquerello.

Per quanto continuassi a prendere quattro a me i miei disegni, le mie pitture ad acquerello, sembravano belli e interessanti, avevo migliorato moltissimo… ma vedendo i risultati i voti ci rimanevo molto male!

In 2° media, un giorno, dipinsi ad acquerello, senza disegnare: cappuccetto rosso, il lupo, la foresta e una casa . Era un impiastro, non un disegno; lo stavo per strappare, ma non feci in tempo a farne un altro e presentai proprio quell'impiastro per il voto di fine trimestre.

Giorni dopo, il professore riportò i disegni con i voti e, mentre lui ci chiamava in ordine alfabetico, io mi nascosi tra i banchi impaurito e vergognoso. Ecco improvvisamente, sento dire dall'insegnante:

[Mirandi! Bravo! Bravissimo! Vedete ( rivolto a tutti gli alunni )! Lui sì che ha fatto un capolavoro!]

Io pensavo che ere l'anticipo di una clamorosa sgridata. Ma il professore continuava: “ Prendete esempio… Bravo Mirandi! Gli ho dato un bel nove e mezzo!”

Ero incredulo…! Era la prima volta e l'unica in cui avevo preso un voto così alto, soprattutto in disegno.

Anni dopo, da privatista, mi sono iscritto ai due anni della scuola privata per geometri: come si sa un tipo di studio incentrato su tecnica e disegno… Per essere breve: Dopo aver speso soldi, nel mese di maggio, poche settimane prima degli esami integrativi, abbandonai tutto e sempre a causa del “disegno”: era proprio una materia che non faceva per me…

Passarono molti anni, però io avevo sempre sognato tante cose e in particolare di diventare un grande pittore noto tra i migliori, interessante e unico nel suo genere.

Sempre, ogni volta che vedevo pittori che dipingevano mi soffermavo a lungo ad ammirare e a studiare il loro modo di lavorare e a fare domande...

Nel 1987, con un mio amico (Giovanni), personaggio importante e amico anche di Nicolini, andai per la prima volta nello studio del grande artista Aldo Nicolini (però io non sapevo nemmeno che andavamo a trovare un artista…)

Nicolini, nel suo laboratorio di via Rattazzi, a Roma, stava dipingendo… Mi sono trovato improvvisamente di fronte ad un laboratorio di pittura! I colori particolari, la tecnica diversa, le enormi tele dipinte… era tutto diverso rispetto a quello che per anni avevo visto presso altri pittori.

Il suo modo di dipingere così spontaneo e immediato ( senza disegno preventivo ) mi ha molto colpito.

Mi sono trovato improvvisamente di fronte ad un mondo nuovo!

Ricordo che ci furono subito intesa, dialogo e un certo “feeling” tra di noi…Così ho avuto l'invito di andarlo a trovare di nuovo. Dialogando, gli confessai che avevo avuto sempre voglia di dipingere, però fino a quel momento avevo visto dipingere tutti nello stesso modo banale e monotono… non adatto alle mie fantasie… e ora avevo scoperto una “cosa” che mi avevo sbalordito…! Stavo sognando! E gli dissi di avere tanta voglia di possedere almeno una sua opera pittorica.

Così mi invitò a ripassare qualche giorno dopo.

Tornai nel suo studio, non tanto per prendere un dipinto, ma per gustare, per vedere le sue creazioni e il suo modo di lavorare!

Fin dal primo momento il mio pensiero era solo quello di assistere il Maestro per imparare e Aldo Nicolini, gentilissimo, una grande persona, fu, come già detto, subito pronto a condividere idee e ragionamenti… E così continuai, in seguito, con sempre maggior consapevolezza, a giorni alterni prima e poi quotidianamente a frequentare il suo studio anche perché il suo laboratorio era vicino al mio posto di lavoro ( la Biblioteca ).

Nel frattempo avevo avuto il dipinto promessomi, ma per me non era tanto quella la cosa più importante, lo era piuttosto l'andare nel suo studio ad ammiralo dipingere, a imparare su quella pittura che per me era la scoperta di un mondo veramente nuovo.

Oramai c'era molta amicizia e tanta fiducia: ora mi prestavo a dargli una mano facendogli delle commissioni, ora gli suggerivo dei titoli per le sue opere, altre volte le idee che scaturivano da delle mie ricerche gli tornavano utili.

Così ho conosciuto la bellissima “storia” artistica di Aldo Nicolini , la sua provenienza dalla scuola del grande Maestro Mario Schifano.

Per me era un piacere ascoltarlo! Durante questi dialoghi, ha scoperto la mia grande passione, le mie ricerche e i miei studi in campo astronomico e ha avuto da me la spinta e il suggerimento di creare alcuni dipinti su quel genere, ispirato appunto all'astronomia.

