LE ORME

 

Le Orme / FELONA e SORONA                         Le Orme / IL FIUME

Dipinti 1                                                                             Dipinti 1

Dipinti 2                                                                             Dipinti 2

In Concerto                                                                        Dipinti 3

     Manifestazioni                                                                     In Concerto

              * * *                                                                               Manifestazioni

Orme, luci e ombre

 

    Concerti Spettacolo

 

 


 

 

Le Orme / ELEMENTI: Vento / Terra / Pioggia / Fuoco

 

Dipinti 1                                      In concerto

     Dipinti 2                                      Manifestazioni

            Dipinti 3                                      Varie: i tre periodi

 

Frammenti

 

 

 

un "collage artistico" delle varie copertine de Le Orme di Gino 2010 / Roma

 

FLa Famiglia dei Fan de le orme

Tutti amici....

parte della "famiglia" dei fan de le Orme / 2013

mirandi il 3° in alto da destra prima fila / un regalo di Luigi Terlizzi / Roma

 

 


 

N.B.

Si chiude il mio ciclo pittorico della Trilogia "Felona e Sorona" / "Il fiume" ("Mirandi sulle Orme del fiume Mavone", "Lungo il fiume") / Elementi ("Vento Terra Pioggia Fuoco") che si é maturato e sviluppato in una serie di Mostre (ben 29 esposizioni che hanno portato migliaia e migliaia di visitatori)  ispirati alle Opere musicali de "Le Orme", e cioé le tre "Suite": "Felona e Sorona" (1973), "Il Fiume" (1995), Elementi (2001) ...il ciclo delle mostre finisce qui....!

 


 

Sito internet del Gruppo Storico "LE ORME"

www.leorme.alma.it (vecchio indirizzo)

www.leorme.org (vecchio indirizzo)

www.le-orme.com (vecchio indirizzo)

 

www.leorme-officialfanclub.com

 

* www.aldotagliapietra.it

* www.tonypagliuca.com

* www.tonypagliuca.eu

* www.tolomarton.com

 


 

L E O R M E

 

Miki Dei Rossi (Batteria, Percussioni, Tubolari e Campane) leader fondatore

Michele Bon (Organo Hammond C3, Piano, Sinth, Tastiere) punto fermo (dal 1992)

Fabio Trentin (Basso, Basso pedals, Chitarre acustiche, Dulcimer, Sitar elettrico) dal 2010 con Le Orme ha collaborato alla realizzazione del CD "La via della Seta"

William Dotto (Chitarra elettrica) leader fondatore

 

 


 

Tony Pagliuca (Tastiere, Hammond, Organo, Moog, Mini Moog, Poly Moog, Piano elettronico, Celeste, Spinetta, Generatore e Sintetizzatore) leader fondatore (ex Orme dal 1992)

 

Aldo Tagliapietra (Voce, Basso, Chitarre e Piano-Fender, Mellotron) leader fondatore (ex Orme dal 2009)

 


 

Tolo Marton (Chitarra elettrica) 1975 solo per la registrazione in America dell'Album "Smogmagica"

Germano Serafin (Chitarre, Armonica e Violino) dal 1976 (purtroppo nel 1992 per una grave malattia ci ha lasciato), il bravo Germano con Le Orme aveva realizzato il singolo "Canzone d'amore" poi quattro Album famosi: "Verità Nascoste", "Storia o Leggenda", "Florian" e "Piccola Rapsodia dell'Ape"

Tony Pagliuca (Tastiere, Hammond, Organo, Moog, Piano elettronico, Generatore e Sintetizzatore) nel 1992 ha preferito lasciare le Orme, per continuare come Solista e Compositore, pubblicando un LP e dei vari CD

Francesco Sartori (Pianista e Voce) dal 1986 al 1997 non solo punto fermo delle centinaia e centinaie di concerti estivi e invernali e "turnèe" all'estero, con Le Orme ha realizzato il CD "Il Fiume"

Michele Bon (Tastiere e Voce) dal 1992 punto fermo di tutti i concerti, "turnèe" estivi e invernali sia in Italia che all'estero, con Le Orme ha realizzato i CD "Il Fiume"; "Elementi" e "L'Infinito"...

Andrea Bassato (Pianista e Violino) dal 1998 al 2007 punto fermo di tutti i concerti, "turnèe" estivi e invernali sia in Italia che all'estero, con Le Orme ha realizzato il CD "Elementi" e "L'Infinito"...

Aldo Tagliapietra (Voce, Basso, Chitarre e Piano-Fender, Mellotron) nel 2009 ha preferito lasciare le Orme, per continuare come Solista e Compositore, pubblicando un LP, un volume e dei vari CD

Federico Gava (Piano, Sinth e Tastiere) dal 2010 con Le Orme ha collaborato alla realizzazione del CD "La via della Seta" nel 2011 ha preferito lasciare le Orme;

Jimmy Spitaleri (Voce) dal 2010 con Le Orme ha collaborato alla realizzazione del CD "La via della Seta" nel 2012 ha preferito lasciare le Orme;

William Dotto (Chitarra elettrica) dal 2010 con Le Orme ha collaborato alla realizzazione del CD "La via della Seta" nel 2012 ha preferito lasciare le Orme, con un ritorno nel 2014;

 

 


 

 

Le Orme e i Genesis /  Londra 1973

le ORME

Tony Pagliuca, Aldo Tagliapietra e Miki Dei Rossi

i GENESIS

Tony Banks, Steve Hackett, Peter Gabriel, Phil Collins e Michael Rutherford

 

Le Orme in concerto

16/17 gennaio 1974 (4 spettacoli) al "Teatro Brancaccio" - Roma

 

Le Orme in concerto 1974

 

Le Orme in concerto 1974

 

Aldo Tagliapietra - Tolo Marton - Miky Dei Rossi - Tony Pagliuca

Le Orme / Venezia 1975

 

Germano Serafin - Miky Dei Rossi - Aldo Tagliapietra - Tony Pagliuca

Le Orme / in concerto 1976

 

Germano Serafin - Miky Dei Rossi - Aldo Tagliapietra - Tony Pagliuca

Le Orme / Venezia 1977

 

Aldo Tagliapietra - Miky Dei Rossi - Tony Pagliuca - Germano Serafin

Le Orme / Venezia 1978

 

Le Orme in concerto 1979

Tony Pagliuca - Miky Dei Rossi - Aldo Tagliapietra - Germano Serafin

 

Le Orme

Tony Pagliuca - Miky Dei Rossi - Aldo Tagliapietra - Germano Serafin

con

Riccardo Muti

 

Le Orme in concerto 1986

 

Aldo Tagliapietra - Miky Dei Rossi - Francesco Sartori - Michele Bon

Le Orme anni '90

 

Le Orme

Miki Dei Rossi - Aldo Tagliapietra - Francesco Sartori - Michele Bon - Los Angeles 1997

 

Aldo Tagliapietra - Miky Dei Rossi - Michele Bon - Andrea Bassato

Le Orme 2000

 

Un dipinto di Mirandi dedicato alle Orme

"Le Orme: anni '70"

Tecn. mista - Costiera - 100x70 - 1993

 

Le Orme in concerto nel Tour americano 2001

 


 

quarantennale

2006

le Orme

 

Manifesto de "Le Orme in concerto" nel Tour dei 40 anni / 1966 - 2006

 

Concerto delle Orme (40 anni di Storia) migliaia e migliaia di ammiratori

Benevento 16/07/2006

 

Le Orme in concerto nel Tour dei 40 anni (Aldo Tagliapietra e Miki Dei Rossi)

a fine concerto salutano le migliaia di persone presenti / Benevento 16/07/2006

 

Le Orme in Concerto

alla "Stazione Birra" / Roma 12/10/2006

 

Un Grande Concerto...acclamati, a fine concerto Le Orme saluta le migliaia di fans presenti

alla "Stazione Birra" / Roma 12/10/2006

 


 

Con un ritorno alla formazione "triangolare"

le Orme

2008

 

Le Orme in Concerto

alla "Stazione Birra" / Roma 29 /02 /2008

 

Le Orme in Concerto

al "Teatro Nuovo" (comunale) 14 /03 /2008 / L'Aquila

 

Le Orme in Concerto

al "Teatro Nuovo" (comunale) 14 /03 /2008 / L'Aquila

 

Le Orme in Concerto

al "Teatro Nuovo" (comunale) 14 /03 /2008 / L'Aquila

 


 

Le Orme 2008

il ritorno di

Tolo Marton

 

Le Orme e Tolo Marton in Concerto

al "Prog Fest " Circolo Club "Il Giardino" 07/06/2008 Teatro di Lugagnano / Verona

 

Le Orme con Tolo Marton in Concerto

al "Prog Fest " Circolo Club "Il Giardino" 07/06/2008 Teatro di Lugagnano / Verona

 

 


 

 

Miky Dei Rossi leader delle Orme

Le Orme / nuova versione 2010

 

Le Orme in Concerto / nuova versione 2010

 

Le Orme in Concerto / Cross Roads 21 maggio 2010 / Roma

 

Le Orme in Concerto / Cross Roads 21 maggio 2010 / Roma

 

Miki Dei Rossi e Mirandi Tonino Leandro

Le Orme in Concerto / Cross Roads 21 maggio 2010 / Roma

 

 


 

 

Le Orme 2011

 

Conferenza stampa e concerto a Roma per l'uscita del nuovo CD

 

"La Via della Seta"

 

Conferenza Stampa

Miki Dei Rossi / Dino Gasperini Ass. Cultura Comune di Roma / Guido Bellachioma / Jimmy Spitaleri

al "Hard Rock Cafè" / via Veneto 62 / 21 marzo 2011 Roma

 

Conferenza Stampa

Miki Dei Rossi / Dino Gasperini Ass. Cultura Comune di Roma / Guido Bellachioma / Jimmy Spitaleri

al "Hard Rock Cafè" / via Veneto 62 / 21 marzo 2011 Roma

 

Conferenza Stampa

Miki Dei Rossi / Dino Gasperini (Ass. Cultura Comune di Roma / Guido Bellachioma / Jimmy Spitaleri

al "Hard Rock Cafè" / via Veneto 62 / 21 marzo 2011 Roma

 

Conferenza Stampa

Miki Dei Rossi e Jimmy Spitaleri

al "Hard Rock Cafè" / via Veneto 62 / 21 marzo 2011 Roma

 

Conferenza Stampa

Miki Dei Rossi e Jimmy Spitaleri

al "Hard Rock Cafè" / via Veneto 62 / 21 marzo 2011 Roma

 

Conferenza Stampa

Jimmy Spitaleri con Giulia Costantini ( radio "Manà Manà")

al "Hard Rock Cafè" / via Veneto 62 / 21 marzo 2011 Roma

 

Leandro Tonino Mirandi con Marco Fedele, Gino Terlizzi e Daniele Pieri

mentre ammirano il nuovo CD de Le Orme

al "Hard Rock Cafè" / via Veneto 62 / 21 marzo 2011 Roma

 

Foto di Gruppo

Jimmy Spitaleri / Leandro Tonino Mirandi / Marco Fedele / Gino Terlizzi / Daniele Pieri / Luca Russomanno

al "Hard Rock Cafè" / via Veneto 62 / 21 marzo 2011 Roma

 

Leandro Tonino Mirandi con Miki Dei Rossi (leader de le Orme)

al "Hard Rock Cafè" / via Veneto 62 / 21 marzo 2011 Roma

 

nella Conferenza Stampa

leandro tonino mirandi

al "Hard Rock Cafè" / via Veneto 62 / 21 marzo 2011 Roma

 

Concerto della presentazione del nuovo CD de Le Orme

"La via della Seta"

"Casa del Jazz" / viale Ardeatina 55 / 22 e 23 marzo 2011 Roma

 

Concerto della presentazione del nuovo CD de Le Orme

"La via della Seta"

"Casa del Jazz" / viale Ardeatina 55 / 22 e 23 marzo 2011 Roma

 

Miki Dei Rossi / Michele Bon / Jimmy Spitaleri / Fabio Trentin / William Dotto / Federico Gava

Concerto della presentazione del nuovo CD de Le Orme

"La via della Seta"

"Casa del Jazz" / viale Ardeatina 55 / 22 e 23 marzo 2011 Roma

 

Leandro Tonino Mirandi con Erica Tarascio (Catania)

Durante il Concerto della presentazione del nuovo CD de Le Orme

"La via della Seta"

"Casa del Jazz" / viale Ardeatina 55 / 22 e 23 marzo 2011 Roma

 

Il nuovo CD con gli autografi di tutti i vari componenti del Gruppo le Orme

acquistato da Leandro Tonino Mirandi

"La via della Seta"

durante il concerto alla "Casa del Jazz" / viale Ardeatina 55 / 22 e 23 marzo 2011 Roma

 

 

 


 

 

 

Verona 25 e 26 maggio 2006

 

Aldo Tagliapietra da solista "Il Viaggio" in Concerto 26/05/2006 Verona

 

Tony Pagliuca e Tolo Marton durante le prove 25/05/2006 Verona

 

Aldo Tagliapietra in Concerto / Stazione Birra / 30 aprile 2010 / Roma

 

Cinzia Canzian in Concerto / Ospite al concerto di Aldo Tagliapietra / Stazione Birra / 30 aprile 2010 / Roma

 

 


 

 

Aldo Tagliapietra / Tony Pagliuca / Tolo Marton

in concerto / i tre musicisti assieme ad alcuni "amici" fan

al Teatro Tenda Strisce / nel 40 ntennale della Musica Rock Progressive / 5 novembre 2010

Roma

 

Aldo Tagliapietra / Tony Pagliuca / Tolo Marton

in concerto

al Teatro Tenda Strisce / nel 40 ntennale della Musica Rock Progressive / 5 novembre 2010

Roma

 

Aldo Tagliapietra / Tony Pagliuca / Tolo Marton

in concerto

al Teatro Tenda Strisce / nel 40 ntennale della Musica Rock Progressive / 5 novembre 2010

Roma

 

Aldo Tagliapietra / Tony Pagliuca / Tolo Marton

in concerto

al Teatro Tenda Strisce / nel 40 ntennale della Musica Rock Progressive / 5 novembre 2010

Roma

 

Aldo Tagliapietra / Tony Pagliuca / Tolo Marton

in concerto

al Teatro Tenda Strisce / nel 40 ntennale della Musica Rock Progressive / 5 novembre 2010

Roma

 

Aldo Tagliapietra / Tony Pagliuca / Tolo Marton

in concerto

al Teatro Tenda Strisce / nel 40 ntennale della Musica Rock Progressive / 5 novembre 2010

Roma

 

Aldo Tagliapietra / Tony Pagliuca

a fine concerto

al Teatro Tenda Strisce / nel 40 ntennale della Musica Rock Progressive / 5 novembre 2010

Roma

 

Aldo Tagliapietra / Tony Pagliuca / Tolo Marton

a fine concerto concerto per i saluti ai 40 mila spettatori

al Teatro Tenda Strisce / nel 40 ntennale della Musica Rock Progressive / 5 novembre 2010

Roma

 

Aldo Tagliapietra / Tony Pagliuca / Tolo Marton

assieme ad alcuni "amici" fan in un ristorante dopo il concerto

al Teatro Tenda Strisce / nel 40 ntennale della Musica Rock Progressive / 5 novembre 2010

Roma

 

Foto di gruppo composizione di Gino con

Aldo Tagliapietra / Tony Pagliuca / Tolo Marton

assieme ad alcuni "amici" presenti ed assenti "fan" in un ristorante dopo il concerto

al Teatro Tenda Strisce / nel 40 ntennale della Musica Rock Progressive / 5 novembre 2010

Roma

 

 


 

 

pubblicazione 2007

di

Oronzo Balzano

 

Copertina del libro di 130 pagine

 

 

pubblicazione 2011

di

Oronzo Balzano

 

Copertina del libro di 130 pagine

"il Pianeta del Sogno " di leandro tonino mirandi

(Bastogi Editore)

 

Uscirà il 18 aprile il volume che apre la collana “musicae”, diretta da Oronzo Balzano, già autore di altre pubblicazioni e di numerosi articoli sulla musica anni '70. Il primogenito di “musicae” è un libro che, insolitamente, analizza e svela i retroscena del periodo beat di uno dei più grandi gruppi prog italiani: Le Orme. Infatti l'autore ha voluto, dopo aver scritto il primo ed unico libro su “Le Orme”, edito da Bastogi nel 2007, esplorare il periodo meno famoso di questa band. Questo volume entra di certo tra “gli imperdibili” per gli amanti del genere ed è destinato ad avere un buon successo di pubblico e critica.

Il tutto racchiuso in 146 pagine, con foto a colori dell'epoca, interviste a Claudio Galieti e Aldo Tagliapietra, oltre ad una bella presentazione di Nino Smeraldi, il fondatore de “Le Orme”, per soli 17,00 €.

 

 


 

pubblicazione 2008

DVD

le Orme

 

Copertina Live in Pennsylvania

(Tour in USA 2005)

 


 

 

pubblicazione 2008

di

Massimo Forni

 

Copertina del libro di 230 pagine

"l'Immensita del Vento" di leandro tonino mirandi

(Palladino Editore - Campobasso)

 

 


 

 

pubblicazione del Calendario 2009

de

Le Orme

 

Copertina del 1° Calendario "Orme"

 

Retro/Copertina del 1° Calendario "Orme"

 

 


 

 

UNA DEDICA PER "LE ORME"

 

E’ curioso vedere che quasi tutti

gli uomini che valgono molto hanno

maniere semplici e che quasi sempre

le maniere semplici sono prese per

indizio di poco valore

Giacomo Leopardi

 


 

LE ORME

Tanto, forse troppo si è parlato dei "favolosi anni Sessanta", trascurando invece un decennio che il rock italiano è stato ben più importante.