Così io, pur restando sempre fedele e onesto col Maestro Nicolini, in pieno spirito di collaborazione con lui, nel frequentare il suo laboratorio, posso dire di averlo spiato segretamente per imparare la sua tecnica… Così, per tre anni, in continuazione, ho frequentato il suo studio fino a quando Nicolini non è andato ad abitare a Tarano (RI).

Diciamo che quei tre anni sono stati significativi per me. Io nel suo studio non ho mai dipinto, quasi per timore che lui non volesse, però, verso la fine dell'anno 1990, ho cominciato a dipingere per conto mio seguendo le sue orme nella tecnica.

E' molto probabile che se lui avesse scoperto che io frequentavo il suo studio più per scoprire alcuni suoi segreti nel dipingere che per dare una collaborazione non mi avrebbe più accettato nel suo laboratorio...

Certo, come i grandi maestri, non intende vendere nulla della propria tecnica personalizzata, ma lancia un proprio messaggio culturale…

Infatti, solo molti anni dopo, in occasione di una visita (vado due o tre volte l'anno a trovarlo a Tarano). Ho detto a Nicolini che dipingevo!

Ho cominciato per capriccio! L'occasione in cui iniziai fu questa: chiesi al Maestro Nicolini di eseguirmi un dipinto su un armadio a muro con per tema “il sistema solare”, dietro mio suggerimento delle caratteristiche, dei colori e della diversità esistenti tra i pianeti. Lui però non mi accontentò come desideravo…, così decisi di comprarmi tutto l'occorrente e cominciai…

Mi sono scoperto… involontariamente…! Improvvisamente capii che avevo raggiunto il mio obbiettivo, ora la pittura era fatta per me…! Dopo sei mesi, a un primo concorso di pittura veramente valido vinsi il primo premio e così, nel primo anno, a quattro concorsi di buon livello, vinsi quattro premi, così continuai l'anno dopo... e pure in seguito.

Nella pittura, come nuovo artista, ci stavo veramente bene era per me una sorpresa, una scoperta… involontaria, …ma voluta, cercata, azzeccata, con un vero futuro.

Ecco, in pochi anni…, tante mostre importanti…, un successo cercato in cui ho sempre creduto, sicuro nelle mie idee, mentre ancora non erano in molti a crederci… e penso che sarà così anche in futuro!

Involontariamente ho vinto, con mio capriccio! Era una cosa in cui nessuno avrebbe mai creduto! Nemmeno io prima di iniziare…! Poi ho voluto, ho creduto, ho seguito e ottenuto. Ho rischiato cercando di personalizzare la pittura perseguendo una pittura senza regole, a rischio, ma è importante essere sé stessi.

Quindi si direbbe che dipingo solo quello che mi piace e che mi va… il mio è un modo di dipingere istintivo … uso in pittura una tecnica mista: olio, acrilico, smalto, colori sintetici ( gli stessi che usavano Nicolini, Schifano e i pittori della loro corrente ).

Tali colori sono pochissimi ad utilizzarli, per vari motivi, e, in particolare, questa è la tecnica usata e tuttora in uso presso tal genere di artisti che si rifanno ad Andy Warhol.

Se ci ripenso adesso mi rendo conto di una cosa: l'esempio di Nicolini è stato per me fondamentale, perché mi ha indicato delle possibilità… Io sono un continuatore della sua pittura più di quanto non sia, se vogliamo, legato a tutto il clima di quel gruppo...

Ho imparato una tecnica, questa sì: la tecnica della pittura veloce in presa diretta con le emozioni… Questa tecnica l'ho appresa grazie a Nicolini e a tutti gli altri… Ma il resto e mio.

D – > Ora che cominci ad essere un “personaggio”, insomma ad essere conosciuto, a diventare importante e, come sentivo dirti, qualcuno comincia a parlare male…, mentre prima ricevevi tanti complimenti… Cosa pensi degli amici?

R – > Amici? In questo lavoro non esistono. La verità è che quando si diventa “celebri” (e a me un po' di successo è arrivato, più di quanto sperassi) si cominciano a creare invidie anche negli amici più vicini che a poco a poco scompaiono. Arrivano così nuovi amici o presunti tali: sembra che ci si possa fidare e invece non è così! E la cosa peggiore che può capitare è essere traditi da qualcuno che si credeva veramente amico.

D – > Come reagisci a una critica?

R – > Sono un orgoglioso: Più mi criticano e più mi fa bene. Le critiche? Mi danno forza!

I complimenti? Mi indeboliscono…! …più si soffre più ci si carica…! …E' un vantaggio no! …Da energia!

D – > Nella tua professione… nella pittura… come ho sempre notato… visto, letto tanti articoli ( libri ) su di te… a volte in te non subentra una riflessione… un incertezza, un dubbio, una stanchezza, un pensiero che la qualità non ci sia? E vorresti abbandonare? Oppure vedi tanti artisti ricevere consensi, plausi, complimenti e premi mentre tu stai a guardare?

R – > …Se c'è talento verrà fuori, se hai talento prima o poi questo sarà riconosciuto… anche se c'è tanto da tirar fuori non ci si stanca quanto si fa una cosa che ti piace… Vedi quanti pittori ci sono…?! Bravi! Quadri belli…! Interessanti…! Oggi hanno tanta gloria…! Vincono…! Ma domani non se li ricorderanno, come Mirandi…!

D – > Si parla di crisi… Molti artisti si lamentano, abbandonano l'attività… Veramente una vera crisi c'è, a livello mondiale… E' vero che in momenti difficili l'arte è la prima ad essere colpita? Cosa ne pensi?

R – > Non è vero niente! …Quelli che si lamentano non sono veri artisti, non hanno capito nulla! Nell'arte è il pubblico a valutare liberamente.

Oggi la gente è sveglia, intelligente, sa capire, sa scegliere bene quello che vuole e un artista deve rinnovarsi, deve andare coi tempi, anticipare, capire il momento: questa e la cosa più importante!

Prima di tutto l'artista non deve ripetersi né copiare, ma inventare, essere originale.

La crisi non esiste! La crisi è solo tutta una questione “politica”… è tutto un gioco!

C'è solo una cosa: la gente deve essere stimolata dall'interesse e dalla novità.

Vedi! le mie mostre sono state sempre frequentate da un folto pubblico, soprattutto da giovani e da donne… Sono “loro”, i giovani e le donne, il vero futuro.

Il successo per noi artisti non dovrà mai essere oggi, ma domani! L'arte deve avere le sue fasi, i suoi passaggi, deve raccontare un'epoca, la storia del nostro tempo! Ai posteri valutare meriti e demeriti…

D – > Nella pittura cerchi sempre di distaccarti dagli altri…?

R – > E' nostro dovere modificare l'arte ( la pittura ) in ogni momento, magari si perderà qualcosa, ma perlomeno sarà sempre viva.

D – > Secondo te nella scelta tra il dipingere cose astratte e figurative, …perché cose astratte?

R – > …Più l'arte si allontana dalle cose reali più trasmette emozioni particolari…

D – > Osservando i tuoi quadri e riflettendo su ciò che vi si è visto, a volte, ci si potrebbe chiedere cosa vorresti veramente dire al di là del tuo discorso pittorico il quale può sembrare anche un po' complicato…

Si può avere un senso di confuso smarrimento… certe linee possono suggerire un'idea, ma forse vorrebbero intendere altro… E, sicuramente, a ben capire, la tua pittura andrebbe spiegata…

R – > La mia pittura non va spiegata… va solo capita!

D – > E' possibile per l'uomo cambiare abitudini…?

R – > Gli uomini non fanno la storia, la storia fa loro.

D – > Per te è facile giudicare…?

R – > Chi può dire che qualcuno di noi ha sbagliato? Tutto è naturale! Nessuno può sapere chi ha bisogno di aiuto, chi ha sbagliato.

Lasciamo tutto alla volontà, alla forza della natura!

Oggi giorno l'uomo sta distruggendo il mondo con la legge…invece bisogna lasciare tutto alla libertà, alla legge della natura.

D – > Che cos'è che non ti piace quando vai in giro, quando ti soffermi per la strada, in piazza, ai bar…?

R – > Le tante parole inutili, le chiacchiere oziose, le banalità dei luoghi comuni, cioè quel perdere tempo senza senso e convincersi di pensare tutti allo stesso modo, di volersi omologare ad ogni costo; l'eccitarsi insieme di pessimo gusto e la concordia "fisiologica ", non razionale, senza una minima ragione.

D – > E della vita quotidiana che ne pensi?

R – > La vita quotidiana ci allontana l'uno dall'altro. Regnano troppa ipocrisia, egoismo, indifferenza.

Invece l'arte pittorica ci unisce, ci fa riflettere, comunica, dà parola… un principio della parola.

D – > E come ti colleghi nella società?

R – > A me piacciono strade nuove…

Nella società se tenti una strada diversa sei circondato!

… Si dice sempre che non funziona… “producendola”!