Ci riferiamo ovviamente ai Settanta, anni davvero spumeggianti e ricchi di stimoli, di idee, di creatività espressa, da cui è scaturita la più bella stagione (probabilmente irrepetibile) del nostro rock. C'erano gli Area, il Banco, la PFM, i Napoli Centrale, gli Stormy Six, il Perigeo, gli Osanna e tanti altri. Tutti Bravi, tutti - anche se con esperienze ed obiettivi diversi - impegnati a trasformare in musica ciò che di nuovo si avvertiva nell'aria.

Tra i protagonisti assoluti di una stagione musicale così intensa, meritano un posto di primo piano Le Orme, non foss'altro per le molte porte che hanno saputo aprire: chi non è più un adolescente ed ha avuto fortuna di ascoltarli dal vivo in quel periodo d'oro, ricorderà la straordinaria spettacolarità dei loro show; tanto è vero che sono stati i primi in Italia a pubblicare un album Live (In concerto, 1974).

Ma nel loro palmares ci sono anche primati di carattere più squisitamente artistico che vale la pena di rammentare. Ad esempio, la cura che mettevano nella ricerca di suoni che fossero sempre all'avanguardia e che potessero competere con i più importanti gruppi inglesi dell'epoca, dai Genesis ai Pink Floyd ai Gentle Giant, che pure avevano ben altri mezzi e strutture tecniche a disposizione.

Si ascoltino in particolare i loro primi tre album, Collage (1971), Uomo di Pezza (1972), e Felona e Sorona (1973) e ci si accorgerà quanto sono ancora attuali nonostante siano trascorsi più di vent'anni dalla loro incisione. Non certo a caso uno dei discografici più attenti della scena alternativa inglese, Tony Stratton Smith, proprietario della Charisma, spese molte energie per farli conoscere oltre Manica, ottenendo peraltro risultati più che apprezzabili.

Le Orme, dunque, meritano il massimo rispetto. Anche in considerazione del fatto che a differenza di altri non sono stati un fuoco fatuo: sono passati 27 anni dal giorno in cui a Marghera si costituì il loro nucleo originale (1966). E in tutto questo tempo non hanno mai smesso di occuparsi di musica: fanno ancora diverse decine di concerti ogni anno e tutti i loro dischi continuano ad avere un mercato, segno inequivocabile che il pubblico non li ha affatto dimenticati.

Ecco perchè è importatnte riascoltare le loro canzoni più belle rimasterizzate in digitale per esaltarne la sonorità. Sono piccoli frammenti di storia musicale che hanno lasciato segni idelebili nella vita di molti. In particolare di chi ha vissuto intensamente quei "favolosi anni Settanta".

Dall'antologia pubblicata nel 1992

Massimo Poggini

 


 

O R M E

Avevamo sentito parlare del Festival di Monterey (1967), poi di quello di Woodstock due anni dopo, ed ora, in Inghilterra, nasceva qualcosa di simile all'isola di Wight.

Era un giorno di agosto del 1970 quando, con un furgoncino Fiat 238, partimmo equipaggiati di sacchi a pelo, scatole di pasta e una grossa pentola, per l'isola di Wight. Circa duemila chilometri all'andata e altrettanti al ritorno.

Eravamo: Nino Smeraldi, Tony Pagliuca, Michy Dei Rossi, l'amico Enzo Di Francesco ed io.

Quello era un appuntamento al quale non volevamo mancare.....

L'esperienza di quei giorni e soprattutto l'aver visto "dal vivo" gruppi come Who, Jethro Tull, Moody Blues, Doors, Jimi Hendris, E.L.&P., Taste ecc..., ci fece capire dove stava andando la musica. L'anno dopo, durante uno dei nostri frequenti viaggi a Londra, conoscemmo personalmente i Genesis (con Peter Gabriel), gli Emerson Lake & Palmer, i Van Der Graaf Generator con i quali nacque poi una collaborazione artistica (in particolare con Peter Hammill), Brian Auger e molti altri. Conoscemmo anche Tony Stratton Smith, proprietario della Charisma che pubblicò Felona and Sorona in Inghilterra.

Nel '73 facemmo una tournée in tutto il Regno Unito e suonammo anche al celebre Marquee Club l'11 di novembre: fu un'esperienza indimenticabile!

Le Orme, in Italia, sono stati i primi in molte cose: il disco Live, gli spettacoli teatrali fatti in un certo modo; e furono anche i primi ad incidere dei dischi all'estero (Londra, Los Angeles, Parigi).

Ricordo molto bene una seduta di registrazione a Los Angeles, patria della tecnologia. Volevamo un suono di Leslie su un arpeggio di chitarra suonato da Talo Marton. Gli effetti elettronici dello studio erano però troppo "freddi".

Al fonico venne un'idea: mise un microfono in un angolo della sala ed un altro nella parte opposta. Prese un altoparlante e lo fece roteare con il filo mentre dello stesso usciva il suono della chitarra. I microfoni intanto "catturavano" il suono che in regia veniva registrato con lo "sfasamento" naturale tipico del Leslie.

Credo che gli anni '70, per quanto riguarda la registrazione, abbiamo saputo coniugare egregiamente la tecnologia con l'inventiva e mi auguro che lo si percepisca già dalle prime note di di questo brano...

Aldo Tagliapietra (le Orme)

 


 

“FELONA E SORONA” de LE ORME

di Massimo Forni

35 anni fa veniva pubblicato il capolavoro assoluto del gruppo veneziano

Se il ‘71 è stato l'anno della “svolta progressiva”, il ‘73 può essere considerato quello della definitiva consacrazione della storica band. L'eco del clamoroso successo di vendite di “Uomo di pezza” (primo disco d'oro) e delle ingiuste accuse di rincorrere il successo commerciale non era ancora del tutto sopito, quando il trio veneziano, con Aldo Tagliapietra alla voce, chitarre e basso, Toni (in seguito mutato in Tony) Pagliuca alle tastiere e Michi Dei Rossi alla batteria e percussioni, decide di lanciare una vera e propria sfida, per troncare ogni discussione. La parola “commerciale”, pronunciata dai cosiddetti “puristi” del progressivo (in realtà si tratta dei più fanatici “inquisitori”), a carico del 45 giri “Gioco di bimba”, reo soltanto di aver scalato i gradini più alti della Hit Parade, equivaleva ad una specie di marchio di infamia, una simbolica condanna al “rogo”. Ma ciò non deve meravigliare più di tanto: è un periodo di grande fervore, ma anche di condannabili eccessi. Ecco allora che, sull'esempio di altri album esteri, le Orme pubblicano un long-playing a tema unico: “Felona e Sorona”, registrato negli studi Fonorama di Milano. E' una suite rock dai riferimenti classici, che può essere considerata la più felice ed armoniosa espressione dell'evoluzione musicale della band. Tanto è vero che un sondaggio effettuato all'estero qualche anno fa da una rivista specializzata, pubblicato su internet, relativamente ai 100 migliori dischi progressivi di tutti i tempi, ha assegnato a quest'opera il decimo posto nella speciale classifica mondiale.

Per preparare in modo adeguato il nuovo album i musicisti, anziché riunirsi per suonare insieme per giorni e giorni, scelsero la strategia opposta: trascorsero un periodo di solitaria meditazione, per non essere influenzati dai compagni nell'ispirazione musicale. Aldo Tagliapietra si ritirò a Murano, per trascorrere un po' di tempo ad osservare le tecniche dei soffiatori di vetro; Toni Pagliuca preferì passare intere giornate sulla spiaggia di Caorle, riparandosi con una coperta dalle intemperie; Michi Dei Rossi si ritirò in montagna, sulle Dolomiti. Alla fine del periodo di volontario isolamento, i tre artisti si ritrovarono per mettere insieme le idee ed esperienze personali e, così, nasce “Felona e Sorona”. Aldo Tagliapietra, il compositore della maggioranza delle musiche, ha qualche anno fa precisato che: “All'inizio erano tutti brani separati. I testi nascevano sempre alla fine. Negli anni '70 li faceva prevalentemente Tony. Molte volte eravamo in sala d'incisione e aspettavamo le ultime frasi che lui scriveva, per poterle cantare. La cosa è nata prima musicalmente, c'erano diversi frammenti musicali che poi, ad un certo momento, qualcuno di noi, credo di essere stato io, ma non ne sono sicuro, ha proposto di unire, per dare loro un filo conduttore. Alla fine di tutto si è pensato ai testi e Tony ha avuto l'idea di parlare dei due pianeti”. La copertina del disco è un dipinto dell'artista mantovano Lanfranco, dal titolo “I pianeti del sogno e della speranza”. Il pittore, sin dall'adolescenza aveva dimostrato uno spiccato interesse per la fantascienza, dedicandosi al disegno di storie fantastiche e comunque insolite, e aveva riversato nelle proprie opere una notevole capacità visionaria. Come era consuetudine nel periodo, la suite veniva, precedentemente all'uscita nei negozi, già proposta dal vivo con un testo provvisorio. In concerto veniva dapprima eseguita quella che sarebbe diventata la seconda facciata del disco; poi furono aggiunti, al momento della registrazione, i pezzi che compongono il primo lato del vinile. Peter Hammill, leader dei Van Der Graaf, rimase talmente colpito da quella musica da chiedere, in occasione di una tournèe congiunta con i veneziani, di potersi occupare della versione inglese dei testi. “Peter – ricorda Tagliapietra - si entusiasmò di fronte alla musica che suonavamo in tour. Gli spiegammo che ci sarebbe piaciuto parlare di due pianeti e che uno lo avremmo chiamato Felona, mentre stavamo ancora pensando al nome dell'altro. E fu proprio lui a suggerire il nome Sorona”. “L'atmosfera in studio – racconta oggi Michi Dei Rossi – era stupenda, molto eccitante, eravamo noi stessi suggestionati da quei suoni fantasiosi, “spaziali”. Quel periodo lì era il culmine del progressivo”. Lo scenario allestito per la rappresentazione dell'opera dal vivo era di notevole effetto, un po' come quelli messi su dai Genesis, con i travestimenti, le coltri di luci colorate, le esplosioni sonore, che sottolineavano, nello scorrere della trama, i passaggi dai momenti pacati o malinconici a quelli festosi o dirompenti, e che avvolgevano lo spettatore in una fantasmagorica dimensione planetaria (l'impianto scenografico era curato da Pepi Morgia). Il finale “pirotecnico” di “Felona e Sorona” veniva immortalato da un'esplosione multicolore di luci, prodotte dalle fiammate di piccoli razzi nascosti sotto il palcoscenico. Il disco, con l'identica copertina ed i testi inglesi di Hammill, il grande poeta visionario, venne registrato presso i Trident Studios di Londra e posto in vendita nello stesso anno nel Regno Unito per la casa discografica Charisma (l'etichetta del “cappellaio matto”). Per essere precisi, il disco fu pubblicato ufficialmente venerdì 31 agosto, con due settimane di ritardo e …un sospiro di sollievo di molti fans superstiziosi e forse degli stessi musicisti. Infatti, la data di uscita era prevista per il giorno venerdì 17, ma poiché alcuni esemplari erano risultati difettosi, la casa discografica li ritirò dal mercato e prorogò la data di pubblicazione di due settimane. Una sola, piccola differenza nel titolo rispetto alla versione italiana: il simbolo & al posto della congiunzione e. Per il resto, non ci sono differenze sostanziali con la versione italiana. Ma in principio…non era così: pregevoli assoli del sax di David Jackson si inserivano nella tessitura musicale dell'opera, conferendo particolare originalità alle trame sonore. Purtroppo la pista del sax fu cancellata, in quanto si ritenne che stravolgesse la versione originale. Hammill e Jackson ci rimasero male…e non solo loro! I nastri, poi, sono andati irrimediabilmente perduti. Un vero peccato! “In realtà – ha precisato di recente Michi Dei Rossi – la base musicale era già troppo piena, un'altra traccia musicale sarebbe stata ridondante. Inoltre, in quel periodo lì era giusto conservare il sound originale delle Orme. Certamente ora sarebbe una “chicca”, ma in questo modo ragioniamo col senno del poi”. Resta comunque nella memoria il notevole successo del gruppo nella tournèe inglese, dove furono toccate diverse città, come Manchester, Liverpool, Guildford e, soprattutto, il mitico tempio della musica rock, il “Marquèe club” di Londra. Tutto questo in un periodo in cui l'egemonia della musica anglosassone era associata, nella terra d'Albione, anche ad una notevole, generale diffidenza nei confronti della musica italiana. In seguito, Tony Stratton-Smith ammise pubblicamente di essere rimasto un po' colto di sorpresa dalla notevole bravura della band e che aveva in mente di promuovere una tournèe anche in America, oltre che un'altra in Inghilterra. “Sfumarono entrambe – ricorda Michi Dei Rossi – soprattutto per il successivo periodo dell'austerity, per i problemi con la benzina, oltre che per nostri impegni. E' stato un treno perso, un'occasione preziosa sfumata”. In un concerto nel quale i veneziani erano il gruppo-spalla dei Curved Air, furono apprezzati ed applauditi molto più della band principale e alla fine del concerto dovettero concedere ben quattro bis, senza riuscire a placare l'entusiasmo del pubblico in delirio. Ed allora, il proprietario del locale si trovò costretto a promettere alla folla un nuovo concerto nel quale avrebbero suonato esclusivamente le Orme. Approdati in Inghilterra quasi come degli sconosciuti, furono in questo periodo lì definiti “Fabolous Venetian Group”. “Il fatto che fossimo lì – racconta Aldo Tagliapietra – nella patria dei Genesis, ci sembrava un sogno, e poi constatammo il calore di un pubblico che addirittura ci chiedeva il bis, cosa alla quale noi non eravamo assolutamente preparati. Abbiamo lì imparato che esisteva il “more, more, more…” Ma ora ritorniamo nell'avvolgente orbita dei due pianeti. I brani dell'album si presentano come episodi di una sola, fantasiosa e suggestiva trama, di un unico, straordinario affresco poetico e sonoro. Felona (il nome deriva da felice), è il pianeta radioso, colmo di pace e di amore, in perenne letizia. Sorona (il nome si ispira all'inglese sorrow, che significa dispiacere) è, invece, il pianeta buio ed infelice. La loro storia richiama l'eterno dualismo tra il bene e il male, la vita e la morte, la luce e l'ombra. L'epopea cosmica di Felona e Sorona è, pertanto, quella di due pianeti fratelli ma diversi, la cui parabola, orbitale ed esistenziale, diviene metafora titanica della storia e degli eterni destini dell'universo. In quest'opera le Orme realizzano alchimie compositive notevoli, attingendo in particolare ai modelli della musica “colta”. Tutto questo non pregiudica, anzi esalta l'immediatezza e la fluidità comunicativa. Laddove si rischiava l'impasse cervellotico, o la futilità tecnicistica, i lagunari invece riescono nel prodigio di parlare a tutti. E soprattutto di farsi capire. Ciò che, nella musica e nell'arte in generale, solo ai più grandi è dato di compiere. E stavolta le Orme mettono a tacere anche i dissenzienti: conseguono il secondo disco d'oro ed ottengono il generale, convinto consenso della critica, ad eccezione di pochi giornalisti che, il più delle volte, continuano pregiudizialmente a parlare di imitazione di modelli anglosassoni o criticano le tematiche trattate, definite (in modo miope) di evasione, prive di impegno sociale. Al contrario, l'album offre una riflessione filosofica ed esistenziale profonda sul bene e sul male, sulle tematiche degli opposti, che agitano il mondo e il cuore degli uomini. A distanza di anni, chiarisce efficacemente Tagliapietra: “Era facile essere strumentalizzati e, così, non abbiamo mai partecipato ad alcun festival che avesse un sottofondo politico, anche perché non eravamo politicamente impegnati. Ritenevamo, e riteniamo, che la musica non doveva avere alcun appoggio politico. Anche se allora la cultura in Italia, per essere tale, doveva essere, per forza di cose, di sinistra. Molti cantautori che hanno “cantato la sinistra”, penso lo abbiano fatto un po' per induzione; ad alcuni non interessava neanche tanto. Noi non credevamo fosse così, non volevamo parlare della sinistra, né del centro, né tanto meno della destra. La musica deve avere una certa libertà, per questo abbiamo rifiutato qualsiasi situazione che avesse una parvenza politica”.