D – > Sui titoli delle opere, come spesso si legge, sui quadri, parli sempre di vento! Questo argomento ha sempre una netta prevalenza! Come mai questo elemento e così dentro di te e ti è così caro?

R – > Vedi, come dicevo prima, io sono un tipo controcorrente, impulsivo e reattivo… e…!

Se la luce è vita, il vento… che cos'è il vento?

Forse la forza della vita, un fenomeno che spezza la monotonia…

D – > Ma come scorre la tua vita?

R – > Bene! Penso…

Sono un tipo normale, come tutti, come altra gente… E niente di nuovo… non c'è mai nulla di nuovo!

D – > Come definiresti il tuo carattere? O meglio, come ti vedi? Parlami di Leandro Tonino Mirandi con gli oggettivi che tu ti attribuisci.

R – > Non so definirmi… anzi la gente di me non ci capisce mai un bel niente… io mi conosco fin troppo… sono un tipo impulsivo, reattivo, esplosivo, attivo, pacato, moderato, riflessivo, energico, ventoso, arioso, scorbutico, materiale, antipatico, simpatico, dolce, amabile, odioso, equilibrato, innovativo, inventivo, creativo, pieno di forza, veloce, coraggioso, deciso, con momenti alti e bassi nell'umore… posso dire che sono molto fortunato!

D – > Tu… tu mi sembri un uomo buono…

R – > No, ti sbagli… io sono un uomo difficile, soprattutto una persona che non scende mai a dettagli…

D – > No, tu sei un uomo che ha sofferto… quindi conosci la vita.

Tu non farai mai del male … ci si può fidare di te! So che non farai mai del male a nessuno… Ti si può affidare tutto…!

Tanti sembrano buoni, poi sono cattivi…! Tu sembri cattivo, ma sei buono dentro, perché hai sofferto. Conosci la vita.

R – > Beh…! Può darsi che tu abbia ragione… eppure a volta vorrei essere un simbolo nello scorrere del tempo.

D – > …Anche il tuo sorriso dà un senso di affidabilità!

R – > Il mio è sempre un sorriso timido!

D – > …Cosa significa?

R – > Forzato…! …sembra sincero? …è un sorriso singolare… finto…, eppure mi ha dato tanta ma tanta fortuna e tante soddisfazioni!

D – > Allora sei un cattivo?

R – > No…! Sono solo un'artista ribelle!

D – > Piaci a te stesso?

R – > … Eh, si! Come no? Però quanto è difficile risponderti…! Ma la risposta è unica se si identificano i modi!

D – > Quali modi?

R – > Quelli quando mi ribello!

D – > In che senso?

R – > Non posso risponderti, sarebbe inutile… La mia ribellione va vissuta! E' difficile spiegarla…!

D – > Come?

R – > Ogni cosa va vissuta direttamente… chi l'ha vissuta ha capito e chi lo vivrà in futuro capirà benissimo.

Vi è sempre la vera giustificazione e ci sono tutte le ragioni… e si scoprirà che dentro ci sono molte qualità sconosciute…

D – > La libertà: l'uomo se l'è conquistata con il suo coraggio negli ultimi decenni! Soprattutto i rapporti sociali, le istituzioni, la politica, la giustizia, l'informazione sono cambiati… tutto sembra funzionare… Tutto ciò oggi giorno è merito del cambiamento, del sistema, delle parti sociali, del rinnovamento, della trasparenza, dell'informazione, dei uomini di Governo, del popolo…

Oggi non c'è più ( soprattutto ) la paura di parlare… c'è più dialogo…

R – > Ogni cosa va vissuta…

La vita non è un film e neppure un episodio… ( nell'esistenza ) la vita bisogna viverla, la vita è fatta di sacrifici… in ogni circostanza bisogna essere ad ogni costo presenti! La vita è fatta di esperienza , d'amore e di coraggio!

Tutto il resto è illusione!

Vedi il mondo non è come c'è lo raffigurano ( gli altri ): la televisione, i giornali, la gente…

Ogni cosa va vista con i propri occhi: solo allora sai la verità.

D – > Cambiamo argomento! Tu, che a quando ne so hai avuto tante donne, cosa ne pensi della bellezza muliebre?

R – > La bellezza è un valore positivo! La donna è un'opera d'arte.

D – > Insomma, l'amore e le donne?!

[Con un sorriso tra l'ironico e lo sfuggente mi arriva la risposta]

R - > Non mi sono mai sposato, non ho mai sentito questa necessità! L'amore non va a contratto. Se mi guardo indietro, sono contento di tutto ciò che ho vissuto, delle donne che ho amato, incontrato, di quelle quali ho condiviso anche solo momenti.