Ora ascoltiamo il disco: si inizia con l'attacco in forma fugata di “ Sospesi nell'incredibile” : le combinazioni sonore disegnate dalle tastiere e le emozionanti atmosfere irreali sono straordinariamente coinvolgenti. Pregnante è l'incertezza armonica: un'originale cellula ritmico-melodica si sviluppa con un procedimento imitativo, senza un centro di gravità tonale. Il drumming personale, fantasioso, sostiene le trame ritmiche, varia seguendo il senso dell'immagine, assumendo così una dimensione quasi “pittorica”. Anche il basso a tratti si fa largo tra gli accordi lunghi e ipnotici e si emancipa dalla sua funzione di mero sostegno ritmico, entrando a pieno titolo nel ruolo di strumento che esprime con una sua individualità ben precisa la poetica musicale in svolgimento. Segue “ Felona” , una semplice ballata acustica, dai toni gioiosi (sottolineati dalle introduttive campane tubolari) e surreali, che ci rimanda, subito dopo, al suggestivo, breve intervento cantato de “ La solitudine di chi protegge il mondo” , un pezzo dove non c'è andamento strofico, nella sua brevità prosciugata da ogni sovrastruttura stilistica. Chiude la facciata “ L'equilibrio” : un crescendo vertiginoso di suoni irreali, spaziali, in corsa verso l'infinito, in un incessante moto circolare, avvolgente i due pianeti immaginari dell'ombra e della luce. Nelle spirali sonore si eleva verso le tessiture acute la voce di Tagliapietra, eterea, quasi astrale, creando un vortice musicale dal grande fascino ipnotico. La seconda facciata si apre coi toni elegiaci di “ Sorona” , che si accrescono fino a divenire cupa ossessione, scandita da una trascinante effettistica del sintetizzatore nel brano “ Attesa inerte” . Un altro breve, intenso intervento cantato con “ Ritratto di un mattino” , dalla brevità quasi da aforisma. E poi a seguire “ All'infuori del tempo” : un impercettibile attimo in cui l'Essere Supremo posa il Suo sguardo sui due pianeti, i quali vivono un fugace e comune momento di amore e di felicità. Ma è un equilibrio che svanisce rapidamente. “ Ritorno al nulla” è il degno sigillo conclusivo: la sua introduzione è un crescendo sia di volume sonoro che di ritmo, una sorta di “crepuscolo degli dei” dal sapore wagneriano. Un grandioso cataclisma cosmico, fondato su un'armonia “monolitica”, una conflagrazione universale che rinnova il ciclico ritorno al niente. Un'opera profonda, poco “ammiccante” verso i gusti facili, ma di sicuro ammaliante, magica. Destinata, comunque, a rimanere nel tempo.

Siamo pienamente d'accordo con chi ha definito “Felona e Sorona” una delle “pagine più limpide e fantasiose” della musica progressiva italiana, un autentico capolavoro.

 

 

“FELONA and SORONA” delle ORME

Seconda parte

di Massimo Forni

Il notevole successo delle Orme nella tournèe inglese del 1973, dove furono toccate diverse città, come Manchester, Liverpool, Guildford e, soprattutto, il mitico tempio della musica rock, il “Marquèe Club” di Londra, fa ormai parte della storia della musica progressiva italiana. La prima tappa di quell'importante tour fu il “Nelly Dean Pub” di Londra, un ritrovo di artisti, musicisti e discografici. Gli artisti veneziani, non appena arrivati, coi loro cinque tecnici e due camion stracolmi di attrezzature e strumenti, furono trionfalmente accolti dal “boss” della Charisma, Tony Stratton-Smith, che festeggiò assieme a loro la vendita delle prime 5000 copie. Così si espresse pubblicamente Stratton, rispondendo alle domande di un giornalista del “Melody Maker”: “Sono impressionato, soprattutto perché il disco sta vendendo in particolare nel centro e nel nord dell'Inghilterra, mentre credevo fosse più adatto al mercato londinese…non se ne sa mai abbastanza di questi affari!” Tony Pagliuca, ascoltate queste parole, affermò a gran voce, per farsi sentire anche dai giornalisti italiani presenti: “Speriamo che lo scrivano, ci darebbero una bella soddisfazione!” Il musicista, chiaramente, si rivolgeva in tono polemico a quei giornalisti che avevano bistrattato il gruppo e che già in precedenza aveva così apostrofato: “Il fatto è che in Italia una reale critica costruttiva non esiste e ai nostri improvvisati critici piace distruggere e basta”. Al riguardo, si deve considerare che all'epoca si pretendeva da ogni prodotto musicale o, più in generale artistico, un concreto impegno politico o sociale e, per questo, nonostante il livello eccellente del lavoro, in qualche recensione anche l'ultimo album “Felona e Sorona” venne criticato, in quanto le tematiche trattate sarebbero di pura evasione. Eppure la storia dei due pianeti immaginari, nell'evocare l'eterno dualismo tra il bene e il male, la vita e la morte, la luce e l'ombra, si dimostra proprio figlia di quell'epoca, di quegli anni '70, ricchi di contrapposizioni e spaccature. Il batterista Michi Dei Rossi, intervistato qualche anno fa, ha sottolineato il fatto che i testi delle canzoni delle Orme non sono mai stati disimpegnati, sono a volte un po' favolistici, ma racchiudono sempre un significato profondo, un messaggio importante. A volte, dietro l'apparenza fiabesca si nascondono i drammi dell'uomo, situazioni particolarmente delicate: è il caso di canzoni come “Gioco di bimba” e “La fabbricante d'angeli”. A parere del batterista, l'album “Felona e Sorona” evidenzia un impegno maggiore rispetto ai precedenti, sia nei testi, sia nella sperimentazione e rappresenta il giusto equilibrio tra canzone e musica progressiva. Siamo d'accordo con lui e con tutti i fans che acquistarono in massa il 33 giri, che restò per molte settimane nei primi posti delle classifiche di vendita. E' il secondo disco d'oro per i veneziani! Dal long-playing fu estratto un 45 giri: nel lato A abbiamo una versione di “ Felona ” più lunga rispetto a quella del 33 giri, in quanto nella coda è inserita la parte finale e strumentale di “ Ritratto di un mattino ”. Il lato B è occupato, invece, dal brano “ L'equilibrio ”. L'album viene quindi pubblicato anche nel Regno Unito con i testi di Peter Hammill e il titolo “Felona & Sorona”: ascoltiamolo insieme. Dal punto di vista musicale e degli arrangiamenti non ci sono differenze rispetto alla versione italiana: è stata, infatti, utilizzata la stessa base musicale. Le parti cantate sono, invece, in lingua inglese. Durante la registrazione del canto, era presente in sala d'incisione Peter Hammill, per correggere le imprecisioni della pronuncia e curare ogni sfumatura musicale. Il tutto, poi, è stato oggetto di rimissaggio. “Vicino ai microfoni c'era pure lui, – ricorda di recente Aldo Tagliapietra – io cantavo e Peter suggeriva al momento. Non ci sono variazioni sulla base musicale, ma il missaggio inglese è più bello, più chiaro, più rock. Noi utilizzammo un 24 piste. Bisogna considerare, però, che all'epoca avveniva un primo passaggio dal nastro-master alla matrice. Poi dalla matrice avveniva il trasferimento del tutto su una seconda matrice. Il definitivo transfert sul vinile comportava la perdita di alcune sonorità, almeno il 10%, se non di più. Ora, invece, i master sono digitali e non si perde niente. Al contrario, quando ci capita di sentire dopo molti anni un nostro master originale, riascoltiamo cose ormai scomparse, suoni, controcanti ed altro materiale dimenticato. Ci trovi sonorità fuse, o meglio, successivamente confuse nel suono generale”. Le liriche di Hammill rispettano, in buona sostanza, i testi italiani, la trama dell'opera, ma evidenziano una dimensione apocalittica, racchiudono un'energia visionaria quasi violenta e spingono l'ascoltatore nel vortice di un'avventura cosmica ancor più emozionante. Il brano iniziale è “ In between ”, con il suo memorabile attacco e le atmosfere di rara suggestione, introdotte da un organo la cui profondità richiama qualcosa di trascendente, un bagliore indefinibile liberatosi improvvisamente dagli abissi. Segue la breve e gioiosa ballata “ Felona ”. Nel corso di una trasmissione radiofonica del '97, “Stereonotte”, dedicata alle Orme, Hammill ha dichiarato di ricordare con piacere quella bellissima esperienza trascorsa con gli artisti veneziani e di essere rimasto affascinato da quella storia fantasiosa, con un sottinteso spirituale. In particolare, era rimasto colpito da quell'immagine surreale della gente che viveva in “grandi bolle bianche”. Da notare, poi, che il volume sonoro della chitarra è un po' più elevato rispetto alla versione italiana. A differenza del 33 giri pubblicato in Italia, “ La solitudine di chi protegge il mondo ” e “ L'equilibrio ” sono uniti in un solo brano, “ The maker ”, dove un impetuoso ed incessante fluire di suoni siderali nell'epilogo si assottiglia sempre di più, per far posto ad un pianissimo, fatto di poche note, terse e delicate. La necessità di riunire i due pezzi fu conseguenza del significato unitario impresso da Hammill in questi testi. La seconda facciata si apre con una curiosa variazione di titoli: “ Sorona ” prende il nome di “ Web of time ” e “ Attesa inerte ” quello di “ Sorona ”: un crescendo di sonorità cupe, con atmosfere angosciose, enfatizzate da un cantato ispirato e lamentoso. E a seguire, la melodia solare di “ The plan ”. La semplice e crepuscolare ballata “ The balance ” fa poi da preludio all'epilogo pessimistico di “ Return to naught” , con il suo fantastico e conclusivo uragano sonoro.

L'epopea di Felona e Sorona non sembra terminata e gli artisti veneziani coltivano un sogno: “Sarebbe bellissimo – ha affermato Dei Rossi – incidere nuovamente il disco con l'accompagnamento di un'orchestra sinfonica. Potrebbero essere realizzati due nuovi cd, uno con testi italiani e l'altro con le liriche in inglese, entrambi con la partitura orchestrale e, magari, al prezzo di uno solo. L'ostacolo maggiore è il costo, che sarebbe molto elevato. Sarebbero, però, felicissimi tanti nostri fans”. Nell'attesa che si realizzi questo progetto (speriamo che non resti un sogno…), riprendiamo spesso tra le mani questo disco planetario e leggendario: il suo ascolto risulta più che mai attuale ed avvincente (specialmente se confrontato con l'attuale, più che mediocre produzione musicale di pseudo-artisti che affollano e affossano il palcoscenico televisivo). Possiamo affermare con sicurezza che “Felona e Sorona” costituisce la più felice ed armoniosa espressione dell'evoluzione musicale della band veneziana, uno dei più grandi capolavori della musica italiana degli ultimi decenni.

 


 

 

Il Fiume - Felona e Sorona

…due "suite" del più famoso gruppo storico italiano della musica rock progressive "Le Orme"

…una fusione tra la musica, la poesia e l'astronomia nella pittura

…la storia del pensiero… la storia dell'uomo nella sua esistenza del percorrere del tempo… …e la storia di un uomo che vive lungo il fiume… il fiume nasce nell'alta montagna (vicino a Dio) poi scende a valle e nel suo lungo percorso attraversando deserti villaggi e città "porta con sé" gioie e dolori, alla fine arrivare al mare (…la grande acqua)… "…il fiume della vita".

"Felona e Sorona" e "Il Fiume" due opere musicali, due metafore…:

su di una "Le Orme" ci descrive la storia di due pianeti e su l'altra ci parla del fiume della vita, sono due tematiche, due suite a filo conduttore unico…: dall'origine all'evoluzione e, la fine…!

Leandro Tonino Mirandi

 


 

"FELONA e SORONA" e "IL FIUME"

Due opere musicali delle "ORME" rivisitate in pittorico dal maestro Mirandi

(…una fusione tra la musica, la poesia e l'astronomia nella pittura)

Nella prima "Rock Opera", "Felona e Sorona" sono i protagonisti principali dell'avventura cosmica, tema unico che si relaziona al titolo "Felona e Sorona" - Si tratta di una "suite" su due pianeti gemelli, distanti chissà quanti anni luce l'uno dall'altro, gravitanti nello stesso cosmo: i pianeti del sogno e della speranza, fratelli ma diversi.

Infine un incantesimo trasforma i due mondi fino al momento in cui essi si scontrano annientandosi a vicenda.

Nella seconda "Rock Opera", protagonista è il fiume.

L'interpretazione pittorica è ispirata da "Il Fiume" è incentrata sulla cittadina di Isola del Gran Sasso e da questo spunto è stato adattato a tema, in un secondo momento, in occasione del Giubileo del 2000 (avente fulcro in Piazza San Pietro a Roma), il Santuario di San Gabriele (Luogo Sacro Principale d'Abruzzo), vicino ad Isola del Gran Sasso: località situata in una vasta vallata attraversata dal fiume "Mavone" e da altri piccoli fiumi, con frazione Trignano (luogo di nascita dell'artista: V. opera "…Madre mia").

Gli autori delle opere musicali motivo d'ispirazione sono "Le Orme": Famoso, Storico Gruppo della musica "Rock" italiana.

Tali lavori sono stati pubblicati: uno nel 1973 (Felona e Sorona) e l'altra nel 1996 (Il Fiume): si tratta di due "suite" con un filo e conduttore unico, con un tema unico (avente delle caratteristiche e degli spunti Spirituali).

Esse raccontano la storia dei due pianeti "Felona e Sorona" (I pianeti del sogno e della speranza), di un viaggio nel cosmo dal principio all'evoluzione fino alla distruzione (principio, vita e fine).

Nel secondo episodio, il protagonista e "Il Fiume" e si rifà alla storia della vita dell'uomo.

Il fiume, nasce in alta montagna, "Vicino a Dio", e col suo lungo e tortuoso percorso, scende a valle attraversando deserti e città e sulla sua strada incontra "lui", l'uomo che vive tra "gioie e dolori" …infine arriva al mare (la "Grande Acqua").

"Felona e Sorona" e "Il Fiume", già in musica, oggi in arte visiva, hanno acquistato oggi una forma pittorica…

"La definizione "pittorica" è molto appropriata, si tratta di una interpretazione molto personale che mantiene, però una coerenza alla tematica descritta dalle "ORME" e la descrizione immaginaria del Maestro Mirandi e ben resa.

La mia ben nata passione per la musica per la poesia hanno portato ad una fusione tra la musica, la poesia e l'arte nella pittura, oggi, in arte sulle orme delle "ORME"!

Titoli delle poesie, secondo l'ordine delle tematiche riportate nelle opere pittoriche tratte dalle due opere musicali:

FELONA e SORONA

Sospesi nell'incredibile, Felona, La solitudine di chi protegge il mondo, L'equilibrio, Sorona, Attesa inerte, Ritratto di un mattino, All'infuori del tempo, Ritorno al nulla;

IL FIUME

Il Fiume (prima parte), Madre mia, Prima acqua, Chiesa d'asfalto, Danza dell'acqua, Lungo il fiume, Dove l'acqua si riposa, Il vecchio, La parola, Grande acqua, Il fiume (parte seconda).

Roma 2000

Leandro Tonino Mirandi

 


 

FELONA e SORONA

FELONA E SORONA: è il titolo del quarto long playing di successo: di successo nazionale e internazionale (secondo disco d’oro) composto dal famoso gruppo italiano "LE ORME" nel 1973 dopo "Ad gloriam" (1969), "Collage" (1971), "Uomo di pezza" (1972).

Si tratta di una vera e propria opera che racconta la storia di due pianeti immaginari che simboleggiano l’eterna antitesi tra bene e male. Questa opera rock si presentò come una grossa novità, perché fino allora tutti facevano degli LP una semplice raccolta di canzoni varie, non legate fra loro, e invece questa volta "Felona e Sorona" rappresentava una storia. Tutti i brani concorrevano a scrivere la storia di questi due pianeti immaginari.

Felona e Sorona: ovvero una "suite" su due pianeti gemelli distanti chissà quanti anni luce l’uno dall’altro, ma che gravitano nello stesso cosmo.

Felona e Sorona: pianeti del sogno e della speranza, fratelli ma diversi,

Però un incantesimo li trasforma fino al momento in cui i due mondi si scontrano annientandosi a vicenda.

Si rinnova così l’eterna antitesi tra la vita e morte, tra uomo e donna, tra bene e male, tra giorno e notte:

I due elementi complimentari della vita umana che si incontrano e si scontrano, divenendo tema preferito di pensiero (anche filosofico)!

Sono rimasto affascinato dallo spunto di questa meravigliosa "avventura cosmica" tanto da riportare sulla tela parte della tematica dipingendo brano per brano la "suite" musicale in questione e denominando ogni opera pittorica con i sottotitoli dell'LP: sospesi nell’incredibile, Felona, la solitudine di chi protegge il mondo, l’equilibrio, Sorona, attesa inerte, ritratto di un mattino, all’infuori del tempo, ritorno al nulla. La musica è mistica, con picchi d’umore di ricadute vertiginose del suono in una trasparente sintesi informale, nel piombare dalla morte alla vita, dal misticismo all’esaltazione ritmata, piena di forza, atmosfere, di energia quasi violenta nella sua affermazione, un po’ come la mia pittura, esplosiva di colori e di sentimenti in un’unica pagina ricca di tematiche e di passioni, in una preghiera al divino che anche studio e meditazione, risorgere dalle tristezze umane in una percezione estetica e lirica…

La musica dà vita e unisce le persone, ma "Felona e Sorona" colpisce nell’anima suggerendo i concetti di diversità e mutazione, di principio e fine, cui anche il nostro sistema solare è soggetto, concetti che mi hanno stimolato a studiare le immagine al telescopio, ma pure ricercare oltre.

L’armonia emozionante dei suoni mi fa trasporre sulla superficie pittorica sì la storia di due pianeti, ma anche l’eterna seducente antitesi dei sentimenti.

I musicisti del complesso "Le Orme" sono considerati tra i migliori musicisti della musica rock contemporanea a livello internazionale fin dagli anni ’70.

Questo gruppo veneziano, che ha esordito nel 1968, è rimasto per anni, tra rinnovamenti e trasformazioni, il "numero uno" della musica rock italiana mantenendo però il gusto romantico e classicheggiante che allora andava per la maggiore. Nella sua musica il suono dell’organo primeggia mitico e religioso insieme a quello modulato dell’armonioso e prestigioso "Hammond": tastiere basso e batteria creano effetti speciali con momenti: alti e bassi, freddi e pacati, armoniosi e dolci, alternanti e silenziosi. Il passaggio da momenti esplosivi (freddi) a momenti pieni di melodie, da momenti vibranti (alternanti) ad altri momenti veramente eccezionali, emozionanti… dà brivido.

Il trio veneziano "Le Orme" ancora oggi è sulla cresta dell’onda, fa musica, incide dischi, si esibisce in concerti dal vivo, i più preparati in Italia (circa un centinaio di concerti l’anno), ricercati ed applauditi ovunque i più innovativi; esiste anche un "Fans club nazionale" Le Orme.

Ricordo il gigantesco scenario allestito per "Felona e Sorona in concerto": i travestimenti, le coltri di luci colorate, le armonie, le percussioni, batteria tambureggiante, gli allunghi sulle tastiere, le pennellate sul basso, le esplosioni musicali con piroette, i saettanti alti e bassi della musica che hanno sempre fortemente emozionato il pubblico e me in particolare dando l’idea di vivere in un sistema planetario ravvicinato.

Perciò ho felicemente deciso di inserire i miei lavori dedicati a questo LP delle "Orme" tra le cento opere astronomiche dell’esposizione di arte pittorica astronomica intitolata: "…un viaggio nell’universo" che continuerà ad essere programmata in futuro. Mostra e catalogo presentano 21 opere pittoriche di varie dimensioni esposte precedentemente in grande mostre su tema astronomico a Monterotondo, a Viterbo (due volte 1994 e 1999), ad Isola del Gran Sasso (due volte 1994 e 1998), a L’Aquila, a Roma (cinque volte 1996, 1998, 1999 e 2003/2004), a Teramo, a Morlupo, a Mentana, dove hanno riscosso un grande successo e stima da parte del pubblico e della stampa, consentendo agli ammiratori dell’opera musicale de "Le Orme" di comprendere meglio il valore del messaggio pittorico e viceversa agli interessati alle sole opere pittoriche di scoprire un periodo felice dell’opera rock italiana.

Roma 1995 / 2000 / 2007

Leandro Tonino Mirandi

 


 

LE ORME

IL PIU' FAMOSO GRUPPO STORICO DELLA MUSICA "ROCK PROGRESSIVE" ITALIANA

I musicisti del complesso "LE ORME" sono considerati tra i migliori musicisti della musica Rock Contemporanea a livello internazionale fin dagli inizi degli anni '70.

Questo gruppo veneziano che ha esordito nel 1968, è rimasto per anni, tra rinnovamenti e trasformazioni, il "numero uno" della musica "rock progressive" italiana mantenendo sempre un gusto romantico e classicheggiante.

Nella sua musica il suono dell'organo primeggia mitico e religioso insieme a quello modulato e armonioso del prestigioso "Hammond": Tastiere, Basso e Batteria...

"LE ORME" esordendo nel 1968 in una formazione a cinque elementi: con Aldo Tagliapietra, Tony Pagliuca, Miki Dei Rossi, Claudio Gaglieti e Nino Smeraldi che incidono il primo L. P. "Ad Gloriam".

Nel 1971 rimangono in tre: T. Pagliuca, A. Tagliapietra e Miki Dei Rossi.

Con l'incisione proprio nel 1971 di "COLLAGE" rappresenta in Italia una grossa novità.

Primo gruppo "rock" costituito da tre elementi (Basso, Batteria e Tastiere).

In Italia "LE ORME" ha il merito di tanti primati: sono stati i primi a incidere un L. P. "rock", poi un disco "Live" (…Le Orme in concerto) oltre ad abbandonare la canzonetta (cioè i tre minuti) dando spazio alla musica con lunghe "suite" non più dischi L. P. con raccolte da canzoni varie, ma a tema unico: tutti i brani concorrevano fra loro a raccontare una storia… una tematica con testi autobiografici senza mai ripetere una parola.

Furono anche i primi (allora questo non era facile) a registrare dischi all'estero e a fare turnè in terra straniera…

Hanno inciso poi nel 1972 "Uomo di pezza", nel 1973 "Felona e Sorona", nel 1974 il "Live: Le Orme in Concerto" (primo disco live registrato in Italia appunto…) e poi "Contrappunti".

In questi anni "LE ORME" si sono esibite in tutta Italia con centinaia e centinaia di "concerti spettacoli", sono andati in Inghilterra dove fecero una ventina di concerti terminando a Londra con due bis suonando nel famoso "Marqeè" (il regno della musica rock) e poi al "Commnweath Institute", un teatro della città.

"Felona e Sorona" (definito dai critici inglesi un vero capolavoro) fu poi inciso in lingua inglese con testi di Peter Hammil e pubblicato su etichetta "Charisma".

In quegli anni conobbero: Emerson, Lake e Palmer, Genesis, Nice, Genthe Glant, Vander Graf Generator di Peter Hammil (con questi ultimi si sono esibiti in concerto più volte insieme).

Nel 1975, ennesima novità, "LE ORME" aggiungono un quarto elemento (Tolo Marton) sostituito solo un mese dopo da un ragazzo 17enne (Germano Serafin). "LE ORME" da questo momento lasciano dopo anni il vero "rock" con l'incisione nel 1975 di "Smogmagica" (Canzone d'amore a 45 giri), nel 1976 di "Verità nascoste" e nel 1977 di "Storia o leggenda".

Con Germano Serafin la musica de " LE ORME" va verso uno stile musicale più melodico "all'italiana".

Forse da una parte hanno successo popolare, ma dall'altra perdono in qualità… Continuano la scalata delle classifiche arrivando più volte ai primi posti per lunghi periodi.

Nuova trasformazione: nel 1979 incidono l' L. P. "Florian" e nel 1980 "Piccola rapsodia dell'ape" (due dischi completamente diversi dai precedenti: musica da camera di tipo acustico).

Ottengono per il primo un ottimo successo, mentre per il secondo un po’ meno.

"LE ORME", come si vede, hanno il coraggio di sfidare il gusto del momento, ricercando e anticipando nuove espressioni musicali.

La formazione ritorna a tre individui: il bravissimo Germano Serafin esce dal gruppo… e purtroppo, poco dopo, a causa di una grave malattia, nel 1992, ci ha lasciato a soli 35 anni di età.

Ora "LE ORME" (anche per una certa crisi della produzione discografica in Italia e a causa del tramonto del "rock") si lasciano convincere dai discografici a produrre una musica più commerciale, più canzone melodica.

Nel 1982 vanno a San Remo e subito dopo fanno uscire il loro nuovo disco 33 giri "Venerdì" che ha un buon successo malgrado la pessima pubblicità discografica, ma qualcosa di lontano da quello che loro vogliono proporre al pubblico.

In questi anni segnano il passo pur continuando a fare concerti…

Nel 1986 tornano a San Remo…

Passano gli anni ed è l'avvento della "disco music". Bisognava solo stare fermi (cambiare musica come hanno fatto molti è un errore e "LE ORME" preferivano stare ferme: si esibiscono solo in concerto facendo uscire dei 45 giri e delle raccolte).

Aldo Tagliapietra incide un 33 giri "…Nella notte", buono…, ma che ha poco successo; anche Tony Pagliuca incide un 33 giri "Io chiedo" eccezionale, ma lontano dai gusti della massa e dei discografici.

Si ha poi un eccellente ritorno nel 1990 con il 33 giri "Orme" (un ottimo L. P., ma non si è fatto nulla per farlo conoscere al pubblico…, infatti molti non sanno nemmeno che è uscito).

Nel 1992 Tony Pagliuca lascia "LE ORME" e incide un ottimo L. P. "Immagin-Arie" che però non gode nessun favore…

Il gruppo rimane orfano di Tony Pagliuca. Aldo Tagliapietra e Miki Dei Rossi, i fondatori, inseriscono Francesco Sartori pianista (che già aveva fatto parte de "Le Orme" in dei concerti) e Michele Bon (alle tastiere).

Esce una raccolta di un buon successo e vengono fatti tanti buoni concerti "invernali" ed "estivi"… Così "LE ORME", preparano un nuovo lavoro: "Il Fiume" (un capolavoro, una "suite" e proprio in quella musica che i discografici non vogliono sentire).

Dopo molti anni la casa discografica "Poligram" abbandona "LE ORME" decidono infine di pubblicare con una nuova casa discografica, la "Tring", a prezzi stracciati. Un ottimo successo questo ultimo lavoro, "Il Fiume" è un C. D. di alto livello.

E tuttora "LE ORME" continuano i loro numerosi concerti in tutta Italia e si può dire che sono anche migliorati e soprattutto non hanno perso l'entusiasmo nel suonare (cosa che sanno veramente fare malgrado la dimenticanza dei giornali e soprattutto della radio e della televisione sia pubblica che privata).

Possiamo dirlo! Abbiamo visto ai loro ultimi concerti tanta folla li acclama e li segue ovunque e da molti "fans" ogni volta sono costretti, a fine spettacolo a fare 3/4/5/6 più bis…

A maggio 1997 sono stati invitati a rappresentare l'Italia a Los Angeles al Festival della Musica "rock progressive" (l'importante Rassegna Internazionale)…

Nel prossimo anno, il 1998 sarà festeggiato il 30° compleanno del gruppo e tutti i "fans" sono in attesa di qualche piacevole sorpresa da parte dei loro beniamini che fino ad adesso non li hanno delusi… C'è tutt'oggi un sito internet: leorme.alma.it

Cosa si può dire di più dei musicisti del "LE ORME"? Che hanno prodotto 17 L. P. sette-otto raccolte di successi, tanti singoli 45 giri, molti motivi inediti mai pubblicati e tanto altro.

Inoltre Tony Pagliuca, Miki Dei Rossi e Aldo Tagliapietra negli anni '70 comparivano tra i primi nelle graduatorie dei migliori musicisti in Europa.

Roma, settembre 1998

Tonino Leandro Mirandi

 


 

STORIA DELLE ORME

Le Orme nascono negli anni sessanta, mentre la gioventù studentesca e non cominciava ad agitarsi quasi presentando quel grande momento di speranze, illusioni, dubbi, certezze e soprattutto rabbia, che fù il famoso 68; un modo di fare musica arrivò d'oltreoceano.

Bob Dylan, Hendrix, i Rolling Stones, i Beatles ecc… cominciarono a diventare famosi in tutto il mondo.

Sulla scia di quel successo nasce anche in Italia una generazione di musicisti agguerriti e sofisticati che contribuiscono a dare un'importanza nuova alla musica "leggera" italiana.

Fra tanti emergono LE ORME e queste sono le loro tappe più importante:

1966 Nasce a Marghera il primo nucleo delle ORME, quattro elementi: Aldo Tagliapietra, Nino Smeraldi, Claudio Galieti e Marino Rebeschini.

1967 Con questa formazione incidono il loro primo singolo: Fiori e colori per la Car Juke Box di Milano con la produzione di Tony Tasinato il giorno dopo l'incisione il batterista Rebeschini parte per il militare e viene sostituito da Miki Dei Rossi già batterista dei disciolti Hopopi.

1968 Aldo, Nino, Claudio e Miki dopo aver suonato varie volte al PIPER di Roma (a quei tempi definito il tempio della musica giovane), incidono il loro secondo singolo: Senti l'estate che torna. La canzone viene scelta per partecipare al Disco per l'estate; la più importante trasmissione televisiva di quegli anni. Si presentano alla trasmissione in cinque, con Tony Pagliuca alla tastiera. Vanno in finale sfiorando la vittoria. Verso la fine dell'anno incidono il loro primo LP: Ad Gloriam, disco nel quale si respira aria di psichedelia. Con questo disco termina la collaborazione con Tasinato.

1969 Claudio Galieti, a sua volta, parte per il militare continuerà a farlo negli anni a venire. Rimasti nuovamente in quattro, lanciano Irene, terzo singolo delle Orme. La casa discografica era la Telerecord su etichetta Car Juke Box.

1970 Nino Smeraldi se ne và e Le Orme diventano un trio assumendo l'aspetto più classico, quello più conosciuto, con Aldo Tagliapietra al basso e voce, Tony Pagliuca all'organo Hammond e Miki Dei Rossi alla batteria. Passano alla Polygram e pubblicano un singolo: Il profumo delle viole. La produzione è affidata a Giampiero Reverberi che produrrà tutti i dischi delle Orme fino al 1975.

1971 In primavera registrano un album all'avanguardia per il mercato italiano e grazie alla massiccia promozione radiofonica della trasmissione Per voi giovani curata da Paolo Giaccio e condotta da Carlo Massarini, il successo è immediato. L'album si chiama: Collage.

1972 Dal secondo LP: Uomo di pezza, esce un nuovo singolo da Hit Parade: Gioco di bimba. Il gruppo è protagonista di una fortunata Turnèe teatrale e riceve il suo primo disco d'oro. A dicembre, nella Turnèe Invernale. Peter Hammill ex cantante-compositore dei Van Der Graf Generator, partecipa come ospite allo show delle Orme alternandosi tra chitarra acustica e il pianoforte, nella prima parte dello spettacolo.

1973 Provano la carta inglese traducendo Felona e Sorona, loro terzo LP, con i testi di Peter Hammill. A fine anno iniziano una Turnèe inglese toccando le maggiori città del Regno Unito e a Londra suonano al famoso Marquee e poi al "Coomowelth Institute" un teatro della City.

Felona e Sorona era stato pubblicato dalla Charisma. Per questo disco a Milano, ricevono il secondo disco d'oro.

1974 in gennaio registrano al teatro Brancaccio di Roma il concerto che si trasformerà in un disco: In Concerto. In studio realizzano più tardi un album più curato: Contrappunti. Alla realizzazione partecipa, come musicista, nonché produttore, Giampiero Reverberi.

1975 Pubblicano il singolo Sera e decidono di aggiungere un chitarrista alla formazione . Con Talò Marton vanno a registrare a Los Angeles il nuovo LP: Smogmagica la cui copertina sarà curata da Paul Withehead già art-director dei Genesis, Van Der Graf ecc…Ecco negli USA Beyond Leng, disco antologico per la Peter International.

1976 Finisce la collaborazione con Reverberi e Talò Marton lascia il sto a Germano Serafin - Le Orme tornano nelle classifiche con il singolo Canzone d'amore e successivamente con LP Verità nascoste registrato a Londra . Questo è l'anno in cui Le Orme raggiungono l'apice della loro carriera.

1977 Storia o leggenda, inciso a Parigi, chiude un ciclo nella storia del gruppo che si ritira momentaneamente per studiare e cercare nuove formule musicali.

1979 Le Orme si ripresentano con strumenti classici, battezzando il nuovo lavoro col nome del più famoso caffè di piazza San Marco a Venezia:

Florian. Viene assegnato loro l'ambito premio della critica discografica. La produzione è affidata a Reverberi.

1980 Dopo Los Angeles, Londra, Parigi, incidono Piccola rapsodia dell'ape nel loro studio privato a Spinea (VE) e iniziano a suonare la loro musica diventata ormai "acustica", proprio nei locali non abituati a certe sonorità: le discoteche.

1982 Dopo un periodo di ripensamento e strizzando l'occhio questa volta all'elettronica, cambiano casa discografica (la D.D.D) e tornano alla formazione triangolare: Tagliapietra, Pagliuca, Dei Rossi. Il singolo: Marinai è presentano al Festival di San Remo . Esce l'album Venerdì prodotto da Roberto Colombo ma alla fine dell'anno le Orme decidono di prendere strade diverse.

1986 Ritornano insieme ma la loro attività si limita momentaneamente ai soli concerti.

1987 La Baby Record offre loro la partecipazione a San Remo e Le Orme incidono Dimmi che cos'è che viene considerata da una giuria di Bruxelles la migliore canzone del festival.

1990 Un anno denso di concerti e dopo un silenzio discografico durato tre anni, escono con un nuovo LP chiamato semplicemente Orme pubblicato con la Polygram e prodotto da Mario Lavezzi con la supervisione di Mogol.

1992 All'inizio dell'anno Tony Pagliuca abbandona il gruppo e viene sostituito da Michele Bon alle tastiere e Francesco Sartori al pianoforte. Aldo e Miki, con questa formazione iniziano il nuovo corso stimolati anche dal fatto che in una rivista specializzata sono stati votati tra i migliori dieci gruppi italiani ascoltati "dal vivo" in giro per l'Italia.

1993 Questo è l'anno in cui nasce Le Orme Fan Club Nazionale. Durante la primavera, allestiscono il nuovo spettacolo per l'estate dove raccontano la storia del rock italiano degli anni 70 attraverso diapositive, brevi spiegazioni e interpretando alcuni brani di colleghi come PFM, Banco, New Trolls.

In ottobre esce per la Polygram su CD e cassetta "Antologia 1970-1980".

1994 "Antologia 1970 - 1980" raggiunge le 50.000 copie e la lunga Turnèe estiva conferma che Le Orme resta uno dei gruppi più interessanti della scena "LIVE" Italiana.