Per me è giusto cosi! Ho bisogno di autonomia, di una vita indipendente. Mi sta bene la filosofia del vivere appieno la giornata, il momento, ora accumulo ricordi che, uniti gli uni agli altri, sono una grande ricchezza. La bellezza di una donna? E' importante? Ma non è Kim Basiger a scatola chiusa! E' invece uno sguardo, un atteggiamento del corpo, un sorriso, un modo di parlare…

Nello sguardo di una donna che non avresti pensato di incontrare può esserci tutto, anche la Basinger intera: Donne e uomini? Si parte alla pari, poi, in certe occasioni, l'uno impara dall'altro.

Anch'io, tante volte, ho imparato dalle donne. Nel gioco della seduzione, è sempre lei a fare la prima mossa, lui deve solo stare molto attento a tutto ciò che accade.

D – > Passiamo alla musica! Che importanza ha per te e per la tua pittura?

R – > La musica dà vita… La musica unisce le persone… non divide.

La musica è importante. Si lanciano messaggi attraverso la musica.

Dipingo sempre con la musica, la musica alimenta la forza espressiva!

D – > …Perché “Felona e Sorona” nell'arte?

R – > …Una fusione tra la musica, poesia e astronomia nella pittura!

D – > Le Orme e “Felona e Soron a”: quanto hanno incisi sulla tua attività artistica?

R – > Molto! Anzi tantissimo! Le Orme , nel 1973, scrissero una “ Rock Opera ”: protagonisti due pianeti ( Felona e Sorona ): - Una tematica poetica sul profilo di due mondi che si assimilano… -

Quest'opera mi colpisce in fondo all'anima suggerendomi concetti di diversità e di mutazione, di principio e di fine della vita, a cui anche il nostro sistema solare è soggetto: Ciò mi ha stimolato a creare e ad alimentare la mia iniziativa artistica.

Penso che si possano paragonare Felona e Sorona al nostro sistema solare!

Il tema da me preferito è una “suite” che parla di due pianeti: I pianeti del sogno e della speranza.

E queste mie opere pittoriche fanno riferimento ai frammenti dell' opera rock.

Ancora oggi vado ad ammirare lo scenario dei concerti che questo gruppo storico talora tiene per trovare nuove suggestioni in quelle musiche valide per la mia ricerca artistica.

D – > Tu sai cosa accade nell'Universo?

R – > Vedi, per me è difficile raccontare il “mondo”, cioè… Io ho tutto qui dentro, nella mia testa, nella mia mente. Al posto del mio cervello c'è una telecamera che mi proietta tutto quello che so e penso e che accade di meraviglioso in tutto l'Universo! E' un sogno forse… Sono tornato con la mia mente, ora, sulla terra, qui di fronte a te, a guardarti dopo un lungo “viaggio nello spazio”.

Ora, però, per me è tutta una confusione… non riesco a raccontarti quello che so pur conoscendo tutto il grande meccanismo universale creato da un Essere Supremo.

D – > Con quale strumento ti piace osservare il cielo?

R – > Ti devo dire proprio la verità?! Veramente vorrei passeggiare nello spazio, camminare dentro di esso per vedere da vicino... La grande variante che esiste fra i nove pianeti è " la diversità".

D – > Com'è iniziato l'universo? Oggi c'è una grande ricerca scientifica sulla sua esistenza…

R – > Quello che possiamo dire della nascita e dell'esistenza dell'universo si basa su esperimenti fisico-scientifici e sullo studio della materia.

Molto c'è ancora da capire e non è facile dire come sia nato. Come è iniziato l'universo? E' una risposta impossibile… Forse non la troveremo mai…!

Il perché…? Tutto ciò per noi è mistero!

D – > Che cos'è per te la scienza…?

R – > Scienza = Studio . Uso della scienza = Utilizzare le grandi scoperte scientifiche con l'uomo .

Scienza significa studio su come è fatto il mondo.

E Giovanni Paolo II è un grande papa che ha riconciliato la scienza con la Fede nel rispetto dei ruoli.

La scienza è amore per il creato: “ Tutto ciò che è fatto per amore non può essere peccato ” (dice Giovanni Paolo II ).

Quando la scienza è usata per distruggere non è più scienza, ma un insulto alla scienza.

La tecnologia scientifica ha perso la fede, è andata oltre e ci ha portato soprattutto a distruggere.

D – > Che legami vedi tra religione, cultura e scienza?

R – > La scienza segue una sua logica, ha una sua teoria, ricerca, fa esperimenti, studia, dà delle risposte e arriva a soluzioni.

La religione sceglie la via di mezzo… si lega al mistero ( allarga le braccia ); L'Essere Supremo si pone al di sopra delle parti ( qualcuno ha dovuto creare l'origine dell'universo ).