1995 Firma del contratto discografico con la "Tring" di Verona e in ottobre esce "IL FIUME", una suite che alterna parti cantate a brani strumentali dove si parla della vita dell'uomo attraverso la metafora del Fiume.

La lunga Turnèe invernale, la cui scaletta prevede "Il Fiume" , grossi successi del passato e la suite "Felona e Sorona" in versione integrale, tocca le principali città italiane tra cui Milano (Teatro Nuovo).

1997 Il 23 maggio LE ORME suonano al Progeast di Los Angeles, riscuotendo un grande successo. Il Fiume intanto si avvia verso le 50.000 copie. Dopo la Turnèe estiva (primi di ottobre) esce "Amico di ieri" un'antologia di brani "rivisitati". Francesco Sartori abbandona il gruppo sostituito da Andrea Bassato dei Mysia…

1998 Anno pieno di concerti tra i quali, il più importante è la partecipazione al Progeast di Quebec City - Canada'.

In questa occasione LE ORME conferiscono la loro popolarità nel mondo.

1999 Anno dedicato ai concerti italiani.

2000 A Giugno partono per Città del Messico e partecipano al più importante Festival del Centro America: il MEX PROG. Il successo è notevole e Le Orme già pensano al nuovo lavoro.

2001 Dedicano tutto Gennaio e Febbraio alla stesura del nuovo CD: una suite molto articolata dove spicca prepotentemente la matrice "progressiva" del gruppo. I testi ancora una volta parlano dell'Uomo, attraverso la metafora dei quattro elementi che compongono l'universo materiale. La copertina è del celebre pittore surrealista PAUL WHITEHEAD. Il 3 marzo partecipano al BAJA PROG FEST di Mexicali (a nord del Messico al confine con la California) come gruppo più importante e presentano in anteprima la prima parte di ELEMENTI. Nel mese di Novembre volano a Buenos Aires per un concerto nel quale presentano l'intera suite. Segue il RARF FEST di Rio de Janeiro e Macaè (Rio) dopo di che volano in Messico per un concerto a Chihuahua e uno a Mexico City.

2002 A Marzo inizia un tour teatrale che tocca ancora una volta le principali città italiane.

Prog. INTERNAZIONALE.

 


 

Le "ORME" come la "JUVENTUS"

Il gruppo storico della musica "Rock Progressive" italiana famosissimo, negli anni '70, "le ORME", è come la "JUVENTUS"…! Amato e odiato, invidiati e stimati dappertutto, ha tifosi ovunque: in Italia e in tutto il mondo…! Si può paragonare la notorietà delle "ORME", gruppo conosciuto ovunque con "fans", estimatori e tanti ricordi…, alla squadra di calcio "JUVENTUS".

Io che ho stima, simpatia, ammirazione e sono grande tifoso sia delle "ORME" che della "JUVENTUS" (così come lo sono per Vottorio Sgarbi, di padre Maurizio, Kim Basinger, Claudia Schiffer e di altri personaggi…), spesso esposto al contatto col pubblico e vivendo perciò direttamente diverse traversie nel bene e nel male, vedo meglio di altri che hanno molti estimatori (molti e pochi nello stesso tempo), che sono amati, odiati e invidiati (soprattutto). Pochi, ma buoni! La qualità non è acqua! Io Mirandi, lo posso dire! "Vivo" ed ho "vissuto" in vari momenti nel tempo osservando i vari "tifosi" e personaggi citati… Ho compreso molto le tante dicerie e pareri… Comprendendo tutto ciò che intorno a loro si "possa dire", spesso li vedo "avvantaggiati", altre volte "accerchiati" da negativi e stupidi pareri, da contrastati e meriti condivisi e non…

Con le mie mostre a "tema" (oggi nel 2000 ne posso contare quarantacinque) ho avuto "tali" esperienze… Ecco, ora vorrei parlare dell'ultima, mentre ne è in corso un'altra a Guidonia, alla Biblioteca Comunale. Si tratta della mostra itinerante "IL FIUME…della vita" (alla sesta edizione), ovvero: "MIRANDI sulle ORME del Fiume MAVONE", che si è svolta dal 4 al 20 agosto a ISOLA del GRAN SASSO (TE), presso la Chiesa San Giuseppe.

Alla presenza del sindaco Fiore Di Giacinto, di padre Maurizio e di altre personalità si è svolta l'inaugurazione e il 12 agosto, come era previsto, si è avuta la visita delle "ORME" alla mostra.

L'opera musicale "IL FIUME…", di cui i componenti de "le ORME" sono gli autori sia per quanto riguarda i testi che le musiche, è stata rivisitata da me MIRANDI frammento dopo frammento, con una mia personale interpretazione, attraverso ventiquattro lavori adattati alla zona comprendente Isola, San Gabriele, Trignano, cioè alla "Grande Vallata Siciliana".

Bene! Arrivo al dunque! C'è stata una grande festa, con i i numerosissimi "fans" arrivati da tutte le parti d'Italia, dedicata alle "ORME", nei locali della mostra in corso.

Tra l'ammirare le opere pittoriche e gli scambi di opinioni è stata una bella festa! Si è stato tutti insieme per più di un ora e mezza poi, come da "scaletta" del programma indetto dal comune di Isola, "le ORME" si sono esibite in concerto in una piazza gremitissima di folla ("fans" e curiosi che avevano occasione di poter vedere per la prima volta il famoso gruppo in concerto dal vivo).

La piazza, come già detto, era pieno e tutta la gente intervenuta non riusciva ad entrarvi nonostante la piazza fosse molto grande. Sono state calcolate all'incirca diecimila persone arrivate per lo spettacolo.

Bisogna dire (noi "fans" lo sapevamo) che gran parte della gente era costituita da "fans", amici e conoscenti il più delle volte incontratesi nei vari concerti che il gruppo porta in giro per il mondo… Si è verificato tutto ciò non solo per il gruppo musicale, ma anche per il grande successo a livello Mondiale raggiunto soprattutto negli anni '70.

Spesso, oltre avere dialoghi e scambi di opinioni nei concerti i "fans" si sentono tra di loro per sapere notizie sul gruppo e sui suoi concerti, insomma su tutto ciò che il Gruppo Veneziano ha in programma…

"le ORME" venivano a Isola dopo una serie di serate e di concerti in giro per l'ITALIA e soprattutto dopo un'ulteriore serie di concerti in MESSICO, CANADA' e USA dove sono molto conosciuti e riscuotono un grandissimo successo di pubblico… Così, a Isola l'incontro tra i "fans" e "Le Orme" è avvenuto alla mostra di Mirandi… Sono intervenuti "fans" e amici che già in buona parte conoscevano e con cui ero d'accordo per incontrarci in questa occasione, proprio per l'arrivo delle "ORME", mentre altri "fans" sono arrivati per svariate motivi, essendo venuti a conoscenza sia del concerto sia della mostra e ho avuto così il piacere di conoscerli di persona per la prima volta… Da dire però è che quasi tutti mi conoscevano per sentito dire che: "…da alcuni anni vi è un artista che rivisita le opere musicali, le "Suite", delle "ORME" con un programma, di mostre in giro per l'Italia…, attualmente alla sua diciassettesima edizione… Molte opere sono interpretazioni ispirate dalle canzoni, altre si adeguano ai titoli delle poesie (che sono in sintonia con i sentimenti dell'artista) cantate dalle "ORME"…!!! Così molti hanno potuto conoscermi per la prima volta.

Bene! Tanta gente! Amici, amiche! "Fans"! Famiglie venute da lontano…: chi da Vicenza, chi da Livorno, chi da Pomezia, chi da Roma, chi da Latina, chi da Avellino, chi da Caserta, chi da Chieti, chi da Frosinone, chi da Giulianova, chi da Pescara, chi da vari luoghi (dove "le ORME" sono apprezzatissime), chi da Teramo, chi da Montorio, chi da Torino, chi da altri posti ancora…! Così, data l'occasione del Concerto, per incontrare anche i componenti del gruppo veneziano, i "fans" si sono diciamo, "concentrati", organizzando un "incontro" sul posto. Isola del Gran Sasso e stato il fulcro di questo incontro… Salutarsi, rivedersi, conoscersi di persona e poi visitare ad apprezzare la mostra…e capire chi era "anche questo pittore" Mirandi, e soprattutto assistere al bellissimo concerto de le "ORME" per il quale era stato allestito in piazza un grandioso palco inondato da luci variegate date da fari e proiettori e da fumogeni colorati ad arricchire lo scenario… E' stato un tutt'uno!

Certamente "le ORME" non sono più come negli anni '70 durante i quali trionfavano ovunque, anche all'estero… e quando soprattutto erano più giovani e il "rock" andava per la maggiore. Ora, purtroppo, lo spazio è loro completamente negato dai produttori e meno male che molti gruppi e fare ancora rivivere quei momenti anche a giovani nuovi amatori (e ce ne sono, sono tantissimi) i quale possono così assistere a dei veri spettacoli di musica e non esaltare la solita "canzonetta".

La storia de le "ORME" dei concerti dal vivo continua ancora ed è quella della musica colta, impegnata, di qualità…

Sapevo e ho capito e compreso che a molti dei miei compaesani (quelli di Isola) non è tanto piaciuta quella musica! Si aspettavano canzonette, mentre "le ORME" hanno all'attivo ben diciassette opere musicali (CD oppure L.P.) e si tratta di musica di qualità, di pezzi strumentali, di lunghe "suite", alternanti alti e bassi di sonorità musicali, con rientri di cantato…, di storie a tema unico suddivise in vari frammenti, con titoli e sottotitoli… Insomma i loro sono spettacoli di cui non bisognerebbe perdersi un solo minuto fino alla fine e solo allora si arriverebbe a dire che si è trattato di un bel concerto ricco di musica e poesia! E' anche vero che all'interno di queste storie "le ORME" hanno creato delle canzoni che nella tematica rientravano benissimo nel contesto scelto e, inutile dirlo, sono bellissime… Nelle loro poesie difficilmente si sente ripetere la stessa frase o ci sono ritornelli…!

Per loro diventa difficile accontentare tutti, in quanto devono scegliere solo alcuni brani per un concerto che dura circa tre ore (se dovessero eseguire tutti i loro pezzi dovrebbero esibirsi almeno per una settimana di seguito…, senza fare soste!

Tanta gente, tanta, ma tanta! Posso dirlo! C'ero! E' rimasta fino all'1.30 di notte a sostenere il gruppo e alla fine salutarlo, scambiare qualche parola, incitarlo, chiedergli autografi e i nostri musicisti sono sempre disponibili con i loro beniamini…!

…Debbo comunque dire che, per la verità, sono un pò amareggiato, perché non ho potuto vedere nemmeno per un minuto il concerto dato che non ho potuto lasciare la mostra "IL FIUME" allestita a pochi metri dalla piazza…

Ho saputo poi, alcuni giorni dopo, che "le ORME", dal palco, mi hanno rivolto due dediche prima col "IL FIUME…", poi con "FELONA E SORONA" e dei calorosi ringraziamenti…

Tutto ciò perché, alla mostra, vi è stato un gran via vai di gente, tra cui i "fans" che venivano a trovarmi e a salutarmi o a conoscermi di persona…

Infatti ho dovuto fare la chiusura forzatamente all'1.30 per andare ad un incontro, a tarda notte, con "le ORME"… Tutto il pomeriggio è stato impegnato per festeggiare la presenza delle "ORME" alla mostra e il proseguo si è avuto alla sera, fino a tarda notte…

Alla mostra sono entrate, solo quel giorno, più di duemila visitatori (almeno per quello che si può notare dalle firme sul registro): gente che veniva anche per avere opuscoli e notizie nuove e vecchie sul gruppo storico…, ma avviso della mostra e dell'arrivo delle "ORME" l'avevano avuti nei contatti tra "fans", tramite "internet", dai moltissimi manifesti affissi per tutta la provincia di Teramo (soprattutto nelle circostanze di Isola), e da riviste e da quotidiani…

Non posso dimenticare la tanta gente venuta a trovarmi! Erano tanti i turisti e amatori de le "ORME" che venivano anche per poter sapere qualcos'altro ancora sulla fine fatto dal grande gruppo famoso negli anni '70…

Molte cose sono venute fuori! Da alcuni anni si parlava tra i "fans" di MIRANDI: il pittore che interpretava le storie musicali delle "ORME" e che aveva scritto e pubblicato sulle poesie delle "ORME" descrivendo la loro STORIA…; infatti molte delle famiglie, che sui manifesti affissi per strada avevano potuto leggere tutto ciò erano arrivate per visitare la mostra, ma soprattutto per avere le varie pubblicazioni e le locandine…

Ho avuto la soddisfazione (anche se non era la prima volta) di fare delle dediche e tanti, tanti autografi… Ero quasi emozionato per tutto ciò…

Quanta gente! C'erano visitatori venuti da tutte le parti d'Italia! Passati, stranieri, turisti, tanta gente… e tutta gente intenditrice di arte…

Eppure sono rimasto un pò deluso dagli abitanti della zona che non hanno apprezzato abbastanza una mostra dedicata proprio a loro, ai loro luoghi, ma soprattutto al fiume "MAVONE": il fiume della vita di tutti, del passato, del presente e del futuro, della ricchezza, dei ricordi… che continua ad offrire vita, verde e bellezza alla cittadina di Isola…

Noi di Isola, di San Gabriele, di Trignano…, quanti giorni abbiamo trascorso a divertirci e a camminare per lunghi luoghi tratti di fiume e a godere il verde della primavera e soprattutto, ai vecchi tempi, quanti e quante ore vi abbiamo passato a pescare e a fare il bagno…!

Ecco! In ricordo di quell'esperienza ho interpretato la storia dell'uomo che vive lungo il fiume (ora è un vecchio…!) che è la storia di tutti noi, vissuta, raccontata e descritta da me, Mirandi, in pittorico, traendo lo spunto proprio da "IL FIUME" delle "ORME" che ha dato l'impulso per poter realizzare il mio lavoro…

Sapendo che la zona circostante è abitata da più di diecimila persone e il poterne contare come presenza solo circa trecento… Erano pochissimi considerato che nella globalità della mostra sono state ottenute quasi oltre cinquemila firme e dato che generalmente parte dei visitatori non rilascia firma, al massimo saranno stati circa seimila i convenuti.

Pochi, ma buoni! Vuol dire che l'argomento MIRANDI - LE ORME - MUSICA - IL FIUME MAVONE e tutto ciò che era stato fatto dal Mirandi in cinque anni di lavoro continuo, con tante spese e impegno, per una bella zona che veramente merita ecologicamente non hanno ricevuto che poca gentilezza da amici e paesani i quali hanno aderito e condiviso la bella cosa realizzata, ma non le avevano dato la soddisfazione ottenuta in altre zone d'Italia, con tanti visitatori…

Ad ogni modo il successo a Isola l'ho conseguito lo stesso ed oltre le previsioni… per tanti amici e ammiratori della musica delle "ORME" intervenuti…

Bisogna accettare in libertà le opinioni di tutti e comunque, nella mia mostra, la gente non è mancata ed era gente selezionata, intenditrice, esperta di musica e di cultura…, con cui mi trovavo al mio agio! Un vero successo di gente che non veniva solo per farmi una cortesia!

Da ricordare che "FELONA E SORONA", l'altra opera musicale delle "ORME" rivisitata in pittura da me, MIRANDI, con le undici edizioni realizzate in varie città d'Italia, ha già portato all'attivo oltre trentamila visitatori!!!

Visitare una mostra non deve essere una cortesia, ma deve venire dall'amore per l'arte!!! Col grosso successo di pubblico venuto da tutte le parti d'Italia, anche nei successivi giorni, la musica delle "ORME" ha riconfermato che la qualità non è acqua…! Va ben detto questo!!

"LE ORME", infatti, come la "JUVENTUS", conta "tifosi" ovunque…!

Questo gruppo storico è molto stimato, ricordato e seguito…

I suoi componenti sono delle persone serie e preparate, soprattutto bravissimi ad esibirsi con stile e serietà… Si tratta di MUSICISTI veri, di GRANDI COMPOSITORI…!

Preferiscono suonare piuttosto che parlare! Ecco la loro ricchezza!

Per chi si aspetta canzonette ecco come risposta la loro qualità musicale!

"LE ORME" sono come la "JUVENTUS"!

Di loro "fans" e ammiratori se ne trovano ovunque malgrado ormai il tempo passi inesorabilmente confermando l'appartenenza alla Storia…!

W "LE ORME"!!!

Roma 2000

Tonino Leandro Mirandi

 


 

IL TRAMONTO DELLA MUSICA "ROCK PROGRESSIVE"

Non si è capito bene perché la musica "rock progressive" sia trattata o se la si sia (intenzionalmente) fatta tramontare.

Per una questione "politica" o di "produzione scomoda", scomoda… ! Scomoda a chi?

Forse danneggiava la rivale "canzonetta"? Cosa successe agli esordi del "rock progressive", negli anni '70…! Facendo quasi del tutto scomparire l'altro genere…

Cosi, oggi, si vorrebbe favorire la cosiddetta "canzonetta" creandole attorno "Business" e pubblicità di favore; solo perché più redditizia…!?

Il rilancio del "rock progressive" rimetterebbe in crisi questa famosa "canzonetta" (la musichetta famosa usa e getta), come successe appunto già negli anni '70, quando un'intera industria e tutte le persone che vi lavoravano attorno entrarono in crisi.

In molti lo sanno: basterebbe un minimo di spazio a favore del "ROCK", e tutto un sistema andrebbe in crisi… "la qualità non è acqua"!

E' risaputo che intorno alle "canzonette" esiste un interesse troppo forte (oggi tutti fanno i cantanti…) e finisce così che la quantità opprime la qualità, ma tutti sanno che la qualità rimane nella "storia" coi suoi valori…!

Eppure oggi come oggi, ovunque si sentono "canzonette" ripetitive ed orecchiabili, quasi fosse "un obbligo…" ascoltarle!

Intanto, la "musica rock progressive", la musica "giusta", di qualità, soprattutto di ricerca, viene trascurata…

Questo tipo di musica, agli inizi degli anni '70, ha rafforzato tanti valori e soprattutto è servita a rilanciare uno spirito sociale, a cambiare una generazione, a cambiare la mentalità civile della gente; si può dire che sia stata una musica finalizzata al rinnovamento che ha segnato il passaggio da una generazione ad un'altra esprimendo appunto un nuovo modo di vivere nel sociale e le difficoltà esistenziali di quel momento storico; questa musica ha aiutato la nuova generazione a maturare tanti concetti di vita, di pensiero e soprattutto di libertà.

La musica "rock progressive" è diventata così una musica colta, di ricerca e nelle sue lunghe "suite", quel raccontare storie basate su temi a filo conduttore unico. Nel periodo di maggior auge vennero alla ribalta molti gruppi musicali: dei giovani formarono dei complessi musicali composti da bravi solisti-compositori, collaboravano insieme fondendo le proprie idee per creare un certo prodotto innovativo di ottimo livello così ebbe inizio l'avventura "rock", che in poco tempo invase il mondo musicale per anni fino a rimanere nella storia Universale della Grande Musica. Uscirono per la prima volta i famosi Lp. 33 giri con alcuni brani cantati altri per la maggior parte a carattere strumentale. Le canzoni erano delle vere e proprie poesie... La tematica seguiva un filo conduttore unico nel raccontare delle storie.... I brani concorrevano tutti sullo stesso argomento, le famose "suite": Brani lunghissimi (non più canzonette con ritornelli ripetitivi e magari non più lunghe solo di tre minuti).

A quell'epoca vennero fuori i primissimi LP. - oggi CD. - che non si limitavano più ad una raccolta di canzoni…, ci furono i primi concerti dal vivo…: dei veri e propri "spettacoli musicali" che si arricchirono via, via di luci colorate (una coltre), di effetti, di fumogeni, di scenografie teatrali e dove primeggiava una musica BAROCCA, tra il lirico e il classico, nella quale spiccavano in primo piano i suoni delle tastiere (organo, piano elettronico-Hammund-Sintetizzatore).

Queste iniziative riempirono teatri, parchi, palazzetti, stadi ed altri luoghi di tanta gente, giovani e giovanissimi soprattutto.

Il "rock progressive" e i "concerti spettacolo" diedero una vera sterzata al modo di proporre la musica e soprattutto lo spunto per un rilancio in futuro della "canzonetta" per la quale, anche cominciarono ad organizzarsi dei concerti dal vivo: "spettacoletti pietosi" rispetto a quelli che li avevano ispirati e che hanno portato tutti oggi ad esibirsi e ad impoverire la qualità di ciò che ne veniva proposto.

Possiamo ricordare alcuni dei gruppi allora più famosi, noti in tutto il mondo, dei quali alcuni ancora oggi in attività: Genesis, Pink Floyd, Yes, The Nice, Gentle Giant, King Krimson, Leed Zeppelin, E. L.& P., Van Der Graf Generator, Jetro Tull, Colosseum, Camel, Family, Magma, Moody Blues, Procol Harum, Renaissance, Strawbs, ecc…

In Italia i primi ad iniziare furono LE ORME, poi ne vennero altri: P.F.M., Banco del Mutuo Soccorso, Balletto di Bronzo, Alan Sorrenti, Delirium, Garybaldi, New Trolls, Osanna, Rovescio della Medaglia, The Tripp, ecc…

Nella metà degli anni '90, si riaccesero le speranze e più di un gruppo ha cercato di pubblicare un CD, ma senza trovare tanta fortuna.

Anche i notissimi "GENESIS" con "CALLING all' STATIONS" (un vero capolavoro) hanno avuto vita difficile (in Italia "LE ORME" con "IL FIUME", la P.F.M., con "ULISSE", ecc…).

I giornali e la TV. Si sono negati, ne hanno parlato poco e male. Fu proprio la fine! Un vero declino, un peccato…! Anche i stessi grandi "GENESIS", mentre erano in un "tour Mondiale", rinunciarono a molti spettacoli dal vivo proprio per le notizie "contraddittorie" che uscivano sulla carta stampata e che sembravano ginalizzate per far allontanare il pubblico dai loro spettacoli.

Dopo la sterzata degli anni '70 durante la quale la musica "rock progressive" aveva mandato in crisi "la canzonetta" quest'ultimo ritorno alla ribalta e oggi i "max media" ci prefissano solo quella.

Sui giornali si pubblicizzano con fiumi di parole CD di sette-otto canzoncine e si fa tanta pubblicità intorno a un motivetto recando spesso la formale che fanno apparire i cantanti come ospiti fissi in TV.

Capita così spesso di leggere sui giornali o di sentire all TV. Frasi come: "Questa sera ci sarà una rassegna musicale a cui partecipano alcuni grandi musicisti internazionali…!" (si vedono apparire chi? Renato Zero, Gino Paoli, Orietta Berti, Laura Pausini, ecc…). Musicisti Internazionali? Bach, Ciaikovski, Beethoven, Handel: quelli si che lo sono! Oppure spesso si sente chiamare "Rock Star" chi magari proprio non lo è (vedi L. Pausini, Ligabue, G. Nannini, T. Ferro, A. Celentano, ecc…).

Voler fare per forza gli "americani" oppure gli "inglesi"…, presentandosi con certi nomi, lascia perplessi… Bravi! Bene! La massa, che vede solo la TV. o legge solo i giornali conosce solo "quelli" come "migliori", i più bravi…! Ecco, vorrei dire che questo è favorire, dare un merito che poi non c'è. E qual è lo scopo?

Purtroppo il "rock progressive" ha dato fastidio e difatti, lentamente, si è voluto farlo tramontare (ignorandolo).

Molti musicisti, musicisti, molti gruppi hanno resistito "autoproducendosi", sfidando anche la possibilità di non farcela più.

E che nessuno mi venga a dire che parlo di una musica superata? Vorrei dire che tutta quella gente che amava il "rock progressive", oggi 40/50/60enne, (e si tratta di milioni di persone cui oggi si sono aggiunti anche milioni di giovani e giovanissimi) ama e ascolta ancora quella musica e se si tiene un concerto, uno spettacolo dal vivo, tutti lì a ritrovarsi insieme e anche a fare molti km per andarci.

Non ci rimane che sperare che i giornali e TV. ricomincino a dare il giusto spazio che merita a questa musica la quale è una ricchezza Universale che non tramonterà mai e rimarrà per sempre nella storia.

Roma 1997

Tonino Leandro Mirandi

 


 

Leandro Tonino Mirandi

Nato a Trignano - Isola del Gran Sasso (Teramo) risiede a Colleverde di Guidonia, in provincia di Roma, città in cui lavora presso la Biblioteca Nazionale Centrale - Ministero per i Beni Culturali e Ambientali. Dopo aver frequentato per un triennio gli studi di Aldo Nicolini, noto artista della scuola romana "pop-art" di Mario Schifano, esordisce nella pittura. E' il 1990.

Mirandi ha una tematica ascendente: l'astronomia; con essa, infatti, riesce a stabilire accordi di straordinaria bellezza. Le linee sovrapposte e i globi di luce spiccano, nelle cromìe a strati, creando un poema materico difficilmente superabile. L'ingegno si fonde al reale e quindi al surreale, e la materia, divenendo eterea, in un leggiadro susseguirsi di sequenze floreali e astrali, conferisce alle opere un sobrio linguaggio-metamorfosi che mobilita il tema e va al di sopra delle immagini.

Il fulgore si intensifica e tutto affonda nel firmamento astrale da cui la memoria prende origini. E' un ritorno ineluttabile: Mirandi ritempra le radici, perché gli uomini conoscano l'universo, programma d'amore ininterrotto.

Magnifico il percorso "pittura e musica" tra lo storico Gruppo "Le Orme" (Rock Progressive Italiano) e il pittore Leandro Tonino Mirandi, le cui basi si fondono sulla rivisitazione pittorica di "Felona e Sorona" e "Il Fiume", due accadimenti di straordinaria importanza, con differente significato. "Felona e Sorona" (LP del 1973 - Suite a unicità tematica filo-conduttore) sono due pianeti immaginari: la felicità e la tristezza, dualismo, per legge cosmica, in cui si incastona la pittura astrale di Mirandi: 24 opere esposte (undici edizioni) in varie città d'Italia; con più di 30.000 visitatori.

"Il Fiume", opera rock, pubblicata nel 1995 (a unicità tematica filo-conduttore) è una Suite. Questo secondo percorso con "Le Orme" offre a Mirandi l'idea di rappresentare il fiume Mavone (Isola del Gran Sasso) nel suo rigoglio territorio. E' l'anno Giubilare e il Mavone espande le sue acque nei pressi del Santuario dedicato a San Gabriele dell'Addolorata, occasione propizia per una mostra sul tema. La rivisitazione è perfetta. Musica e pittura si fondono: 40 opere in mostra itinerante per cinque edizioni con "Il Fiume della vita nel Giubileo del Duemila" (solo 24 opere per l'esposizione Fiume/Giubileo), due edizioni "Mirandi sulle Orme del Fiume Mavone" (escluse le opere dedicate al Giubileo e, reinserendo le opere accantonate (una parte) dedicate al fiume Mavone...un ritorno a quel "fiume" interpretato fin dal primo momento…alle sue origini con 40 opere), infine, due edizioni col nuovo titolo: "…Lungo il Fiume" (in questo caso le opere sono più incentrate sul percorso del fiume Mavone e, di tutto ciò che offre e dona il fiume stesso all'uomo) con 40 opere (tutte di grossa dimensione) in mostra è seguirà altre edizioni in mostre itineranti.

Nel terzo percorso il Gruppo veneziano "Le Orme" trova in Mirandi un fedelissimo encomio anche per il nuovo CD: "Elementi" (Suite) pubblicato nel 2001. Questa terza opera, reinterpretata in chiave pittorica, sintetizza la terra, il vento, la pioggia e il fuoco: 36 opere (gran formato) per una splendida fusione. E' in programma una mostra (ottobre 2002) all'Accademia Internazionale Sant'Agostino (via del Corso 45 Roma).

Lo stile ha vibrato eccellente: sinergie astrali e floreali traggono dagli elementi il rito di espansione, e il vento e la pioggia danzano, emettendo luce, dopo averla tratta dalle altitudini. Mirandi si introduce in quel vortice stellare, dove anche la terra danza nell'inconfondibile mistero per il quale passano il giorno e la notte, il respiro e il vento. Le gioie e il delirio convergono "dove tutto è". Il pittore ne conosce i simboli e li ama, estasiato sulla tela dalla quale sorge il miracolo, e sole e astri, galassie e comete assemblano (nell'intera opera) il provvidenziale risveglio della memoria: i quadri, assorbendo linfa, la tramandano, e terra e acqua, aria e fuoco formano un abbraccio poderoso, e lirismo e musica si fondono, nella reinterpretazione pittorica, al punto che "Le Orme" cantano nei quadri di Mirandi, ne godiamo il ritmo, scandito dal respiro degli "elementi", che sale, col fluire della vita, tenero e incessante nel mistero dei giorni. E' la musica del sole e delle stelle a far danzare la terra, e con essa danzano i colori, nel mirabile poema dell'universo, dove tutto avviene, ed è fervore di equilibri.

Qui si dipana il filo conduttore (memoriale della Genesi). Mirandi acclama le altitudini, riflesse sulla terra, e con esse intona i salmi della tenerezza: "Dite a Dio": "Stupende sono le opere!".

Per esse transita l'opera umana, come sangue nella arterie, e tutto procede, nell'incantevole travaso di luci e di ombre, rapito e costante come il pennello d'artista: in esso si trasfonde il prodigio della creazione, e l'arte si riflette nel panorama infinito.

Roma lì, 2002

Maria Teresa Palitta

 


 

L'ERETINO

Mensile di Monterotondo, Mentana, Fonte Nuova e Fiano Romano (Roma) del dicembre 2003

Arte e Cultura - Pittori

La musica nei quadri

Tonino Mirandi per dipingere prende ispirazione dalle canzoni dei Pink Floyd, Led Zeppelin, Banco del Mutuo soccorso…

Fonte Nuova

di Roberto Fioravanti

Trasforma in colore la sua passione per la musica. Leandro Tonino Mirandi, pittore abruzzese, residente a Colleverde di Guidonia, propone attraverso i suoi dipinti un insolito sodalizio fra le arti figurative e gli effetti sonori.

"Io dipingo con la musica - racconta il pittore - perché mi dà forza, impulso e sentimento. Attraverso la pittura cerco di riprodurre i suoni dei miei gruppi preferiti. Parlo soprattutto dei dischi di P.F.M, Banco del Mutuo Soccorso, Le Orme, Pink Floyd, Yes Nice, Led Zeppelin e Genesis.

Mirandi è un appassionato del Progressive Rock, genere sugli scudi fra gli anni sessanta-settanta, ed esprime con i pennelli la sua smisurata fede.

"E' la musica che scandisce i tempi della mia ispirazione- continua l'artista -. La mia pittura è verticale come un pentagramma. I miei quadri sono interpretazioni di brani musicali e testi poetici. E' dall'inizio della mia carriera che sperimento risposte artistiche artistiche attraverso i suoni. Così le canzoni di quell'epoca magica sono per me dei punti di riferimento, perché hanno arricchito la mia sensibilità. Non potrei proprio farne a meno. Sono i pezzi impegnati di quei gruppi che, ancora oggi mi permettono di lavorare con la mia fantasia e di rappresentarla".

Per quanto riguarda l'imminente passerella romana, Mirandi scopre le carte in tavola e rivela i temi dei suoi nuovi lavori: "Mi sono ispirato a tre dischi de Le Orme, band all'avanguardia negli anni settanta. Questo complesso ha avuto la capacità di creare un filo conduttore fra i testi che costituiscono le loro canzoni. Gli album in questione sono: Felona e Sorona, Il Fiume ed Elementi. Nelle sale della galleria Sant'Agostino rivisiterò con il mio stile queste tre colonne sonore. In tutto farò esporre ottanta quadri".

Oltre al legame inossidabile con la musica il pittore non trascura il potere visivo della fotografia e della videoregistrazione , ma soprattutto non tradisce quella che è la sua corrente d'appartenenza, la pop-art. "Provengo dalla scuola del maestro Mario Schifano, seguace di Andy Wharol e di Jackson Pollock. E' stato un suo allievo, Aldo Nicolini, ad insegnarmi la tecnica per creare una pittura veloce e immediata. Si tratta di uno stile futurista, spontaneo, essenziale, d'improvvisazione. Da queste componenti è nato il mio metodo. La mia tecnica è particolare. Utilizzo, infatti, olio, acrilico e smalto: colori sintetici e rapidamente rappresentabili. La musica è, invece, il valore aggiunto, la forza per creare nuove forme di vita pittorica. Penso che i miei dipinti possono essere definiti come il risultato di un intreccio fra astrattismo e concettismo".

Per divulgare la concezione totale dell'arte che s'immerge nella sua vita quotidiana, Mirandi ha raccolto in tre volumi fotografici la sua opera. "Nel mio ultimo libro dal titolo Elementi - prosegue il pittore - c'è il quadro che rappresenta lo spirito più vero della mia pop-art. Il dipinto s'intitola Vento/Terra/Pioggia/Fuoco ed ha la caratteristica di essere formato da numerose finestre, dedicata ognuna, per l'appunto, ad un elemento".

Nel mio primo testo della trilogia, Felona e Sorona, invece l'artista viaggia attraverso l'universo, accompagnato dalle melodie de Le Orme. In queste pagine è riproposta la storia dell'uomo dal principio alla fine.

Ad ogni dipinto corrisponde una canzone della band, rielaborata dal punto di vista del pittore, che segue il percorso esistenziale: nascita vita, morte.

Nella raccolta Il Fiume…nel Giubileo del duemila Tonino Mirandi recupera i ricordi d'infanzia nella terra d'Abruzzo, l'interesse per l'astronomia e la sua fede in Dio.

"Vengo da Isola del Gran Sasso e da bambino abitavo vicino al Mavone. Questo piccolo fiume che scende dalle grandi montagne ha un peso affettivo molto importante per me. Ho stretto, infatti, con questo corso d'acqua come una specie di vincolo e di sacra unione, è un po’ tanto per intenderci, il simbolo della mia infanzia. In quest'opera, oltre alla storia del Mavone, racconto del mio rispetto per Dio e per i luoghi della mia spensieratezza. Uno dei quadri, cui tengo particolarmente, è Dove l'acqua si riposa che raffigura una voragine, dove da bambino andavo a lavarmi".

La quarta pubblicazione fotografica del pittore riguarda l'astronomia. E' stato proprio l'amore per gli astri a dare impulso ai suoi primi quadri. Il Mirandi bambino è stato, infatti, un osservatore dilettante di stelle.