La Religione è un'ideologia: la più grande di tutto l'essere umano.

Religione e Scienza insieme hanno dato la grande cultura umana.

D – > Ti piacerebbe essere immortale?

R – > Sì…, per poi vedere quello che succederà in futuro!

D – > Nonostante i segni del tempo, lo scorrere del tempo?

R – > Si, spesso siamo tutti soli… come… i pianeti in cielo: anche loro hanno una loro forza nel loro potere, telecomandati dalle regole della forza nel loro potere, telecomandati dalle regole della forza del loro destino…

D – > Secondo te perché su molte zone del nostro pianeta succedono tanti disastri ecologici? Mi spiego: tante piogge torrenziali, allagamenti, disastri del territorio? Non ti sembrano troppo frequenti?

R – > Noi uomini dovremmo riflettere sulla sempre maggiore frequenza di accadimenti che devastano il territorio: i disastri causati dal motore meteorologico sono semplicemente il riequilibrio o la vendetta della natura all'aggressione dell'uomo ( dovuta ai tagli delle foreste, alla cementificazione diffusa del territorio e così via ).

Prima l'acqua veniva in gran parte assorbita dalle piante, ma oggi non è così… Il Sole è quello che dà vita e caratteristiche al pianeta… La meteorologia è certo un fenomeno irregolare… a causa del Sole: …possono esserci “ irregolarmente”, in alcune zone del pianeta, scariche di tante piogge torrenziali… L'uomo evolve, ma distrugge a sua volta…

D – > Cosa si sa dell'origine dell'universo?

R – > E' difficile dirlo… il “Big – Bang” …? Ci sono i tempi in gioco… bisogna capirli…

In realtà l'universo non ha un “centro”… Ogni galassia ha un centro. Le galassie sono tanti miliardi infiniti…

D – > Ma secondo te la scienza non sta camminando troppo?

R – > Direi di sì! La scienza negli ultimi anni ha effettivamente “camminato” troppo… gli studi e le immagini dell'universo inviateci dalle sonde spaziali ( sonde che si lanciano nello spazio con telescopi computerizzati ), le nuove scoperte sono credibili?

Forse sì! Anzi, è tutto vero! Tutte queste cose le sentiamo come superiori a noi, ci lasciano stupefatti e increduli… ma a quanti di noi quelle cose si rendono credibili se quelle immagini ottenute al “computer” le sentiamo superiori a noi, anche nell'immaginazione!?

D – > …Non ti sembra di essere un po'… presuntuoso?

R – > … Mi piace veramente questa domanda… ci voleva proprio… al momento giusto! Comunque, hai veramente ragione… so benissimo che posso dare questa impressione! A volte mi chiedo perché la gente fa delle domande per sapere…? Chiunque dopo aver dato la risposta può apparire presuntuoso!

Se non dare una risposta significa ignorare, spiegare può significare essere presuntuosi! Sul mio campo continuo a dare spiegazioni, ma non mi importa di quello che pensano! Posso anche sembrare presuntuoso… ma sono sicuro di non sbagliarmi mai di quello che faccio e di quel poco che dico… e lo sai il perché!? Senza meno dico quello che si può riuscire a dire secondo le circostanze…,

Ma quello che dico è sempre la verità…! E con la verità si può sempre apparire presuntuosi ad altri! …Ma si è sicuri di non sbagliare mai! …E c'è un vantaggio! …Ricordare sempre quello che si è detto!

D – > … Si parla spesso dei Marziani! …E più di tutto degli Ufo! …Questi dischi volanti sono stati avvistati più volte… cosa ne pensi?

R – > Dei Marziani? …sono tutte balle! …ma c'è molto di più… E' così ridicolo che oggi giorno si parli ancora dei Marziani… …che vengono a farci spesso visita e che siano delle “spie” !

E' solo perdere tempo e illudere la gente! E' portare tutti a credere… senza sapere… e mentre sappiamo che Marte è solo un pianeta roccioso, deserto, abbandonato, con momenti di tranquillità e momenti in cui i venti e tempeste di sabbia lo avvolgono e dominano.

Il pianeta rosso ( così denominato ) offre alla nostra visione la misteriosità e il favoloso colore rosso-arancio della sua atmosfera e della sua superficie tozza e abbandonata.

Sappiamo la sua reale condizione, la sua lontananza del Sole, la sua grandezza (metà della Terra), …ma è impossibile che possa esserci la vita: né oggi e nemmeno in un prossimo futuro.

Sicuramente prima che sul nostro pianeta su Marte c'è stata vita.