Il prossimo volume conterrà, quindi circa trecento illustrazioni in duecento cinquanta pagine.

Il tema principale sarà di nuovo il viaggio che, come metafora d'incertezza, condurrà paure, piaceri e speranze dell'artista abruzzese su ogni pianeta e satellite dell'universo. Non esenti da questo percorso immaginario rimarranno le riflessioni sull'infinito, sul valore della terra e sugli effetti spettacolari dell'eclissi totale di sole.

"Una passione nata per diletto - dice l'artista - è diventata ormai una seconda professione. Non posso proprio più rinunciare alla pittura".

L'altro mestiere che impegna la sua vita è, comunque motivo di vanto e d'orgoglio, Mirandi è operatore amministrativo presso la biblioteca nazionale di viale Castro Pretorio, a Roma, un lavoro che rinnova giorno per giorno il suo entusiasmo: "Sono felice di stare in mezzo a tutti quei libri, perché mi sento immerso nella cultura. Mi sento molto utile e a mio agio in questo contesto. Inoltre, vorrei evidenziare un altro aspetto della mia personalità: la deduzione al dovere. Cerco di non mancare quasi mai sul posto di lavoro, neppure quando sono malato".

Mirandi ha anche un sito internet. (www.toninomirandi.it). "Penso che internet abbia la capacità di essere funzionale in tutto il mondo. Attraverso la rete ho avuto la possibilità di conoscere tanti nuovi amici. Con molti di loro ho potuto condividere la mia passione per il Progressive Rock. Tuttavia ho ascoltato anche generi più commerciali, per tenermi aggiornato, così ho socializzato anche con chi non condivide i miei gusti musicali. Il risultato è che ricevo una valanga d'e-mail.

A fine dicembre in mostra a Roma

E ad aprile una collettiva con il lavoro sui Genesis

Mirandi ha esposto in tutta Italia e in occasione della stagione 2004, sta promuovendo la sua nuova produzione, con l'intento di prendere parte alle diverse iniziative culturali della capitale e della provincia. Prima fra queste, è una mostra personale, a cavallo tra l'ultima settimana di dicembre e la prima di gennaio, presso la galleria Sant'Agostino, in via del Corso 45 a Roma. Seguiranno una partecipazione, sempre in gennaio, all'esposizione collettiva dal titolo Il volo umano da Icaro ai giorni nostri, un'individuale prevista per il prossimo aprile, ispirata ad un vecchio disco dei Genesis e, infine, a giugno, una mostra in collaborazione con la stilista Rita Belpasso dal tema: pittura e moda.

dal periodico "l'Eretino" di Roberto Fioravanti - Fiano Romano (RM) 2003

 


 

LA VOCE

di Fonte Nuova (Roma) del 9 gennaio 2004
di Laura Leone


Roma

30.000 visitatori alla mostra di Tonino Mirandi, artista di Colleverde

Nei quadri il rock delle "Orme"

Si è conclusa lo scorso 6 gennaio la mostra antologica "Pittura e Musica", allestita presso l'accademia Internazionale "Sant'Agostino" di via del Corso, a Roma, da Tonino Leandro Mirandi, pittore abruzzese d'origine, ma residente da anni a Colleverde. Nel corso dell'esposizione, la 58° personale, l'artista ha presentato 80 delle sue opere. Raggruppate per temi: Felona e Sorona, una rivisitazione pittorica dell'opera rock del 2001 - 1995 - 1973 del gruppo storico Le Orme, in cui protagonisti sono proprio i due pianeti gemelli, i pianeti del sogno e della speranza, Lungo il fiume, una descrizione pittorica immaginaria ispirata al fiume Mavone, dove Mirandi racconta i vari momenti vissuti "insieme" al fiume, simbolo di evoluzione ma anche di distruzione, e Elementi: Vento, Terra, Pioggia, Fuoco, una suite composta in 14 tempi, aventi come tematica musicale un proprio filo conduttore che trae lo spunto dall'omonimo titolo dell'opera rock delle Orme. Grande è stata l'affluenza del pubblico, calcolata in circa 30mila presenze, che hanno affollato la grande sala della galleria al centro di Roma. Tra di essi numerosi giovani, incuriositi dall'originale commistione tra pittura e musica, una prerogativa che da sempre contraddistingue le esposizioni pittoriche dell'artista di Colleverde.


Un pittore autodidatta "in viaggio" tra i misteri dell'universo

Tonino Leandro Mirandi è nato a Trignano, antica frazione del comune di Isola del Gran Sasso, in provincia di Teramo, ma da molti anni ha scelto di vivere a Colleverde di Guidonia. Pittore autodidatta, a Roma ha frequentato per tre anni lo studio di Aldo Nicolini, allievo di Mario Schifano, noto artista della cosiddetta "pop-art". Dal 1990 ha iniziato un discorso pittorico autonomo, prediligendo una tematica che sottintende quella che è la sua passione sin dall'infanzia, l'astronomia. Così l'artista spiega questa passione: "E' un sogno di tutti quello di passeggiare nello spazio, tra pianeti, satelliti, comete e stelle e di scoprirne il mistero. Il mio è un viaggio artistico che porta ad osservare l'affascinante volto dei pianeti ed il loro dinamismo cosmico".
Quella di Mirandi è una pittura d'impulso, innovativa, veloce ed immediata, una tecnica elaborata che crea immagini vibranti, piene di movimenti roteanti.
Mirandi ha festeggiato nel 2000 il suo decimo anno di attività artistica. Fino ad oggi ha al suo attivo circa 72 mostre collettive e 61 mostre personali. Le sue opere si trovano in collezioni sia pubbliche che private.
L'artista parteciperà alla mostra collettiva "Il volo umano - Da Icaro ai nostri giorni", inaugurata lo scorso 8 gennaio presso l'Accademia Internazionale Sant'Agostino con un'opera dal titolo "Il volo umano nel sistema solare" su tela 150X100.
Si può visitare l'archivio pittorico di Mirandi sul sito Internet http:// www.toninomirandi.it

Laura Leone (dal periodico "la Voce del Nord Est romano") - 2004 Fonte Nuova (RM)

 

LA VOCE

di Fonte Nuova (Roma) del 16 aprile 2004

di Laura Leone

In mostra a Roma l'artista di Colleverde che dipinge ispirato dalla musica dei Genesis

Le "onde che non tornano" di Mirandi

"Improvvisazioni di colori che danno movimento alle forme. Onde come le strade da percorrere senza guardarsi indietro"

"Onde che non tornano indietro" è il suggestivo tema dell'esposizione di arte pittorica che Tonino Leandro Mirandi, noto artista di Colleverde, presenterà nei locali dell'Accademia d'Arte internazionale Sant'Agostino di via del Corso 45 dal 27 aprile al 3 maggio. La mostra comprende 40 dipinti ispirati ai frammenti dell'omonimo titolo "A trick of the tail", l'opera musicale del 1976 dei Genesis, gruppo di fama mondiale della musica "rock progressive", frammenti pittorici che traggono spunto proprio dai testi delle canzoni.

Si chiude il ciclo pittorico della trilogia "Felona e Sorona" - "Il fiume" - "Elementi", sviluppatosi in ben 29 esposizioni ispirate alle opere musicali del gruppo delle Orme. Tra le 40 opere saranno presenti lavori dedicati allo storico gruppo britannico tra i quali "Anni '70: i Genesis", una tela computerizzata 110X85 con stampa ritoccata a mano, "Genesis: un frammento musicale" opera su tela 97X85 e "Genesis: tour mondiale Parigi 1977", una foto-stampa su cartoncino 100X70. Queste opere raffigurano il concerto-spettacolo del 1977 tenuto a Parigi dal gruppo nell'ambito di un tour mondiale.

Le raffigurazioni "pop-art" sono state dedicate dall'artista al gruppo dei Genesis. Accanto ad esse troviamo, tra le altre, "Dance on a volcano" (Danza sul vulcano), un'altra opera di spicco, "Alle sorgenti della musica", opera ispirata alle origini musicali del gruppo, "L'osservatore dei cieli", "Window: finestra sull'amore", ispirata da un'opera tratta dal primo LP della band.

Mirandi, qual'é il significato di "Onde che non tornano indietro"?

"Basta pensare al significato della frase: si tratta di movimenti continui, di un'evoluzione verso il futuro, di sogni che si realizzano: Questa filosofia si rispecchia nei miei quadri in tutte le improvvisazioni di colori che danno movimento e da vita alla natura, nelle onde roteanti nate sotto la spinta della musica: si tratta di una fusione trai suoni ed il mio impulso pittorico".

Come definiresti quindi la tua pittura?

"Una fantasia creativa dettata dai suoni. La mia pittura ha un'interpretazione molto personale. Ritengo la musica di gruppi come le Orme e i Genesis la migliore in assoluto. Sono band che hanno fatto la storia della grande musica mondiale. I loro brani si prestano benissimo per essere interpretati pittoricamente. Le mie sono quindi storie a tema con un filo conduttore unico".

Cosa pensi di esprimere nelle tue opere?

"Le onde che non tornano indietro sono per me le vie, le strade che bisogna percorrere ogni giorno senza guardarsi indietro. Nel percorso dei temi storici è come guardare in uno specchio d'acqua dove le onde diventano sempre più larghe e scompaiono verso l'infinito. Sono segni che vagano negli spazi, che si intrecciano ma non si incontrano mai. Nelle mie opere cerco di esprimere anche le varie fasi della vita, i miei ricordi, i momenti belli. In definitiva il mio è un messaggio positivo, d'amore e di fede nella vita…"

di Laura Leone (dal periodico "la Voce del Nord Est romano") - 2004 Fonte Nuova (RM)

 


 

Guida SuperEva

Movimenti Prog

di Donato Zoppo

 

Mirandi: le Orme e la pittura

LEANDRO TONINO MIRANDI

Le Orme, il dinamismo cosmico e la pop-art

Incontriamo il pittore che si ispira allo storico gruppo veneziano

Le Orme , come tutte le grandi prog band, hanno sempre avuto un rapporto intimo con l'arte e la pittura . Dai tempi di "Uomo di pezza" , il loro gioiello del 1972, numerosi pittori si sono cimentati nel creare per loro affascinanti copertine: Mac Mazzieri, Lanfranco, Paul Whitehead, Voltolina . Copertine in linea con il contenuto del disco, anzi, parte integrante dell'album. Tutto secondo i dettami del rock progressivo : il disco non è mera raccolta di brani ma organismo vivente, microcosmo che palpita di vita propria, nel quale l'ascoltatore si tuffa e si immedesima.

Negli ultimi anni è stato invece un pittore ad ispirarsi alla musica delle Orme - dall'impianto descrittivo, dal taglio spesso cinematografico, dai toni fiabeschi e dalla vena talvolta visionaria. E' Leandro Tonino Mirandi , "il pittore del cielo, il pittore della verità", come ebbe modo di definirsi.

Mirandi proviene da Teramo ma vive e opera a Roma : è stato un allievo di Aldo Nicolini ed è considerato tra i maggiori interpreti della "Pop art" di Andy Warhol e del nostro Mario Schifano . E' un pittore di grande prolificità e conta centinaia di mostre , sia personali che collettive.

Il suo rapporto con le Orme e in generale con il rock progressivo è profondo, stretto, vitale. Le Orme sono per lui fonte di costante ispirazione . Il Maestro ci ha gentilmente fatto omaggio di due dei suoi cataloghi : per noi è stato un grande impatto vedere come la musica delle Orme interagisca con l'arte figurativa . E' un procedimento diverso da quello delle copertine dei dischi, dalla "cover-art" . Mirandi è persona inquieta e il suo temperamento interpreta e filtra la musica di Tagliapietra e soci.

Appassionato di astronomia , nel 1995 ha inaugurato la mostra "Gli astri e il loro dinamismo cosmico" , con 100 opere esposte. Tra queste, 13 erano ispirate a "Felona e Sorona" : una sincera e originale rivisitazione del capolavoro delle Orme. Il giornalista Augusto Giordano dice di lui: "Mirandi sulla tela butta il colore lontano, nell'infinito e nello spazio, e non torna mai indietro". E' difficile aggiungere altro, se non una considerazione su come le visioni dell'artista abbiano modificato la percezione comune dei due pianeti dell'opera. Chi immaginava un Felona sorridente e sereno e un Sorona triste e cupo rimarrà colpito: la coraggiosa tecnica mista di Mirandi (olio, acrilico e smalto su tela) è lontana da un ordinario descrittivismo o da qualsiasi fantasia naif, le sue opere si affidano all'intuizione di chi le guarda, fanno appello alla sua irrazionalità.

In occasione del Giubileo del 2000 , Mirandi ha dato spazio ad una triplice ispirazione. "Il Fiume" delle Orme , i luoghi natii del suggestivo entroterra di Teramo (Isola del Gran Sasso, San Gabriele, Trignano), Roma , centro della cristianità e fulcro del Giubileo. Partendo dal fascino della ricerca del recente album delle Orme e passando per il recupero di suggestioni di luoghi cari , Mirandi ha realizzato 24 opere , una sorta di "poema giubilare" che ha riscosso grande attenzione.

Abbiamo detto di pittura e progressive , ma si potrebbe azzardare il termine "pittura progressiva" . Per le opere in questione Mirandi ha deciso di collaborare con un altro apprezzato pittore, Ercole Bolognesi . Un'intuizione geniale per una "pittura a quattro mani" : diversi per cultura, età e temperamento, i due artisti hanno scelto un perfetto terreno d'incontro per i loro diversi stili. Basta dare un'occhiata a "Prima acqua" o "Chiesa d'asfalto" : felice, sereno, disteso e morbido Bolognesi (appassionato autore di un realismo spesso fantastico), inquieto, impulsivo, turbolento Mirandi , la cui storia personale evidenzia il turbamento dell'insoddisfazione e la perenne ricerca del meglio.

Nel catalogo sono presenti anche numerose foto delle Orme , che l'artista segue da anni con fedeltà. Il gruppo veneziano è anche presente nelle sue mostre, fotografato spesso con lui in una reciproca dimostrazione d'affetto. Tutto ciò testimonia che le emozioni suscitate dalla musica attecchiscono diversamente in ognuno di noi. Un fan delle Orme come Mirandi ha tirato fuori tutto il suo mondo interiore : le Orme sono state solo un'occasione, uno stimolo, uno strumento per la inimitabile creatività dell'artista.
http://www.toninomirandi.it

http://www.le-orme.com

Donato Zoppo

 

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Santana

di Donato Zoppo

guida dal 17-02-2004

Le Orme, la pittura e il dinamismo cosmico: Mirandi

Un grande pittore romano, dalla "pop art" all'intepretazione pittorica della musica delle Orme

LEANDRO TONINO MIRANDI

Le Orme, il dinamismo cosmico e la pop-art

Incontriamo il pittore che si ispira allo storico gruppo veneziano

Le Orme , come tutte le grandi prog band, hanno sempre avuto un rapporto intimo con l'arte e la pittura . Dai tempi di "Uomo di pezza" , il loro gioiello del 1972, numerosi pittori si sono cimentati nel creare per loro affascinanti copertine: Mac Mazzieri, Lanfranco, Paul Whitehead, Voltolina . Copertine in linea con il contenuto del disco, anzi, parte integrante dell'album. Tutto secondo i dettami del rock progressivo : il disco non è mera raccolta di brani ma organismo vivente, microcosmo che palpita di vita propria, nel quale l'ascoltatore si tuffa e si immedesima.

Negli ultimi anni è stato invece un pittore ad ispirarsi alla musica delle Orme - dall'impianto descrittivo, dal taglio spesso cinematografico, dai toni fiabeschi e dalla vena talvolta visionaria. E' Leandro Tonino Mirandi , "il pittore del cielo, il pittore della verità", come ebbe modo di definirsi.

Mirandi proviene da Teramo ma vive e opera a Roma : è stato un allievo di Aldo Nicolini ed è considerato tra i maggiori interpreti della "Pop art" di Andy Warhol e del nostro Mario Schifano . E' un pittore di grande prolificità e conta centinaia di mostre , sia personali che collettive.

Il suo rapporto con le Orme e in generale con il rock progressivo è profondo, stretto, vitale. Le Orme sono per lui fonte di costante ispirazione . Il Maestro ci ha gentilmente fatto omaggio di due dei suoi cataloghi : per noi è stato un grande impatto vedere come la musica delle Orme interagisca con l'arte figurativa . E' un procedimento diverso da quello delle copertine dei dischi, dalla "cover-art" . Mirandi è persona inquieta e il suo temperamento interpreta e filtra la musica di Tagliapietra e soci.

Appassionato di astronomia , nel 1995 ha inaugurato la mostra "Gli astri e il loro dinamismo cosmico" , con 100 opere esposte. Tra queste, 13 erano ispirate a "Felona e Sorona" : una sincera e originale rivisitazione del capolavoro delle Orme. Il giornalista Augusto Giordano dice di lui: "Mirandi sulla tela butta il colore lontano, nell'infinito e nello spazio, e non torna mai indietro". E' difficile aggiungere altro, se non una considerazione su come le visioni dell'artista abbiano modificato la percezione comune dei due pianeti dell'opera. Chi immaginava un Felona sorridente e sereno e un Sorona triste e cupo rimarrà colpito: la coraggiosa tecnica mista di Mirandi (olio, acrilico e smalto su tela) è lontana da un ordinario descrittivismo o da qualsiasi fantasia naif, le sue opere si affidano all'intuizione di chi le guarda, fanno appello alla sua irrazionalità.

In occasione del Giubileo del 2000 , Mirandi ha dato spazio ad una triplice ispirazione. "Il Fiume" delle Orme , i luoghi natii del suggestivo entroterra di Teramo (Isola del Gran Sasso, San Gabriele, Trignano), Roma , centro della cristianità e fulcro del Giubileo. Partendo dal fascino della ricerca del recente album delle Orme e passando per il recupero di suggestioni di luoghi cari , Mirandi ha realizzato 24 opere , una sorta di "poema giubilare" che ha riscosso grande attenzione.

Abbiamo detto di pittura e progressive , ma si potrebbe azzardare il termine "pittura progressiva" . Per le opere in questione Mirandi ha deciso di collaborare con un altro apprezzato pittore, Ercole Bolognesi . Un'intuizione geniale per una "pittura a quattro mani" : diversi per cultura, età e temperamento, i due artisti hanno scelto un perfetto terreno d'incontro per i loro diversi stili. Basta dare un'occhiata a "Prima acqua" o "Chiesa d'asfalto" : felice, sereno, disteso e morbido Bolognesi (appassionato autore di un realismo spesso fantastico), inquieto, impulsivo, turbolento Mirandi , la cui storia personale evidenzia il turbamento dell'insoddisfazione e la perenne ricerca del meglio.

Nel catalogo sono presenti anche numerose foto delle Orme , che l'artista segue da anni con fedeltà. Il gruppo veneziano è anche presente nelle sue mostre, fotografato spesso con lui in una reciproca dimostrazione d'affetto. Tutto ciò testimonia che le emozioni suscitate dalla musica attecchiscono diversamente in ognuno di noi. Un fan delle Orme come Mirandi ha tirato fuori tutto il suo mondo interiore : le Orme sono state solo un'occasione, uno stimolo, uno strumento per la inimitabile creatività dell'artista.

 

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Le Orme

di Donato Zoppo

guida dal 22-10-2004

Gli Elementi del maestro Mirandi

La nuova opera del pittore "ormista" Leandro Tonino Mirandi. Segnaliamo l'intervento dell'ottima Guida Progressive

Musica e pittura. Le Orme, musa ispiratrice di Mirandi

Elementi" è un libro-catalogo di musica e pittura del pittore Tonino Mirandi. dedicato al binomio Orme-pittura. Fa parte di una trilogia di volumi dedicata alla band veneziana e che si ispirano ai suoi dischi

Musica e pittura. Leandro Tonino Mirandi ricerca il collegamento con il rock, come musa ispiratrice della sua arte pittorica. La sua musa in particolare è una delle band più amate dai fans del rock progressive, Le Orme, che ha sempre affrontato nei propri dischi tematiche spirituali, che non si fermano all'apparente. Come artista esce dalla scuola che si rifà a Schifano (e non a caso "Le stelle di Mario Schifano" fu uno dei gruppi e dischi più amati nel rock progressive dei 70 che univa arte e suoni). Lui prosegue un discorso di pop art, alla Andy Warhol ,coniugando l'arte uditiva con quella visiva. " Elementi " è l'ultimo, in ordine di tempo, dei libri che Mirandi ha dedicato al binomio Orme-Pittura (tre volumi che si ispirano ad altrettanti dischi della band veneziana).

Dalle "personali" al libro che, originalmente, propone testi dei brani, foto del gruppo e dell'artista e soprattutto la riproduzione dei quadri. «Lo stile - scrive il critico d'arte Maria Teresa Pallitta - ha vibrato eccellente: sinergie astrali e floreali».

Gaetano Menna

 

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Movimenti Prog

di Donato Zoppo

LEANDRO TONINO MIRANDI

AD GLORIAM
...un viaggio "intorno" alla musica

A cura di
Leandro Tonino Mirandi
e
Gabriella Granieri

(Editoriale Eco 2006)

Il grande sogno del progressive-rock, quello di una "musica totale" e unica, ha sempre visto un particolare feeling tra musica e arte grafica. Non è un caso che l'epoca dell'art rock abbia visto grandi copertine e artwork, Paul Whitehead, Giger, Roger Dean e Marcus Keef, tanto per citare i nomi stranieri più importanti. In Italia una formazione come Le Orme ha valorizzato musicalmente il lavoro di un pittore come Walter Mac Mazzieri (indimenticabile la copertina di Uomo di pezza , il celebre Garbo di neve ) o di Lanfranco, così la PFM con Caesar Monti e gli Area con il lavoro grafico della Cramps. Musica e pittura , un'accoppiata che dunque è esplosa nel progressive e che torna - forte, pulsante, palpitante d'emozione e di creatività - con Tonino Mirandi.

Mirandi al lavoro su un'immagine dei Genesis

Il Maestro Mirandi , abruzzese trapiantato a Roma, è un caso più unico che raro: un pittore che ama ascoltare prog a tutto spiano, e che usa questo rock come assoluta fonte d'ispirazione. L'ultimo ciclo pittorico - non a caso chiamato Ad Gloriam , citando il primo disco delle Orme - è una serie di lavori dedicati a molti artisti pop e rock, con una forte propensione per il prog ( Orme e Genesis in particolare). Mirandi, allievo di Nicolini e Schifano , è un singolare esponente della pop art : nelle sue mani non passa solo il colore ma tutto un materiale che diventa opera d'arte, come nel caso di questi cartoncini computerizzati che tuttavia esprimono solo una piccola parte del suo universo pittorico. La sua ispirazione, benchè sia filtrata dallo spunto musicale, è sempre alta, come lo era in passato con le sue eccezionali opere "astronomiche" (ispirate a Felona e Sorona ) o "fluviali" (ispirate alla spiritualità del Fiume ).

Un ottimo esempio delle opere mirandiane: Le Orme, 30 anni di storia

Il suo nuovo catalogo- nato in collaborazione con la storica dell'arte Gabriella Granieri - non è solo una raccolta pittorica e fotografica ma anche l'occasione per entrare nel suo mondo: un cosmo nel quale il progressive è più di una passione, ma soprattutto motivo di vita e di espressione artistica. E' assai piacevole leggere non solo i pezzi di operatori dell'informazione prog (Gaetano Menna della Guida Prog Supereva , il sottoscritto) ma soprattutto gli interventi di prestigiosi critici d'arte (penso a Maria Teresa Palitta) che apprezzano sia l'interessante fusione musica-pittura, sia il valore e la spinta "pittorica", descrittiva e immaginifica del migliore prog-rock. "Nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma": così il miglior progressive torna a chi lo ha ascoltato e assorbito, tanto da diventare sublime fonte d'ispirazione.

http://www.toninomirandi.it

di Donato Zoppo

 


 

Magazine di Arte

le Orme della Pittura:

del 03.07.2003

“Io che sono Terra dono i miei tesori
Io che sono Vento volo verso i miei sogni
Io che sono Pioggia disseto le paure
Io che sono Fuoco accendo questo Universo”
Non avevo mai sentito parlare del gruppo rock progressivo “Le Orme”, degli storici anni 70, quando tutte le novità erano possibili e non esisteva la noia del già sentito come adesso.
Non racconterò qui la storia di questo gruppo, ma di come le loro canzoni, poesie in verità, abbiano ispirato un pittore dei nostri tempi che non dipinge se non attraverso la loro musica.
I quadri di Tonino Mirandi, amico di Mario Schifano, artista per caso, raccontano come un assolo di chitarra elettrica ed una rullata di batteria possano trasformarsi in sensazioni colorate, in guizzanti grovigli di tinte accese, con le pennellate che seguono l'evolversi degli accordi fino all'epilogo della canzone. Action painting? Pollock? Kandinsky?
Molto di più: un universo davvero personale si dipinge sulle pareti dell'Accademia Internazionale “Sant'Agostino”, sull'affollatissima via del Corso, dove vado ad incontrare Mirandi.
E' un uomo alto, riccioluto, gentile. Molto fiero del suo lavoro e di ciò che esprime, porta una maglietta de “Le Orme” e si definisce un pittore astronomico.
“E pensare che l'arte mi faceva addormentare!” Ammette, ridendo, quando gli chiedo come ha iniziato a dipingere “Dipingo dal 10 ottobre 1990. Sono amico di Mario Schifano e Aldo Nicolini e frequentavo il loro studio. E' cominciata così…per caso”
Mi mostra un quadro dal titolo “Danza della Terra”, olio, acrilico e smalto, non facili da gestire: la materia di cui è fatto il nostro pianeta si trasforma in uno sfondo verde su cui nasce un prato d'erba di fili rosa, gialli, rossi e blu, tesi come tante corde. “Questo è dedicato a Schifano”, dice, “e porta il titolo di una delle canzoni dell'album ‘Elementi' a cui mi sono ispirato per dipingere. Riesco a farlo solo con la musica a palla” Ridiamo. “Le canzoni delle Orme nascondono nelle loro poesie alcuni temi scottanti come l'aborto e lo stupro. All'epoca era vietato farli uscire allo scoperto, infatti il gruppo passò non pochi guai. La particolarità dei loro album è che parlano di un unico tema diviso tra le varie canzoni, con ritmi e composizioni musicali sempre diversi.”
Gli chiedo se ha fatto un quadro per ogni canzone dell'album, che intanto suona in sottofondo.
“Esatto. Ci sono quattordici quadri ispirati ai quattro Elementi: Terra, Pioggia, Vento e Fuoco. Varie versioni, dico, a seconda delle sensazioni che ho provato. Ma ce ne sono alcuni, come questo, in cui non ho compreso molto bene il messaggio della canzone, le sensazioni erano confuse. L'ho intitolato ‘Dove tutto è'”. La pittura in questione è fatta di tre colonne bianche, ondulate, su uno sfondo composto dai colori primari, quasi ordinato, strutturato in confronto agli altri quadri, più esplosivi. “Come puoi vedere la pittura cerca di salire verso l'alto, verso il cielo. Verso Dio.”
“Danza della pioggia” sembra annunciare il calare della sera, con colori molto scuri ed un pulviscolo brillante. “E' l'Universo che mi piace esprimere nei miei quadri: il suo essere infinito, il cosmo, i pianeti. I grandi misteri della vita.”
Ne trovo il riscontro in “Danza del Fuoco”, dove il rosso psichedelico fa da sfondo a macchie blu che ricordano, senza possibili dubbi, le macchie solari.
“Danza del Vento” si esprime con un raggio bianco, perfettamente geometrico, che colpisce un punto da cui si sprigionano lingue di colore.
“Dovresti ascoltare Felona e Sorona” mi consiglia Mirandi “E' un altro album delle Orme a cui mi sono ispirato e racconta la storia di due pianeti, uno felice ed uno triste, che si dimenticano del loro creatore…” la storia è lunga, ma sarà possibile vedere l'ispirazione di Tonino dal 23 dicembre di quest'anno, sempre nello stesso posto.
Intanto, sulle note di un Fuoco che si Spegne, sento la poesia farsi musica e vedo ricominciare i cicli dell'Universo in “Il grande cerchio”, nero e compatto su un fondo giallo spruzzato di pulviscolo cosmico.

Susanna Bianchini

 


 

SuperEva / Movimenti Prog

24/07/2006

L'Universo ormiano di Tonino Mirandi

Dall'osservazione dei corpi celesti alla loro raffigurazione/trasfigurazione. Dal cannocchiale ai pennelli, anche con un afflato religioso che traspare in alcuni quadri. Con qualcosa in più... la musica de Le Orme di "Felona e Sorona".

Libri: Musica da leggere

L'universo ormiano di Tonino Mirandi

Dall'osservazione dei corpi celesti alla loro raffigurazione/trasfigurazione. Dal cannocchiale ai pennelli, anche con un afflato religioso che traspare in alcuni quadri. Con qualcosa in più... la musica de Le Orme di "Felona e Sorona".

L'Universo di Leandro Tonino Mirandi pagg. 304 euro 25,00

Ponderoso volume quello del pittore Leandro Tonino Mirandi sulla sua mostra pittorica “L'Universo”. Come sempre i libri di questo pittore abruzzese sono più di semplici cataloghi d'arte. In questo descrive dettagliatamente la mostra a cui si riferisce, ovviamente;l'itinerario artistico però è costellato da integrazioni, arricchimenti, approfondimenti, studi sull'astronomia, che vanno al di là dei dipinti veri e propri.

«Questo libro – ci spiega l'artista – è il frutto di un lungo lavoro di circa quindici anni; infatti ha avuto inizio nel 1990, ed ebbe poi fine nel 1997, con un aggiornamento nel 1999, poi una lunga pausa ultimamente è stato ripreso, perfezionato, pubblicato».

Un tomo di oltre trecento pagine con le illustrazioni di ben 163 dipinti e con altre 141 foto a colori.

Come sottolinea Caterina Sidari nella prefazione, «tutto nasce dalla vivace curiosità che spinge Mirandi ad accostarsi al mondo dell'astronomia, curiosità che spinge Mirandi ad accostarsi al mondo dell'astronomia, stregato e affascinato dal mistero del cosmo e dei corpi celesti. Ciò che inizialmente sembra essere un semplice interesse converte in vera e propria passione, coltivata e nutrita nel tempo dall'assidua consultazione di documenti, libri e dall'osservazione diretta del cielo dall'Osservatorio di Collurania (Teramo) ma soprattutto dalla sua base astronomica privata di Colleverde (Roma)».

Dall'osservazione dei corpi celesti alla loro raffigurazione/trasfigurazione.

Dal cannocchiale ai pennelli, anche con un afflato religioso che traspare in alcuni quadri. Con qualcosa in più... la musica de Le Orme.

La musica della band veneta è musa ispiratrice; d'altronde Le Orme realizzarono uno straordinario disco, “Felona e Sorona” che è la storia di due pianeti.

Il libro-catalogo è quindi arricchito ulteriormente dalle poesie (canzoni) di quel 33 giri del 1973 e dai quadri ad esse connesse.

Gaetano Menna

 


 

AD GLORIAM

un viaggio intorno alla musica

“Ad Gloriam”. Questo il titolo con cui l'artista Leandro Tonino Mirandi presenta la sua mostra di pittura.

“Ad Gloriam”, come l'omonimo disco del gruppo rock-progressive “Le Orme”.

“Ad Gloriam”, come la gloria a cui ogni artista aspira.

Il tema portante è ancora una volta la musica.

Mirandi sembra non dipingere senza di essa; si lascia trasportare dalle note e, perché no, anche proteggere.

Le tele, i cartoncini, le stampe computerizzate ritoccate a mano con l'uso sapiente di acrilici e smalti misti sfoderano un insieme di sensazioni contrastanti.

Potremmo chiamarle sinestesie: intreccio simultaneo di più livelli sensoriali, come la vista e l'udito.

I Genesis, Yes, King Crimson, Pink Floyd, Nice, Moody Blues, Procol Harum, Gentle Giant, E.L.&P., Deep Purple, Jetrho Tull, Dire Straits, Led Zeppelin, Le Orme, PFM, B.M.S., Rick Wakeman, Keith Emerson, Tony Pagliuca, Robert Fripp, Peter Hammill, Peter Gabriel, Tony Banks, Steve Hove, Bill Brufford, Steve Hackett (e solo per citarne alcuni) sono gli indomiti protagonisti della nuova serie pittorica.

Usate come soggetti, le immagini vengono rivisitate con interventi manuali a tratti tanto delicati da risultare impercettibili, a tratti talmente energici da poterli quasi afferrare.

La fonte d'ispirazione è da ricercare in due dei protagonisti maggiori dell'arte definita Pop: Mario Schifano e Andy Warhol.

La tecnica, ma soprattutto lo spirito, rimandano alle atmosfere Pop degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta;

L'apparente indifferenza per le qualità formali a favore di un'arte di massa fu il grande tema di quel tempo e come non sentirne adesso il richiamo?

Anche lo scopo sembra essere lo stesso. L'artista, infatti, non denuncia, non ironizza, non vuole dissacrare nulla. Egli testimonia una realtà che appartiene a tutti.

Non è forse questo il pregio della pop-art?

Mirandi segue l'intreccio, che tanto gli è caro, tra arte e musica, tra sensazione e materia e con pochi tocchi, in ogni caso studiatissimi, fa di una stampa un vero e proprio quadro d'autore.

Già nel 2005 il Comune di Montorio al Vomano (TE) ha ospitato per la prima volta la mostra suddetta e, a distanza di un anno, l'artista ci ha onorato di una seconda occasione nel Comune di Isola del Gran Sasso (TE)- “Pala Isola San Gabriele" (ex Terminal). Adesso aspettiamo solo di vederlo a Roma dove, con frequenza, è solito esporre.

L'evento ha previsto l'esposizione di settantasei opere, frutto di una scelta esclusiva tra i migliori, lasciando (come egli stesso afferma) poco spazio alla musica leggera.

Il suo vuole essere un messaggio d'amore per chi, guardando, riesce a scrutare i misteri della vita. Ed ecco come le immagini, la pubblicità, la televisione, il mito giocano tra i colori, i segni e le interpretazioni che l'artista concede.

Ciò che importa è ciò che resta, l'impronta, l'orma indelebile, l'onda che non torna indietro (come nel titolo di una sua precedente mostra).

La meta?

Ad maiora, ad meliora, o forse solo “Ad Gloriam”.

Mirandi / Gabriella Granieri / Mirandi

 

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