Da molti anni il pianeta rosso è in fase di raffreddamento e la sua trasformazione ha portato alla scomparsa della vita. In seguito la vita si è trasferita sulla Terra.

All'epoca della vita su Marte, il nostro pianeta era invaso e avvolto dal Sole, poi la nostra stella ha diminuito la densità del suo calore e la Terra ha avuto la sua trasformazione: gli enormi giganteschi vulcani eruttivi si sono ritirati dalla superficie… e gradualmente si è passati allo stato d'equilibrio: cosa che oggi si sta verificando sul pianeta Venere…, mentre il nostro pianeta Terra andrà a fare compagnia al suo gemello: il pianeta Marte.

Marte, lentamente ha perso la vita e la Terra, lentamente, l'ha acquistata… Così la superficie di Marte è diventata come un deserto e la Terra oggi possiede l'equilibrio della vita.

E' possibile che con lo scorrere del tempo il Sole diminuisca il suo effetto e così anche il pianeta Terra possa perdere questo equilibrio e fare la stessa fine di Marte… e che tale tipo di vita si trasferisca sul pianeta Venere... oggi e in fase di processo... simile all'era primordiale della Terra...

D – > Qual è il pianeta più affascinante?

R – > …Adesso…! …è come mettersi di fronte a dieci belle donne! L'imbarazzo è nella scelta!

Infine…: l'una vale l'altra! …la prevalenza? Sono i modi, lo sguardo, la dolcezza e così via, ma soprattutto la curiosità… la curiosità è solo una: è quella di scoprire la misteriosità… Ecco, in questo caso si parla di pianeti. Un pianeta non è una donna.

Ma in questo caso… c'è un vantaggio: è quello della passione!

Come nel caso del trovarsi di fronte alle dieci belle donne, anche in questo caso… ecco: un pianeta è più bello e più interessante dell'altro… La loro diversità porta a soffermarsi su tutti… ognuno di loro possiede un mistero…

Nettuno : è il pianeta chi mi piace di più! I suoi colori, la sua misteriosità, le sue condizioni di “vita” …, la “complessità” della sua “luna” (Tritone).

Amo Venere : per la sua brillantezza nel cielo del mattino e della sera: fa sognare per la sua storia attuale: per le ultime notizie inviateci dalla sonda spaziale Magellano!

Giove , Saturno e Urano : gassosi, violenti, giganti, quasi simili tra loro, freddi e lontani, misteriosi… i loro famosi anelli (che possiedono come Nettuno)… La loro storia non finisce mai di stupire.

Così come la grandezza e la particolare diversità delle tantissime “lune” che posseggono: Io, Europa, Ganimede, Callisto (G), Titano (S), Miranda (U)…

Marte : il pianeta di tanti misteri.

Mercurio : l'infuocato più vicino al Sole.

E Plutone : il più lontano ed il più piccolo.

Infine Vulcano e il pianeta X ( il decimo ) : entrambi presunti, l'uno prossimo al Sole l'altro alla ricerca dell'esistenza (il più lontano).

Essi rimangono come l'incognita: solo il dubbio, solo il dubbio…!

D – > Siamo tutti avvolti, attorno, come spesso si sente dire, dallo spazio infinito.

In questo universo, siamo così distanti l'uno dall'altro… Mettersi in un punto dello spazio e guardarsi intorno, è come vedere lontano granellini di sabbia luminosi… Così subito ci viene in mente di essere isolati… dispersi nell'immensità, nell'infinito… a te non fa paura?

R – > Ci rifletto a lungo… anzi queste sono domande e una risposta che mi sono fatto da me medesimo!

Questa domanda me la pongo tutti i giorni ininterrottamente, con lo scorrere del tempo… e ho sempre una risposta… tutti i giorni… La bellezza è grande! Fa grande la curiosità dell'essere umano!

Trascorrere il tempo, giorno dopo giorno con interesse ed impegno per scoprire… e senza mai arrivare… in poche parole: una ricerca senza fine come lo è l'universo infinito… ecco, la bellezza della continuità, della forza della vita.

Anche lo spazio ha una sua politica, una sua religione, una sua forza, una sua debolezza...

Anche le forze hanno un loro regno: l'invidia è del più debole (il piccolo), mentre il più grande non capisce la sofferenza (domina).

D – > A giorni sarà il 10 agosto e si ripeterà un grande evento: L'arrivo dallo spazio sul nostro pianeta delle stelle cadenti (la notte di San Lorenzo).

Una notizia, un evento di cui ogni anno si torna a parlare, ovunque, tra la gente, in televisione, sui giornali… La Tv eccede ad informare la gente, quasi la mette in apprensione… E' importante osservare l'avvenimento? Tutti ne parlano. Tu ti stai preparando? Cosa ne pensi?

R – > Io cosa ne penso…? Mi viene da ridere… ogni anno, quando sento dire in Tv certe cose… e la gente… tutta la gente così numerosa… per il 10 agosto! Tante chiacchiere! La curiosità, la grande attesa, la soddisfazione…! Mentre il giorno dopo sono tutti delusi tante sono le dicerie contraddittorie per sapere di più…! Come mai la mancata discesa delle meteoriti? Tante cose “assurde”…! Ora mi vien da ridere…!

Ogni anno sento queste informazioni alla Tv e tanto entusiasmo della gente nel sentire la notizia: “fra poche ore ci sarà l'evento della discesa delle stelle cadenti…”.

Per me è ridicolo… Ogni anno mi domando il perché! Perché prendere in giro tanta gente? Anche se è un periodo favorevole alla caduta delle meteoriti per la posizione favorevole della Terra, ci sono tanti altri periodi dell'anno famosi per la frequenza della caduta delle “stelle”.

Il 10 agosto: questa è una ricorrenza, anzi quella famosa storica caduta di stelle cadenti, di una notte di molti anni fa. Non è detto che si possa ripetere…

Un mio consiglio! Se si ha del tempo per togliersi una piccola curiosità, a mio modo di dire, ogni sera, ogni notte, con la fortuna dalla propria parte, si può osservare la famosa caduta di " stelle cadenti".

Questo in una qualsiasi notte… può sempre accadere… basta aspettare…

Dallo spazio, dalle costellazioni, gruppi di stelle espandono più o meno i loro frammenti con una certa intensità e, siccome lo spazio è troppo vasto, tante cose rimangono vaganti e lontane tra loro… e, se una coincidenza può capitare, il periodo favorevole è quando il nostro pianeta è in posizione “giusta” per la nostra ottica…: nel cielo, a contatto con l'atmosfera, questi frammenti diventano luminescenti tracciando delle strisce luminose nella notte lontano da noi.

E' ovvio che di giorno non si vedono!

D – > Allora la tua attesa… Come sarà?

R – > … Ancora col 10 agosto…? La notte di San Lorenzo!? Sono indifferente… una notte come tante altre…

D – > Qual è la trasmissione in Tv che più di tutto non riesci a fare a meno di vedere?

R – > “Mattina in famiglia”!! …cioè tutte quelle trasmissioni che danno spazio al prof. Antonio Zichichi dove interviene sull'argomento del campo scientifico ( l'astronomia ). Zichichi è veramente Grande!

D – > Quali sono i grandi scienziati che più ti hanno colpito?

R – > Galileo, Newton e Heinsten che sono la dimostrazione di come nella scienza da una osservazione casuale si possa arrivare ad una grande scoperta!

D – > …Hai fatto tante mostre… sono molte visitate… Tanti conoscono la tua arte… fra tanti pareri positivi ci saranno anche quelli negativi…? Poi nel tuo campo capitano a volte contestazioni eccessive… avranno delle giuste ragioni…? La tua pittura così innovativa controcorrente… Ti crea difficoltà?

R – > Quelli che giudicano non fanno…

D – > …Forse non ho afferrato la tua risposta, cosa vorresti dire?

R – > … La gente comune non farà mai nulla perché fanno come tutti… rimangono solo umili…a “cantar” il giorno!

D – > Siamo alla conclusione dell'intervista! Non hai parlato della tua infanzia a Trignano !?

R – > Vedi, l'oggi di questo incontro nel mio Studio-Laboratorio è così bello come lo è in Italia la vita da tanti anni! Il mio ricordo va anche all'epoca in cui sono nato ed ero piccolo, al mio paese: Trignano.

Ecco! Quegli anni a Trignano ! E' stata un infanzia sudata! Erano gli anni '50 – '60; ricordo l'originalità e la tradizionalità della vita di allora in Italia e nel mondo, non dimentichiamo le molte difficoltà e povertà!

Allora il mondo era uscito da pochi anni dalla guerra mondiale...

D – > E' tanti anni che vivi a Roma, cosa ne pensi della Capitale?

R – > Roma…! Roma…! Roma: “Capitale” di tutto… e di niente!

D – > Ma allora tu lo faresti veramente questo viaggio nell'universo?

R – > Certo! Guarda che sono già in viaggio!

D – > Allora per te è un sogno?

R – > No! È solo la verità, però è impossibile!

 

Testo, domande e risposte scritte da

Leandro Tonino Mirandi

curati poi con la collaborazione di

Giuseppina Morgante

 

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